A difesa della QUALITÀ

 

Da grande conoscitore di vini a editore il passo è stato breve per Luigi Veronelli

che da cinquant’anni porta in edicola i suoi consigli e da qualche tempo propone agli intenditori della buona tavola il suo Veronelli EV.
Senza dimenticare di consigliare due buone bottiglie per gli edicolanti.

 

Veronelli EVL’avventura giornalistica del più celebre enologo italiano, nasce nel 1956 quando viene pubblicato Il Gastronomo, la sua prima pubblicazione editoriale. Questa rivista lascia poi spazio ad altri due giornali culturali che portano la firma dell’illustre intenditore di vini: Il pensiero e I problemi del socialismo.

Ma il grande investimento come editore, Luigi Veronelli lo compie con L’etichetta sostituita poi dall’attuale Veronelli EV, di cui è ora soltanto direttore responsabile, avendo coinvolto nella responsabilità editoriale Gian Arturo Rota e sua figlia Benedetta Veronelli.

Considerandolo un personaggio decisamente “speciale”, in questo mondo di carta stampata, abbiamo voluto rivolgergli qualche domanda.

 

Il più celebre enologo italianoCosa caratterizza il suo giornale rispetto alle altre pubblicazioni del settore?

“Il nostro è un bimestrale che vuol essere una guida concreta: non per nulla la testata è sottolineata da “Vini, cibi, intelligenze. L’informazione prima.

Nel corso degli anni il giornale ha sempre cercato di stare al passo con i tempi presentandosi con una veste grafica di qualità. Il mio obiettivo è stato quello di rendere vivace un campo che negli anni è andato troppo in mano ai pubblicitari. Veronelli EV è un giornale dai testi “aggressivi”, giovane che vuole aiutare il lettore a migliorare la qualità della sua vita. Non trascuriamo nessun aspetto del vivere bene e del mangiar sano. Mi sembrano buoni motivi per consigliare Veronelli EV.

 

Come giornalista quali sono gli altri suoi impegni?

“Continuo a scrivere per il Corriere della Sera, Class e altri giornali”.

 

Attualmente, che cosa sta sostenendo per la qualità dell’alimentazione?

“Due importanti battaglie. La prima riguarda la De.Co., la Denominazione d’Origine Comunale per tutelare e promuovere dei prodotti che si legano alla tradizione del territorio. La seconda campagna di sensibilizzazione in cui sono molto impegnato è quella dell’olio extra vergine d’oliva. È un falso proporre bottiglie a un prezzo corrispondente alle vecchie 5mila lire, quando il solo costo di raccolta è di 10mila. Sto viaggiando per l’Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo problema e auspico che accada quello che è successo tra i produttori di vino. Nel 1953 c’erano una decina di etichette, ora ce ne sono 3600, un esempio che deve essere seguito anche da altre produzioni agricole, aumenta la concorrenza, la qualità del prodotto e si calmiera anche il prezzo”.

 

Quali giornali acquista abitualmente?

“Leggo ogni giorno, sia quando sono “arroccato” nella mia Bergamo alta, sia quando giro l’Italia per lavoro. Acquisto diversi quotidiani, il Corriere della Sera, La Stampa, Repubblica”.

 

Non è più editore, ma è sicuramente consapevole del ruolo fondamentale dell’edicola…

“Certo, e so che la Inter Orbis che segue la diffusione di Veronelli EV non trascura le iniziative per il mondo degli edicolanti che sono indispensabili per promuovere e vendere quotidiani e periodici”.

 

Allora, vuole consigliare un buon vino per i giornalai?

“Considerando che sono costretti a trascorrere molte ore nella loro rivendita, con grande fatica e molta attenzione ai clienti, consiglierei un vino poco alcolico.

Fra i bianchi potrei proporre un Soave, per gli amanti dei rossi direi un Botticino”.

 

Maria Bini