L'ESPERTO - Carlo Leopardo
L'ESPERTO RISPONDE
A cura di Carlo Leopardo

 

Al mercatino dell’antiquariato

video e riviste vendute a prezzo stracciato!

 

 

I miei clienti si lamentano e mi domandano perché, a distanza di qualche mese sui banchi del mercatino dell’antiquariato, video e riviste si possono trovare al di sotto del prezzo reale, direi “stracciato”, mentre in edicola sono venduti a prezzo intero. Mi domando se questa vendita sia regolare. Faccio parte del sindacato e vi chiedo di chi è la competenza in quanto, in passato, questo problema è già stato posto al comune che non ha fornito alcuna soluzione. La vendita continua ancora. Grazie.

G. C. - Sora (FR)

 

Per vendere i giornali è necessaria l’autorizzazione comunale in assenza della quale non ne è possibile la commercializzazione anche se si tratta di pubblicazioni non nuove o uscite tempo addietro. La situazione che ha descritto non può essere ritenuta corretta in quanto in contrasto con le leggi in vigore e probabilmente la merce proviene da canali paralleli poco chiari dal punto di vista fiscale che giustificano i prezzi “stracciati” da lei evidenziati. Dunque la cosa migliore da fare, una volta accertata l’illegittimità, è quella di effettuare denuncia all’ufficio annona del comune per vendita di giornali senza regolare autorizzazione.

 

Quante edicole per abitante e per chilometro

Il comune ha inviato una raccomandata a me e a tutte le edicole della zona per avere i dati relativi alle vendite degli ultimi due anni in base all’Art. 6 del decr.170/1. L’ufficio sta predisponendo i piani di localizzazione dei punti esclusivi e vorrei sapere se una tale richiesta è normale e se ci potranno essere conseguenze come l’apertura di altri punti vendita. Quante edicole servono per abitante e per chilometro? Il mio è un paese di mare e molte case sono chiuse perché gli abitanti vivono a Napoli. Grazie.

R. A. - Scauri (LT)

 

Il suo comune sta predisponendo il piano di localizzazione nel quale saranno valutati i diversi parametri di legge che sono: la densità della popolazione, il numero delle famiglie, le caratteristiche urbanistiche e sociali di ogni zona o quartiere, l’entità delle vendite di quotidiani e periodici negli ultimi due anni, le condizioni di accesso e l’esistenza di altri punti vendita non esclusivi. In base a questa valutazione il numero di rivendite sul territorio comunale potrebbe anche essere superiore a quello attuale. L’unica anomalia, a mio parere riscontrabile, consiste nel fatto che il comune le richieda i dati di vendita che potrebbe invece richiedere, per motivi di privacy, al suo distributore.

 

Come prenotare i periodici

Non ricevo i periodici pubblicizzati in TV e inoltre le mie richieste sono evase quando ho perso il cliente. Come faccio a sapere in anticipo le novità dei periodici e prenotarli? Grazie.

Elvi - Castrignano dei Greci (LE)

 

Comunichi al suo distributore locale di inviarle tutte le testate da lui distribuite in quanto dubito sia possibile sapere in anticipo e poter quindi prenotare le copie necessarie. Tenga presente che gli editori determinano le tirature in base a scelte tecnico-economiche senza valutare le richieste del mercato col risultato che vengono distribuite copie inferiori al fabbisogno dei punti vendita.

 

Una risposta a chi vuol vendere per poche ore in una stazione di servizio

Un mio cliente che possiede un’edicola/negozio, vorrebbe effettuare la vendita dei giornali per poche ore giornaliere (solo mattina) presso una stazione di servizio carburanti bar-ristorante annesso con elevata frequenza di clienti e ubicato su strada statale ad alto scorrimento. In queste ore di assenza dalla propria edicola verrebbe sostituito da un suo collaboratore familiare. Si precisa che l’iniziativa che si intende avviare su tale stazione di servizio, peraltro posta lontano dal centro abitato, non influirebbe sull’attività di altre edicole del comune in quanto solo a servizio di utenti di passaggio. Inoltre la stazione possiede l’autorizzazione alla vendita di prodotti non alimentari. In base alla normativa vigente che regola l’attività dell’edicola, si chiede se tale comportamento risulterebbe regolare e corretto. Gradirei il vostro autorevole parere a riguardo e, nell’attesa, ringrazio anticipatamente.

