Ma ci sono
zone in cui la frequenza aumenta al doppio.
Con la
collaborazione delle Associazioni di categoria, il Comune di Milano ha,
infatti, completato la mappatura di tutti i punti vendita esclusivi e non,
presenti sul territorio comunale.
Un dato
importante per la gestione delle future autorizzazioni in città.
Sono
complessivamente 1006 i punti vendita tra esclusivi e non esclusivi dove si
possono acquistare giornali nel capoluogo lombardo. È quanto emerge dallo
studio che l’Assessorato al Commercio del comune di Milano ha portato a termine
nei mesi scorsi con la collaborazione di associazioni di categoria,
distributori locali ed editori. “Un risultato atteso da anni - commenta Roberto
Predolin, assessore comunale al Commercio di Milano - Grazie a questi dati
si potrà verificare con certezza il rilascio di nuove autorizzazioni tenendo
presente le variabili fondamentali, dall’utenza alla vicinanza di altri punti
vendita. Un lavoro che ci porterà a ragionare con dati precisi sull’apertura
eventuale di nuove edicole, ma anche sul miglioramento di quelle esistenti”.
“Il piano
edicole di Milano s’inserisce nel contesto di un lavoro attuato anche da altri
assessorati del nostro comune per il miglioramento della qualità della vita
degli abitanti - sottolinea Roberto Predolin - L’operatività di questo progetto
dipende, quindi, non solo dal nostro settore. Per le edicole credo molto nella
funzionalità del loro ruolo, sono un punto di riferimento per gli abitanti, ma
anche per chi lavora o è di passaggio in città e per i turisti. La rivendita di
giornali che opera come punto informativo e offre servizi di biglietteria per
teatri e servizi comunali non può che essere vista positivamente da noi
amministratori. Anche il concedere maggiore spazio alle rivendite sarà
fondamentale, ci vorrà del tempo, ma alla fine riusciremo a far fare un salto
di qualità alla categoria”.
Il risultato del
lavoro svolto dal Comune di Milano è interessante per avere una fotografia
reale sulla vendita di giornali nel capoluogo lombardo.
“Abbiamo
suddiviso la città in 9 macrozone e, successivamente, in 87 microzone sulle
quali si è lavorato assegnando dei punteggi che tenevano conto di diversi
fattori - spiega Francesco Amato, responsabile servizio Commercio Aree
Pubbliche - Per esempio, per ogni zona si è valutato il numero delle persone
residenti, cifre aggiornate in tempo reale grazie all’ufficio anagrafe. Si sono
considerati, poi, la presenza di chi vi lavora in base al censimento del 1991 e
i relativi dati di vendita dei giornali. L’insieme di questi fattori ci dà la
possibilità di vedere se per ogni “isola”, in cui abbiamo suddiviso la città,
ci siano le condizioni per nuove aperture. Gli esempi che ne escono sono
diversi: può capitare che in una zona periferica non ci siano tanti punti
vendita ma i dati di vendita siano scarsi e ciò preclude nuove autorizzazioni”.
Complessivamente
sono 786 le rivendite esclusive presenti a Milano città, di cui 395 su suolo
pubblico e 45 su quello privato. 229 sono in forma di negozio, mentre 71 quelle
in metropolitana. Troviamo anche 21 edicole nelle stazioni ferroviarie, 9 in
ospedali, 8 in aree di servizio, 2 in tribunali e 6 all’interno di centri
commerciali o supermercati. 220 sono invece i punti vendita non esclusivi che
sono diventati attivi grazie alla sperimentazione: tra questi 31 sono bar, 56
bar-tabacchi, 16 tabaccai, 35 aree di servizio, 62 si trovano nella grande
distribuzione (supermercati, centri commerciali), 8 in librerie. Le oltre 1000
rivendite milanesi si rivolgono a 1.303.438 residenti (con una media di
un’edicola ogni 580 famiglie), ma anche ai molti lavoratori che arrivano
quotidianamente da tutta la Lombardia e ai turisti. Con questi dati alla mano
si può certamente fare una valutazione significativa sull’effettiva opportunità
di aprire nuovi punti vendita e soprattutto tutelare la sopravvivenza di quelli
già esistenti.
“È da dieci anni
che la nostra categoria attende un piano comunale per le edicole - commenta Giampiero
Labò, presidente provinciale dello SNAG di Milano - Finalmente alla luce
dei criteri che la Regione Lombardia ha ufficializzato lo scorso luglio, anche
la situazione milanese sembra pronta per essere regolamentata. Un’intesa a cui
come sindacato abbiamo partecipato attivamente e che avrà durata di due anni,
dopo di che sarà rivista e, eventualmente, integrata con le modifiche che si
riterranno opportune”.
