Perché non creare delle edicole specializzate?
Promosso da Inter Orbis, si è
svolto a Firenze l’incontro
fra la DPV di Amburgo e alcuni dei
più importanti distributori locali.
Obiettivo: conoscere meglio
necessità e problemi del mercato italiano.
E’ stata una
giornata interessante quella dell’8 maggio, quando Reinhard Feder,
amministratore delegato della DPV, la più importante agenzia di esportazione
tedesca, ha illustrato ai molti intervenuti (distributori locali e operatori
della filiera della carta stampata), come si lavora in Germania.
Paese questo che
viene spessissimo preso a esempio dai nostri editori, quando si tratta di
auspicare la totale liberalizzazione dei punti vendita, o quando si citano le
astronomiche cifre di copie diffuse per certi quotidiani, ma che si dimentica
subito quando si tratta di mettere in pratica le sue metodologie di conoscenza
qualitativa delle rivendite.
In Germania,
infatti, editori e distributori, conoscono - per esempio - vita, morte e
miracoli di ognuna delle decine di migliaia di edicole sparse sul territorio:
sanno esattamente dove sono, che scuole hanno vicino, quali banche, che
tipologia di abitanti vive nella zona, che persone vi arrivano al mattino per
recarsi al lavoro, quali i negozi più importanti, ecc. ecc., così da poter
pianificare la distribuzione di quotidiani e periodici in modo ottimale.
Non solo: in
Germania è stato possibile creare degli accordi fra editori, distributori per
realizzare un vero e proprio marketing distributivo: ovvero studiare criteri oggettivi
per stabilire quanto tempo una testata debba rimanere sul mercato. Alla fine di
questo periodo se la testata funziona, bene, diversamente, se la sua
distribuzione risulta comunque troppo onerosa in rapporto ai ricavi, questa
viene ritirata definitivamente dal mercato.
Proprio come da
noi. Dove riviste di ricamo e cucito arrivavano, sempre per esempio, in
un’edicola del porto di Genova che ha, come sola clientela, nerboruti
marittimi!
In Germania, è
vero, le edicole sono collegate informaticamente e, quindi, tutto è più facile.
Ciò non toglie che sia il metodo quello che da noi manca.
Reinhard Feder
si è detto ottimista per quanto riguarda l’arrivo dei turisti tedeschi in
Italia.
L’attuale
situazione politica rende tutto più precario e sono molti coloro che si sentono
insicuri nel prendere un aereo per raggiungere località lontane. Dunque, i
nostri laghi e le nostre spiagge, data la loro vicinanza dovrebbero restare
avvantaggiate, grazie anche al recente minor interesse nei confronti della
Spagna e in particolare delle Baleari.
L’istituzione di
voli a bassissimo prezzo istituiti fra i nostri aeroporti e le città tedesche
(Amburgo/Pisa a 40 euro) dovrebbe, poi, favorire le visite nelle città d’arte.
Berndt Lassen, ispettore per l’Italia della DPV, ha
illustrato le iniziative riservate alle edicole italiane, proprio in vista
dell’estate. Come sempre locandine ed espositori per la migliore presentazione
della stampa tedesca saranno a loro disposizione, oltre all’abituale pubblicità
specifica per le singole testate.
Francesco
Serano (zona di
competenza Latisana, quindi Lignano, Bibbione) ha esordito facendo presente che
ottimizzare la gamma di riviste da distribuire significa mettere in
distribuzione solo le testate che vengono vendute. Ha citato a esempio titoli
come Bike che nella sua zona non ha alcun potenziale di vendita e che, di
conseguenza, gli edicolanti non espongono. Non solo non si vende, dunque, una
copia ma si producono soltanto costi elevati e disturbo ai punti vendita.
Serano prosegue
confermando che l’edicolante ritiene la stampa estera un buon business ed è
quindi disponibile a collaborare, ma non bisogna dimenticare che questa rappresenta
solo una piccola parte dei suoi utili.
Giuliana
Pacinelli di Roma,
riferendosi a quanto detto da DPV - e precisamente che va distribuito tutto
facendo dei test prima di rinunciare a un titolo - ribadisce che ciò è
possibile, ma che l’edicolante desidera essere pagato.
Anche Costantino
Morandini (di Udine) conferma che tanti titoli nella loro zona sono un
problema, ma se gli editori esteri vogliono che tutte le loro pubblicazioni
siano distribuite, devono essere disponibili a degli investimenti economici.
Marcello
Bellotti (Milano), per
una migliore gestione del prodotto, richiede:
• creazione di
punti vendita specializzati solo in stampa estera
• utenze per
gente straniera che lavora in Italia
• comunicazione
diretta al punto vendita sulle novità (ma questo è un servizio che la Inter
Orbis già effettua, almeno nei casi necessari)
• uniformarsi
agli standard italiani con un codice a barre leggibile.
A questo punto
Reinhard Feder si dichiara d’accordo sulla creazione di punti vendita
specializzati, ma si chiede: “Se uno straniero va in edicola e non trova la
pubblicazione che cerca, sarà disponibile l’edicolante a dare l’indirizzo del
suo collega specializzato nella stampa estera?”
Peter
Hübscher (titolare della
INTER ORBIS) interviene spiegando che a Milano si sta già tentando di trovare
edicole disponibili a specializzarsi in stampa estera. È evidente tuttavia che
questo tipo di organizzazione presuppone tempi lunghi e costi non indifferenti.
Anche Angelo Galbiati
(di Paderno Dugnano/Como) sostiene che da anni è convinto che ci vogliano punti
vendita specializzati da evidenziare. Ma occorre un intervento concreto per i
rivenditori in modo da metterli in grado di operare.
Le edicole
interessate a sviluppare la loro presentazione di stampa estera possono
rivolgersi a:
Inter Orbis - tel. 02.486931.
La Deutscher
Pressvertrieb, ovvero “Stampa in movimento. In tutto il mondo” fa parte del
gruppo Bertelsmann, uno dei colossi mondiali dell’editoria.