L'Esperto: Carlo Leopardo
L'ESPERTO RISPONDE
A cura di Carlo Leopardo

 

Che disagio le consegne in ritardo!

 

 

I Giornali arrivano anche a mezzogiorno

Ho recentemente acquistato un’edicola e quindi sono da poco entrata in questo mondo che, a giudicare dagli inizi, sembra proprio una giungla. Il mio problema sono i fornitori che sono sempre perennemente in ritardo al punto che mi consegnano i quotidiani persino alle ore 12,30 e, comunque, se sono fortunata non prima delle 9.00/10.00. Questo comporta disagio per i clienti e danno economico. Visto che a breve dovrei stipulare a mio nome i contratti con tali fornitori, come posso tutelarmi? Si possono inserire nel contratto clausole inerenti la tempistica delle consegne ed eventuali sanzioni, oppure esiste un contratto standard per tutti con vincoli anche per i fornitori? Se così fosse potrei riceverne una bozza in modo da essere più preparata in materia? In ogni caso vorrei consigli su come muovermi. Grazie e distinti saluti.

L.P. - Perdasdefogu (NU)

 

Il suo è un problema che purtroppo si ripete con una certa frequenza. Se ne è discusso più volte nelle sedi opportune ricevendo risposte evasive e senza ottenere interventi risolutivi.

Per quanto riguarda la seconda parte della sua lettera, le comunico che lei non deve stipulare alcun contratto con il suo distributore locale. Diritti e doveri (quindi anche i suoi) dei componenti la filiera editoriale sono contenuti nell’Accordo Nazionale attualmente in vigore e non è necessario, lo ribadisco, firmare alcun contratto con il distributore locale.

 

Una risposta per la vendita a carattere stagionale

Cosa dice esattamente la normativa sul rilascio delle autorizzazioni per la vendita di quotidiani e riviste a carattere stagionale? È possibile che una rivendita stagionale venda entrambe le tipologie di prodotti? Possono essere rilasciate due autorizzazioni stagionali (di cui una a un tabaccaio e una a una cartoleria) in un paese che d’estate arriva sì e no a 3.500 abitanti? Eventualmente, nel caso avessi ragione, a chi posso rivolgermi? Grazie per l’attenzione e per il prezioso aiuto che ci date.

Elio - San Vito Romano (RM)

 

L’attività di rivendita di giornali quotidiani e periodici anche a carattere stagionale è soggetta al rilascio di autorizzazione da parte dei comuni. Per i punti di vendita esclusivi l’autorizzazione è rilasciata nel rispetto dei piani comunali di localizzazione (Art. 2, comma 2, D.lgs n. 170 del 24 aprile 2001). Il sistema di vendita della stampa quotidiana e periodica si articola su tutto il territorio nazionale in punti vendita esclusivi e non esclusivi (Art. 1, D.lgs n. 170 del 24 aprile 2002). Possono essere autorizzate all’esercizio di un punto vendita non esclusivo anche le rivendite di generi di monopolio, e gli esercizi adibiti prevalentemente alla vendita di libri e prodotti equiparati, con un limite minimo di superficie di 120 mq. Io le ho dato i parametri di legge, a lei il compito di valutare se questi parametri sono stati rispettati. Per maggiori delucidazioni si può rivolgere allo SNAG provinciale di Roma (via E. Franceschini, 56/C - tel. 06.4078032 - fax 06.40815770 e, se sono stati commessi degli abusi, può fare ricorso al tribunale amministrativo regionale (TAR).

 

Come vendere solo pubblicazioni motociclistiche

Siamo una catena di negozi di moto e accessori e vorremmo introdurre una mini edicola dedicata esclusivamente alle pubblicazioni motociclistiche.

Come possiamo procedere?

a - Accordarci con un’edicola esistente: in questo caso fiscalmente come potremmo gestire la cosa? Saremmo in regola al 100%?

b - Diventare un’edicola: quanto è complesso il tutto?

Cordiali saluti e grazie.

S.F. - Monza (MI)

 

Rispondo alle vs. ipotesi:

a - Non è possibile, perché per vendere i giornali bisogna possedere un’autorizzazione comunale in assenza della quale la vendita è da considerarsi abusiva con tutte le conseguenze del caso.

b - Per diventare edicola, con le leggi vigenti nutro seri dubbi che vi possano rilasciare un’autorizzazione comunale. Avreste dovuto effettuare la richiesta al tempo della sperimentazione che prevedeva, appunto, la possibilità di diventare edicola limitatamente a un certo tipo di testate collegate alla tipologia di vendita del negozio. Ma questa alternativa non ha avuto alcun successo sia per la mancanza di richieste che per gli altissimi costi di distribuzione che avrebbe comportato. Nella vostra zona c’è un vecchio proverbio dialettale che, tradotto in italiano, dice: “Ognuno faccia il proprio mestiere”.