In particolare,
lo SNAG provinciale di Milano è soddisfatto per un paio di provvedimenti
contenuti all’interno del nuovo piano edicole: “Innanzitutto abbiamo ottenuto
l’inserimento del criterio distanziometrico che prevede un minimo di 200 metri
tra le rivendite, salvaguardando i diritti degli edicolanti. Si è poi tenuto
presente del bacino di utenza del punto vendita, applicando i criteri adottati
per gli esclusivi anche per i non esclusivi. Per la regolamentazione delle
nuove licenze la priorità sarà data alle edicole esistenti nel caso volessero
trasferirsi. Dalla mappatura di Milano, risulta che nell’hinterland ci sarebbe
la possibilità di aprire 9 nuove edicole: i colleghi che si trovano in una zona
che non li soddisfa o che per motivi personali desiderino spostarsi possono
avere, ora, il vantaggio di essere favoriti dal fatto di avere già una licenza
e di volerla trasferire”.
Dallo SNAG
provinciale quindi qualche soddisfazione, ma molta attesa di veder finalmente
approvato dal Consiglio Comunale di Milano il nuovo piano edicole che dovrebbe
tutelare la categoria. La speranza è che la macchina amministrativa possa
portare a compimento il suo iter burocratico già entro la fine di settembre.
MILANO
RIPARTIZIONE
EDICOLE
PER ZONE
1 • 135 Esclusive
30 Non esclusive
2 • 87 Esclusive
26 Non esclusive
3 • 92 Esclusive
22 Non esclusive
4 • 83 Esclusive
24 Non esclusive
5 • 55 Esclusive
17 Non esclusive
6 • 82 Esclusive
20 Non esclusive
7 • 83 Esclusive
36 Non esclusive
8 • 92 Esclusive
29 Non esclusive
9 • 77 Esclusive
16 Non esclusive
MONZA: MENTRE SI DISCUTE SUL DISEGNO
DI LEGGE
...IL COMUNE VA IN EDICOLA
I n seguito agli
articoli apparsi sulla stampa nazionale e alle successive circolari sindacali
che darebbero per imminente una nuova legge sull’editoria in netto contrasto
con quanto espresso dal DL 24 Aprile 2001 n. 170, lo SNAG Circondariale di
Monza ha convocato un’Assemblea Straordinaria di categoria, alla quale ha
partecipato Armando Abbiati che ha informato su quanto avvenuto
ultimamente a livello nazionale.
Agli intervenuti
da Brugherio, Lissone, Monza, Muggiò, Vedano al Lambro e Villasanta ha parlato
anche Giampiero Labò, presidente del Provinciale SNAG di Milano che ha
evidenziato come la situazione che si sta prospettando preannunci un futuro
incerto e pieno di incognite.
Quali garanzie
per il futuro? Quali prospettive per un Accordo Nazionale? Quali strade
intraprendere per non sparire? Su questi interrogativi si è discusso a lungo,
ma l’imminente periodo di vacanze, e quindi l’impossibilità di cercare le
risposte nelle sedi competenti (FIEG e Governo), ha costretto tutti ad
attendere, entro i prossimi mesi, le risposte alle incresciose domande.
È
partita, intanto, la collaborazione tra Amministrazione Comunale ed edicolanti
che funzioneranno come punto informativo e biglietteria per spettacoli.
È la
prima esperienza di questo genere in
Lombardia ed è significativa sul ruolo che le rivendite possono avere per il
futuro delle città.
Il Comune di
Monza ha capito l’importanza sul territorio delle edicole e da fine giugno ha
dato il via a una informazione capillare attraverso i 48 punti vendita di
giornali della città. Il servizio, nato per dare ai cittadini sempre migliore
comunicazione sulle attività comunali, è stato introdotto con l’accordo tra
l’Assessorato alla Comunicazione del Comune di Monza e il Sindacato Nazionale
Autonomo dei Giornalai della città brianzola.
“Di fronte alla
necessità di raggiungere i cittadini in modo sempre più capillare - ha spiegato
Vincenzo Ascrizzi, assessore alla Comunicazione di Monza - abbiamo
voluto esplorare una nuova strada. La disponibilità degli edicolanti a
distribuire gratuitamente il materiale informativo prodotto
dall’Amministrazione comunale ci è sembrato un utile strumento di divulgazione.
