Ma i maschi sono davvero così cretini?

 

Riviste per uomini, viste,  e commentate, da una donna.

Tanto più che le stesse dedicano la maggior parte delle loro pagine, o quasi, proprio a insegnare, (così vorrebbero) come conquistare l’altra metà del cielo.

Ma il risultato è deprimente. E la conferma viene anche  dal Sole 24 Ore.

 

For ManChe il sogno di ogni uomo sia una donna sessualmente soddisfatta (vale a dire uno specchio della propria bravura a letto), si sa. Che molti uomini desiderino essere in forma, ormai è cosa nota. Ma vedere la copertina del nuovo mensile For Men (per uomini, appunto, mandato in edicola da Cairo Editore) su cui campeggia il grido FALLE DIRE BASTA STANOTTE!, seguito dall’annuncio che rivela come, nel poster, siano annunciati - quasi mistiche rivelazioni - “i segreti dei top trainer”, vale a dire BRACCIA PIÙ GROSSE, SPALLE PIÙ FORTI, ADDOMINALI SUPER, mi fa un po’ sorridere.

Trovo la rivista a casa, insieme al numero di febbraio di

Men’s Health (Mondadori).

Presumo che mio marito li abbia acquistati (e/o  recuperati) per curiosità: la campagna pubblicitaria del nuovo magazine, in lancio al prezzo di 1 euro e 50, è stata convincente. Ammetto di essere curiosa anch’io.

A dire il vero, la copertina sembra la stessa. Dall’uno all’altro (salvo due mesi) poco trascorre: volto maschile sorridente (sembra quasi lo stesso uomo. Forse non lo è, ma è inquietante vedere come questi giovani modelli narcisi siano identici tra loro, obbedendo alla stessa richiesta. Ammiccare, sorriso impeccabile, denti bianchissimi e aria vincente. Si indovina un torso nudo abbronzato e muscoli perfetti.), titoli dello stesso tono. E cioè, per Men’s Health: MUSCOLI D’ACCIAIO SUBITO, CURATI MANGIANDO, SESSO MAGICO. SBRIGATI, È NUDA!

In aggiunta, uno slogan che alla Mondadori deve essere piaciuto: SFIDA LA SFIGA.

Per For men, sul cui invito a sfinire la compagna nelle virilissime notti si è detto, citiamo anche TRUCCHI. MANGI IL DOPPIOMen’s Health DIVENTI LA METÀ. Tutti impegnati a dimagrire, a farsi i muscoli, a soddisfare, ‘sti uomini. D’accordo, perché no?, si dirà. Le donne non fanno che parlare di cellulite, di diete bikini, di punto G: perché mai i maschietti non dovrebbero preoccuparsi della propria salute e di essere in forma? Sacrosanto. Tuttavia da donna, è chiaro, avverto un certo fastidio nel vedere le due doppie pagine (donna di fronte e di schiena-diciamo così) che riportano un percorso a freccette, con relativo bersaglio nelle zone “hot”, per spiegare a lui i 12 punti del piacere femminile.

For Men esulta e fa l’occhiolino: “I dodici punti per farla impazzire di desiderio. E tu sai bene cosa succederà dopo, brutto maiale”.

Non so gli uomini, ma non credo che a sentirsi dare del brutto maiale si sentano tutti così felici. L’articolo cerca il tono complice, da pacca sulla spalla (“a differenza del tuo stupido pisello, che spreca tre quarti del suo tempo a fare pipì…”, si legge), con il lodevole intento di spiegare a un uomo cosa diletta la sua compagna.

Certo il ritratto che emerge dalle pagine è quello di un maschio davvero cretino, a cui tutto va spiegato, innamorato pazzo di sé, dei propri muscoli e un po’ incoerente. Se a pagina 22 un allarmante titolo annuncia: “Uomo infedele, temi tua moglie e anche l’infarto” (così sentenzia il cardiologo Graham Jackson), a pagina 123 si avverte: “Credi di essere il solo a mettere le corna? Le ultime ricerche dicono che sei in folta e ramificata compagnia” (così fanno i cervi, per esempio). Ma poverino, che ci capisce il “man”? Sono in compagnia, vabbè, ma e l’infarto?

Per fortuna che a risollevare il morale arriva un articolo senza pudore sulla “Tradizione orale” (testuale) che rivela “miti, tabù, verità e bugie”. Avete capito di che. Si cita Bill Clinton (ancora?) e si spiega perfino come insegnarlo alla propria compagna. La quale, si presume, lieta che egli conosca così bene i suoi 12 punti erogeni, come minimo (secondo lui) ricambia. Uffa! Sempre la stessa storia, ‘sti maschi’.

Evidentemente il sesso resta il numero uno dei loro pensieri (chi scrive non è sessuofobica). Ma bisogna spiegare tutto, anche come si slaccia un reggiseno, con tanto di foto, visto che i modelli propongono allacciature dietro, davanti, laterali e a volte inesistenti. Deve essere un vero problema, poveretti, dato che ne parla anche Men’s Health, che a sua volta non disdegna di sottoporre l’uomo a un “corso di seduzione” per diventare un vero “amante sofisticato”.

Più sfoglio questi mensili e più mi sembrano uguali.

Un po’ ipocondriaci (oh dio, mi scappa la pipì, avrò un tumore alla prostata? ansima il lettore di For men. Se poi si fosse rassicurato, ci pensa Men’s Health che, avendo a cuore la salute degli uomini, gli ricorda che “uno degli errori più comuni è credere che l’ictus colpisca solo gli anziani”), certamente super narcisi.

A ragione, Camilla Baresani in Contrappunto su Il Sole 24 Ore osserva che “nemmeno le più becere riviste per femmine bramose d’amore e di carte di credito riescono a raggiungere i picchi di involontario umorismo dei mensili per maschietti: perennemente preoccupati di incrementare il vigore erotico, frivoli, sciocchi, preda di una fetente morale da fureria, si fatica a credere che esista una clientela analoga a questi contenuti”.

Mio marito dice che non ha neppure letto gli articoli che insegnano come non essere una “schiappa”: e ci credo. Tutto sommato, penso che gli uomini siano molto meno sciocchi di come li si vuol dipingere, e che non abbiano davvero bisogno di fare del corpo della loro compagna una mappa da bersagliare con le loro freccette idiote. Almeno spero. (A ogni buon conto, io le riviste le faccio sparire).

 

Flair Living, invece, mi è piaciuto:

sprigiona allegria, luce e buon gusto senza snobberie.

Flair Living, sprigiona allegria, luce e buon gusto senza snobberie.È vero che “è casa nostra lo spazio ideale dove sogniamo di trascorrere il tempo libero, per poco che sia”. Ed è per questo che Living, il nuovo allegato lifestyle di Flair, è ben fatto. L’intento di Marina Carrara, che dà il benvenuto al lettore, è proprio quello di fare del mensile il luogo di questo spazio ideale.

“È costruito”, scrive, “con il ritmo piano delle conversazioni fra amici, scorrendo da un argomento all’altro senza soluzione di continuità, da una curiosità all’altra, in un clima conviviale”. Ed è così.

Se il primo numero di Flair non mi era piaciuto per il suo tono incalzante, per il frenetico susseguirsi degli articoli, questo Living, in effetti, ha un andamento rilassante, profuma, ingolosisce, rilassa. È vero, per esempio, che una presentazione d’effetto valorizza anche il piatto più semplice: ed ecco “quattro pièce con asparagi”, un servizio che insegna come preparare verdura di stagione con grazia e fantasia. E poi come dedicare un’intera stanza a una “pianta totem”, ovvero come catalizzare intorno a una pianta enorme, esotica, importante come una scultura, l’arredamento di tutta una stanza. La pianta deve essere “sempre lussureggiante e dirompente, un trionfo di salute”. Sprigiona allegria, questo Living, e luce, davvero, e buon gusto senza snobberie.


Jolanda Refri