E la stampa estera, chi la consegna?

 

A Roma, città “turistica” per antonomasia, la stampa estera è letta, soprattutto, dai residenti. E sono due le agenzie che si dividono la maggior parte  delle consegne nelle edicole della Capitale.

 

 

CASA DELLA RIVISTA

 

Nasce nel 1927 la Casa della Rivista, una piccola libreria fondata da Giulio Pacinelli nel centro di Roma, in via Della Panetteria al numero 36, a due passi dalla Fontana di Trevi.

Oltre alle pubblicazioni letterarie, il fondatore amplia subito l’offerta al pubblico distribuendo i primi giornali in arrivo dalla Svizzera come la Gazette de Lousanne, Tribune de Genève, Journal de Genève e Neue Zürcher Zeitung, prodotti che erano introvabili all’epoca in Italia. Successivamente, negli anni che precedono il secondo conflitto mondiale, la Casa della Rivista allarga la sua importazione di stampa estera con quotidiani dalla Germania (Frankfurter Allgemeine Zeitung, Suddeutsche Zeitung), dall’Inghilterra (The Times, Daily Telegraph, Daily Express e News Chronicle) e riviste come Woman, Women’s Own, oltre a pubblicazioni americane tra le quali Esquire, New Yorker, Vogue.

La diffusione di stampa estera in Italia subisce un freno negli Anni ’40 quando il governo fascista ne impedisce la diffusione, ma la Casa della Rivista, in clandestinità, riesce a continuare l’importazione e la vendita dei giornali provenienti dalla Svizzera. Dal 1956 responsabile dell’azienda diventa Giuliana Pacinelli, figlia del fondatore. “Mi occupo di coordinare in modo sereno i rapporti tra i nostri distributori nazionali ed esteri oltre a lavorare quotidianamente con gli edicolanti che seguo di persona per risolvere, subito, ogni problema. Sentiamo spesso i nostri clienti per telefono e, periodicamente, li visitiamo - spiega la simpatica signora - Con me lavorano i miei figli, Roberto che si occupa di diffusione e marketing e Stefano che collabora con me per i rapporti con i distributori nazionali e gli edicolanti oltre a seguire la parte amministrativa”.

La Casa della Rivista opera due consegne giornaliere: la prima alle 4,30 quando vengono distribuiti i vari Le Monde, Usa Today, Wall Street Journal, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Suddeutsche Zeitung, Die Welt, i giornali arabi e i periodici. Alle 12,30 parte il secondo giro che riguarda gli spagnoli El País, El Mundo, Abc e tutti gli altri prodotti francesi a partire da Le Figaro e Libération.

L’agenzia romana è oggi situata in via Tasso e comprende cinque magazzini per una superficie totale di 9.500 metri quadrati.

“Oltre alle due consegne giornaliere - spiega Giuliana Pacinelli - per i quotidiani possiamo effettuare un rifornimento entro due ore dalla richiesta, per le riviste invece il giorno seguente. Complessivamente, ogni giorno, distribuiamo circa cento testate di quotidiani stranieri e novanta di periodici, tra i quali anche alcuni italiani. Sono trecento i punti vendita che serviamo, per la maggior parte edicole oltre a librerie e centri commerciali”.

Le cifre dell’attività della Casa della Rivista testimoniano la complessità di un lavoro svolto movimentando dalle 16 alle 20 mila copie di giornali al giorno provenienti da tutto il mondo (Albania, Austria, Belgio, Cina, Repubblica Ceca, Ex Yugoslavia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Israele, Giappone, Olanda, Paesi Arabi, Filippine, Russia, Svezia, Svizzera, Spagna, Turchia, Stati Uniti).

“I più diffusi come vendite sono i quotidiani Le Monde, Usa Today, Wall Street Journal, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Bild Zeitung e le riviste Time, Der Spiegel, Le Monde Diplomatique - spiega Giuliana Pacinelli - Titoli diretti soprattutto a residenti stranieri, alle ambasciate, a Città del Vaticano, oltre che agli italiani addetti alla politica estera. Pur essendo costantemente elevata la presenza numerica di turisti a Roma, non si ha grande riscontro nell’acquisto dei giornali da parte di questo pubblico che ha, invece, la possibilità di trovare sugli aerei e negli alberghi molte copie omaggio consegnate direttamente dagli editori senza passare dalla nostra agenzia. Proprio queste iniziative ci hanno penalizzato nelle vendite delle grandi testate internazionali e, come azienda, abbiamo deciso perciò di ampliare la nostra attività con nuovi prodotti da offrire agli edicolanti: guide turistiche, libri, cartoline, dizionari, mappe, tessere telefoniche e, da oltre un anno, anche souvenir e articoli da regalo”.

