Ai giornalai che lascio soli...
Fulvio Flaùto,
dopo trent’anni, lascia la Federazione Italiana Editori.
È stato la controparte delle Organizzazioni
Sindacali in tutte le trattative, piccole e grandi, che si sono succedute in
questo lungo arco di tempo.
Nonostante le posizioni, spesso fortemente
contrapposte, lo ricordiamo con stima e simpatia.
Questo è il suo cordiale saluto.
Milano, 2 aprile
2003
Pasqua,
nell’aria si avverte il profumo della primavera che avanza, della natura che si
rinnova, tra poco il pranzo della tradizione con i familiari: tutto come
sempre. Mi dovrei sentire felice, ma... oggi cessa definitivamente il mio
rapporto con la Federazione degli Editori per la quale ho diretto per un tempo
lunghissimo - trent’anni - la sede di Milano e nell’ultimo anno ho presieduto
la delegazione per il rinnovo del vostro Accordo.
Speravo di
chiudere la mia carriera, consegnandovi un nuovo Accordo veramente innovativo e
adatto ai tempi, in linea con le esigenze del mercato e con le aspirazioni di
tutto il comparto. La scadenza del mio contratto è arrivata prima...
La trattativa
ha, comunque, già raggiunto alcuni aspetti positivi: il riconoscimento che il
nuovo Accordo sarà rivolto unicamente alla rete di vendita tradizionale,
costituita dai quei punti vendita che il decreto legislativo 170/2001 definisce
punti vendita esclusivi. Sono i vostri punti di vendita.
Difatti, tentare
di prevedere istituti che possano essere facilmente applicati anche alle
svariate tipologie di esercizi commerciali in cui oggi è consentita la vendita
dei prodotti editoriali è compito assai arduo da realizzare, proprio perché
l’edicola ha caratteristiche proprie difficilmente rinvenibili in esercizi
quali supermercati, stazioni di servizio o centri commerciali.
Abbiamo posto, inoltre, le premesse per
rivedere alcuni istituti che oggi si presentano obsoleti nonché per proporre
sconti differenziati per tipologie di prodotto che siano al di fuori di
quotidiani e periodici avviati per la prima volta alla rete di vendita.
Certamente l’Accordo
dovrà contenere anche occasioni di sviluppo della rete di vendita tradizionale.
A tale proposito l’inserimento di alcuni progetti strategici costituiscono il
punto di partenza per confermare che il punto vendita tradizionale è, in ogni
caso, un luogo verso il quale il comparto editoriale rivolge la propria
attenzione, in quanto costituisce una rete dedicata in via esclusiva e
principale alla diffusione dei prodotti editoriali.
Ricordo il
progetto strategico che mi è più caro, allo studio da diversi anni, e che si
trova in fase di test: il progetto Inforiv, finalizzato a favorire la
trasmissione telematica di dati commerciali, contabili e altre eventuali
informazioni fra imprese di distribuzione locale e rivenditori, in sostituzione
delle tradizionali corrispondenze cartacee o telefoniche. La realizzazione di
questo progetto consentirà di avere una rete di vendita moderna, efficiente e
affidabile.
Nei giorni
scorsi un vostro dirigente mi ha accompagnato presso alcuni punti di vendita di
Como in cui si sta svolgendo la sperimentazione. Ho trovato rivenditori
motivati ed entusiasti della nuova tecnologia: dopo pochi mesi di utilizzo non
sarebbero più disponibili a tornare alle tecniche tradizionali.
È il progetto
che mi sta più a cuore in quanto è frutto di una mia iniziativa partita già ai
tempi della precedente rinnovazione contrattuale e che tra tanti ostacoli e
rinvii vede finalmente la luce.
In tanti anni di
attività, molti di voi mi avranno visto solo come una controparte, uno col
quale si doveva per forza litigare... mi auguro, invece, di essere ricordato
come una persona che ha sempre esaminato i problemi di chi gli stava di fronte,
ponendosi nella sua stessa ottica, non dimenticandosi, però, della categoria
che rappresentava.
Le
manifestazioni di stima e di affetto - sì, di affetto - che sto ricevendo in
questi giorni anche da parte di vostri dirigenti che ho avuto occasione di
incontrare in passato, mi danno la sensazione di essere stato compreso e
contraccambiato, anche nell’ovvia distinzione dei ruoli.
Mi farebbe,
perciò, piacere sapere che, quando anche voi gestirete la vostra attività con
un computer, ne possiate essere soddisfatti: a questa soddisfazione so di avere
contribuito. Mi sembrerà, così, di avervi lasciati meno soli... e di essere
anch’io meno solo.
Una cordiale
stretta di mano a ognuno di voi con tanti auguri per il vostro futuro. A
proposito, dimenticavo di dirvi che il futuro mi interessa perché è là che
intendo passare i prossimi anni!
Fulvio Flaùto