Editori,
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…una proposta
indecente,in fatto di abbonamenti da parte di Panorama, mi porta a essere
pessimista all’inizio di questo 2003.
Perché il
comportamento del mondo editoriale è senza speranza.
Che gli
editori non ci abbiamo mai tenuti in grande considerazione, l’abbiamo sempre
saputo. Ma che arrivassero a dire - tramite nostro - ai loro lettori, che sono
poi i nostri clienti, “A CASA MEGLIO CHE IN EDICOLA!” questo ci sembra
veramente troppo.
Sono anni che
denunciamo l’obbrobrio degli abbonamenti con sconti che rasentano la follia,
cui si aggiungono omaggi e superpremi in sorteggio (Esempio: Anna, campagna
abbonamenti 2003/4 - biennale, uguale 102 numeri a 0,31 euro. Cui si aggiunge
un omaggio, la possibilità di vincere vacanze, orologi, computer, televisori e
set di valige, nonché il pagamento anche in tre rate); abbonamenti che
distolgono dall’edicola il cliente allontanandolo, di fatto, dall’acquistare
anche altre testate. E come ciò non bastasse, gli editori hanno, poi, la spudoratezza
di richiedere allo Stato agevolazioni a non finire.
Ebbene, adesso (se era già accaduto, ce ne dispiace molto, ci è sfuggito) la campagna abbonamenti di Panorama, veicolata attraverso le copie da noi vendute (e per le quali magari ci siamo anche arrabattati per recuperarne qualcuna in più data l’insipienza dei piani di vendita) dichiara senza mezzi termini, in un bel bollo rosso, “A CASA MEGLIO CHE IN EDICOLA!” (con tanto di punto esclamativo) rafforzando questa vergognosa affermazione con “Solo per gli abbonati, libri, VHS, DVD e CD-Rom a prezzi scontatissimi!” (altro punto esclamativo).
E lo sconto?
Tranquilli, è
solo del 62%, pari a ben 32 numeri di Panorama, gratis!
Mi chiedo,
senza sapermi rispondere, dove mai andremo a finire.
E pensare che
i soldi che dall’edicola arrivano nelle tasche degli editori, sono moneta
contante, così fresca (non posticipata in rate senza interessi) da permettere
loro di continuare a uscire con nuove testate, di investire miliardi in
pubblicità, e, purtroppo, di renderli
sempre più arroganti nei nostri confronti.
Perché sanno
che (per ora) abbiamo bisogno di loro, ma dimenticano che senza di noi, loro
sarebbero in ginocchio: qualcuno ha idea di quanti supermercati ci vorrebbero
per poterci sostituire?
Questo è l’editoriale
del primo numero del 2003.
Mi dispiace
non essere molto ottimista. Però vi posso assicurare, cari colleghi, che noi
continueremo a mettercela tutta per salvaguardare i nostri clienti e, dunque,
le nostre edicole.
In quanto a
voi, signori editori, sappiate che per quanto riguarda gli “spazi dedicati” che
pretendete da noi, questi saranno venduti “a caro prezzo” e che, se sarà
necessario, alla vostra carta preferiremo caramelle e tutto ciò che dimostrerà
di “saper apprezzare”, come si conviene, una rete di vendita come la nostra.
Armando
Abbiati - Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio
