Due testate, non di più, ma già a Milano di
quotidiani gratuiti ce ne sono tre.
Una recente ricerca racconta, per filo e per
segno, qual è il quadro effettivo di questa nuova stampa, controtipandone costi e ricavi con
quella a pagamento.
Un’interessante
valutazione della free press emerge da una recente indagine svolta dalla
Simmaco, società di consulenza strategica specializzata nell’industria della
comunicazione, a distanza di tre anni dall’uscita del primo quotidiano gratuito
in Italia.
Per parlare
soltanto dei più importanti, possiamo ricordare che il primo di questi a uscire
in Italia è stato Metro (pubblicato dal gruppo svedese Metro International),
apparso nella sua edizione romana nel luglio del 2000, cui è seguita a ottobre
quella milanese. Sempre a Roma è uscito, poi, nel marzo del 2001, Leggo,
dell’editore Caltagirone, che oggi vanta ben nove edizioni; infine a settembre
dello stesso anno, ecco City del gruppo RCS, giunto ormai a sette edizioni.
Dalle indagini
che gli editori di quotidiani gratuiti effettuano periodicamente nelle nazioni
in cui sono presenti per valutare il profilo dei propri lettori emergono, a
grandi linee, le seguenti caratteristiche:
·
FORTE
COMPONENTE FEMMINILE: i lettori sono equamente suddivisi fra uomini e donne, a
differenza dei quotidiani tradizionali, dove in genere prevale la componente
maschile;
·
GIOVANI: il
40% è di età inferiore ai 30 anni e l’80% ha meno di 50 anni. Inoltre, il 30%
degli individui di età inferiore ai 30 anni, nell’area di distribuzione della
free press, la legge almeno una volta la settimana;
·
ISTRUITI:
il 70% ha almeno un titolo di studio equivalente alla scuola superiore;
·
ATTIVI: il
70% ha un lavoro, spesso di buon livello;
·
NON
LETTORI: il 45% dei lettori dei quotidiani gratuiti non legge abitualmente
alcun quotidiano tradizionale;
·
ABITUALI:
il 50% dei lettori legge la free press quasi tutti i giorni, in genere sui
mezzi di trasporto.
Le indagini condotte in Italia confermano a grandi linee questo profilo.
Sulla base di
queste evidenze gli editori dei quotidiani gratuiti sostengono che:
·
IL PROFILO
DEL LETTORE DI FREE PRESS È PIÙ SIMILE A QUELLO DELLO SPETTATORE TELEVISIVO CHE
NON A QUELLO DEL LETTORE DI QUOTIDIANI A PAGAMENTO
·
LA FREE
PRESS È UN MEZZO EFFICACE A DISPOSIZIONE DEI PUBBLICITARI PER RAGGIUNGERE LA
FASCIA GIOVANILE DELLA POPOLAZIONE, CHE NOTORIAMENTE NON LEGGE I QUOTIDIANI A
PAGAMENTO
·
LA FREE
PRESS NON È IN DIRETTA CONCORRENZA CON I QUOTIDIANI TRADIZIONALI PERCHÉ SI
RIVOLGE A UN ALTRO SEGMENTO DELLA POPOLAZIONE
Dal momento che
l’unica fonte di ricavo è la pubblicità, un editore decide di lanciarsi in
questo business in vista di mercati pubblicitari attraenti, attraverso una
distribuzione limitata, per esempio alle sole grandi città o alle città con
alto reddito pro capite. O ancora in zone in cui la concorrenza di altri
quotidiani sia aggredibile.
Analizzando i
Paesi esteri in cui la presenza dei quotidiani gratuiti è più consolidata
emergono quattro diverse strategie di penetrazione del mercato:
·
INVASIONE
Un editore estero lancia in un altro Paese un quotidiano gratuito. Il Paese e
l’area di lancio vengono scelti in base a considerazioni economiche:
l’obiettivo è il profitto.
·
ESPANSIONE Un editore locale lancia una free press in
aree non coperte dai suoi quotidiani. Il lancio è effettuato in base a
considerazioni economiche: l’obiettivo è, anche in questo caso, il profitto.
·
PREVENZIONE
Un editore locale lancia un quotidiano gratuito nella propria area di presenza
per prevenire l’ingresso di altri concorrenti.
L’editore non necessariamente mira al profitto con la nuova attività:
possono essere intraprese iniziative di dumping e di sovvenzione da parte delle
altre testate.
·
DIFESA Un
editore locale lancia un quotidiano gratuito nella propria area di copertura
per rispondere all’ingresso di un altro editore (secondo la logica “Invasione”
o “Espansione”). L’obiettivo è di ostacolare la penetrazione del mercato da
parte del nuovo entrante: possono essere presenti iniziative di dumping e di
sovvenzione da parte delle altre testate tradizionali del gruppo.
