Roma: concessione o autorizzazione 

 

Cosa si intende per vendere solo giornali e riviste? Per il Comune della Capitale,

questa è infatti la condizione per non pagare la concessione edilizia.

Potrebbe essere considerato abusivo, dunque, qualsiasi altro prodotto presente in edicola.

 

Una delle più antiche edicole di Roma, in Via del Corso. Cosa vende oltre a giornali e riviste. Di certo cartoline...Prima delle ferie estive, i rivenditori romani sono stati informati con circolari trionfalistiche che la lunga storia riguardante la “concessione edilizia” si era conclusa felicemente con l’emanazione della legge regionale 30 luglio 2002, n. 28.

Di fatto la concessione veniva trasformata in “autorizzazione edilizia”, esentando così i rivenditori di giornali dai pesanti oneri che avevano tolto sonno e quattrini a tanti giornalai romani.

Qualche comprensibile reazione veniva solo da quei rivenditori che erano stati costretti a pagare anche 12/13 milioni delle vecchie lire, (la legge lascia inalterato il pregresso), e che ovviamente ritenevano di aver subito un vero e proprio atto di santa ingiustizia.

Ma amen.

Alcune OO.SS. si attribuivano tutti i meriti della legge emanata ma erano talmente preoccupate di evidenziare il successo delle loro istanze, che dimenticavano di ricordare il contributo dato anche dalle altre sigle sindacali ma, soprattutto, di dare la giusta chiave di lettura della legge, alla categoria.

Da anni siamo abituati alla mancanza di chiarezza che ci viene somministrata in nome della politica, da destra e da sinistra, ma per questo, da buoni italiani siamo vaccinati.

Sopportiamo meno quando la mancanza di chiarezza proviene da chi dovrebbe avere ben altre finalità istituzionali.

È il caso di questa legge regionale, sulla quale dobbiamo fare tutti una profonda riflessione, prestando la massima attenzione a come potrebbe venire interpretata.

Già nella riunione della VIII Commissione Conciliare del 19 settembre, il presidente Codispoti, in apertura di seduta, gelava tutti noi, dichiarando che si sarebbe rivolto all’Avvocatura del Comune di Roma per conoscere i termini di applicabilità della legge regionale, lasciando intendere chiaramente le sue perplessità.

Ricordiamo che per il Comune di Roma, che si fa forte di una sentenza del TAR del Lazio, l’autorizzazione amministrativa sul suolo comunale è rilasciata solo per vendere giornali e riviste e, di conseguenza, viene considerato abusivo qualsiasi altro prodotto presente in edicola.

A questo punto è pacifico che sommando quanto prevede la legge e la posizione del Comune, chi venderà solo giornali e riviste non avrà più l’obbligo della concessione edilizia.

Ma in edicola c’è ben poco da stare allegri perché con i danni subiti da liberalizzazione, free-press, strillonaggio, vendita porta a porta, distribuzione gratuita, ecc. ecc., il fatturato si è talmente ridotto che, chi vorrà sopravvivere, sarà costretto comunque a inventarsi qualcosa, ma quando richiederà l’ampliamento della tabella merceologica, dovrà automaticamente richiedere e subire gli oneri della concessione edilizia.

Ma anche per il giornalaio che non vuole chiedere l’ampliamento, resta la domanda allarmante e, per ora, senza risposta:

Cosa si intende per vendere solo giornali e riviste?

(Qualcuno ipotizza che anche il cartaceo dei mezzi pubblici potrebbe essere vietato, come CD, VHS e quant’altro non sia giornale o rivista).

È vero che una sentenza del TAR non fa legge, ma è anche vero che al momento le cose stanno così e, la categoria, non solo non deve essere tranquillizzata, ma deve essere allertata per difendere i suoi sacrosanti diritti.

Non è tempo di trionfalismi pre-elettorali, oggi le organizzazioni sindacali hanno una sola possibilità se non vogliono arrecare ulteriori danni ai giornalai: lavorare insieme compatte per ottenere quello che riteniamo sia un sacrosanto diritto dei rivenditori, demolendo e contrastando con tutti i mezzi le tesi del Comune di Roma e per restituire alle edicole gli strumenti per sopravvivere.

