Dopo aver
seguito un percorso veramente avventuroso, anche il Comune di Roma ha proposto,
e approvato in Giunta, la delibera che prevede la possibilità di ampliare il
settore merceologico della tradizionale rivendita di giornali e riviste, con
una serie di prodotti che ben si adattano alle caratteristiche commerciali
dell’edicola.
Debbo dire che
l’assessore Daniela Valentini ha dimostrato, questa volta, notevole
sensibilità per la nostra categoria, una categoria che conosce molto bene e da
molti anni, e ha recepito le istanze di tutte le organizzazioni sindacali che
si sono impegnate per il conseguimento di questo obiettivo.
Con l’assessore,
è doveroso dare il giusto riconoscimento all’impegno della Commissione
Commercio del Comune di Roma che opera a stretto contatto con noi per tutti i
problemi che riguardano il nostro settore.
A giorni, la
deliberà verrà approvata dal Consiglio
Comunale (dovrebbe essere solo una procedura burocratica) e poi diventerà
operativa consentendo, a ciascun rivenditore, di impegnare fino al 30% dello
spazio disponibile per commercializzare anche:
• articoli di
cancelleria e cartoleria
• moduli e
stampati in genere per comunicazioni e richieste alle Pubbliche Amministrazioni
• moduli per
contratti
• tessere e
schede prepagate per servizi vari
• libri, guide,
articoli audio e DVD
• articoli per
l’igiene e la cura della persona, (fazzoletti, rasoi, saponi e simili)
• giocattoli e
giochi di piccolo taglio
• biglietti per
musei, teatri, concerti, partite di calcio e manifestazioni sportive in genere
• pastigliaggi
preincartati da banco
• pellicole
fotografiche e simili
• batterie e
pile elettriche.
La possibilità
di rendere disponibile negli orari dell’edicola, questa gamma di prodotti di
largo consumo renderà sicuramente un grosso servizio alla cittadinanza e al
turismo oltre che rappresentare un atto di giustizia verso i rivenditori così
duramente discriminati dalle recenti disposizioni di legge.
Determinanti
sono stati gli indirizzi della Regione Lombardia e le decisioni del comune di
Milano. A loro, il merito di aver sbloccato per primi la situazione, ed è fuori dubbio che le delibere della
Lombardia e del Lazio, faranno da guida anche alle altre regioni italiane che,
a questo punto, non vorranno né potranno permettere una differenziazione così
importante fra una rivendita e l’altra sul territorio nazionale.
Si apre un nuovo
periodo per tutte quelle rivendite che vorranno usufruire delle possibilità
offerte da queste disposizioni.
Un settore
nuovo, per lo più sconosciuto, che forse darà respiro, ma soprattutto
speranza alla situazione economica di
tanti punti vendita, compromessa dalla dissennata politica editoriale che tutti
conosciamo. E non potranno esserci recriminazioni quando nuovi settori industriali,
a differenza quindi di quelli della carta stampata, scopriranno quale
importanza riveste questa bistrattata rete di vendita sul territorio nazionale.
Già in questa
fase, stanno iniziando i primi approcci di grandi complessi commerciali
interessati alle nostre edicole per la loro presenza così capillare e
significativa sia nei grandi centri urbani che nelle più piccole realtà
comunali.
E l’interesse
non è solo per la parte commerciale, che sicuramente rappresentiamo ma, in modo
particolare, anche per il potenziale veicolo pubblicitario che possiamo
costituire.
Per fortuna tra
i prodotti che potremo vendere ci sono anche i fazzolettini di carta: dovremo
usarne una grossissima quantità per asciugarci dalle tante lacrime di
coccodrillo che ci pioveranno addosso.
Di Lino
Maesano