Lettura al femminile

 

Nell’ultimo rapporto dell’Associazione Italiana Editori (Aie) emerge che il pubblico femminile legge di più di quello maschile. L’organizzazione del proprio tempo è tra i fattori che permette alle donne di mantenere un rapporto più continuativo con i libri.

Ma anche con settimanali e mensili.

 

Almeno una donna su quattro compra libri non in libreria ma al supermercato, oppure li prende in prestito in biblioteca: è questo il dato emerso dal progetto sperimentale Lib(e)ra realizzato dalla Fondazione Rosselli di Torino in collaborazione con l’Associazione Italiana Editori su un campione di persone del Piemonte e pubblicato nel Quaderno del Giornale della Libreria dal titolo: “Lettura al femminile: tra domanda e offerta”.

La ricerca è partita dalle statistiche che definiscono le donne - in tutte le fasce d’età - come lettrici più forti degli uomini. Ci si è chiesti cosa e come leggono le donne piemontesi, attraverso interviste, rilevazioni statistiche realizzate in collaborazione con alcune biblioteche e librerie distribuite in Piemonte.

 

GLI SCOPI DELL’INDAGINE

 

Un’indagine con obiettivi più qua1itativi che quantitativi, che non si è posta come prima domanda la risposta a quante (o quanti) leggono libri in Italia, ma se vi sono delle differenze nella qualità della lettura, e se la loro migliore conoscenza  non potrebbe migliorare l’ideazione e lo sviluppo dei prodotti editoriali e la loro distribuzione.

I dati relativi ai comportamenti di lettura femminili sono stati confrontati con quelli, analoghi, riguardanti gli uomini. Uno dei risultati di maggior interesse della ricerca è che tra le donne - ma anche tra le bambine e le ragazze - la pratica della lettura risulta più diffusa rispetto all’universo maschile, anche se le donne frequentano in misura decisamente inferiore le librerie, un canale di vendita che per struttura di assortimento offre maggiori possibilità di scegliere e confrontare l’offerta presente sui banchi e sugli scaffali. Il pubblico femminile riprende la sua prevalenza in canali e forme di vendita - edicola, banco libri della grande distribuzione - caratterizzate da assortimenti decisamente più limitati e «poveri».

 

I dati di partenza

 

L’ISTAT annualmente svolge una rilevazione sulla lettura all’interno dell’Indagine Multiscopo sulle famiglie. Gli ultimi risultati resi noti si riferiscono al 2000 e indicano come il 38,8 % della popolazione italiana con più di 11 anni abbia letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti.

L’11% della popolazione è composto da lettori "esclusivamente" di narrativa rosa, di libri ricevuti in omaggio in edicola con quotidiani o periodici, di manualistica per la casa o fai-da-te, di guide di viaggio o di libri di cucina, gialli, libri di fantascienza o fantasy.

Va tenuto presente come il dato faccia riferimento a un anno in cui i libri venduti in edicola assieme ai quotidiani non avevano ancora la dimensione attuale.

Il 28,1 % legge solo nel tempo libero e il 14,7 %, sempre nel tempo libero, legge libri professionali e/o di studio.

La ricerca ISTAT evidenzia che meno del 30% degli italiani legge un libro senza esser spinto da motivazioni esterne: aggiornamento professionale, studio, ricerca di informazioni, ecc.

 

Le donne leggono di più

 

il pubblico femminile adduce come giustificazione della lettura, in misura maggiore del pubblico maschile, motivi legati a «piacere e passione»Le donne leggono più degli uomini: il 64,9% contro il 54,9%; il divario, di dieci punti percentuali, è prodotto soprattutto dalla lettura fatta “solo” nel tempo libero: (33,6%) rispetto a quanto non faccia l’universo maschile (22,2%).

Per le altre categorie di lettura, le differenze si annullano o, addirittura, si capovolgono: il 7,5% degli uomini legge per motivi professionali e/o di studio contro il 3,6% delle donne. Quando la lettura nel tempo libero riguarda libri legati alle professioni e/o all’attività di studio, le distanze si annullano: 14,9% sono le donne che dichiarano di aver letto almeno un libro professionale o per motivi di studio, contro il 14,5% degli uomini.

Come risulta dal grafico in questa pagina, il pubblico femminile adduce come giustificazione della lettura, in misura maggiore del pubblico maschile, motivi legati a «piacere e passione» (63,0% contro 51,9%), «rilassarsi e distrarsi» (38,0% contro 29,8%); là dove invece l’universo maschile privilegia “ampliare le conoscenze” (44,3% contro 37,8%), «essere informati» (26,8% contro 21,0%).