E pensare che la regione Lombardia con un provvedimento del 10 luglio 2002 ha approvato gli indirizzi regionali in attuazione della legge 170, con una sensibilità e un’attenzione ai problemi dei rivenditori veramente particolare!

Lasciando da parte le altre normative, già pubblicate da Azienda Edicola n. 4 basta ricordare che i nostri colleghi lombardi (e qui il lavoro dello Snag di Milano è stato determinante) potranno dedicare fino al 30% dello spazio in edicola per la vendita dei prodotti non alimentari, compreso il pastigliaggio!

Una vera e propria discriminazione fra i rivenditori di Milano e Roma! Smettiamola di cantar vittoria e diamoci da fare.

 

 

LEGGE REGIONALE 30 luglio 2002, n. 28

Disposizioni urbanistiche per l’installazione

di edicole adibite prevalentemente

alla vendita di quotidiani e periodici.

 

Art. 1 - Oggetto

1. La presente legge detta disposizioni urbanistiche per la installazione di edicole adibite prevalentemente alla vendita di quotidiani e periodici.

 

Art. 2 - Definizione

1. Ai fini della presente legge è considerata edicola ogni manufatto adibito prevalentemente alla vendita di quotidiani e periodici posto sul territorio comunale e privo di ancoraggi a terra, con esclusione di quelli relativi a cavi telefonici, cavi elettrici ed eventuali collegamenti con le tubature fognarie.

2. Per l’installazione delle edicole di cui al comma 1 non è fatto obbligo di servizi igienici anche chimici, considerato il fatto che tali edicole sono praticabili solo dagli operatori addetti alla vendita.

 

Art. 3 - Disposizioni tecniche

1. Ferme restando le prescrizioni e i divieti previsti dal decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 (Nuovo codice della strada) e successive modifiche, i comuni, nell’ambito dello strumento urbanistico generale e in conformità ai piani di localizzazione dei punti ottimali di vendita di quotidiani e periodici nonché a quanto previsto dall’articolo 2, comma 2, indicano disposizioni tecniche da rispettare per l’installazione delle edicole, tenendo conto dei seguenti criteri:

a) la superficie massima concedibile non deve superare i trenta metri quadrati ovvero i ventiquattro metri quadrati limitatamente alle edicole che ricadono nei centri storici, definiti ai sensi dell’articolo 60 della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 38, da realizzare secondo tipologie compatibili con le caratteristiche degli stessi;

b) l’altezza, misurata all’interno delle edicole, non deve superare i 2,70 metri.

 

Art. 4 - Autorizzazione edilizia

1. Per l’installazione delle edicole di cui all’articolo 2, che rispettino gli strumenti urbanistici e le disposizioni tecniche di cui all’articolo 3, è richiesta l’autorizzazione edilizia.

2. Resta fermo l’obbligo della concessione per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche.

 

Art. 5 - Variante automatica

1. Le disposizioni della presente legge costituiscono variante automatica allo strumento urbanistico comunale generale ed alle relative norme tecniche di attuazione.

 

Art. 6 - Disposizione transitoria

1. Rimangono salve le concessioni edilizie già rilasciate prima della data di entrata in vigore della presente legge.

 

 

Catania: la burocrazia modifica le leggi 

…ma poi fa marcia indietro.

 

Il tempestivo intervento dello SNAG catanese ha fatto rientrare, all’ultimo minuto, una “determina”

che avrebbe potuto scatenare l’appetito allo spostamento in centro  di molte edicole.

 

Lo SNAG, a firma del segretario Antonino Alicata, ha inviato alle Autorità compe tenti, una lettera di protesta contro una determina, da parte del responsabile del settore commercio del Comune, che ha, di fatto “annullato le distanze previste di 350 metri tra le edicole”.

Ecco una sintesi della lettera:

“(…) in considerazione  del fatto che il Comune di Catania non ha predisposto, in base al decreto regionale, in materia di piani comunali di localizzazione dei punti ottimali di vendita di giornali, quotidiani e periodici il piano degli edicolanti, l’Assessore regionale al Commercio ha provveduto a nominare il Commissario ad acta che, dopo aver sentito le associazioni di categoria, con atto n.64 del 9.5.2000, ha adottato il piano, vistato dal CORECO centrale di Palermo l’8.6.2000.

A questi atti ha fatto seguito la determina n.18 A/0589 del 28.5 2002, della XVIII Direzione Attività Produttive Commercio Artigianato Agricoltura e Pesca a firma di Angelo Caffarelli, che ha annullato i vincoli della distanza di 350 metri, da altri punti di vendita nei casi di trasferimento delle edicole all’interno del territorio della propria Municipalità”.

“In realtà – precisa la lettera – la legge 25.02.87 n.67 e la legge 5.8.1981 n.416, nonché il decreto regionale, stabilisce che la distanza minima tra singoli punti di vendita non può essere inferiore a 350 metri, calcolati per il percorso più breve”.

“È inquietante – aggiunge la nota – che, adottando un’argomentazione del tutto singolare e, a nostro avviso, discutibile, con una “determina da burocrati” sia stata modificata una norma di legge. C’è da dire – continua la lettera – che la norma in questione ha causato l’anomala installazione di un’edicola in Via Castorina a distanza di 50 metri da quella esistente in via Torino 98/bis e dell’altra in Via Caronda 327/bis a distanza di 100 metri”.

“Le conseguenze future – conclude la nota – rischiano di essere ancora più aberranti in quanto nulla esclude che tra breve, alcuni edicolanti per convenienza e discrezionalmente, chiedano nell’ambito della stessa Municipalità, anche in presenza di altre edicole nelle vicinanze, di trasferirsi alla Circonvallazione, al Viale M. Rapisardi, in Via Leucatia, al Viale Ruggero di Lauria, al Corso Italia, al Viale Vittorio Veneto, al Corso Sicilia, in Via Umberto, in Piazza Università e, perché no, in Via Etnea”.

Infine, è stato chiesto alle Autorità competenti il “ripristino della legalità”, poiché tale determina è in palese violazione della legge e si vanifica la programmazione con un danno per il settore, per gli editori e per gli edicolanti.

E a metà ottobre, in occasione di un nuovo incontro del direttivo SNAG, capeggiato da Salvo Lo Bianco e Antonino Licata, con Sandro Gaglio, Assessore al Commercio, la questione è stata finalmente chiarita.

I rivenditori interessati a informazioni in merito possono rivolgersi a:

SNAG-Confcommercio

Via Mandrà, 8 - Catania

Tel. 095.351253 - fax 095.536211

 

 

Salvo Lo Bianco nuovo presidente SNAG

 

“Il pagamento dello sconto intero sul prezzo di copertina degli abbinamenti, un compenso per i gadget che non sono prodotti editoriali, una norma tassativa che assicuri forniture agli edicolanti in base al loro reale fabbisogno, il riconoscimento della professionalità e del servizio che viene assicurato ai lettori per oltre 300 giorni l’anno, dare lustro alle edicole che vendono il 92% dei prodotti editoriali”. Queste sono state alcune richieste discusse nel corso della riunione degli edicolanti tenutasi il 3 ottobre nel salone SNAG -Confcommercio di Catania.

L’assemblea, ha eletto nuovo presidente dello SNAG-Confcommercio, Salvo Lo Bianco, ringraziando Giuseppe Gozzo (che a norma dello statuto ha superato i mandati previsti) per l’impegno profuso in tutti questi anni  ai vertici del sindacato catanese.

Il nuovo Consiglio direttivo resta, quindi, così composto:

Presidente: Salvo Lo Bianco

Vicepresidenti: Antonino Lo Presti, Anna Maria Sapienza, Paolo Denaro

Consiglieri: Filippo Barbagallo, Rosa Battiato, Salvatore Gullotta, Antonino Carace, Carmelo Cassaniti, Rosario Cutuli, Agata Anna De Stasio, Claudio Lizzio, Alfio Lombardo, Maria Lentini, Sebastiano Mazza, Antonino Murace, Giuseppa Marullo, Maria Olivieri, Giuseppe Pappalardo, Pancrazio Petralia, Rosa Velardi. Segretario: Antonino Alicata.

