A VOI LA PAROLA 

 

“Mancano spesso giornali di cui l’edicolante avrebbe

bisogno più copie e abbondano di pubblicazioni meno vendibili”

conferma Maurizio Morandini

della Litoranea Editoriale.

 

Nel tragitto che porta i giornali dagli editori all’edicola...Nel tragitto che porta i giornali dagli editori all’edicola, il ruolo del distributore locale ha, da sempre, una grande importanza.

E il rapporto fra il rivenditore di giornali e il suo partner è spesso così conflittuale da rendere la vita lavorativa molto complicata. Attraverso la pubblicazione delle lettere dei nostri lettori questi problemi vengono evidenziati e, laddove necessario, portati anche tramite nostro, davanti alla FIEG.

Per fortuna, però, ci sono situazioni diverse e, proprio per “par condicio” ci sembra giusto andare a verificare come e perché ci siano delle isole felici, o quasi, in cui i rapporti fra l’edicola e il suo distributore locale, funzionano con vantaggi per tutti.

Anche se, è evidente, che certi problemi a monte restano, problemi che nascono essenzialmente per la politica diffusionale degli editori.

Iniziamo dal Friuli Venezia Giulia dove operano la Litoranea Editoriale che rifornisce l’intera provincia di Trieste e il mandamento di Monfalcone e la Dis-Pe che opera nella zona di Udine.

Due ditte che fanno capo alla famiglia Morandini: il padre Costantino è l’amministratore della Dis-Pe, il figlio Maurizio della Litoranea Editoriale.

 

COME È ORGANIZZATO IL LAVORO A TRIESTE

 

La Litoranea (uffici) Monfalcone“Il nostro lavoro inizia in piena notte – spiega Maurizio Morandini, amministratore della Litoranea Editoriale di Trieste – Facciamo orario continuato dalla mezzanotte alle 14,30. La distribuzione si divide in due fasi: la prima riguarda i quotidiani che ci arrivano alle 4 del mattino ed entro le 6,30 provvediamo a recapitarli alle edicole di nostra competenza. La seconda fase si svolge dalle 7 alle 14, quando sono consegnate le pubblicazioni assemblate nelle ventiquattr’ore precedenti: solitamente i periodici. Nella mattinata ci occupiamo, nel limite delle giacenze in magazzino, di rifornire le testate andate in esaurimento”.

Spesso però gli edicolanti reclamano perché non sono serviti adeguatamente.

“Certo, hanno ragione, perché noi possiamo esaudire le loro richieste soltanto in base alle disponibilità ed entro i limiti delle programmazioni editoriali – ammette Maurizio Morandini – Mancano spesso giornali di cui l’edicolante avrebbe bisogno più copie, mentre abbondano invece pubblicazioni meno vendibili. Fino all’esaurimento di copie di quotidiani e periodici riforniamo le nostre edicole nella mattinata, ma il quantitativo che riceviamo è spesso insufficiente”.

Discorso diverso è quello che riguarda i collezionabili: “La De Agostini e la Fabbri hanno capito che per consentire la conclusione delle loro opere era indispensabile garantire al collezionista il recupero delle copie eventualmente perdute e così, ora, gestiscono direttamente il loro servizio arretrati e noi funzioniamo solo come inoltro all’edicolante”.

Conosciamo le lamentele dei rivenditori. Ma quali sono i problemi che i distributori trovano, invece, con i clienti che riforniscono?

“L’incapacità del rivenditore di recepire le nostre difficoltà nel gestire un rapporto paritetico con i clienti, ovvero soddisfare tutti o scontentarne il meno possibile – risponde Maurizio Morandini – Il rivenditore non capisce a quali costi distributivi siamo costretti per offrirgli un servizio accettabile. Va anche detto che in questi ultimi dieci anni il nostro lavoro si è molto complicato e i contrasti nascono anche nel capire i sistemi in cui si opera”.

E che dire delle diversità tra quantitativi in bolla ed effettivamente consegnati?

        “I volumi che movimentiamo ogni giorno sono aumentati, si assemblano 150-200 mila pezzi quotidianamente, la percentuale di errore esiste, anche se minima – ammette l’amministratore della Litoranea Editoriale – Come distributori abbiamo migliorato molto la nostra gestione con l’informatizzazione e credo che questa potrà diventare vitale anche per gli edicolanti che, gradualmente, sapranno gestire la propria rivendita nello stesso modo. Certo, il problema dei rifornimenti, le copie in meno o in più rispetto a quelle richieste ci saranno sempre, ma non dipenderà né da noi né dal giornalaio”.

In molti auspicano il miglioramento dei rapporti attraverso la firma del prossimo Accordo Nazionale.

