AUTORIZZAZIONE SI

TASSA NO

 

Pubblichiamo alcuni chiarimenti, pervenutici  da un lettore, sulla necessità, o meno, di richiedere

una specifica autorizzazione per creare un servizio fax all'interno della propria rivendita.

Il commento del nostro esperto e il modulo necessario.

 

creare un servizio fax all'interno della propria rivenditaVorrei informare i miei colleghi dei pareri, che ho ricevuto da alcuni avvocati e commercialisti, riguardo alla questione del servizio fax a pagamento che effettuano numerose edicole e cartolerie, fra cui la nostra.

La domanda vi era stata posta tempo fa da un lettore, che richiedeva che tipo di autorizzazioni occorressero per effettuare questo servizio a pagamento alla clientela. La vostra risposta fu che a livello comunale non vi risultava occorresse alcuna autorizzazione, mentre sotto l’aspetto fiscale, la prestazione era soggetta a IVA e, quindi, all’emissione di uno scontrino fiscale.

Tutto ciò è esatto, ma penso che la domanda si riferisse, soprattutto, a eventuali altre autorizzazioni.

Mi risulta infatti che alcuni mesi or sono la Federazione Italiana Tabaccai abbia inviato ai propri affiliati, una circolare nella quale invitava gli interessati a regolarizzare l’effettuazione di tale servizio con una comunicazione al Ministero delle Telecomunicazioni, con relativa richiesta di Autorizzazione, pena sanzioni pecuniarie e sospensione dell’attività. Sul numero 4/2002 di Azienda Edicola, a pag.51 è, infatti, apparso un chiarimento dedicato a questo, il cui titolo era: Necessario l’OK del ministero per il servizio fax a pagamento.

Il rilascio di questa autorizzazione è soggetto al pagamento di un “balzello” o tassa che dir si voglia, ma non è questo il punto.

 

La questione riapre il capitolo (per la verità mai chiuso) delle autorizzazioni generali, che hanno sostituito le dichiarazioni/autorizzazioni ex DPR 103/95. Questo è ciò che mi è stato riferito dai professionisti che hanno effettuato un’indagine su nostra richiesta:

 

Ma, considerare questi servizi come “servizi di telecomunicazione” è illegittimo. La natura giuridica del contratto fra il cliente e il fornitore, in questo caso, è quella di noleggio (o di un comodato) dell’apparecchiatura e non di un servizio di telecomunicazione.

Questo, infatti, è così definito dalla Legge italiana e dalla normativa Europea:

 

Il decreto è leggibile su:

www.geocities.com/cosmatos_1999/dpr318-97.html

 

L’edicolante, il cartolaio o il gestore del bar non forniscono trasmissione, instradamento o altre funzioni del genere che, invece, sono fornite dal gestore della rete alla quale l’apparecchio è collegato (cioè la compagnia telefonica utilizzata).

La soluzione è quindi elementare, ma come al solito sarà necessario che venga appioppata qualche salata multa (non si capisce bene da chi) perché un giudice si pronunci negli evidenti termini sopra esposti e la sua sentenza sia presa a esempio.

Amedeo Bartolucci - Rimini

 

Il commento

di Domenico Moschella

 

La ricostruzione normativa analitica e puntuale che i colleghi hanno eseguito per lei, mi trova concorde nel ribadire la necessità di presentare al Ministero delle Comunicazioni apposita istanza prima di attivare il servizio fax a pagamento. Detto servizio potrà essere messo a disposizione del pubblico, trascorse quattro settimane dalla presentazione dell’istanza, senza aver ricevuto alcuna comunicazione contraria da parte dell’ente citato. Questo è quanto risulta dalla lettura della delibera 467/001/CONS mentre, interpellata telefonicamente la Direzione Generale Concessioni e Autorizzazioni Divisione II mi è stato confermato che per il servizio fax di cui sopra hanno emesso delle disposizioni interne con interpretazioni più estensive rispetto alla delibera citata, che prevedono l’attivazione del servizio dopo l’invio della istanza sopra citata e che per questo servizio non bisogna versare la tassa per l’istruttoria della pratica.