I QUOTIDIANI
TRADIZIONALI HANNO SUBÌTO UN CALO MARGINALE DELLE VENDITE
·
Non emerge
alcuna chiara correlazione fra la nascita della free press e il calo delle
vendite complessive dei quotidiani registrato negli ultimi due anni: il trend
decrescente non subisce ampie accentuazioni in corrispondenza del lancio dei
vari quotidiani gratuiti.
·
Anche a
livello dei singoli quotidiani (e quindi delle aree di prevalente diffusione)
la correlazione non appare così evidente: si hanno cali pronunciati per
quotidiani come Il Mattino (Napoli), Il Messaggero (Roma) e Il Gazzettino (Venezia),
ma anche per Il Secolo XIX (Genova - dove non esiste alcun quotidiano
gratuito). All’opposto, quotidiani come L’Arena (Verona), La Nazione (Firenze)
e Il Resto del Carlino (Bologna), non evidenziano flessioni superiori alla
media.
·
Studi
effettuati in alcuni Paesi del Nord Europa stimano che la nascita della free
press abbia un effetto piuttosto ridotto sulle vendite dei quotidiani
tradizionali (nell’ordine del -2%); deve però essere tenuto in conto che,
soprattutto nel Nord Europa, la quota degli abbonamenti sul totale del venduto
è molto più elevata rispetto all’Italia.
·
La raccolta
pubblicitaria dei quotidiani gratuiti nel 2002 è stata pari a circa il 2,6% di
quanto raccolto annualmente dai quotidiani tradizionali: non emerge quindi uno
spostamento massiccio di pubblicità dai quotidiani tradizionali ai gratuiti.
·
In analogia
a quanto è avvenuto nei mercati esteri in cui la free press è più consolidata,
è comunque prevedibile un leggero aumento di questa percentuale negli anni
futuri.
·
Il lancio
della free press non sembra essere il solo responsabile del calo della raccolta
pubblicitaria sui quotidiani a pagamento; il trend negativo del mercato
pubblicitario nel suo complesso appare come il fattore largamente
preponderante.
·
LA FREE
PRESS È SOPRATTUTTO “COMPLEMENTARE” E NON “SOSTITUTIVA” AL QUOTIDIANO A
PAGAMENTO: GRAN PARTE DEI SUOI LETTORI NON COMPREREBBE ABITUALMENTE UN
QUOTIDIANO TRADIZIONALE
·
UN
INVESTIMENTO PUBBLICITARIO SULLA FREE PRESS RAGGIUNGE UN TARGET DIVERSO DA
QUELLO CHE SI RAGGIUNGE CON UNA INSERZIONE SU UN QUOTIDIANO A PAGAMENTO
·
IL MERCATO
PUBBLICITARIO NON SEMBRA PER ORA DARE LARGO CREDITO A QUESTO NUOVO MEZZO DI
COMUNICAZIONE
Infatti i ricavi
per copia dei quotidiani gratuiti sono almeno quattro volte inferiori ai ricavi
di pubblicità per copia dei quotidiani a pagamento.
La ragione
principale è da ricercarsi nel diverso “valore” assegnato dal mercato a una
pubblicità su un quotidiano gratuito: è possibile stimare che il “costo
contatto” di un annuncio pubblicitario di una pagina su un quotidiano gratuito
valga meno di un terzo di un annuncio equivalente su un quotidiano a pagamento.
E all’estero cosa succede?
In Gran Bretagna
Metro, uscito nel marzo 1999 come primo
quotidiano gratuito, ha conquistato in poco tempo anche altre città:
Birmingham, Manchester, Sheffield, Leeds, Newcastle, arrivando fino in Scozia a
Glasgow e Edimburgo.
Oggi può
vantarsi di essere il maggior quotidiano gratuito del mondo.
Studiato
appositamente per i “pendolari” londinesi, le sue quaranta pagine sono una
perfetta miscela di notizie nazionali e internazionali, di cronaca locale,
informazioni utili, spettacoli e cose da fare in città.
Dal 19 settembre
di quest’anno, poi, sempre sotto la testata Metro, un settimanale gratuito
viene distribuito a Londra insieme all’Evening Standard (il più diffuso
quotidiano del pomeriggio - un’edizione ogni 2 ore a partire dalle 11 del
mattino): si chiama Metro-Life e su 96 pagine presenta tutte le
informazioni sugli spettacoli, i libri da leggere, bar, ristoranti e anche sui
luoghi dove si potrebbe incontrare… l’anima gemella.
Ai grandi gruppi
editoriali la free press non fa paura, anche se da tempo in Inghilterra esiste
una vera e propria guerra dei prezzi fra una testata e l’altra. Se il prezzo
medio di un quotidiano oggi è intorno ai 50 pence (0,71 euro) spesso, per
esempio, in occasione di particolari azioni promozionali il quotidiano può
essere venduto a soli 10 pence, ovvero a 0,14 euro.