Attraverso le
edicole i cittadini potranno reperire facilmente le notizie e le informazioni
sulle attività e le iniziative promosse dal Comune senza essere costretti a
rivolgersi agli uffici competenti. È una scelta che da un lato va verso quella
politica di decentramento che l’Amministrazione comunale ha inteso realizzare,
dall’altro punta a garantire un’informazione accessibile a chiunque: a chi
abita nei quartieri della città ma anche chi vive a Monza per lavoro o vi
transita per raggiungere i comuni limitrofi”.
Per Carlo Monguzzi
e Giuseppe Miccoli, respettivamente presidente e consigliere dello SNAG
monzese, l’iniziativa sarà utile alla categoria per riappropriarsi di
un’identità oggi in pericolo.
Dopo un’intera
vita lavorativa dedicata alla categoria dei giornalai, ricoprendo gli incarichi
di maggior responsabilità a livello di Milano e provincia, nonché nazionali, Giuseppe
Fiori, per motivi strettamente personali, ha lasciato l’incarico di
Presidente Regionale della Lombardia, dopo aver contribuito fattivamente alla
stesura dei criteri sul Decreto legislativo 170/01, dalla Regione poi emanati.
Fiori
continuerà, però, a dare il proprio apporto di esperienza al Provinciale di
Milano, trasmettendo a tutti quello spirito di dedizione e abnegazione che gli
è proprio.
In attesa del
nuovo Presidente Regionale della Lombardia, viene nominato coordinatore della
stessa Carlo Monguzzi, attualmente vicepresidente dello SNAG Provinciale
di Milano e componente la Giunta Nazionale, al quale auguriamo buon lavoro.
I l TAR
valdostano ha bocciato il Comune di Aosta che aveva concesso alla Standa
Commerciale (diventata Billa Aktiengesellschaft) l’autorizzazione alla vendita
non esclusiva di quotidiani e periodici.
Il TAR si è
pronunciato sulla richiesta presentata da 26 edicolanti (su 32) della città di
Aosta che lamentavano il mancato svolgimento del periodo di sperimentazione,
previsto dalla legge, da parte del centro commerciale. In effetti il Comune
aveva rilasciato l’autorizzazione in virtù della semplice dichiarazione del
legale rappresentate del supermercato, di aver ottemperato a quanto richiesto.
“Non è giusto –
ha dichiarato Daniela Ferrarese, portavoce degli edicolanti valdostani –
che il Comune senza verificare tutte le circostanze rilasci delle
autorizzazioni che rischiano di compromettere le vendite delle edicole
esclusive portandole anche alla chiusura”.
Il Comune si è
difeso adducendo, a sua discolpa, la famosa circolare ministeriale 3538/C che
dice, a chiare lettere, che la mancata vendita di giornali e riviste nel
periodo di sperimentazione non elimina il diritto alla licenza definitiva.
Mentre il Comune
si riserva di fare ricorso al Consiglio di Stato, il supermercato Billa, per
ora, non può vendere quotidiani e periodici.
L a “storia
infinita” delle edicole catanesi risale ormai a tantissimi anni fa.
Infatti, mentre
in base alla legge 170/2001 sono stati attivati nuovi punti vendita di
giornali, ancora non sono state regolarizzate le edicole che hanno operato
prima della legge 416/81. Così come nulla è successo in merito alla concessione
di spazi più ampi, come prevede la legge, ormai indispensabili vista la enorme
quantità di prodotti editoriali, videocassette, CD, bustame, giornali con libri
e ogni possibile gadget.
A Catania, molti
ricordano il tanto rumore per nulla suscitato dal bando di concorso nazionale,
lanciato per le edicole del centro storico, poi svanito nel vuoto.
A suo tempo lo
SNAG locale presentò, a questo proposito, diversi progetti, furono effettuati
molti incontri e sopralluoghi con i rappresentanti del Comune, della FIEG e
degli edicolanti per sistemare le edicole di piazza Stesicoro, piazza Duomo,
piazza Università, ma tutto è rimasto senza seguito.
“Se si vogliono
sostituire i vecchi chioschi con nuove edicole in ghisa o ferro battuto - dice Salvo
Lo Bianco, presidente dello SNAG di Catania - si devono evitare
improvvisazioni o approssimazioni”.
“E il Comune
deve fare la sua parte - prosegue Antonino Alicata, segretario dello
SNAG - perché sappiamo che parecchi edicolanti non sono in grado di sopportare
il costo di queste edicole, nonostante lavorino moltissime ore al giorno,
spesso anche di notte, rinunciando alle ferie per garantire la massima
diffusione dei giornali”.