 

Benvenuto allo SNAG - LATINA

 

A Latina, dove da tempo si era creato un gruppo sindacale autonomo di rivenditori della città e dell’interland, è nata il 30 settembre la struttura provinciale dello Snag Latina.

Alla cerimonia di costituzione ha partecipato il Consiglio Direttivo dello Snag Roma presieduto, che ha tenuto a battesimo questa nuova organizzazione sindacale dello Snag.

Lo Snag Latina assume notevole rilevanza in quanto andrà a operare nel vero polmone industriale del Lazio, in un contesto socioeconomico dalle problematiche estremamente differenziate. Infatti, oltre ai soliti e naturali problemi con le agenzie di distribuzione e con gli editori, lo Snag Latina sarà impegnato con il Comune della Città per il nuovo “piano edicole” come previsto dalla legge regionale. La stesura del piano si presenta particolarmente difficoltosa, data la natura del territorio e le sue realtà, ed è prevedibile che richiederà ai membri del Consiglio Direttivo Provinciale il massimo impegno personale.

Con voto plebiscitario entrano a far parte del Consiglio Direttivo Fabrizio Conti, Emilio Chiacchiarini, Danilo Comini.

Per informazioni rivolgersi a:

Snag Latina  c/o edicola D’Andrea,

via della Stazione, 04013 Latina,

fax 0773.630173.

Roberto Paoli - fax 0773.690278.

 

EDICOLANTE? NO, SCULTORE

 

Roberto Massimo AranciQuando lo andavo a trovare nella sua edicola di Monte Mario (Roma), oltre al piacere di incontrarlo mi regalavo minuti preziosi di uno spettacolo incredibile: Roberto Massimo Aranci dirigeva come un professore d’orchestra i suoi selezionati clienti e per tutti aveva oltre il sorriso, un’informazione, una battuta, una risposta adeguata. La sensazione era che il piccolo e informatissimo giornalaio, fosse diventato l’amico e consulente di quei clienti, indipendentemente dal fatto che fossero illustri clinici, brillanti architetti, principi del foro o ammiragli in servizio.

Sono convinto che ci siano altri rivenditori come Massimo, ma desidero parlare di lui per rivalutare anche tanti suoi ex colleghi che dietro il banco dell’edicola vedono soffocata la propria personalità e, a volte, i propri sogni.

Con mio grande dispiacere, Massimo ha ceduto la sua edicola e ha realizzato a tempo pieno una delle sue grandi aspirazioni, la scultura.

Molte delle sue opere sono ispirate ai grandi drammi del nostro secolo come il bel monumento contro le mine antiuomo in Roma ma, in tutte, quello che colpisce è l’intensità della sua espressione artistica.

Grazie Massimo per quello che ancora ci potrai dare!

 

Lino Maesano

 

Trieste: arretrati e rifornimenti, nota dolente

 

“Ci sono problemi soprattutto per i rifornimenti – spiega Franco Varagnolo dell’edicola Varos di Trieste – Cerchiamo comunque di andare d’accordo con il nostro distributore con reciproci compromessi. Qualche difficoltà tecnica la troviamo a volte con il richiamo delle rese, ma è soprattutto la mancanza di soddisfazione nella richiesta degli arretrati che pesa sul nostro lavoro”.

 

Udine: qualche lungaggine ma anche soddisfazioni

 

“Sono soprattutto i tempi lunghi nei rifornimenti quelli che vorrei fossero superati dal distributore che dovrebbe agevolarci maggiormente nel lavoro giornaliero – dice Maria Nicoletta Mazzarisi”.

Soddisfatta, invece, Ilda Pia Candotto di Gonnars (Udine): “Siamo trattati bene dal nostro distributore e, quando si verificano problemi, veniamo ascoltati e se si può accontentati. Le consegne sono regolari, qualche volta si possono verificare errori sulle rese, ma l’importante è venirsi incontro e risolvere le piccole controversie”.