studioromito@libero.it

 

La vostra è una proposta da considerare scorretta in quanto le leggi in vigore consentono la consegna porta a porta e la vendita ambulante dei giornali solo ai titolari di concessione comunale, non consentono la vendita in altro spazio fisso o la cessione per la vendita ad altri esercizi non in possesso di idonea autorizzazione comunale. È ininfluente che la stazione di servizio a cui vi riferite sia in possesso di autorizzazione alla vendita di prodotti non alimentari, perché se dovesse vendere giornali quotidiani e/o periodici sarebbe passibile di denuncia per aver commercializzato un prodotto senza essere in possesso dei necessari requisiti.

 

Il problema dei giorni di resa

Gestisco una tabaccheria-edicola da circa 10 anni e ho maturato una discreta esperienza nei rapporti con i monopoli di stato e le numerose regole che lo costellano mentre non ho mai voluto approfondire le questioni e i regolamenti riguardanti la distribuzione delle pubblicazioni e in particolare con certi “fenomeni” che sembrano caratterizzare la figura del distributore. Ecco la domanda: può il distributore che invia l’e/c settimanale nella giornata di sabato non calcolare nel medesimo gli importi resa di giovedì e venerdì oppure potrebbe limitarsi a non includere solo la resa di sabato? Ho chiesto più volte lumi senza risposte. È certamente più facile dialogare col monopolio di stato! Grazie per la risposta.

R. M. - Terracina (LT)

 

Normalmente l’estratto conto settimanale contiene le forniture di sette giorni e le relative contestuali rese. Esistono però in alcune parti d’Italia situazioni di guadagno “accettate” come quella da lei evidenziate. Le consiglio di contattare Andrea Innocenti nostro responsabile dell’area (tel. 335. 7160036) che potrà eventualmente rispondere ad altri suoi quesiti.

 

Complicata consegna a domicilio

Ho un negozio con edicola da 15 anni in una piccola frazione del comune C. e ho sempre consegnato i quotidiani tutti i giorni a domicilio nel mio paese e in quello vicino sempre sotto lo stesso comune. Nel frattempo un altro edicolante consegna anch’egli i giornali nel secondo paese ma viene dal comune G. che dista 15 km. Può costui consegnare i giornali nel comune C. provenendo dal comune G.?

P.F.RO

 

L’autorizzazione per la vendita di giornali e periodici è rilasciata dal comune e l’attività può esser svolta per tutto quello che è consentito nell’ambito del territorio del comune stesso. Il suo collega, provenendo da un altro comune, non può fare attività di consegna porta a porta nel territorio del suo comune e, quindi, può esser perseguito per vendita abusiva perché privo della necessaria autorizzazione.

 

Cosa succede a vendere un allegato senza la sua testata

Sono un edicolante e vorrei sapere a cosa si va incontro vendendo un allegato senza la sua testata di riferimento. Complimenti per la rivista che trovo molto utile e al servizio del mio lavoro. Grazie per la risposta e saluto.

C.R. - Novate Milanese (MI)

 

Non si può vendere il solo allegato se accompagna una testata giornalistica quotidiana o periodica. Se ciò accadesse, l’editore della testata in oggetto potrebbe esporre denuncia per aver modificato il suo prodotto editoriale. Esiste inoltre la possibilità di essere perseguito per evasione di IVA per i prodotti che autonomamente hanno una percentuale di IVA diversa da quella che sconta il prodotto editoriale.

 

I cartonati non sono tollerati

Come dobbiamo regolarci con i cartonati pubblicitari posti all’esterno delle edicole? Un consigliere di circoscrizione mi ha avvertito che alcuni cittadini si sono lamentati perché (io sono in centro storico a Rho) i manifesti, le locandine e soprattutto i grossi cartonati rovinerebbero il “decoro” paesaggistico del centro. Vi chiedo per chiarezza: quali sono le limitazioni alle quali dobbiamo attenerci? Abbiamo diritto a porli all’esterno dell’edicola? Occupiamo abusivamente il suolo pubblico? Grazie.