In tutti questi
anni, nella bella città siciliana, ha regnato la confusione: si veda l’ultima
programmazione di apertura di 19 nuovi punti di vendita, previsti dal piano del
Commissario ad acta, e la determina con cui il Comune intendeva abolire la
distanza minima di 350 metri, creando panico nella categoria, punti vendita che
non sono poi stati attivati in quanto non si sono indicati "i punti
ottimali di vendita".
E solo a fine
giugno Alessandro Gaglio, Assessore al Commercio, in base alla nuova legge
regionale che ha riconfermato la distanza minima di 350 metri tra le edicole,
ha consegnato ai rappresentati della FIEG e della categoria, la nuova bozza del
piano delle edicole.
A questo punto
lo SNAG di Catania si augura che possa essere arrivata, finalmente, l’occasione
per definire una giusta programmazione, assicurare l’ampliamento della
superficie espositiva e di vendita, al fine di garantire l’incremento della
diffusione e una migliore produttività del servizio.
Segnale importante per la città piemontese dove l’amministrazione si è impegnata ufficialmente a rimborsare il 50% della spesa sostenuta per ristrutturazioni che rispettino i parametri urbanistici comunali.
Il Comune di
Biella spinge per un urbanizzazione controllata del centro cittadino
preservando alcune caratteristiche storiche. Per questo è stata ufficializzata
una planimetria in cui sono descritte le caratteristiche che le
ristrutturazioni delle edicole debbono avere.
Ma l’aspetto più
importante di quest’iniziativa è il fatto che lo stesso Comune, alla vigilia
del periodo estivo, ha adottato un provvedimento finanziario con il quale
s’impegna ufficialmente a rimborsare il 50% di quanto sostenuto per il
riammodernamento delle rivendite esistenti.
Non
un’imposizione quindi, ma un modo per curare l’aspetto estetico della città
aiutando, anche, lo sviluppo commerciale dell’attività degli edicolanti.
“Siamo
soddisfatti – commenta Ornella Braga, presidente dello SNAG di Biella –
I colleghi che debbono intervenire sulle strutture esistenti sono finanziati da
un aiuto concreto. Ma non ci fermiamo qui, alla stessa amministrazione comunale
presenteremo una richiesta per includere nel finanziamento anche l’apposizione
dell’insegna luminosa riportante la lettera “e” di edicola che identifica la
nostra attività”.
Visto che,
grazie alla nuova Finanziaria, le insegne di attività commerciale non sono più
soggette a imposta e il loro acquisto, in quanto investimento, può abbattere il
reddito imponibile, l’opportunità per gli edicolanti di rivolgersi alla GEDIS
(tel.02.86997250) che distribuisce questo prodotto è più che mai interessante.
“Il risultato
finale – conclude Ornella Braga – sarà di avere rivendite ben integrate
nell’arredamento urbano e ben caratterizzate, proprio come i tabaccai. Questa è
la strada che come SNAG di Biella siamo intenzionati a percorrere”.
R afforzare la sede locale dello SNAG con
maggiore presenza sul territorio era l’obiettivo che si poneva il sindacato a
Taranto e i risultati, dopo alcuni mesi di lavoro, hanno portato all’assemblea
dello scorso 14 luglio presso la sede dell’ASCOM.
Il primo
risultato raggiunto è stato quello di dar vita a un nuovo direttivo e a un
nuovo gruppo di lavoro che ha visto coinvolti molti più associati, grazie al
buon intervento sia dal punto di vista organizzativo che logistico dell’ASCOM
di Taranto.
All’assemblea
hanno presenziato per lo SNAG, Armando Abbiati, presidente nazionale e Renato
Russo, vicepresidente nazionale. L’ASCOM di Taranto era rappresentata dal
presidente Emanuele Papalia e dal direttore Angelo Colella a cui si è
aggiunto Riccardo De Vitofranceschi della Confcommercio di Roma.
Il nuovo
direttivo uscito dall’assemblea è composto da:
Presidente: Giuseppe
Acclavio
Consiglieri: Giuseppe
Campo, Annarosa Carbone, Maria De Marco, Antonio Lincesso e Antonio Raguso.
Nel corso dei
lavori, Armando Abbiati ha discusso ed esaminato i molti problemi dei
rivenditori dei giornali della provincia di Taranto con particolare riferimento
ai rapporti con le agenzie di distribuzione, affrontando, per esempio, la
richiesta delle fideiussioni che, purtroppo, vengono ancora pretese con la
formula del libretto al portatore.
Un tema
delicato, discusso in assemblea, è stato quello del nuovo piano comunale.