 

Chiudere d’inverno una volta al mese

È possibile chiudere l’edicola per il turno di riposo una domenica al mese solo per il periodo autunno - inverno? Quali regole bisogna rispettare con gli edicolanti vicini, con il comune e con il distributore? Grazie per il servizio che ci rendete e cordiali saluti.

M.D. - Cavi di Lavagna (GE)

I turni di riposo domenicali sono a cadenza quattordicinale e sono, attualmente, facoltativi. La risposta al suo quesito è, quindi, affermativa: è possibile fare quanto lei chiede. Sarebbe logico chiudere in alternanza all’edicola più vicina aperta. Comunichi al suo distributore locale la decisione presa e le domeniche di chiusura affinché possa programmare il piano vendita.

 

Problemi causati dal rifacimento della piazza

Dal 1998 sono titolare di un’edicola chiosco situata in una piazza, su suolo pubblico. Il comune sta progettando il rifacimento della piazza. Vogliono eliminare tutti i parcheggi esistenti per realizzare un’aiuola, conservare il transito ai non residenti e creare una rotonda sull’entrata della piazza facendomi spostare il chiosco. Io lavoro molto con il passaggio e temo di essere danneggiata. Vi chiedo se il comune può obbligarmi allo spostamento e chi deve pagare le spese. Quali sono i miei diritti? A chi posso rivolgermi per essere tutelata? Grazie.

M.B. - Senago (MI)

 

Normalmente le concessioni di occupazione del suolo pubblico sono rilasciate con la clausola che, per motivi di pubblica utilità, possono essere revocate e le spese di ripristino del terreno occupato sono a carico del concessionario (in questo caso il giornalaio). La procedura adottata dal suo comune è quindi legittima. Le consiglio di contattare gli organi competenti (Assessorato all’urbanistica, Assessorato al commercio), può anche rivolgersi al nostro sindacato provinciale di Milano (SNAG - via S. Sisto, 3 - tel. 02.878700) che, conoscendo il territorio provinciale, potrà esserle di aiuto.

 

24 Km, per recuperare le riviste

Il mio è un problema annoso che non è stato ancora risolto. Il corriere che mi fornisce le riviste (non i quotidiani) le porta a Valsinni che dista 6 km da Colobraro, le deposita presso l’edicola e io per recuperarle devo scendere due volte la settimana, in tutto 24 km. Vi domando se tutto ciò è lecito e se il corriere non è tenuto a far pervenire le riviste alla mia edicola. Grato se mi potrete dare qualche chiarimento in merito.

A.M. - Colobraro (MT)

 

Il distributore locale deve consegnare le pubblicazioni direttamente al suo punto vendita, quindi sta subendo un abuso. Per risolvere il problema si deve esporre in prima persona rivolgendosi al Sindacato Giornalai più vicino, oppure alla Federazione Italiana Editori Giornali (Via Piemonte, 64 - 00187 Roma - tel. 06.4881683).

 

Quante vetrine sulle pareti esterne del chiosco ?

Vorrei cambiare il mio chiosco con vendita all’interno e vorrei sapere se esiste una legge che regolamenta l’uso di vetrine esterne. In sintesi: è obbligatorio avere un minimo di vetrine sulle pareti esterne del chiosco?

M.P. – Siena

No, ma deve verificare in Comune quali sono i vincoli estetici legati all’ambiente circostante.

 

Una cooperativa inaffidabile

Sono un edicolante siciliano e vi scrivo per lamentarmi del distributore locale che si affida per il controllo resa a una cooperativa fatta da giovani ragazzi che, ricevendo una modesta retribuzione, non garantiscono una resa fatta correttamente. È inoltre quasi impossibile comunicare per telefono in quanto non rispondono mai.

A.C.

 

Per quanto riguarda la conflittualità legata alla non corrispondenza delle rese, come ho più volte messo in evidenza, le consiglio di fare le rese alla presenza di un testimone che sia disponibile a certificare le stesse ed eventualmente a garantire la precisione delle stesse. Se continuassero a esserci delle discrepanze alla ricezione, potrebbe fare un esposto alla magistratura per appropriazione indebita, mettendo così il distributore di fronte alle responsabilità della cooperativa e quindi delle proprie.

