Sicilia: indirizzi
regionali senza pastigliaggi
La Regione
Sicilia ha emanato le nuove direttive per i piani di localizzazione, purtroppo,
senza offrire agli edicolanti la possibilità di vendere le caramelle.
Tra le
conquiste, un aumento del numero minimo delle famiglie servite per ogni punto
vendita autorizzato.
Anche la Sicilia
si aggiunge alle regioni che hanno emanato le “Nuove direttive per la
predisposizione dei piani di localizzazione dei punti ottimali di vendita di
giornali, quotidiani e periodici”.
Il documento
è stato approvato il 13 novembre 2002 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
della Regione Sicilia il successivo 13 dicembre.
Un passo in
avanti per gli edicolanti siciliani, ma purtroppo rimane il rammarico per il
fatto che l’assessore regionale per la cooperazione, commercio, artigianato e
pesca, Michele Cimino, non abbia accolto la richiesta dei rappresentati
di categoria per autorizzare la vendita dei pastigliaggi.
Mentre in
Lombardia, in edicola, si possono già trovare chewing-gum e cioccolatini, in
Sicilia questo non sarà possibile neppure in futuro.
“Abbiamo cercato
di ottenere l’autorizzazione per la vendita di pastigliaggi, ma dalla Regione
c’è stato un no motivato dal fatto che, vendendo anche noi caramelle, avremmo
invaso un settore di competenza prettamente alimentare, creando un’inutile
concorrenza (!) – spiega Antonio Alicata, segretario dello SNAG di
Catania – siamo invece riusciti a portare da 900 a 1000 il numero di famiglie
residenti per l’autorizzazione di ogni punto vendita esclusivo: un allargamento
a difesa del nostro lavoro”.
I
PUNTI PRINCIPALI DELLA LEGGE SICILIANA
All’articolo 6
del decreto regionale si sottolinea che: “I comuni della Sicilia sono
obbligati a dotarsi dei piani previsti dal decreto legislativo n.170/2001 entro
un anno dalla data di pubblicazione del decreto regionale nella Gazzetta
Ufficiale Siciliana”.
Si evidenzia
come i piani vadano adottati “con
atto deliberativo del consiglio comunale, sentiti i rappresentanti delle
organizzazioni più rappresentative delle categorie interessate ed esistenti a
livello provinciale e, in mancanza, a livello regionale”. Il decreto
siciliano è molto importante perché i Comuni che avessero attuato, nel
frattempo, piani di localizzazione sono tenuti alla loro riformulazione a
seguito delle nuove direttive regionali.
PRELIMINARI
PER LA FORMAZIONE PIANI
All’articolo 8,
del decreto legge siciliano nell’ambito delle operazioni preliminari alla
formazione dei piani, si invitano i Comuni a “suddividere il territorio
comunale in zone omogenee che possono corrispondere alla partizione adottata
per la formazione dei piani regolatori generali, nonché alla suddivisione
amministrativa per circoscrizioni o quartieri. La zonizzazione deve, comunque,
tener conto dei centri storici, delle periferie, delle semiperiferie urbane,
delle aree di nuova o già esistente edificazione residenziale, industriale e
terziaria, delle aree rurali e montane”.
DISTANZE
E BACINO DI UTENZA
Nell’articolo 9
vengono anche fissati alcuni parametri importanti per la concessione di
autorizzazioni: “I comuni devono rispettare un rapporto minimo tra famiglie
residenti e punti di vendita esclusivi non inferiore a 1000 e una distanza
minima tra singoli punti di vendita, sia esclusivi che non esclusivi, non
inferiore a 350 metri, calcolati per il percorso più breve”.
CONCORRENZA
UNILATERALE
Come ogni
regolamentazione regionale, anche questo del decreto è un passo importante per
porre fine a equivoci o a non prese di posizione da parte dei Comuni a fronte
di domande per apertura di nuovi punti vendita di giornali.
Resta da
chiedersi però perché a Milano un edicolante possa, giustamente, vendere anche
gomme da masticare, merendine e cioccolatini e a Palermo, invece, questo sia
vietato perché giudicato dannoso e concorrenziale nei confronti di altri
settori.
Chi tutela,
invece, gli edicolanti dalla concorrenza di supermercati, tabaccai e benzinai?
…E
IL VENETO SPERA
L’iter
burocratico degli indirizzi regionali continua tra le attese degli edicolanti,
ancora, di quasi tutta Italia.
Segnali
confortanti arrivano dal Veneto, dove, nelle prossime settimane, una bozza
verrà discussa con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
Il documento è
stato redatto seguendo gli indirizzi regionali emanati dalla Lombardia: vi è,
dunque, incluso anche l’allargamento della vendita al settore dei pastigliaggi.
La speranza è
che, superati i vari passaggi, anche in Veneto il decreto possa essere
approvato dal Consiglio regionale dando, così, agli edicolanti un risultato
positivo per la categoria.