A cura di Domenico Moschella
IL COMMERCIALISTA
A cura di Domenico Moschella

 

ALCUNI CALCOLI PER PRENDERE IN AFFITTO UN’EDICOLA

Sono interessato a prendere in affitto un’edicola che, a causa di un fallimento, è rimasta chiusa per circa un anno. Benché il fallimento non sia stato ancora chiuso dal tribunale, ho avuto conferma dal curatore fallimentare che tutte le vendite sono state completate.

La posizione dell’edicola è in pieno centro proprio nel punto più frequentato della città e l’attuale proprietario mi ha chiesto 3000 euro di affitto al mese. Mi ha inoltre proposto di acquistare l’arredamento già pronto sulla cui vendita però ci sono ancora margini di trattativa. Le mie domande sono:

- A quanto ammonta l’investimento iniziale per riempire da zero l’edicola almeno dei titoli essenziali?

- A quanto ammonta il guadagno di un’edicola del genere?

- Vale la pena pagare un affitto così elevato e, soprattutto, rimarrebbe un margine di guadagno per pagare un dipendente?

Giulio De Vita

 

Leggendo la sua richiesta risulta difficile fare delle valutazioni in quanto non vengono forniti elementi concreti; inoltre non si capisce se sta trattando col curatore oppure se quest’ultimo, per conto del fallimento, ha venduto l’edicola fallita a un terzo il quale ha rifatto l’arredamento e vuole dare l’azienda in gestione. Comunque potrebbe appurare il fatturato dell’edicola nell’ultimo esercizio prima del fallimento per avere un parametro di riferimento e fare delle previsioni in prospettiva tenendo conto dell’ubicazione, di chi la gestirà e il potenziale di vendita di altri prodotti oltre quelli editoriali. Infatti, per sostenere il canone indicato, l’azienda deve produrre oltre 100.000,00 Euro di aggi con un investimento iniziale di 12/15.000 Euro di merce.

 

QUALI NORME  PER IL SERVIZIO FAX E COSE USATE?

Desidero conoscere le norme che regolano il servizio pubblico di invio fax.

Come si effettua il servizio di vendita di cose usate? In particolare: fumetti, carte Pokémon, ecc. Servono autorizzazioni? Vi ringrazio anticipatamente.

R. Satti - Fornaci di Barga (LU)

 

Per il servizio fax la invito a leggere quanto pubblicato a pag.70 mentre, per quanto riguarda la vendita di libri, riviste, fumetti usati acquistati da privati per i quali risulta difficile individuare il prezzo di acquisto del singolo bene, i corrispettivi per la vendita di questi beni sono soggetti all’IVA con regime del margine forfettario. Detto sistema consiste nell’applicare l’IVA solo sul 25% del prezzo di vendita dei beni usati, annotando i corrispettivi separatamente da quelli registrati con riferimento ad altre operazioni.

 

A CHI LE SPESE PER UN’EDICOLA IN GESTIONE?

Ho deciso di cedere la mia edicola in gestione e vorrei sapere se il pagamento delle tasse e del plateatico spetta sempre e comunque al titolare. Grazie.

F.L. - Milano

 

Il titolare di un’edicola, se dà in gestione la propria attività con regolare atto di affittanza d’azienda, perde la qualifica di imprenditore dichiarando il canone di affitto che riceve fra i redditi diversi, senza poter detrarre alcun costo. In virtù di quanto sopra tutti i costi di gestione, compresi quelli da lei citati, sono in capo al gerente che li registra fra i costi sostenuti ai fini della determinazione dell’utile d’esercizio.

 

LE PROCEDURE DA SEGUIRE PER I SOCI

La mia edicola è una sas e vorrei sapere se i soci accomandanti, essendo parenti, possono lavorare in caso di mia assenza in edicola. Inoltre quale procedura seguire per la liquidazione annua degli utili fra soci. Grazie.

M.S. - Scandicci (FI)

 

Il socio accomandante, non rispondendo personalmente delle obbligazioni sociali in quanto limitate alla quota di apporto del capitale, può stabilire con la società un rapporto di lavoro che potrà essere regolarizzato nei modi più opportuni. Pertanto, se la collaborazione è continuativa si impone la regolarizzazione ai fini INPS mentre si può ovviare se l’apporto di lavoro è limitato soltanto a situazioni di emergenza.