 

Resa per un collezionabile

Entro quanto tempo un distributore può accettare in resa un collezionabile non fatto in resa al momento del richiamo in bolla?

G.M. - Erice Casa Santa (TP)

 

Ritengo possibile la resa di un collezionabile sino al termine dell’opera (vi sono già stati casi del genere e nulla è stato obiettato). Le suggerisco, qualora un cliente si renda irreperibile, di rendere i fascicoli quando la loro giacenza presso la sua rivendita ha raggiunto il numero 5 o 6. In ogni caso se ha dei problemi, contatti la casa editrice interessata.

 

Mancano i regali nelle riviste

Il distributore locale molto spesso mi invia le riviste senza i regali. La situazione è diventata davvero insostenibile e vorrei sapere se c’è la possibilità di denunciare il distributore per appropriazione indebita. Vi chiedo come si può risolvere un problema così grave per noi rivenditori?

C.F.

Se ha le prove di indebita appropriazione sì, in caso contrario rischia una querela per diffamazione. Non ho soluzioni certe per risolvere il problema che, purtroppo, è presente su tutto il territorio nazionale. Se rimane in forme contenute, anche se a malincuore, lo consideri episodico, in caso contrario potrebbe esporre il problema agli uffici diffusione delle riviste interessate esponendo il problema e invitando a un controllo serio sul suo distributore locale.

 

La distribuzione pilotata dagli editori

Ho un’edicola appena fuori dal centro storico con un bar a poca distanza che vende anch’esso giornali e riviste. La distribuzione delle riviste secondo me non è fatta correttamente in quanto le copie delle riviste con gadget, in 2 o 3 copie, sono assolutamente insufficienti rispetto alle richieste. Ho constatato inoltre che al supermercato le copie distribuite sono ben 8 e non sto a descrivere quante altre irregolarità. Ho anche saputo che gli editori ordinano al distributore locale il numero delle copie da distribuire. Auguro loro di ricevere in resa una buona parte delle medesime perché invendute dal momento che non possiamo venderle noi edicolanti. Vi saluto e vi ringrazio.

M.G.A. - Verona

 

Il bar e il supermercato vendono i giornali perché sono in possesso di regolare autorizzazione comunale, in caso contrario sarebbero passibili di denuncia per vendita abusiva. Perciò, piaccia o non piaccia, giuridicamente sono rivendite come la sua. Lei dovrebbe poter controllare i criteri distributivi, perché se il parametro usato risulta uguale a tutte le rivendite, il maggior numero di copie da lei riscontrato dovrebbe corrispondere a una maggiore capacità di vendita dei negozi da lei citati (i quantitativi distribuiti non sono, ovviamente, uguali per tutte le rivendite).

In caso contrario se si dovesse riscontrare qualche “favoritismo” nei confronti di questi punti alternativi può contattare Luigi Cristanelli - Piazza De Gasperi, 78 - Raldon - Tel.045.8730156, del nostro sindacato provinciale di Verona che potrà intervenire in merito.

 

Un trasferimento obbligato

Sono proprietario di un chiosco stagionale situato su terreno demaniale (ora in carico alla provincia) in prossimità di un fiume. Se verrà approvato il progetto sarà allargata la sede del fiume. In tal caso il comune mi offrirebbe un sito alternativo ove collocare il mio chiosco. A questo punto vi pongo tre quesiti:

- Posso rifiutare un’altra collocazione se non è della stessa importanza commerciale di quella che dovrei lasciare?

- Essendo le condizioni del chiosco (di 30 anni) tali da renderlo intrasportabile, posso chiedere al comune un aiuto finanziario parziale o ancor meglio totale per costruirne uno nuovo?

- Posso in questo periodo cedere l’attività (ovviamente mettendo al corrente l’acquirente dello spostamento) senza rischiare che la licenza venga revocata?

Essendo per me queste risposte di vitale importanza, (ne va del mio avvenire professionale), vi pregherei di rispondermi al più presto. Vi ringrazio anticipatamente e vi saluto molto cordialmente.

F.M. - Finale Ligure (SV)

 

Prenda visione di quanto risposto al collega di Senago per un quesito simile al suo.

Inoltre: può rifiutare un’altra collocazione, ma anche l’amministrazione comunale può negarle un’altra concessione di suolo pubblico; le spese di ripristino dell’area sono a carico del concessionario (lei). Le suggerisco di avviare una trattativa bonario con il Comune per trovare una soluzione ottimale e, magari, qualche contributo per lo spostamento. Lei può cedere la sua attività in qualsiasi momento lo desideri, in via definitiva (cessione) o a tempo determinato per mezzo di locazione d’azienda.