 

Fasce d’età

 

La lettura cresce fino ai 17 anni quando tocca nell’insieme il 74,0% della popolazione in età per poi calare all’aumentare dell’età (e a una minore scolarizzazione). La lettura fatta solo nel tempo libero cresce con l’età: legge solo nel tempo libero il 20,2% degli 11-14enni, il 17,7% dei 15-17enni, ma il valore sale al 30-32% nelle fasce intermedie di età; tra gli ultra 75enni la penetrazione della lettura è del 18,8%, uguale a quella che abbiamo tra i bambini di 6-10 anni (18,4%).

I dati dello studio hanno evidenziato un aumento costante della lettura di libri lungo tutti gli anni Novanta sia nell’universo maschile che in quello femminile. Se nel 1993 il 33,8% degli uomini e il 42,2% delle donne avevano letto almeno un libro non scolastico, nel 1998 i valori salgono rispettivamente al 37,0% e al 46,5%. A partire dal 1999, però, dopo un decennio in cui la lettura aveva fatto registrare modesti ma continui segnali di crescita, l’andamento si capovolge di segno con una perdita dell’8% dei lettori. In termini assoluti qualcosa come circa 1,9 milioni di persone, che negli ultimi anni vengono a sottrarsi dalla condizione di potenziali clienti degli editori.

 

Lettori per numero di libri letti

 

Se passiamo al confronto tra la diffusione della lettura tra uomini e donne in rapporto all’età vediamo, oltre a una marcata distinzione nei comportamenti in base al sesso - per esempio tra i 20-24enni il 58,4% delle donne dichiara di aver letto un libro contro il 38,4% dei coetanei maschi - che, mentre nell’universo maschile della lettura, già a partire dai 14-15 anni, si assiste a un calo dell’interesse per il libro (dal 50,4% si scende al 40,8%), tra il pubblico femminile abbiamo un andamento ancora in crescita (dal 59,8% al 60,7% tra le 18-19enni) e poi a un andamento solo in leggera flessione, almeno fino ai 45-54 anni, dove il valore scende al di sotto della media - anche in relazione a variabili come titolo di studio, reddito, ecc. - per avvicinarsi sempre più ai valori dell’universo maschile su cui quasi si sovrappone dopo i 60 anni.

Rapporto libri letti per sessoIl principale elemento che contraddistingue il mercato italiano della lettura è che abbiamo un ristretto nucleo di forti lettori e un’ampia vastissima area di lettori deboli e più che occasionali: i forti lettori, coloro cioè che dichiarano di leggere oltre dodici libri all’anno (uno al mese) continua a esser composto da non più 2,7-3 milioni di individui (nei periodi migliori). Quasi la metà delle persone che dichiarano di aver letto un libro (49,5%) sono in larga misura lettori/acquirenti occasionali, che non vanno al di là della soglia dei tre libri letti nel corso dell’anno.

Ma, mentre tra le forme di lettura «debole» è l’universo maschile a sopravanzare quello femminile - leggono fino a tre libri all’anno il 52,1% degli uomini, contro il 47,6% delle donne, il pubblico femminile si dimostra più “fedele”: dichiarano di leggere da 4 a 11 libri il 39,4% delle donne contro il 36,8% degli uomini; il 13,0% delle donne legge più di 12 libri all’anno contro l’11,1% degli uomini.

 

Chi legge libri cos’altro legge?

 

Infine un ultimo aspetto va richiamato e posto in rilievo, a riguardo della lettura di altri prodotti editoriali diversi dal libro: giornali quotidiani, settimanali, mensili.

Nel grafico qui a lato si evidenzia che, non solo il pubblico femminile è più forte lettore di libri (43,6 %) rispetto all’universo maschile (33,3) ma anche anche nella lettura di settimanali (ultimi tre mesi) sopravanza con l’89,0% i lettori uomini (74,4%); nei mensili le distanze sono ridotte a pochi punti percentuali: rispettivamente 65,4% contro il 67,1%; solo nei quotidiani i lettori maschi con il 63,9% dichiarano di aver letto almeno una volta un quotidiano nella settimana (esclusa free press), contro il 50,6% del pubblico femminile; in questo caso va tenuta presente la diffusione che hanno nel nostro mercato i quotidiani sportivi: la sola “Gazzetta dello sport” ha una diffusione giornaliera media (escluso lunedì) di 414.000 copie; l’edizione del lunedì ha una diffusione di 588.000 copie (Fonte: Ads).

 

Ma quanti sono gli acquirenti?