L’arrivo in Italia di nuovi immigrati da paesi extracomunitari ha influito nella diffusione della relativa stampa?

“Se, come già accennato, è diminuita la vendita di testate importanti e tradizionali - dichiara Giuliana Pacinelli - è aumentata invece quella di titoli arabi, slavi e asiatici proprio per la presenza numerosa nella Capitale di persone che arrivano da questi paesi”.

 

Emilian press

 

Nella distribuzione di quotidiani e periodici a Roma, dal 1997 si è inserita anche l’Emilian Press, società che ha sede a Bologna.

“Siamo nati nel 1977 come autotrasportatori, facendo il servizio di portatura nella nostra città per conto di un distributore locale - spiega Daniele Buriani, presidente della società. - A quel tempo, spinti dall’attività di consegna diretta di stampa estera, a Roma, per l’Intercontinental, abbiamo aperto un magazzino in via delle Messi d’Oro nella zona Tiburtina e siamo diventati distributori locali”.

La ditta bolognese ha aumentato, anno dopo anno, la propria presenza nella Capitale con incrementi soddisfacenti soprattutto nel settore della stampa internazionale: “Forniamo il 50% delle edicole di Roma, circa 500, con tutti i quotidiani e periodici esteri dell’Intercontinental, ma lavoriamo anche per alcuni gruppi editoriali italiani - dichiara Daniele Buriani - consegnando i quotidiani della Poligrafici Editoriali (Resto del Carlino, Nazione, Giorno), dell’Athesis (Arena di Verona e Giornale di Vicenza) e l’Unione Sarda. La stampa estera, in particolare, ci dà molte soddisfazioni perché, in questi sei anni, ha sempre fatto registrare dati in contro tendenza rispetto al calo di vendite delle testate nazionali. Complessivamente movimentiamo 100 titoli al giorno, tra questi, per la stampa estera, i più letti sono gli inglesi Financial Times, Times, Guardian Europe e Daily Tlelgraph, a cui si sono aggiunti, ultimamente, anche quotidiani arabi e dell’Est. Come si sa a Roma ci sono tutte le ambasciate e sono aumentati anche gli immigrati”.

Rispetto alla distribuzione tradizionale l’Emilian Press, occupandosi per la maggior parte di prodotti provenienti dall’estero, ha orari diversi nelle consegne alle edicole: “Ci sono due partenze dai nostri magazzini romani - spiega Daniele Buriani - La prima è quella tradizionale delle prime ore del mattino e riguarda i giornali che arrivano “via terra” dall’Intercontinental di Milano e che consegniamo, ai nostri clienti, contemporaneamente alle altre pubblicazioni. La seconda parte della distribuzione prende il via quando ritiriamo quotidiani e periodici, che arrivano direttamente dall’estero in aereo a Fiumicino, e li consegniamo alle edicole attorno alle 12-13”.

Proprio l’anello finale della catena, la tradizionale rivendita, è posto in primo piano dall’Emilian Press: “La soddisfazione dell’edicolante è lo scopo della nostra attività - dichiara ancora Buriani - Ovviamente non tutti i nostri clienti hanno la stessa preparazione e quindi bisogna avere rapporti diretti e giornalieri per affrontare e, se ci sono, risolvere i problemi che si possono presentare. Sta crescendo una nuova generazione di edicolanti, ragazzi o persone giovani con mentalità imprenditoriale e questo non può far che bene a una categoria per la quale l’informatizzazione è il futuro obbligato. Per questo, progetti come INFORIV non possono che essere ben accetti da tutti gli addetti del settore. Come Emilian Press utilizziamo, per esempio, un programma di software personalizzato che grazie a lettori ottici “lavora” tutte le testate distribuite. Nelle stesse bolle è presente un codice a barre relativo alla specifica edicola che viene da noi rifornita, e questo ci agevola non poco”.

Problemi, a Roma, il distributore bolognese li trova invece per scelte sindacali non compatte: “L’eccessiva frammentazione delle associazioni della categoria edicolanti nella Capitale non fa certamente l’interesse dei rivenditori -conclude - Troppe sono le sigle che ne difendono gli interessi, ma ognuna sembra andare per la propria strada. Come distributore locale non sono iscritto all’ANADIS e, pur rispettando le Organizzazioni Sindacali degli edicolanti, preferisco avere un rapporto personale con il punto vendita, semplifica le cose”.

 

Enrico Venni