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IL COMMERCIALISTA |
| A cura di Domenico Moschella |
Sto per acquistare una piccola edicola chiosco e vorrei sapere quali sono i costi per gestire questa attività oltre all’IVA e alle bollette della luce. E per quanto riguarda l’INPS, sono obbligata? Grazie per le informazioni che vorrete darmi.
L'acquisto
dell'edicola configura l'avvio di un'attività d'impresa in forma individuale
rientrante nella categoria delle imprese commerciali soggette, ai fini
previdenziali, all'INPS gestione commercianti. I contributi ammontano per
l'anno in corso al 17-19% del reddito con una quota fissa di circa 2.164 euro,
corrispondente alla percentuale calcolata su un reddito minimo di 12.590 euro.
Per recuperare
l'IVA sugli acquisti dei servizi e dei prodotti soggetti a questa imposta, sarà
opportuno aprire la partita IVA, mentre l'iscrizione alla CCIAA comporta il
pagamento di una tassa annuale pari, quest'anno, a 88 euro.
Per l'edicola,
le spese di gestione, sinteticamente, sono:
- Affitto
(spazio pubblico)
- Utenze
(luce/telefono)
- Tenuta
contabilità, spese varie (cancelleria, ecc.)
Sul reddito
dovrà essere pagata l'IRPEF, mentre sul valore della produzione (Ricavi meno
Acquisti e Spese generali) dovrà essere pagata l'IRAP.
intestare al
marito
o fare una
società?
Intestare al marito o fare una società
Sono titolare
insieme a mio fratello di una rivendita di tabacchi con: edicola, profumeria,
ricevitoria, lotto e superenalotto. Trattasi di impresa familiare con il 51% a
me e il 49% a lui. Vorrei sapere se posso dare in
gestione l’edicola (rimanendo nello stesso locale) a mio marito (separazione
dei beni) e se mi conviene, oppure se si può fare una SpA, tutti e tre insieme.
Mi hanno detto che con i generi di Monopolio non si può fare una società. È
vero? Vi ringrazio della vostra attenzione.
G.O. -
Paesana (CN)
L’affidamento in
gestione dell’edicola è possibile. Nel suo caso, trattandosi di affitto di una
parte dell’azienda posseduta, il canone per l’affittanza dell’azienda deve
essere soggetto a IVA. Le ricordo che l’affitto d’azienda deve essere
regolarizzato mediante atto notarile con le conseguenti comunicazioni al
registro imprese e al Comune per le volture delle licenze. Il gerente avrà una
propria posizione fiscale e dovrà tenere una propria contabilità. La rivendita
di generi di monopolio deve essere intestata a persona fisica, pertanto non può
essere gestita in forma societaria. Se l’inserimento del marito, con la
gestione dell’edicola, è finalizzato a un risparmio fiscale, per la convenienza
o meno bisogna considerare l’ammontare degli aggi prodotti da questo settore e
calcolare quanto incide l’imposta dovuta nella posizione attuale e quanto
inciderà l’imposta sul reddito in capo al marito.
Vorrei sapere come devono
essere calcolati i buoni acquisto nella dichiarazione dei redditi. Grazie.
I buoni acquisto
sono soltanto mezzi di pagamento; il cliente non paga in contanti ma mediante
un buono che verrà rimborsato da terzi. Pertanto, sia l’acquisto che la vendita
del prodotto ceduto col buono vengono contabilizzati con gli altri normalmente,
come fossero venduti in contanti.
Sto valutando
la possibilità di intraprendere l’attività di edicolante e, nonostante abbia
letto più volte la rubrica nella quale risponde il commercialista, vorrei sapere
che ruolo hanno IRPEF, INPS e IRAP nella gestione di un’attività che mi trova
alle prime armi. Grazie
S.P. -
Fiumefreddo (CT)
L’attività di
edicolante costituisce una attività d’impresa e come tale è soggetta
all’imposta sul reddito. Infatti, sul reddito prodotto (totale degli aggi meno
spese di gestione) si paga sia l’IRPEF con aliquota progressiva in base agli
scaglioni di reddito (fino a _ 15.000 il 23%, oltre fino a 29.000 il 29%, ecc.)
che l’IRAP nella misura del 4,25%. L’edicolante, in quanto impresa individuale,
ai fini previdenziali deve essere iscritto nella gestione commercianti e,
pertanto, ai fini pensionistici dovrà versare all’INPS un contributo minimo
annuale di circa _ 2.200, oltre la quota del 17,19% sul reddito, eccedente il
minimale, pari a _ 12.590,00.
La
mia contabilità viene gestita con registro corrispettivi e acquisti. Sul primo
annoto i corrispettivi giornalieri pari al totale dei prezzi di copertina dei
giornali venduti, sul secondo annoto le bollette di consegna rilasciate dal
distributore. Al termine dell’esercizio, il mio commercialista pretende la
rilevazione delle rimanenze finali.
Chiedo se questo metodo contabile è corretto o se, invece, posso limitarmi ad
annotare i soli aggi derivanti dalle vendite evitando così la rilevazione delle
rimanenze di fine anno e registrare tra gli acquisti le sole fatture diverse
dalle bolle di consegna dei distributori.
A.P.
Gli estratti
conto dei distributori per gli acquisti dei prodotti editoriali devono essere
registrati sull’apposito registro degli acquisti, unitamente alle altre fatture
fornitori, mentre sul registro dei ricavi vanno annotate le vendite derivanti
dal totale dell’estratto conto pagato al distributore maggiorato dell’aggio
sugli acquisti pari al 23,11%. Seguendo quanto sopra non necessita la
rilevazione delle rimanenze.