 

Se consideriamo - in base ai dati di ricerca Demoskopea - il numero di italiani che hanno comprato nel 2002 almeno un libro, esclusi quelli scolastici e professionali, (e, quindi, comprendendo anche i libri in edicola in vendita congiunta a quotidiani e periodici) arriviamo a 15.900.000 persone: il 57% dei lettori. E circa 12.300.000 sono gli acquirenti di libri (ultimi sei mesi) in base a una indagine dell’AIE realizzata con ISPO (dicembre 2002).

Ma gli acquirenti abituali sarebbero in sostanza poco più di 1 milione di individui: persone con un’elevatissima propensione all’acquisto, dato che il numero medio di libri acquistati (15) risulta essere di ben tre volte superiore a quello degli acquirenti saltuari (non si arriva a 5).

 

Non solo librerie

 

Il gusto dell’acquirente di libri sta sempre più “tradendo” la libreria come viene tradizionalmente intesa. Non è un caso se in un’indagine svolta nell’aprile 2002 sui comportamenti d’acquisto, il 27% ha indicato l’edicola come il punto di vendita in cui il lettore italiano si troverebbe oggi più a suo agio (ma va tenuto presente l’effetto dei libri abbinati ai quotidiani); segue il supermercato con il 21% delle indicazioni.

Al terzo posto però, sorpassando di otto punti la libreria, troviamo il multistore, come sono le nuove librerie Fnac, Feltrinelli, Mondadori, MelBookstore. Il suo successo deriva da diversi fattori: dall’assortimento, dai prezzi convenienti e dalle offerte vantaggiose; staccata appare l’assistenza del personale di vendita con solo il 13,0% delle indicazioni.

Il pubblico femminile privilegia invece la piccola libreria (32,1% contro il 29,6% degli uomini), i banchi libri della grande distribuzione (32,1%) e per il 25,2% l’edicola (contro il 22,4% degli uomini).

I punti vendita scelti dal pubblico femminile hanno, però, un’altra caratteristica: quella di trovarsi inseriti nei percorsi e negli itinerari di spesa e di cura della famiglia: la piccola libreria, la cartolibreria e l’edicola che si possono incontrare e visitare durante gli acquisti nei negozi di quartiere; il banco libri nel supermercato o nel grande magazzino, quando si va a fare la spesa.

 

Generi di libri scelti per sesso

 

Le donne preferiscono i romanzi d’autore italiani (56,3% contro il 41,2% degli uomini) e stranieri (41,3% contro il 31,1%). Per non parlare dei romanzi rosa (27,1%) e, ovviamente, dei libri per la casa, cucito, bricolage (33,1% contro il 6,3% degli uomini). Decisamente ridotto invece l’interesse per la saggistica (19,5% contro il 28% degli uomini).

 

Le letture delle adolescenti

 

Tendenzialmente la sensazione è che gli adolescenti - i «giovani adulti» come li si definisce - leggano sempre meno e questa constatazione pone inevitabilmente delle domande di fondo: il calo nella lettura degli adolescenti è dovuto a un effettivo venir meno dell’interesse per la lettura o i giovani percepiscono il concetto di lettura in modo diverso? Il problema non è per nulla di facile soluzione né per quanto riguarda l’offerta degli editori per questo segmento di pubblico, né l’assortimento o l’esistenza di un settore specifico nelle librerie o nelle biblioteche.

Per esempio, nei tre anni di indagini condotte da AcNielsenCra, emerge che parte dei titoli entrati in famiglie con bambini di 12-14 anni (circa il 13% delle referenze codificate) non sono “libri per ragazzi”: si va da Stephen King, a Grisham, fino a Camilleri. Sembrerebbe quindi esserci una domanda di lettura da parte dei ragazzi che cercano i libri in settori non espressamente riservati a loro. Un mercato che a valore viene stimato in 10,3-10,5 milioni di euro a prezzo di copertina, l’8-9% del mercato librario ragazzi complessivo.

La differenza di genere tra maschi e femmine si manifesta però già verso i 12 anni, prima non ci sono differenze nei comportamenti di lettura, le ragazze investono più tempo in lettura e la considerano un fatto positivo che aiuta a crescere.

 

CONCLUSIONE

 

Quello che emerge nel quaderno “Lettura al femminile: tra domanda e offerta” è un quadro rappresentativo dell’interesse letterario delle donne che hanno il merito di tenere in piedi una buona fetta del mercato del libro. Una leadership che nasce sui banchi di scuola e prosegue nella vita professionale e di madri di famiglia. Il potere femminile si esercita quindi anche in libreria e in edicola, non solo fra le mura di casa.

 

Maria Bini