Un
contenzioso per un importo di 16,95 euro ha portato alla sospensione di
un’edicola con un’ulteriore beffa: l’indebita concessione del Comune a una cartoleria per vendere giornali
al
posto della rivendita inattiva per mancanza di rifornimenti.

Dal 14 febbraio
scorso a oggi, la rivendita di Antonietta Galgano, in corso Garibaldi a
Campomaggiore (Potenza), non riceve più giornali dal distributore locale
(Messaggerie Lucane, di cui è titolare Teodoro Costa) a seguito di una
rivendicazione dell’edicolante per un illecito addebito riguardante parte di
una resa di quotidiani regolarmente restituiti, ma non conteggiati.
“Oltre al danno
anche la beffa - commenta Ermanno Cuomo (foto), presidente dello SNAG di
Potenza - Il distributore locale, in accordo con il sindaco del paese, ha
fornito le pubblicazioni a una cartoleria non legittimata a venderle, perché
titolare di concessione amministrativa emessa illegalmente in presenza del
regime di blocco e in assenza di piano comunale e legge regionale relativa”.
“Il motivo del
contendere è la legittima decurtazione effettuata dalla signora Galgano di
16,95 euro sul pagamento al distributore che aveva arbitrariamente richiesto
delle somme non dovute - spiega Ermanno Cuomo - A seguito di quest’episodio il
distributore si è arrogato il diritto, senza interpellare nessun organismo di
competenza, di sospendere la fornitura delle pubblicazioni. A questo
provvedimento se ne aggiungeva uno ancor più grave: il distributore rifiutava
anche di accettare quanto portato direttamente dalla signora Galgano, presso la
sua agenzia, a scadenza provvedeva invece ad addebitarne il relativo importo”.
Oltre al danno
economico subito, l’edicolante lucana si è vista poi creare un vero e proprio
punto sostitutivo per la vendita di giornali in una cartoleria del paese.
“Mentre si
bloccavano le forniture ad Antonietta Galgano, è stata attivata, infatti, una
rivendita inventata, giustificando tale condizione dalla necessità di servire
la clientela del paese in questione - spiega il presidente dello SNAG di
Potenza - escludendo totalmente dal giro di forniture l’edicola della nostra
edicolante legittima”.
L’operato
dell’agenzia di distribuzione locale, decidendo di non fornire di prodotti editoriali
un punto vendita, senza una ragionevole giustificazione che non sia dettata da
evidenti motivi di rivalsa, contravviene al mandato ricevuto.
Del caso
dell’edicolante di Campomaggiore si sono occupati prima lo SNAG locale e poi
quello nazionale: “Ci siamo rivolti sia al distributore locale che agli
organismi della FIEG, purtroppo però malgrado gli interventi energici
nell’intento di una soluzione bonaria della vicenda - sottolinea ancora Ermanno
Cuomo - non abbiamo avuto esito e la rivendita risulta ancora sospesa. Siamo
ora in attesa di un giudizio del tribunale che dovrebbe pronunciarsi il
prossimo 22 gennaio, e inoltre, della vicenda si occuperà anche la Commissione
5, in occasione della prossima convocazione”.
In attesa della
auspicata risoluzione del problema, occorre evidenziare come alcuni
distributori locali possano usare sempre più un potere assoluto, travalicando
gli interessi economici e di diffusione del mondo editoriale. “È evidente che
da un punto di vista sindacale, il caso di Antonietta Galgano ci ha messo in
serio imbarazzo e in forte difficoltà - conclude il presidente dello SNAG di
Potenza - in quanto i colleghi, associati e non, aspettano i risultati di
questa vicenda, che è una delle tante, per determinare la valenza del sindacato
stesso”.
In occasione
della riunione di Commissione ex art. 5, svoltasi il 28 novembre, la FIEG, alla
presenza anche dei rappresentanti della REPUBBLICA e del CORRIERE DELLA SERA ha
promesso il suo intervento, perché il distributore riattivi al più presto le
forniture.
In seguito al
nostro articolo sul distributore SEAL di Alessandria ci sono pervenute alcune
segnalazioni da edicolanti astigiani ed è questa l’occasione per parlare della
loro attività di zona.
“La situazione
distributiva, a nostro avviso è peggiorata - commenta Gian Carlo Camurati,
presidente dello SNAG di Asti - L’allora distributore locale Taramino, ora
socio della SEAL, aveva un magazzino ad Asti e, per rifornimenti e consegne,
c’erano sicuramente più puntualità e soddisfazione. Per motivi aziendali la
Seal ha deciso di chiudere questa struttura e la situazione, ora, non è
altrettanto efficiente. Esempi? Spesso ci sono copie mancanti, riceviamo
rifornimenti a distanza di due giorni, bene gli sms ma se arrivano a
mezzogiorno non servono molto agli edicolanti. E poi tante promesse non ancora
mantenute come un numero verde per noi rivenditori o un servizio supplementare
di rifornimento per esaudirci con puntualità”.
Chiamata in
causa la SEAL risponde agli edicolanti astigiani: “Dati alla mano possiamo
dimostrare di effettuare 200-250 rifornimenti al giorno - spiega Andrea
Brunetti, contitolare dell’agenzia - dalle 8 alle 17 ci sono nostri
dipendenti pronti a ricevere le richieste degli edicolanti che vengono
soddisfatte il giorno seguente se c’è, ovviamente, disponibilità di copie in
magazzino. Per pubblicazioni di cui non abbiamo più scorta, siamo costretti a
cercare copie in quelle edicole in cui ne sono state consegnate un po’ di più e
questo comporta qualche giorno di attesa; per questo può accadere che la
richiesta effettuata in un giorno sia esaudita non in quello seguente, ma in
quello ancora successivo. Per le forniture pensiamo quindi di essere puntuali e
abbiamo anche garantito servizio di consegna la domenica mattina per le edicole
che richiedendoci un giornale al sabato sono aperte il giorno seguente. Nei
confronti dei rivenditori di Asti siamo stati disponibili al confronto diretto
in passato e lo siamo tuttora; è nostro interesse che gli edicolanti vendano di
più e siano perciò accontentati nelle forniture. Posso affermare che dalla zona
di Asti, a fronte di richieste e nostre risposte, non c’è stata nessuna mozione
d’ordine a testimonianza che i problemi, se affrontati da entrambe le parti,
possono essere risolti concretamente”.
La piazza di
Asti, che conta 49 edicole in città, ha portato avanti importanti battaglie
sindacali nei mesi scorsi e Gian Carlo Camurati è ben soddisfatto di
ricordarle: “Ci siamo battuti per evitare nuove aperture che il bacino d’utenza
non richiedeva e alla fine è stata concessa la licenza solo a un punto
esclusivo fuori città che non crea danni a nessun collega - spiega il
presidente dello SNAG di Asti - A Nizza Monferrato il comune pensava di
allargare le rivendite, ma abbiamo frenato quest’ipotesi con una trattativa che
si è conclusa con un piano comunale che prevede alcune limitazioni come la
distanza di 250 metri tra un’edicola e l’altra o almeno 500 nuclei familiari
come utenza di vendita. Altre trattative sono state portate avanti anche a
Canelli e San Damiano, siamo insomma soddisfatti. Per questo puntiamo a
migliorare il nostro lavoro quotidiano sulla distribuzione, non vogliamo
polemiche inutili, ma risultati concreti sul lavoro di ogni giorno”.
Lo SNAG
provinciale di Mestre-Venezia ha presentato ufficialmente i propri programmi
nel corso di una riunione tenutasi lo scorso 31 ottobre all’Hotel Ramada di
Mestre e cui hanno presenziato Armando Abbiati, presidente nazionale, Carlo
Leopardo, vicepresidente e Antonio Besacchi, componente della Giunta
Nazionale. Primo appuntamento importante a quasi un anno di distanza dalla
costituzione di questo nuovo sindacato provinciale avvenuta grazie alla
collaborazione con la Confcommercio di Venezia. A fare gli onori di casa è
stato Pierangelo Rossetto, presidente provinciale di Mestre-Venezia. Durante
l’incontro si è parlato delle trattative per il rinnovo dell’Accordo Nazionale,
dell’informatizzazione nelle edicole e sono stati presentati i prodotti
alternativi che lo SNAG offre, attraverso la Gedis, a tutti i rivenditori. Si è
discusso anche degli indirizzi regionali adottati dalla Regione Veneto, che
hanno tra l’altro introdotto anche la vendita dei pastigliaggi in edicola. Alla
riunione di Mestre hanno preso parte un’ottantina di edicolanti segno
dell’interesse crescente verso lo SNAG provinciale.
Gli interessati
ad aderire allo SNAG di Mestre e Venezia possono farlo contattando direttamente
il presidente Pierangelo Rossetto allo 041/4433485 oppure al
328/7370400.
Il 29 ottobre
scorso i rappresentanti provinciali delle Organizzazioni di categoria SNAG e
SINAGI si sono incontrati con i responsabili della distribuzione per affrontare
i numerosi problemi distributivi e le problematiche relative al pagamento degli
estratti conto.
Su alcuni punti
si è trovato un accordo operativo, mentre per altri problemi le parti si sono
riservate di approfondire la discussione nel corso di incontri successivi.
Definizione
precisa di una metodologia operativa per evitare i ritardi
dei richiami
in resa
D i particolare
rilievo, per la categoria dei giornalai udinesi, l’intesa raggiunta per
effettuare i richiami resa entro i termini stabiliti dall’Accordo Nazionale e
il fatto che si è finalmente convenuto come sia opportuno gestire in modo più
equilibrato il richiamo anticipato dei conti deposito, effettuare i
rifornimenti d’ufficio solo in presenza di una chiara richiesta da parte del
mercato, nonché sulla necessità di ridurre drasticamente i tempi dei
rifornimenti.
L’agenzia ha
richiesto ai rappresentanti di categoria l’inoltro di una richiesta tecnica per
una procedura che eviti il richiamo in resa, nel caso le pubblicazioni siano
già state rese per intero.
Le OO.SS hanno
evidenziato come i rifornimenti d’ufficio non siano in linea con l’Accordo
Nazionale, mentre permangono ritardi per quelli richiesti dal punto vendita,
tanto che alcuni edicolanti hanno ormai rinunciato a richiederli.
L’agenzia
conferma che si adoprerà a effettuare consegne tempestive in presenza di
prodotto disponibile e di avere fatto presente a un editore di come sia del
tutto inutile distribuire un ulteriore quantitativo se non in presenza di
precisi dati statistici di vendita. E dichiara che, per il futuro, rinuncerà a
effettuare rifornimenti d’ufficio che non abbiano una chiara richiesta da parte
del mercato, e con preventiva prenotazione in bolla tutte le volte che ciò sia
possibile.
Metodologia di
pagamento e trattamenti differenziati
Per quanto
riguarda le modalità di pagamento degli estratti conto, i sindacati hanno
evidenziato l’opportunità di giungere ad accordi che consentano di
diversificare le stesse e hanno illustrato le molteplici ragioni che inducono a
modificare l’attuale accordo per i pagamenti, risalente all’aprile del 1997.
In particolare
sono stati evidenziati: il deterioramento del livello qualitativo della
distribuzione, le ripetute mancanze di riscontro alle richieste d’accredito per
mancanze e differenze contabili, e le valute per l’addebito in conto corrente
dei rivenditori, ritenute più penalizzanti rispetto a quanto previsto.
Dal canto suo
l’agenzia ha negato un peggioramento della qualità del servizio di
distribuzione, ritenendolo allineato agli standard nazionali, ma ha convenuto
sulla necessità di riscontro alle richieste d’accredito, facendo osservare però
il profondo divario esistente tra le richieste di accredito e le comunicazioni
per eccessi di forniture e ha sostenuto che il problema della valuta
dell’addebito sia pertinenza del sistema interbancario.
Informazione preventiva alle Organizzazioni di categoria in relazione a eventuali rischi d’interruzione della fornitura di quotidiani e periodici.
Sono state
affrontate anche le delicate problematiche inerenti la comunicazione preventiva
alle OO.SS in relazione a eventuali rischi d’interruzione di fornitura delle
pubblicazioni. L’agenzia ritiene che tale comunicazione si scontri con quanto
disposto in materia dalla legge sulla privacy mentre i rappresentanti di
categoria ritengono invece che, per queste particolari esigenze, la
comunicazione preventiva sia comunque necessaria.
Nei giorni
immediatamente successivi a questa riunione, i rappresentanti di categoria
hanno indetto un’assemblea congiunta che si è svolta il 10 novembre scorso. La
disdetta dell’accordo per i pagamenti degli estratti conto era all’ordine del
giorno che è stato approvato all’unanimità dopo lunga e accesa discussione.
Daniele Zulian - SNAG Udine
e.mail: da.zulian@libero.it
l 6 novembre
scorso, alla presenza di Andrea Innocenti, vicepresidente SNAG
Nazionale, si è svolta l’assemblea dei rivenditori di Lanciano (Chieti)
nel corso della quale è stata costituita la nuova struttura comunale SNAG.
È risultata
eletta, quale presidente, Gisella Mancuso mentre il consiglio direttivo
è formato da Giuseppe Morgione, Andrea Bomba, Rosa Silveri, Giulia Doddi,
Graziella D’Amelio. Durante l’assemblea sono state affrontate le
problematiche distributive locali e dibattute le richieste dei rivenditori di
giornali in merito alle proposte per il rinnovo dell’Accordo Nazionale.
Vendita “blindata” Gazzettino +
Gente:
in Friuli-Venezia Giulia e in
Veneto, concordato un contributo per la collaborazione
La casa editrice
del quotidiano IL GAZZETTINO, ha dato il via, durante lo scorso mese di
ottobre, a un’iniziativa di vendita in abbinamento obbligatorio con il
settimanale GENTE, al prezzo di _ 1,50. Le due testate pervenivano venerdì alle
rivendite in una confezione cellofanata e tale confezione restava in vendita
per un’intera settimana presso le edicole. A tale iniziativa sono state
interessate le province di Gorizia, Udine e Trieste per il Friuli
Venezia Giulia e Vicenza e Verona per la regione Veneto.
Massimo
Chiussi dello SNAG di
Gorizia ha segnalato che tale modalità di vendita si pone in contrasto con la
norma dell’Accordo Nazionale (che dispone di porre in resa un numero di una
pubblicazione all’arrivo del numero successivo) e ha, quindi, dato disposizione
ai propri associati - in accordo con una circolare SNAG nazionale relativa
all’argomento - di porre in resa come d’uso il Gazzettino del venerdì, anche se
cellofanato con Gente.
Nel frattempo, è
stata contattata la diffusione del Gazzettino, dalla quale è stato ottenuto
per gli edicolanti un “contributo di collaborazione”, per la maggiore
permanenza in rivendita del Gazzettino, nella misura di 10 centesimi di euro
per ogni Gazzettino+Gente venduti cellofanati nel mese di ottobre.
L’entità del
“contributo per la collaborazione” è stata determinata in modo da consentire un
recupero dell’aggio percepito dagli edicolanti per la vendita separata delle
due pubblicazioni.
Tale contributo
è stato applicato sulle piazze di distribuzione interessate dall’iniziativa e
rappresenta un primo passo verso il riconoscimento della maggiore prestazione
d’opera fornita dagli edicolanti, in occasione di vendita abbinata obbligatoria
di testate diverse.
dei periodici in edicola?
A seguito
dell’articolo pubblicato sullo scorso numero di Azienda Edicola, in cui si
ricordava quanto tempo i periodici devono restare in edicola, lo SNAG
provinciale di Foggia ci segnala che da più di un anno e mezzo ha avviato un
confronto con il proprio distributore locale, l’agenzia Spera, affinché tali
criteri vengano rispettati.
“Dopo
innumerevoli comunicazioni inviate, prima al distributore (che non hai mai
risposto) e in seguito, tramite lo SNAG Nazionale, alla Federazione Italiana
Editori Giornali (allegando una notevole quantità di prove) e dopo una serie di
ammonizioni che sono state fatte della stessa FIEG nei confronti dell’Agenzia
di distribuzione affinché venisse rispettato l’Accordo Nazionale, a oggi non si
è ancora riscontrato nessuna variazione nelle modalità di distribuzione -
racconta Renato Russo, vicepresidente dello SNAG Nazionale - Spera ha
cercato, in un primo momento, di aggirare il problema tramite una risposta che
non conteneva riferimenti concreti ai problemi e alle modalità previste per il
permanere in edicola delle pubblicazioni. In una seconda comunicazione il
responsabile ammetteva la disfunzione nella distribuzione (adducendone le colpe
alla turnazione estiva) ma, fino a questo momento, tutto è rimasto invariato,
anzi abbiamo rilevato una maggiore chiusura nei confronti della categoria.
Ed è per questo
che, nonostante esista già un verbale di comm. ex art. 5 che chiarisce questa
situazione, lo SNAG provinciale di Foggia è stato costretto a richiedere una
nuova riunione per riconfermare quanto già stabilito. Ciò che occorre
evidenziare, da questo contesto, è che nonostante esistano regole ben precise,
determinate dai vari Organismi Nazionali sia nell’Accordo stesso che nelle
varie comm. ex art.5 - sottolinea Renato Russo - ci sono dei distributori
locali che eludono totalmente quanto stabilito”.