Per l’attribuzione della quota di utile ai soci, l’accomandatario consegnerà ai soci una dichiarazione attestante l’utile prodotto dalla società e la quota di competenza del singolo socio.

 

SONO RIMBORSABILI  I LAVORI EFFETTUATI NEL NEGOZIO?

Sono conduttore del negozio dove svolgo la mia attività e vorrei sapere se, in caso dovessi lasciare il negozio per qualsiasi motivo, è possibile ottenere il rimborso dei lavori effettuati e cioè: serranda nuova con motore e antifurto. Preciso che nel contratto è specificato che sono previsti a mio carico solo i lavori di piccola manutenzione.

L.B. - Napoli

 

I lavori sui locali di terzi, utilizzati in locazione per lo svolgimento di un’attività, generalmente sono eseguiti dal conduttore previa autorizzazione del locatore dell’immobile senza obbligo per quest’ultimo di riconoscere alcun indennizzo, salvo patti contrari esplicitamente sottoscritti.

 

COME COMPORTARSI CON UN CONTRATTO RISOLTO?

Un cliente esercita l’attività di edicolante da anni. Nel 1997 ha stipulato un contratto di associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro. Tale contratto si è risolto alla fine del 2002. Ci apprestiamo a versare l’imposta di registro fissa pari a euro 129,11 prevista per la risoluzione del contratto.           

Alla luce della risoluzione ministeriale del 30 luglio 2002, l’associato avrebbe dovuto aprire la partita IVA nel corso del 2002, ma si è preferito attendere in vista della cessazione del rapporto. L’anno 2002 si è quindi concluso seguendo la precedente interpretazione normativa. Vorrei sapere se il comportamento tenuto è da considerare corretto oppure può generare complicazioni di carattere fiscale. Ringrazio anticipatamente per la collaborazione.

A.N. - Briosco (MI)

 

Credo che, come lei, tanti abbiano aspettato la fine dell’annualità dei contratti d’associazione per adeguarsi al disposto della risoluzione citata. Pertanto, anche se da un punto di vista temporale è rimasto un periodo in essere, il fatto che l’Amministrazione sia intervenuta drasticamente modificando e integrando l’art. 5 dell’IVA e l’art. 49 del Testo Unico, fa ritenere che si sia voluto chiarire definitivamente a favore del contribuente, l’orientamento in precedenza manifestato dall’Amministrazione finanziaria e sfociato nella risoluzione del 30/7/2002.

 

COME CALCOLARE L’AVVIAMENTO

Desidero chiedere cortesemente un chiarimento. Ho letto nelle varie risposte come calcolare l’avviamento di un’edicola. Ma quando si parla di reddito medio vuol dire importo degli aggi oppure aggi meno le spese di gestione? (In pratica l’utile dichiarato in dichiarazione redditi ). Grazie.

M.A. - Garbagnate Milanese (MI)

 

Parlando di reddito medio per il calcolo dell’avviamento, deve intendersi l’ammontare degli aggi meno i costi di diretta imputazione nella gestione dell’edicola (affitto, luce, tasse comunali ecc.) reddito così determinato che non sempre corrisponde con l’utile dichiarato, in quanto per ottenere quest’ultimo vengono considerati altri costi derivanti da scelte effettuate dal titolare che possono non essere sostenuti in situazioni diverse (es. un associato, un dipendente ecc.).

 

SI POSSONO TENERE DUE REGISTRI DISTINTI?

Posso tenere il registro degli acquisti per la registrazione delle fatture della cartoleria e un registro a parte per gli E/C settimanali dell’edicola? Grazie.

E. Rosano

Castellammare del Golfo (TP)

 

L’istituzione di due libri separati è fattibile in quanto conforme alle norme vigenti.

 

INFORMAZIONI PER RILEVARE UN’EDICOLA

Dovrei rilevare un’edicola e vorrei informazioni utili sia burocratiche che sui costi della licenza e sul fatturato minimo annuale per una licenza di 70.000 euro. Grazie.

V. C/mare di Stabia (NA)

 

Nella prassi il valore di avviamento viene calcolato considerando il reddito medio degli ultimi tre esercizi per tre. Se l’importo da Lei indicato equivale al valore dell’avviamento calcolato, l’edicola in questione dovrebbe avere un fatturato di Euro 100.000,00 con un reddito medio di Euro 23.000,00 circa.