Nello scorso
mese di luglio le OO.SS di categoria hanno deciso di promuovere lo stato di
agitazione dei rivenditori di giornali in relazione al disegno di legge
licenziato dal Consiglio dei Ministri volto a modificare, in modo sostanziale, il
testo del Dlgs 170/01 che regolamenta la vendita dei quotidiani e
periodici.
Quale prima
forma di protesta è stato distribuito a tutti i rivenditori un numero
straordinario di “Azienda Edicola” contenente due locandine da esporre nelle rivendite
e recanti lo stato di profonda preoccupazione della categoria con un invito ai
lettori a voler sostenere le ragioni di questo dissenso.
Le OO.SS di
categoria, di comune accordo e intesa, hanno intenzione di promuovere ulteriori
forme di protesta con il duplice intento di sensibilizzare le forze politiche e
l’opinione pubblica sui pericoli di una modifica del Dlgs 170/01, nel senso
voluto dal Governo (su pressione della FIEG).
Pericoli che si
concretizzerebbero in un aumento non controllato e non pianificato dei punti
vendita non esclusivi, essenzialmente all’interno di supermercati e
ipermercati, a esclusivo vantaggio di pochi gruppi editoriali, i soli in grado
a sostenere i costi di una distribuzione parallela del prodotto editoriale e,
dunque, a discapito della piccola e media editoria e a danno della rete di
vendita esistente, già provata da una evidente crisi delle vendite e da talune
scelte diffusionali di aziende editoriali poco attente alle strategie di
mercato.
Non vi è dubbio
che il successo della categoria, nel far valere le proprie ragioni e
nell’ottenere il giusto riconoscimento dalle forze politiche, non può non
prescindere dalla volontà di tutti i rivenditori a sostenere in prima persona
le iniziative di protesta che verranno di volta in volta decise dalle OO.SS.
Solo attraverso
una profonda sensibilizzazione di tutti i rivenditori e una massiccia
partecipazione alle iniziative sindacali, si potranno ottenere i risultati
sperati e respingere i tentativi di liberalizzare, di fatto, la vendita di
quotidiani e periodici nel nostro paese.
È tuttavia
personale percezione, e conseguenziale opinione, che buona parte della
categoria non si sia resa conto del futuro gramo che si potrebbe prospettare e
che, purtroppo, sia più attenta a risolvere problematiche individuali piuttosto
che condividere con spirito di colleganza e di appartenenza, i problemi che
investiranno l’intera categoria.
Come riferito
nel titolo di questa mia breve riflessione ho il timore che una categoria poco…
agitata o per meglio dire supina e afflitta da miopia politica, possa
sottovalutare questo difficile momento e contribuire, seppure
involontariamente, a rendere inefficace il lavoro e gli sforzi profusi dalle
OO.SS di categoria per la tutela di tutti i rivenditori.
A maggio, le
Organizzazioni Sindacali degli edicolanti, avevano indirizzato all’on. Paolo
Bonaiuti, sottosegretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la
pressante richiesta di un incontro, al fine di conoscere le intenzioni dell’esecutivo
rispetto all’ipotesi di liberalizzazione della rete di vendita.
Nello stesso
periodo avevano emesso un comunicato stampa nel quale si sottolineava che le
“OO.SS. sono ben lungi dal voler difendere sterili e anacronistiche posizioni
corporative, come dimostrato dall’alto senso di responsabilità e proficua
collaborazione messe in atto, dalle stesse, sia durante la fase di
sperimentazione che durante la stesura del Dlgs. 170/01”.
Nel comunicato
veniva, inoltre, sottolineato come nella segnalazione del Garante del 23 aprile
’03, venissero riportati dati relativi allo sviluppo di canali alternativi di
vendita nei paesi dell’Unione Europea, che non tenevano in alcuna
considerazione l’esiguità dei punti di vendita esclusivi presenti in tali
Paesi, dimenticando, per contro, che la rete di vendita di giornali in Italia,
negli ultimi vent’anni è praticamente raddoppiata (raggiungendo ormai i 40.000
punti), a fronte di una continua e costante riduzione del numero di copie
vendute per quotidiani e periodici.
Finalmente,
nella mattinata di venerdì 18 luglio, le Organizzazioni Sindacali degli
edicolanti sono state ricevute a Palazzo Chigi, a Roma, da Paolo Bonaiuti,
accompagnato dal capo Dipartimento Informazione ed Editoria, Mauro Masi.
Era in esame il disegno di legge governativo per l’editoria.
Le OO.SS hanno
riscontrato la disponibilità di Bonaiuti a considerare proposte di modifica al
testo licenziato il 27 giugno scorso dal Consiglio dei Ministri e hanno
sollecitato l’impegno di attuare lo strumento di monitoraggio dell’espansione
della rete di vendita, previsto dal Dlgs 170/01 come osservatorio del mercato
editoriale della stampa quotidiana e periodica.
Le
Organizzazioni Sindacali hanno, però, rilevato il permanere di punti essenziali
da definire, tra cui, in primo luogo, la parità di trattamento delle testate
che dovrà essere assicurata anche dai punti vendita non esclusivi e
complementari alla rete delle edicole.
Mai come in
questo momento deve essere sentita la necessità di fare fronte comune per
tutelare la propria azienda e la propria professionalità e per riaffermare il
ruolo indispensabile dei rivenditori per la salvaguardia del pluralismo dell’
informazione e del libero accesso della carta stampata nella rete di vendita.
Dante
Corti,
con
edicola a Milano
in
viale Montenero,
ha
esposto la locandina
ricevuta
con
l’edizione straordinaria
di
Azienda Edicola.
Risultato:
molti clienti
hanno
posto domande
e
si sono dimostrati
sensibili
ai problemi
dei
rivenditori
di
giornali.
Quanti
di voi hanno
fatto
lo stesso?
Maurizio Corti