Più facile spacciare droga 
che vendere giornali. !

 

Armando Abbiati
Presidente Nazionale 
SNAG–Confcommercio

ARMANDO ABBIATI - Presidente Nazionale SNAG - Confcommercio

 

Queste sono state  le assurde parole del Ministro Gasparri.

Da lui ci attendiamo doverose scuse.

Gli edicolanti sono invitati a manifestare il più forte dissenso verso quella che appare una vera

e propria provocazione.

 

Augurandomi che il mese di agosto abbia consentito ai più di ritemprarsi e di vivere con serenità le proprie vacanze, devo, purtroppo, anticiparvi che i tempi si preannunciano molto duri.

Avrei voluto dedicare questo editoriale per rispondere ad alcune lettere che mi sono arrivate e che contestavano la mia frase “Non c’è nulla da fare, andrà così” pubblicata sull’ultimo numero e che, evidentemente, è stata interpretata come una mia forzata rassegnazione davanti ad avvenimenti che non possono essere modificati.

Posso assicurare tutti che è stata male interpretata perché se c’è una persona che non si sottomette, quella sono io. Ma sull’argomento prima o poi, torneremo.

Ciò che voglio invece portare all’attenzione di tutti voi è quanto Maurizio Gasparri, Ministro delle Telecomunicazioni, ha dichiarato a margine della manifestazione La Versiliana di Viareggio (parole riprese da tutti gli organi di stampa e, in particolare, dalla Nazione di Firenze il 25 luglio scorso).

Parlando dei problemi della stampa e della relativa pubblicità, Gasparri - riferendosi ai giornali - ha poi concluso dicendo: “Mi auguro si possano trovare altri strumenti per reperire nuovi spazi di mercato. Bisognerebbe vendere di più i giornali da altre parti, e qui mi espongo alle critiche del sindacato dei giornalai, il potentissimo SINAGI-Cgil (il Ministro essendo di AN, evidentemente ha preferito prendersela  con un solo sindacato, quello meno compatibile con lui per colorazione politica, scaricandogli addosso, senza rendersene conto, anche quel che segue). Ma in Italia a volte è più facile spacciare droga che vendere i giornali. Se uno potesse vendere i giornali più liberamente in tanti posti se ne venderebbero di più”.

Quanto affermato, così improvvidamente, dal Ministro delle Telecomunicazioni è di una gravità che non può essere definita.

La droga uccide.

Per non avere letto un quotidiano non è mai morto nessuno.

Il Ministro ha dimenticato che c’è stata una sperimentazione che ha allargato la rete vendita del 10%, con un incremento di vendite del solo 1,7%.

Il Ministro ha dimenticato che in data 18 luglio (soltanto una settimana prima) le Organizzazioni Sindacali dei giornalai si erano incontrate con Paolo Bonaiuti proprio per trovare una strada comune in merito alle modifiche al disegno di legge, prossimamente all’esame del Parlamento.

Il Ministro ha dimenticato che gli editori italiani sono diventati potenti, solo ed esclusivamente grazie al durissimo lavoro degli edicolanti.

Il Ministro, con quelle parole assurde e provocatorie, ha reso nulla la nostra disponibilità alla trattativa e, pertanto, abbiamo interrotto qualsiasi rapporto con il Governo, fino a quando non riceveremo le sue doverose scuse, attraverso tutti quei mezzi d’informazione che hanno riportato la sua esternazione estiva.

 

 

Armando Abbiati

Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio