Firenze: il lupo perde il pelo, ma non il vizio

Dopo anni di schermaglie, sembrava che la  Poligrafici Editoriale, editore della Nazione, si fosse resa conto che valeva la pena di premiare la collaborazione dei rivenditori di giornali e ha fatto

delle promesse che poi non ha mantenuto.

 

sembrava che la  Poligrafici Editoriale, editore della Nazione, si fosse resa conto che valeva la pena di premiare la collaborazione dei rivenditori di giornali e ha fattoPromesse, ovvero, promesse da marinai. Senza niente togliere agli uomini di mare per i quali questo è un detto scherzoso e simpatico, per la categoria dei rivenditori di giornali le promesse non mantenute tornano periodicamente alla ribalta, creano disagio, arrabbiature, tensioni.

Soprattutto per i rivenditori fiorentini che, nonostante l’esperienza, sono ancora così in buona fede da mostrarsi disponibili a collaborare con la Poligrafici Editoriale e a credere alle sue promesse. E, una cosa è certa, quello che andremo a raccontarvi non porta benefici alcuni, né a chi produce il giornale, né ha chi lo vende, né a chi lo legge.

Ormai questo gruppo editoriale, da tempo, ha abituato la rete di vendita ad atteggiamenti solo di vergognosa sudditanza, dimenticando che i rivenditori dovrebbero essere, invece, tenuti in buona considerazione, proprio perché suoi stretti, competenti collaboratori.

Tanto per parlare di un vicino passato, vorrei evidenziare come si comportò la Poligrafici quando dovette selezionare i punti sperimentali, su gran parte del territorio toscano.

In molti casi non trovò nulla di meglio che sceglierli proprio in prossimità delle edicole. Qualche esempio?

Come ciò non bastasse, per anni, a Firenze, la Poligrafici non ha trovato di meglio che far stazionare gli strilloni di fronte alle edicole, distraendo così il lettore dall’acquisto in edicola anche di altri possibili prodotti editoriali. Con il risultato, poi, di lamentarsi perché non ci sono stati incrementi nelle vendite e rimane scarso l’interesse alla lettura.

Invece di prendere correttivi adeguati per cercare di ribaltare la crisi di vendita, insieme al movimento Progetto Città, la Poligrafici inventa “il quotidiano in classe”: anche in questo caso i rivenditori fiorentini hanno dato, e continuano a dare senza nulla pretendere, la loro collaborazione facendo da punto di consegna per le copie della Nazione dirette alle scuole.

Per avere la dimostrazione di come sia poco amato, ormai, l’editore del quotidiano fiorentino, basta passeggiare per le strade della città di Dante: le edicole, in grande maggioranza, hanno tolto la pubblicità della Nazione, dal momento che, da una decina di anni, la Poligrafici tiene bloccata la richiesta di un modesto riconoscimento economico a titolo di rimborso per la pubblicità della testata sui cappelli delle edicole o per le insegne dei negozi.

Ma torniamo alle mancate promesse: nel mese di aprile, la Poligrafici invita le organizzazioni sindacali a un incontro nel corso del quale esterna il rammarico per il clima ostile tra giornale locale e rivenditori; l’editore dichiara quindi la sua disponibilità per far cessare lo stato di tensione e di diffidenza verso la testata auspicando, invece, una vera collaborazione con i rivenditori, per  promuovere con successo nuove iniziative nell’interesse di tutte le componenti (editore- rivenditore-lettore).

E, come primo atto, la Poligrafici accetta di eliminare lo strillonaggio per la Nazione, a partire da maggio, dalle strade di Firenze e in tutte le altre località toscane previste.

Andrea InnocentiL’editore promette anche una campagna a mezzo stampa, per sensibilizzare gli amministratori comunali a concedere ampliamenti del suolo pubblico, così da consentire agli edicolanti una più vantaggiosa ristrutturazione dei chioschi.

A contropartita di tutto ciò viene chiesto ai rivenditori di porre maggiore attenzione alla Nazione e alle iniziative editoriali della Poligrafici con una migliore esposizione del materiale pubblicitario (cose che, peraltro, i rivenditori fiorentini hanno sempre puntualmente eseguito, senza bisogno di sollecitazioni).

 

Non possiamo nascondere che, in quel momento, provammo una certa soddisfazione: dopo tanti anni la nostra tesi sullo strillonaggio veniva accolta, tanto più che, così selvaggiamente come veniva eseguito a Firenze, non andava verso la ricerca di nuovi lettori,  ma si limitava a generare un travaso di vendite dalle edicole tradizionali agli strilloni.

Bisogna, però, dire che all’interno delle organizzazioni sindacali, insieme alla soddisfazione (illusoria) e alla meraviglia per quel radicale cambiamento, aleggiava anche una certa diffidenza. E ne avevamo ben donde.

Ancora una volta i rivenditori di giornali sono stati traditi: dopo aver fatto tutto quello che è stato loro richiesto, le campagne di stampa a favore della rete di vendita non sono mai state fatte e, a novembre, l’attività di strillonaggio nelle strade fiorentine è ripresa senza alcuna spiegazione.

Pertanto la conclusione è: “il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

 

Andrea Innocenti

Vicepresidente Snag Nazionale