“Al centinaio di
edicole presenti a Taranto si volevano aggiungere altre venticinque licenze
applicando un piano che non tiene conto di indici fondamentali come la
redditività della rivendita – spiega Giuseppe Acclavio – Ma con gli
incontri avuti con distributori e rappresentanti dell’amministrazione comunale,
abbiamo raggiunto un buon risultato ottenendo di limitare il numero di nuovi
punti vendita a dieci, che al massimo potranno diventare dodici aggiungendo un
paio di stagionali. Questo intervento dello SNAG provinciale, sostenuto dai
vertici nazionali, è il segnale forte di come il nostro nuovo sindacato voglia
difendere concretamente i diritti degli edicolanti grazie anche a una stretta
collaborazione con chi affronta e quotidianamente con competenza i problemi
della categoria”.
Tutti i
rivenditori interessati ad aderire al nuovo sindacato provinciale potranno
farlo rivolgendosi a:
Antonio
Lincesso, presente tutti
i giorni presso gli uffici ASCOM - viale Magna Grecia, 119 - 74100 Taranto -
telefono 099-7796334.
Troveranno
assistenza immediata e risposte agli eventuali problemi.
È innegabile che negli ultimi anni, il
rivenditore di giornali sia profondamente cambiato specialmente se facciamo
riferimento al comportamento delle generazioni precedenti.
Merito o
demerito dell’informatica, della carenza di possibilità di lavoro che il nostro
paese offre ai giovani, di un livello culturale medio certamente superiore e
soprattutto di una interpretazione diversa del concetto di lavoro.
Per questi
motivi, quando un giovane subentra per qualsiasi ragione (acquisto, gestione o
altro) in una edicola di giornali lo fa in modo totalmente diverso da quanto
avveniva in passato e, la prima cosa che pretende è, il rispetto della propria
dignità di lavoratore.
Se poi, il neo
edicolante, come spesso accade, non conosce a fondo il mondo della
distribuzione e le accortezze che bisogna utilizzare nella gestione del punto
vendita, comincia subito a pagare il prezzo del noviziato e, quasi sempre, in
maniera pesantissima.
È inevitabile
che, a questo punto, nasca una forma di reazione che in breve tempo, da isolata
e personale, si trasforma in associazionismo e coalizza in modo molto naturale
e spontaneo colleghi e altri rivenditori che sono nella stessa situazione.
È vero che, nel
nome della reazione a tutti i costi, a volte si possono commettere errori di
comportamento dovuti all’inesperienza, ma gli stessi sono sempre accettabili
quando a guidarli c’è onestà e correttezza.
Tutto questo
ricorda i lati positivi di una certa forma di nonnismo che gli Stati Maggiori
militari di tutto il mondo tolleravano perché aveva il merito di compattare
velocemente un gruppo di reclute che non si conoscevano e di stimolarne lo
spirito di corpo.
Ben diverso
dall’atteggiamento della generazione precedente che spesso accettava con un
rassegnato spirito di sudditanza le anomalie del sistema, convinta che non ci
fosse nulla da fare per poterlo cambiare o soltanto modificare.
Ho fatto questo
preambolo per parlare della costituzione dello SNAG di Aprilia che è
praticamente nato per iniziativa di un gruppo di giovani edicolanti ed è
guidato da un neo-rivenditore molto preparato, con una visione ampia dei
problemi, certamente illuminata dalle precedenti esperienze di lavoro.
Della faticosa
situazione ad Aprilia era stato accennato sul n. 2 di Azienda Edicola in
occasione della costituzione del sindacato di Latina.
È quindi con
particolare piacere che si dà il benvenuto, ora, allo SNAG Aprilia formalmente
costituito il 6 maggio di quest’anno, con la presidenza di Paolo Pucci.
L’esempio della
cittadina laziale deve far riflettere e deve spronare i giovani che ritengono
di poter essere protagonisti nel loro lavoro. In definitiva lo statuto SNAG
consente la nascita di una organizzazione locale con un minimo di cinque
elementi e questo dovrebbe incoraggiare tutte quelle iniziative che magari
sono latenti, ma stentano a decollare.
Le strutture
provinciali e nazionali dello SNAG, sono pronte a fare la loro parte, così come
le Ascom locali della Confcommercio.
Nel rinnovare
l’augurio di buon lavoro a Paolo Pucci e ai suoi associati mi aspetto che, su
questo esempio, in tante altre province italiane, si creino nuove formazioni
sindacali con lo stesso entusiasmo e determinazione. Con i venti che tirano, ne
abbiamo tutti veramente bisogno.
Per
informazioni:
SNAG Aprilia
- via Mascagni 15, 04011 Aprilia
Lino Maesano