“Il fatto che al tavolo delle trattative sieda anche l’ANADIS è solo positivo per la nostra categoria – conclude Maurizio Morandini – Risolvere all’origine i problemi può evitare contenziosi futuri lungo la filiera. Mi auguro che quanto verrà raggiunto, e firmato come Accordo, possa solo migliorare i rapporti”.

 

UDINE: DOPPIA SEDE PER LA DIS-PE

 

Preparazione dei bancali e rese con controllo vocale“La nostra ditta ha suddiviso il lavoro in due sedi – spiega Costantino Morandini, amministratore della Dis-Pe – La prima provvede alla distribuzione di quotidiani e periodici e inizia la sua attività ogni giorno alle 2,30-3 per terminarla alla conclusione del servizio a tutti gli edicolanti da noi forniti. Il secondo magazzino opera dalle 6-7 del mattino fino alle 14 e si occupa principalmente delle rese”.

Un lavoro che la Dis-Pe cerca di svolgere in maniera capillare, unico limite il quantitativo di giornali fornito dagli editori.

“Il mercato è fortemente condizionato dai gadget – afferma Costantino Morandini – Alcuni giornali vanno a ruba quando sono uniti a iniziative speciali. In questo caso gli edicolanti ci richiedono copie in più, ma possiamo accontentarli limitatamente a quanto abbiamo in magazzino. È interesse comune vendere di più e non tenere invenduto se richiesto”.

Sul rifornimento in giornata la Dis-Pe è a disposizione degli edicolanti: “Nel caso si possa soddisfare la richiesta di nuove copie già in mattinata – racconta Costantino Morandini – siamo pronti a esaudire gli edicolanti che di persona vengono a rifornirsi presso i nostri magazzini. Solo in casi eccezionali provvediamo noi a consegnare alla rivendita”.

A Udine, negli anni, il rapporto distributore-edicolante è migliorato secondo il parere dell’amministratore della Dis-Pe: “Molti contenziosi sono caduti perché è maturato il nostro interlocutore, è cresciuta la capacità dell’edicolante. Rimangono problemi tecnici soprattutto sul riconoscimento di pubblicazioni con titoli diversi rispetto a quanto risulta dai documenti. Nel limite del possibile, noi evidenziamo queste differenze sulla bolla di consegna”.

Miglioramenti sono già avvenuti nel lavoro e le differenze di quantitativi, tra quanto risulta in bolla e quanto consegnato, sono ormai casi limite.           

Cosa vuol dire? “Per i quotidiani usiamo il sistema vocale, un controllo effettuato dall’operatore che consente un vantaggio al 99% per l’edicolante: il nostro operatore lavora su un computer al quale comunica a voce, attraverso un microfono, quanto sta contando manualmente. Il confronto sulle bolle è quindi veloce e preciso tanto che, da questi controlli, spesso sono risultati anche crediti per il rivenditore che è stato da noi, prontamente pagato.

Per i periodici contiamo molto sull’introduzione dei codici a barre. Per eventuali problemi, comunque, come Di-Spe – precisa Costantino Morandini – siamo stati sempre, e lo saremo anche in futuro, aperti a controlli dei pacchi di giornali nei nostri magazzini da parte degli edicolanti o dei loro rappresentanti sindacali.

Questo per far vedere come lavora la nostra ditta”.

 

MOLTE RICHIESTE, MA POCHE LE COPIE

 

Il problema si è verificato dopo il periodo estivo con le iniziative promosse da Corriere della Sera ed Espresso.  Edicole prese d’assalto, ma copie da vendere insufficienti.

Programmazioni sbagliate dagli editori?

 

A svuotare le edicole di copie del Corriere della Sera e dell’Espresso sono state le promozioni di fine estate. Il quotidiano di via Solferino ha iniziato la collana di film con La Vita è bella di Benigni e subito le copie del giornale e sono andate a ruba. Risposta altrettanto positiva per l’Espresso con Il Libro della salute, una raccolta a dispense che ha interessato

molti lettori.

“Purtroppo non riusciamo mai ad avere una quantità di copie che ci consenta di lavorare in maniera ottimale” afferma Antonio Valenti di Ascoli Piceno. “A fronte di un aumento di richiesta del pubblico, non c’è un rifornimento adeguato, malgrado le nostre lamentele e continue sollecitazioni. Soprattutto nelle prime settimane, coincidenti con il periodo ancora estivo, la quantità consegnata era addirittura in calo rispetto al normale”.

“Non riuscendo a soddisfare il lettore a volte si fanno anche discussioni che si potrebbero evitare” spiega Armando Torretta di Genova. “Il mercato editoriale è bizzarro e le iniziative a prezzi stracciati trovano sempre una risposta positiva nel grande pubblico. A me è capitato di “bruciare” in mezza giornata le copie di giornali consegnatemi. Ad arrabbiarsi di più è il cliente abituale che esige giustamente il servizio dalle nostre edicole. La cattiva programmazione degli editori e, conseguentemente della distribuzione, ha finito così con il danneggiare tutti”.