Giusto quasi un
anno fa, gli edicolanti madrileni stanchi di veder offrire stampa gratuita a
fianco della loro edicola hanno cominciato ad agitarsi. Non solo la free press
portava via pubblicità ai quotidiani a pagamento (e questo era un problema di
stretta pertinenza degli editori) ma cominciava ad allontanare dai chioschi
anche i clienti.
Così, il sindaco
della capitale spagnola, proprio come un regalo natalizio, ha firmato
un’ordinanza che “proibisce la distribuzione di giornali gratuiti a meno di
cinquanta metri da un’edicola”. Non solo, ma questi “distributori” non potranno
interrompere il traffico, sostare in luoghi di transito intenso, presso gli
accessi della metropolitana, alle fermate degli autobus e nei passaggi
pedonali. Inoltre, per consegnare ai passanti la stampa gratuita - solo dalle 7
alle 11 - sarà necessaria un’autorizzazione municipale e, per chi sgarra,
pesanti multe in agguato.
Sugli effetti
della free press i pareri sono discordi: qualcuno dice che questi lettori frettolosi
stanno tornando (o vi si avvicinano per la prima volta) in edicola con il
desiderio di approfondire, ma altri affermano che sono molti di più quelli che
dalla stampa a pagamento sono traslocati in quella gratuita. Copia più copia
meno il conto sembra essere alla pari.
Intanto, però, Metro
si è messo d'accordo con i rivenditori di giornali e molti di loro hanno
accettato di distribuirlo dietro compenso. E le tende parasole di molte edicole
ora si fregiano del logo di questa testata.
Molti di voi
ricorderanno, per averlo letto sui nostri quotidiani, la battaglia scatenatasi
a Parigi per l’arrivo della free press.
Oggi Le Monde, dimenticando la linea durissima tenuta nei
suoi confronti, nell’ormai lontano dicembre 2001, afferma tranquillamente che i
quotidiani gratuiti non hanno avuto alcun impatto significativo sull’andamento
dei quotidiani a pagamento.
Tanto che, in
agosto, ha informato che provvederà a stampare nel suo stabilimento
tipografico, ben 225mila copie dell'altro quotidiano gratuito, 20 Minutes,
destinato alla regione parigina.
Intanto Metro
viene diffuso regolarmente all’ingresso della metropolitana della capitale, a
Marsiglia e a Lione e il suo successo è talmente fuori discussione da far
ipotizzare una sua distribuzione più capillare su tutto il territorio
nazionale.
E anche in Francia, come in Spagna, come in Italia, ovunque presente, c’è chi è convinto che la free press sia un fattore d’incoraggiamento per i principali quotidiani d’informazione, nel senso che il cittadino si riabitua a leggere e può essere indotto ad approfondire le notizie, facendo un salto in edicola.
Sandro
Cipriani
con la
collaborazione di “Giornalisti”
Metro
International a oggi non prevede di estendere la diffusione del proprio
quotidiano al di fuori delle città di Roma e Milano. Fino a ora l’iniziativa
non è stata di grande successo: Metro
dichiara di aver raggiunto l’utile operativo con entrambe le edizioni solo per
un breve periodo alla fine del 2002.
Con il lancio di
City RCS Editori ha:
• Difeso le
piazze dove il Corriere della Sera ha una presenza significativa (soprattutto
Milano);
• Ostacolato
altri editori nella creazione di un quotidiano gratuito a livello nazionale.
Il lancio di
Leggo risponde a tre diverse strategie:
• La difesa del
territorio di influenza de Il Messaggero
dall’ingresso di Metro a Roma;
• La protezione
di Napoli dall’ingresso di altri editori;
• L’espansione
su piazze in cui nessuno dei quotidiani
di Caltagirone Editore è attualmente presente.
Il lancio di In
Città nelle principali città del Nord Est ha consentito agli editori de Il
Gazzettino, L’Arena
di Verona, Il
Giornale di Vicenza e Brescia Oggi di prevenire un eventuale ingresso in queste
aree di potenziali editori di free press.
Metro International
pubblica Metro in 16 Paesi con 25 diverse edizioni. La tiratura media
giornaliera è di circa 4,2 milioni di copie; i lettori sono stimati in oltre 12
milioni. Metro International è quotata alla Borsa di Stoccolma e al Nasdaq di
New York.
Caltagirone Editore pubblica Il Messaggero e Il
Mattino. La diffusione complessiva dei due quotidiani è di circa 400.000 copie
al giorno.
RCS Editori pubblica in Italia
Il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport (diffusione media giornaliera
complessiva: 1,1 milione di copie) e, in Spagna, El Mundo (300.000 copie in
media al giorno).
In Città è pubblicato dalla società Nove
Colonne per conto di Sep (editore del Gazzettino) e Athesis (editore de L’Arena
di Verona, Il Giornale di Vicenza e Brescia Oggi).