Più facile spacciare droga
|
![]() |
Queste sono state le assurde parole del
Ministro Gasparri.
Da lui ci attendiamo doverose scuse.
Gli edicolanti sono invitati a
manifestare il più forte dissenso verso quella che appare una vera
e propria provocazione.
Augurandomi
che il mese di agosto abbia consentito ai più di ritemprarsi e di vivere con
serenità le proprie vacanze, devo, purtroppo, anticiparvi che i tempi si
preannunciano molto duri.
Avrei voluto
dedicare questo editoriale per rispondere ad alcune lettere che mi sono
arrivate e che contestavano la mia frase “Non c’è nulla da fare, andrà così”
pubblicata sull’ultimo numero e che, evidentemente, è stata interpretata come
una mia forzata rassegnazione davanti ad avvenimenti che non possono essere
modificati.
Posso
assicurare tutti che è stata male interpretata perché se c’è una persona che
non si sottomette, quella sono io. Ma sull’argomento prima o poi, torneremo.
Ciò che
voglio invece portare all’attenzione di tutti voi è quanto Maurizio Gasparri,
Ministro delle Telecomunicazioni, ha dichiarato a margine della manifestazione
La Versiliana di Viareggio (parole riprese da tutti gli organi di stampa e, in
particolare, dalla Nazione di Firenze il 25 luglio scorso).
Parlando dei
problemi della stampa e della relativa pubblicità, Gasparri - riferendosi ai
giornali - ha poi concluso dicendo: “Mi auguro si possano trovare altri
strumenti per reperire nuovi spazi di mercato. Bisognerebbe vendere di più i
giornali da altre parti, e qui mi espongo alle critiche del sindacato dei
giornalai, il potentissimo SINAGI-Cgil (il Ministro essendo di AN,
evidentemente ha preferito prendersela
con un solo sindacato, quello meno compatibile con lui per colorazione
politica, scaricandogli addosso, senza rendersene conto, anche quel che segue).
Ma in Italia a volte è più facile spacciare droga che vendere i giornali. Se
uno potesse vendere i giornali più liberamente in tanti posti se ne
venderebbero di più”.
Quanto
affermato, così improvvidamente, dal Ministro delle Telecomunicazioni è di una
gravità che non può essere definita.
La droga
uccide.
Per non avere
letto un quotidiano non è mai morto nessuno.
Il Ministro
ha dimenticato che c’è stata una sperimentazione che ha allargato la rete
vendita del 10%, con un incremento di vendite del solo 1,7%.
Il Ministro
ha dimenticato che in data 18 luglio (soltanto una settimana prima) le
Organizzazioni Sindacali dei giornalai si erano incontrate con Paolo Bonaiuti
proprio per trovare una strada comune in merito alle modifiche al disegno di
legge, prossimamente all’esame del Parlamento.
Il Ministro
ha dimenticato che gli editori italiani sono diventati potenti, solo ed
esclusivamente grazie al durissimo lavoro degli edicolanti.
Il Ministro,
con quelle parole assurde e provocatorie, ha reso nulla la nostra disponibilità
alla trattativa e, pertanto, abbiamo interrotto qualsiasi rapporto con il
Governo, fino a quando non riceveremo le sue doverose scuse, attraverso tutti
quei mezzi d’informazione che hanno riportato la sua esternazione estiva.
Armando Abbiati