M. Petarle - Rho (MI)

 

Lei è responsabile delle affissioni che occupano perimetralmente la rivendita (poste nell’ambito della proiezione a terra della copertura del chiosco comprese le pensiline). I cartonati e le locandine che vengono affisse non da lei ma da altre entità su pali, semafori, alberi ecc. sono da considerarsi abusive sia per quanto riguarda la collocazione che per l’occupazione di eventuali spazi pubblici.

 

Esporre locandine… si può?

Una pizzeria mi ha proposto di esporre delle locandine pubblicitarie. Il mio chiosco è in stazione e vi chiedo: cosa succede con VIACOM? Vorrei documentarmi per sapere se c’è una legge e cosa dice in merito. Grazie.

T.B.

 

Nulla le vieta di esporre materiale pubblicitario ma, data la collocazione particolare della sua rivendita, si assicuri che non esistano accordi firmati con VIACOM che le possano inibire quanto da lei richiesto.

 

Perché il distributore non fornisce le copie richieste ?

Il mio distributore locale, nonostante le mie domande, mi fornisce sempre esigue quantità di pubblicazioni molto richieste dalla clientela come per esempio i libri di Repubblica, del Corriere della Sera, VHS, CD Musicali. Quando si tratta della prima uscita con libri omaggio o pubblicazioni come Pistole e Rivoltelle me ne manda una sola copia oppure nemmeno una quando ci sono VHS molto richiesti. Mi fornisce invece tantissime pubblicazioni delle quali non so cosa farne. Come posso fare per risolvere questo annoso problema? Aggiungo che non mi calcola i sovrasconti natalizi. Grazie

F.T. - Petronà (CZ)

 

Sarà contattato da Renato Russo nostro responsabile dell’area che le sarà di aiuto per risolvere i suoi problemi.

 

Distributore troppo fiscale per un edicolante poco esperto

Siamo edicolanti dal 1° gennaio 2003 e quindi ancora un po’ inesperti. Qualche volta succede di saltare la resa di un numero e il distributore immancabilmente la respinge. È giusto? Se sì, quale tolleranza c’è? Noi paghiamo queste pubblicazioni praticamente alla consegna per cui chi ci guadagna è l’editore e il distributore e noi perdiamo tutto. Vi saremmo grati se ci informaste dei nostri diritti.

A. Albenga (SV)

 

L’art. 6 dell’accordo nazionale del 1994 al terzo comma dice testualmente: LA RESA DI OGNI NUMERO DOVRA’ ESSERE FATTA ALL’ATTO DELLA CONSEGNA O DEL RITIRO DEL NUMERO SUCCESSIVO DELLA PUBBLICAZIONE, FATTI SALVI, IN CASO DEL TUTTO ECCEZIONALE, RESIDUI DI COPIE EVENTUALMENTE DIMENTICATE O NON RESTITUITE PER ERRORE. LA RESA DI TALI COPIE SARÀ ACCETTATA SOLO COL NUMERO SUCCESSIVO. Quando leggerete queste righe sarete già stati contattati dal nostro responsabile di Albenga a cui mi sono permesso di dare il vostro indirizzo.

 

Come fare per vendere porta a porta

Da tempo mi interesso alla vendita di giornali, quotidiani e riviste con consegna direttamente al domicilio del cliente. Spesso mi piazzo all’angolo di qualche via o all’ingresso di ospedali o scuole facendo lo strillone ambulante. Sono stato varie volte richiamato dai vigili urbani che mi hanno intimorita dicendomi che il tipo di vendita da me adottato non esiste e pertanto non posso avere alcuna autorizzazione né per la consegna a domicilio né per la vendita come strillone ambulante. Gradirei sapere se quanto impostomi è vero o no e a chi mi devo rivolgere per essere autorizzata alla vendita porta a porta e a quella sulla strada. Grazie e resti in attesa di vostre notizie.

