A cura di Domenico Moschella
IL COMMERCIALISTA
A cura di Domenico Moschella

 

 

I costi per gestire un’edicola

 

Sto per acquistare una piccola edicola chiosco e vorrei sapere quali sono i costi per gestire questa attività oltre all’IVA e alle bollette della luce. E per quanto riguarda l’INPS, sono obbligata? Grazie per le informazioni che vorrete darmi.

Francesca - tausenland@libero.it

 

L'acquisto dell'edicola configura l'avvio di un'attività d'impresa in forma individuale rientrante nella categoria delle imprese commerciali soggette, ai fini previdenziali, all'INPS gestione commercianti. I contributi ammontano per l'anno in corso al 17-19% del reddito con una quota fissa di circa 2.164 euro, corrispondente alla percentuale calcolata su un reddito minimo di 12.590 euro.

Per recuperare l'IVA sugli acquisti dei servizi e dei prodotti soggetti a questa imposta, sarà opportuno aprire la partita IVA, mentre l'iscrizione alla CCIAA comporta il pagamento di una tassa annuale pari, quest'anno, a 88 euro.

Per l'edicola, le spese di gestione, sinteticamente, sono:

- Affitto (spazio pubblico)

- Utenze (luce/telefono)

- Tenuta contabilità, spese varie (cancelleria, ecc.)

Sul reddito dovrà essere pagata l'IRPEF, mentre sul valore della produzione (Ricavi meno Acquisti e Spese generali) dovrà essere pagata l'IRAP.

intestare al marito

o fare una società?

 

Intestare al marito o fare una società

Sono titolare insieme a mio fratello di una rivendita di tabacchi con: edicola, profumeria, ricevitoria, lotto e superenalotto. Trattasi di impresa familiare con il 51% a me e il 49% a lui. Vorrei sapere se posso dare in gestione l’edicola (rimanendo nello stesso locale) a mio marito (separazione dei beni) e se mi conviene, oppure se si può fare una SpA, tutti e tre insieme. Mi hanno detto che con i generi di Monopolio non si può fare una società. È vero? Vi ringrazio della vostra attenzione.

G.O. - Paesana (CN)

 

L’affidamento in gestione dell’edicola è possibile. Nel suo caso, trattandosi di affitto di una parte dell’azienda posseduta, il canone per l’affittanza dell’azienda deve essere soggetto a IVA. Le ricordo che l’affitto d’azienda deve essere regolarizzato mediante atto notarile con le conseguenti comunicazioni al registro imprese e al Comune per le volture delle licenze. Il gerente avrà una propria posizione fiscale e dovrà tenere una propria contabilità. La rivendita di generi di monopolio deve essere intestata a persona fisica, pertanto non può essere gestita in forma societaria. Se l’inserimento del marito, con la gestione dell’edicola, è finalizzato a un risparmio fiscale, per la convenienza o meno bisogna considerare l’ammontare degli aggi prodotti da questo settore e calcolare quanto incide l’imposta dovuta nella posizione attuale e quanto inciderà l’imposta sul reddito in capo al marito.

 

Come calcolare i buoni acquisto?

 

Vorrei sapere come devono essere calcolati i buoni acquisto nella dichiarazione dei redditi. Grazie.

R.G. - Bergamo

 

I buoni acquisto sono soltanto mezzi di pagamento; il cliente non paga in contanti ma mediante un buono che verrà rimborsato da terzi. Pertanto, sia l’acquisto che la vendita del prodotto ceduto col buono vengono contabilizzati con gli altri normalmente, come fossero venduti in contanti.

 

 

Il ruolo di Irpef, Inps e Irap spiegato a un nuovo edicolante

 

Sto valutando la possibilità di intraprendere l’attività di edicolante e, nonostante abbia letto più volte la rubrica nella quale risponde il commercialista,  vorrei sapere che ruolo hanno IRPEF, INPS e IRAP nella gestione di un’attività che mi trova alle prime armi. Grazie

S.P. - Fiumefreddo (CT)

 

L’attività di edicolante costituisce una attività d’impresa e come tale è soggetta all’imposta sul reddito. Infatti, sul reddito prodotto (totale degli aggi meno spese di gestione) si paga sia l’IRPEF con aliquota progressiva in base agli scaglioni di reddito (fino a _ 15.000 il 23%, oltre fino a 29.000 il 29%, ecc.) che l’IRAP nella misura del 4,25%. L’edicolante, in quanto impresa individuale, ai fini previdenziali deve essere iscritto nella gestione commercianti e, pertanto, ai fini pensionistici dovrà versare all’INPS un contributo minimo annuale di circa _ 2.200, oltre la quota del 17,19% sul reddito, eccedente il minimale, pari a _ 12.590,00.

 

 

Richiesta di verifica sulla contabilità

 

La mia contabilità viene gestita con registro corrispettivi e acquisti. Sul primo annoto i corrispettivi giornalieri pari al totale dei prezzi di copertina dei giornali venduti, sul secondo annoto le bollette di consegna rilasciate dal distributore. Al termine dell’esercizio, il mio commercialista pretende la rilevazione delle rimanenze finali. Chiedo se questo metodo contabile è corretto o se, invece, posso limitarmi ad annotare i soli aggi derivanti dalle vendite evitando così la rilevazione delle rimanenze di fine anno e registrare tra gli acquisti le sole fatture diverse dalle bolle di consegna dei distributori.

A.P.

 

Gli estratti conto dei distributori per gli acquisti dei prodotti editoriali devono essere registrati sull’apposito registro degli acquisti, unitamente alle altre fatture fornitori, mentre sul registro dei ricavi vanno annotate le vendite derivanti dal totale dell’estratto conto pagato al distributore maggiorato dell’aggio sugli acquisti pari al 23,11%. Seguendo quanto sopra non necessita la rilevazione delle rimanenze.