Ma c’è anche chi, invece, per sua fortuna, ha saputo far fronte alle richieste dei lettori.

“Si è venduto bene” ammette Nadia Dinelli di Viareggio. “Non ci possiamo lamentare per i rifornimenti che sono stati puntuali e in quantità ottimale. Problemi ci sono stati invece con i collezionabili: diversi clienti non hanno trovato il primo numero delle nuove raccolte di settembre. Le quantità che gli editori hanno mandato sono state insignificanti rispetto al battage pubblicitario”.

C’è anche chi dopo l’arrembaggio iniziale, ha visto tutto rientrare nella norma: “Per la prima uscita con La vita è bella del Corriere della Sera siamo stati letteralmente presi d’assalto - dichiara Giovanna Grutteria di Lamezia (Catanzaro) - ma le successive videocassette allegate al quotidiano sono state vendute discretamente ma senza esaurimento scorte. Discorso diverso per l’Espresso: molti lettori hanno rinunciato a collezionare Il Libro della salute perché non hanno trovato in edicola le prime copie che, anche in questo caso, erano andate esaurite. Un peccato perché in prospettiva si sarebbe potuto vendere di più”.

Soddisfatti altri edicolanti: “Tranne i primi giorni di lancio editoriale delle nuove iniziative – commenta Andrea Fabbricati di Modugno (Bari) – siamo riusciti a far fronte alle richieste. Sia per una minor domanda, ma anche per un rifornimento adeguato”.

Sulla stessa linea Giovanni Mancini di Tivoli (Roma): “Era logico aspettarsi una richiesta iniziale così numerosa. Per questo le difficoltà per accontentare i clienti nei primi giorni erano prevedibili. La situazione è andata via via migliorando e siamo riusciti a far fronte alla domanda con opportune forniture giornaliere”.

Situazione altalenante invece a Romano di Lombardia (Bergamo) per Monica Rossi. “Per quanto riguarda il Corriere della Sera, siamo riusciti ad accontentare praticamente tutti gli acquirenti. Discorso diverso invece per i settimanali: rispetto alla domanda, Panorama e l’Espresso ci sono consegnati sempre in numero inferiore a quanto servirebbe. Inutili sono stati i nostri solleciti, addirittura con fax agli stessi editori”.

In altre località si è vissuta una situazione di vera e propria emergenza e conseguente malcontento sia fra gli edicolanti che tra i clienti.

“Nella mia edicola arriva solamente un terzo del fabbisogno” sottolinea Maurizio Speciale di Scandici (Firenze). “Con i riordini arriviamo a coprire, al massimo, la metà della domanda. Per il lancio di iniziative speciali, a volte, si riesce a fronteggiare la domanda delle prime uscite grazie al maggior numero di copie che arriva, ma poi c’è il crollo che, automaticamente, scoraggia i clienti. Da dieci anni ho

un’edicola ma mai come in quest’occasione mi è capitato di dover rincorrere il distributore per essere rimasto sprovvisto di giornali”. 

 

Enrico Venni

 

Foggia: edicole sfornite prima e dopo le ferie

 

Rimanere aperti con l’edicola sfornita di giornali rappresenta un danno per tutta la categoria. Una denuncia di grave disagio ci arriva da Carmine De Ninno, segretario provinciale dello SNAG di Foggia.

“Dieci giorni prima della chiusura delle edicole per il periodo estivo incominciamo a rimanere sforniti di quotidiani e riviste – spiega De Ninno – e la stessa cosa si verifica quando riapriamo le rivendite. Un fenomeno che, come struttura locale dello SNAG, abbiamo già denunciato a distributori ed editori. Vogliamo, infatti, garanzie di poter svolgere la nostra professione seriamente.

Che cosa si vuole ottenere con questo metodo di lavoro? Si vuole forse costringerci a non andare più in ferie per garantire le vendite anche nei mesi estivi? Ma a che pro, se poi gli editori consegnano comunque meno copie ai distributori?”.

L’azzeramento delle forniture rappresenta un danno pesante per gli edicolanti cui si aggiunge un altro problema del quale si ritengono responsabili soprattutto gli editori.

“Sempre a Foggia ci siamo trovati sforniti di copie del CORRIERE DELLA SERA con le “videocassette” e dell’ESPRESSO con “Il libro della salute” – continua Carmine De Ninno. – Dopo aver sollecitato una distribuzione più efficace, siamo stati costretti ad avvertire i nostri clienti e a scusarci con loro esponendo appositi cartelli. Non è forse nell’interesse dell’editore vendere più copie? Ma, evidentemente, vendita e rifornimento, non sembrano andare d’accordo!”