B.G. - Agrigento

 

I vigili urbani della sua città devono ripassarsi il Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n.170 -Riordino del sistema di diffusione della stampa quotidiana e periodica, a norma dell’Art.3 della Legge 13 aprile 1999, n.108.

All’art.3 di detto decreto si dice testualmente: “NON è NECESSARIA ALCUNA AUTORIZZAZIONE (...) PER LA CONSEGNA PORTA A PORTA E PER LA VENDITA AMBULANTE DA PARTE DEGLI EDITORI, DISTRIBUTORI ED EDICOLANTI (...)”.

Se lei è in possesso di autorizzazione comunale per la rivendita di giornali quotidiani e periodici, può continuare a fare vendita ambulante nell’ambito del suo territorio comunale.

 

Saranno abolite le distanze tra i punti vendita ?

Sono edicolante in un paese di 9.800 abitanti con 5 edicole esistenti. Il mio comune sta redigendo il nuovo piano di localizzazione per le edicole che prevederà, oltre all’aggiunta di un nuovo punto vendita per la frazione di un paese che ne è sprovvista, la totale abolizione delle distanze tra i punti vendita (prima ci volevano 150 mt.) La mia preoccupazione sta nel fatto che coloro che avevano la sperimentazione (2 tabaccai fuori del centro storico) richiedano nuovamente l’autorizzazione (che gli era stata sospesa perché vendevano poco) e si spostino al centro del paese dove siamo già in 2 edicole costringendomi così a chiudere in quanto io non vendo né tabacchi né altri prodotti. A questo punto vi chiedo:

- È possibile che il piano non preveda le distanze?

- Eventuali nuove autorizzazioni verranno rilasciate solo a chi ha effettivamente fatto la sperimentazione o anche a chi l’ha solo richiesta? E se sì, che requisiti devono avere?

Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione e vi invio cordiali saluti

G.C. - Montagnana (PD)

 

È legittimo che chi ha effettivamente partecipato alla sperimentazione, mettendo in vendita giornali quotidiani e/o periodici, abbia l’autorizzazione alla vendita dei giornali posti in vendita durante la sperimentazione, ma ritengo che questa debba essere attivata dove, effettivamente, si è sperimentato e non in altre zone.

Rispondo schematicamente ai suoi brevi quesiti:

1 - Sì.

2 - Nuove autorizzazioni possono essere rilasciate a chiunque, ma in ogni caso i parametri necessari al rilascio devono essere contenuti nel piano in fase di realizzazione.

Sarà contattato dal nostro responsabile di zona che potrà esserle ancora più utile al riguardo.

 

Quali modalità per installare il servizio fax ?

Vorrei installare il servizio fax e mi è stato detto che è necessaria una licenza particolare in quanto sarebbero autorizzati solo i centri TIM o gli uffici postali. Tutti gli altri sarebbero soggetti a una multa da parte della guardia di finanza. Vi ringrazio.

L.V. - S. Donato (MI)

 

Non è vero che il servizio fax è di esclusivo dominio dei centri TIM o degli uffici postali. Per le pratiche burocratiche da seguire veda quanto pubblicato a pag.70.

 

La distribuzione omaggio del Corriere della Sera nelle scuole superiori

Vi scrivo per sottoporre alla vostra sempre precisa rubrica un quesito sulla distribuzione omaggio del Corriere della Sera presso le scuole superiori. Premetto che la mia rivendita ha rifiutato di essere punto di scarico per i pacchi omaggio indirizzati all’Istituto Tecnico di Cerreto Sannita, semplicemente perché non era stata chiesta la mia disponibilità ritenendola un atto dovuto, senza, quindi, avere l’educazione di coinvolgermi nell’operazione.

Il quesito è il seguente: l’operazione deve coinvolgere solamente gli alunni, o anche i professori e gli amici dei professori, con gli amici dei figli, insieme ai bidelli e i figli dei bidelli con gli amici?

Può un professore mio ex cliente, in quanto oramai legge gratis, pretendere la vendita delle videocassette del Corriere della Sera con i film senza il quotidiano in quanto lui lo ha gratis?

