...e alla fine dell'anno, gli "unici" siamo solo noi. |
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Proprio così,
ancora una volta non posso che constatare che gli “unici” a preoccuparsi di coccolare”
il CLIENTE, siamo noi edicolanti. Noi che ci diamo da fare per mettere in
condizione questo importantissimo signore (vale anche al femminile,
naturalmente) – che con i suoi acquisti tiene in piedi tutta la filiera
dell’Editoria, rappresentando così un vero, unico, insostituibile PATRIMONIO
PER TUTTI – di trovare il suo giornale preferito, la rivista dei suoi hobbies
in tiratura limitata, di recuperare l’arretrato del collezionabile sui funghi
preistorici e via dicendo.
Noi che ci
arrabattiamo dall’alba al tramonto, ingoiando spesso rospi amari, per sopperire
a tutte le manchevolezze degli editori che del lettore sembra non sappiano che
farsene se non considerarli destinatari di gadget (ad alto valore aggiunto, per
loro, si intende). Gli editori che mi leggono, e leggono anche le altre pagine
di Azienda Edicola, non sembrano trarre alcuna indicazione utile da tutte le
lamentele che noi, volutamente, pubblichiamo. A pag.10 si dice per esempio che
per aumentare le vendite dei giornali – e quindi soddisfare un maggior numero
di lettori – basterebbe consegnare ai distributori un po’ di copie in più laddove
necessario. Ma chissà perché, non succede. Eppure, anche le agenzie di
distribuzione si lamentano di queste mancanze. Possibile che qualcuno non
sappia, ancora, come si fanno i piani di vendite? Altro che prendersela perché
qualche edicolante fa qualche giorno di ferie in più, grazie a un certificato
medico!
Il lettore,
questo preziosissimo personaggio, ha fiducia soltanto in noi, anche se ci
considera responsabili di ciò che non trova in edicola, e noi lo ascoltiamo
senza dimostrargli alcuna impazienza. Ma come facciamo a dargli informazioni su
una nuova testata arrivata fresca
fresca blindata nel suo cellofan? Nessuno ha pensato di informarci sui suoi
contenuti. E così, noi che siamo checché se ne dica dei veri professionisti, se
il cliente non è solo uno di passaggio, l’apriamo e gliela facciamo sfogliare.
Crepi l’avarizia e conserviamoci il possibile acquirente. Con tanti auguri
all’editore che non ci merita.
Un altro anno
è quasi trascorso.
Speriamo che
il 2003 veda cambiare un po’ di cose.
Noi
continueremo a mettercela tutta per salvaguardare i nostri clienti e, dunque,
le nostre edicole ovvero tutta l’Editoria.
Buone Feste,
Buon Anno.

Presidente
Nazionale SNAG-Confcommercio