Leonardo Mondadori

 

Sono già trascorsi due mesi dalla scomparsa di Leonardo Mondadori e anche noi vogliamo ricordarlo, a dispetto del tempo che passa e che vorrebbe cancellare le memorie (tutto scorre, ha detto Eraclito: e i dolori, nel mondo frenetico in cui viviamo, sembrano non avere spazio, bruciare per mancanza di tempo. Si piange chi scompare, ma per un po’: poi tutto scorre velocemente, scivola via, sostituito in fretta. Non si ha più voglia di ricordare).

Leonardo Mondadori, Presidente della Arnoldo Mondadori, al Palazzo di Segrate era chiamato semplicemente Leonardo, in modo familiare, quasi come se a chiamarlo fosse il nonno Arnoldo con fare semplice e protettivo.

Quel fare semplice, ricordano alla Mondadori, Leonardo l’aveva davvero: sempre sullo stesso piano dell'interlocutore, egli cercava di non allontanarlo, di non soverchiarlo.

“Rifuggiva ogni tracotanza” con una attitudine disarmata “che pareva l'eco di una lontana sofferenza”, dicono ancora. Con passione, con serietà, Leonardo Mondadori seppe mutare l'editoria libraria degli anni Ottanta cercando sempre di segnalare il nuovo, di tentare un cambiamento senza mai accontentarsi.

Racconta con delicatezza Stella Pende, in un personale ricordo su Panorama, che per quel Peter Pan dell’editoria, capace di divertirsi, di stupirsi, “un bel libro era sempre un miracolo. E quando ne trovava uno te ne parlava, ti accerchiava, ti rintronava, proprio come faceva con le sue impossibili storie d'amore”.

Conoscevano tutti questo suo amore per l’arte, l'incanto che ha fatto della bellezza “la colonna sonora della sua vita”.

L'amore di Leonardo Mondadori per la pittura ha regalato a Milano mostre importanti, quello per il suo mestiere ha generato amicizie.

Racconta ancora la Pende che il grande scrittore Gabriel Garcia Marquez, intervistato da lei a Città del Messico, affermò che sarebbe venuto a Venezia, in occasione della consegna del Premio Campiello, solo a condizione che ci fosse stato Leonardo.

Perché questo editore sapeva farsi amare dai suoi scrittori: per lui, infatti, “c'erano i libri. E se suo nonno Arnoldo annusava i manoscritti, Leonardo li intuiva, li catturava e poi li difendeva come un tigre”.

Leonardo Mondadori era presidente della casa editrice dal 1991, dopo avere ricoperto cariche anche all’Electa e alla Einaudi Gallimard. Dal 1997 egli era anche vicepresidente della Giulio Einaudi Editore.

Lo scorso anno era uscito il libro-dialogo a due voci con Vittorio Messori dal titolo Conversione, una storia personale. Qui Leonardo Mondadori raccontava la sua scoperta della fede, il suo bisogno di castità e di autentica spiritualità. Un libro che aveva venduto oltre centomila copie e che testimoniava la sua conversione con gli accenti di una passione intima e discreta. Leonardo Mondadori non si convertì, dicono, per paura della fine.

Fu un uomo capace di coerenza e di forza, sempre pronto a sfidare, con la grinta di un felino e la curiosità di un pioniere, la comune opinione.

Si rimpiangono sempre gli uomini davvero liberi.

 

Valentina Ferri

 

Lo Cascio: una vita per gli edicolanti

 

Il 3 gennaio scorso è scomparso Giuseppe Lo Cascio, dirigente nazionale del FENAGI, contraddistintosi per un lunghissimo impegno nell’attività sindacale degli edicolanti. La carriera di Lo Cascio è stata per trent’anni dedicata al SINAGI-CGIL del quale è stato anche segretario nazionale. In occasione dell’VII Congresso Nazionale dello SNAG (Montegrotto - 2 ottobre 1997) Lo Cascio siglò, insieme ad Armando Abbiati, un patto federativo per lo sviluppo della categoria.

Nel 1998 il sindacalista lasciò l’incarico di segretario nazionale del SINAGI ed entrò a far parte del FENAGI. “In questi anni Giuseppe Lo Cascio ha svolto il ruolo di dirigente della nostra organizzazione a cui ha offerto la sua notevole e qualificata esperienza” spiega Giorgio Calabrò, segretario nazionale del FENAGI. “Con impegno costante ha sempre lavorato per lo sviluppo e per il progresso della rete di vendita di quotidiani e periodici. Tutti i giornalai italiani lo ricorderanno con stima e riconoscenza, per il suo contributo umano e professionale a favore della categoria”.