Come mi devo comportare quando arrivano le circolari del Corriere della Sera che chiedono la mia disponibilità a esporre un banco o a mettere in evidenza un loro prodotto editoriale, decantando la professionalità e la disponibilità degli edicolanti?

P.S - È graditissima la visita dell’ispettore del Corriere della Sera.

F. Ciarleglio

Cerreto Sannita (BN)

 

Considero la sua lettera, che non ha bisogno di risposta, lucida ed esaustiva nel descrivere quello che alcuni editori di quotidiani pensano di fare per avviare alla lettura le nuove generazioni. Il risultato è quello di far leggere gratuitamente quei pochi professori, bidelli, ecc., che una volta comperavano il giornale, che ora non lo fanno più ma che pretendono di acquistare le sole videocassette o i prodotti allegati di loro interesse.

 

Quanto guadagna l’editore ?

Sono curiosa di sapere come funziona il meccanismo del guadagno degli editori e precisamente:

- Quale aggio corrisponde l’editore al distributore nazionale?

- E al distributore locale di una città?

- Quali sono i costi di pubblicità e trasporto?

In pratica supponiamo che venga lanciato il primo numero di un’enciclopedia, se vengono distribuite 800.000 copie a un prezzo di copertina di 2,50 euro, se tutte le copie sono state vendute per un totale di 2.000.000 euro, qual è stato orientativamente il guadagno finale dell’editore? Grazie.

R.D.B. - Napoli

 

Sono in grado di rispondere solo per quanto concerne il guadagno dei giornalai, cosa che peraltro conosce anche lei. Ma per gli editori, il loro settore è talmente ampio e variegato da permettere molte variabili.

 

I danni della sperimentazione

Sono subentrato nella gestione di quest’attività nel 1999. Poco dopo è stata fatta la sperimentazione dei punti vendita e in questo paese io sono stato il più colpito in quanto ne sono stati messi due molto vicini senza considerare la distanza come prevede l’accordo. Ora, i punti vendita dei quali vi ho parlato, dopo la sperimentazione sono stati lasciati con la vendita sia di quotidiani che di periodici. L’utile rilevato da quest’attività per l’anno 2002 è stato di 2500,00 euro. Gradirei sapere come devo procedere e avere informazioni da un esperto su cosa è possibile fare per risolvere o per porre un rimedio a questa situazione che si è creata perché con questi risultati è improponibile andare avanti. Nell’attesa di una vostra risposta vi saluto.

A.B. - Piombino (LI)

 

Quando leggerà queste pagine sarà già stato contatto da Andrea Innocenti, responsabile per la sua area, per le delucidazioni necessarie.

 

A Milano le licenze concesse sono più del 10%

La Lombardia, e Milano in particolare, sono spesso citati come esempio per la validità delle loro direttive sui “piani di localizzazione dei punti vendita” e la difficoltà che ora ci sarebbe per ottenere nuove licenze. Mi sembrano lodi fuori posto se si pensa che solo a Milano sono state concesse almeno 80 licenze (cioè più del 10%) ai supermercati, ecc. Intorno alla mia edicola ci sono tre supermercati (Esselunga, GS e Standa) e tutti vendono quotidiani e riviste a scapito nostro. La stalla è chiusa ma i buoi sono scappati! Cordialità.

L.F. - Milano

La Regione Lombardia è stata la prima in Italia a dare gli indirizzi a cui i comuni devono uniformarsi per la formulazione dei piani di localizzazione delle rivendite di giornali quotidiani e periodici e il provvedimento è da ritenersi buono e tutelante nei confronti della categoria.

Le autorizzazioni date a Milano saranno anche numerose, ma sono quelle rilasciate a coloro che hanno effettuato la sperimentazione e a cui, pertanto, spettava di diritto al termine della stessa.

In ogni caso, la nostra rimane una delle poche categorie ancora in possesso di una autorizzazione per la vendita e questa, piaccia o no, rimane una garanzia contro il proliferare indiscriminato delle rivendite.

 

A cura di Carlo Leopardo