L’ultima
Commissione ex art.5 ha però determinato che “…l’impresa di distribuzione
dovrà effettuare il richiamo resa entro 10 giorni dal termine della
periodicità. Decorso tale tempo, la rete di vendita è facoltizzata a inviare
immediatamente in resa le copie giacenti”. Si ricorda che quanto stabilito
dalla Commissione per una determinata piazza, diventa valido per tutte quelle
in cui si manifestino gli stessi problemi.
Perché L’ESPRESSO non fa servizio
arretrati?
Da Milano, la
domanda di un edicolante.
Da Roma, la
risposta dell’editore.
Franco Adorni, 40 anni titolare di un chiosco in via
Mecenate 25, a Milano, ha il triste record di dieci rapine in dodici anni, ma
nonostante questo è quanto mai battagliero nella difesa del suo lavoro. Ne ha
per tutti perché, secondo il rivenditore milanese, ogni giorno chi vende
giornali al pubblico continua a essere “usato” e non tutelato. Esempi? Adorni
ne ha tanti da sottoporci a partire dalla non-gestione degli arretrati da parte
di un editore importante come L’ESPRESSO.
“È una
situazione vergognosa - spiega - Spesso non si hanno copie a sufficienza da
vendere e quando si richiedono numeri arretrati al distributore, da questi
veniamo dirottati all’Ufficio Diffusione, dell’editore a Roma. A questo punto,
noi dovremmo fornire nome, cognome e indirizzo del nostro cliente a cui
L’ESPRESSO pensa a spedire direttamente la copia del numero mancante. Risultato:
l’editore vende una copia in più, magari a prezzo doppio in quanto arretrato, a
noi resta solo il costo di due o più telefonate, di cui una anche a costo
extraurbano.
Scarsa
considerazione del ruolo edicola da parte dell’ESPRESSO nella gestione arretrati?
A spiegare le scelte dell’editore e le prospettive per il futuro è Mario
Collacchioni, responsabile dell’ufficio diffusione: “Attualmente - dice -
abbiamo un servizio arretrati “dedicato” ai clienti che possono rivolgersi
direttamente a noi per ottenere una copia a prezzo raddoppiato rispetto a
quello normale di copertina. Riceviamo segnalazioni di edicolanti che si
lamentano per questa situazione in quanto, ricevendo richiesta da parte di loro
clienti, debbono invece invitarli a contattarci direttamente. Sugli arretrati
di breve periodo la colpa è anche di alcuni distributori locali che, pur avendo
in magazzino copie (invendute) a disposizione, non effettuano il servizio al
rivenditore. Sappiamo che quest’operazione di livellamento (ritiro resa da un
edicola, consegna ad altra richiedente) spesso, purtroppo, non viene effettuata
e, alla fine, il cliente che vuole l’arretrato è costretto a rivolgersi a noi
per non perdere il numero di suo interesse.
Possiamo,
però, anticipare agli edicolanti che il nostro gruppo editoriale sta
progettando un servizio arretrati che passi da loro e che possa essere più
efficiente. Più
vantaggioso per il cliente che potrà ricevere in edicola una copia non a prezzo
raddoppiato, ma solamente maggiorato, e remunerativo per il rivenditore che
riceverà la sua percentuale sul venduto.
L’obiettivo è di
far partire questo servizio a breve con una linea dedicata agli edicolanti che
potranno così richiederci direttamente quante e quali copie hanno bisogno. Con
la speranza che - attraverso questa forma più snella e tempisticamente più
immediata per il lettore - si possa in - crementare anche il numero di vendite
degli arretrati. È giusto che L’ESPRESSO, da grande editore qual è, si adegui a
quanto già fanno i concorrenti. Un segnale di stima anche nei confronti degli
edicolanti che si sono visti chiudere un anno fa il cosiddetto Abbonamento
Edicola: un’iniziativa che l’ESPRESSO aveva introdotto una decina di anni fa
quando era distribuita ancora da Mondadori - spiega Mario Collacchioni - Gli
abbonati ricevevano il coupon, ritiravano il giornale in edicola e anche il
rivenditore aveva il suo compenso. Ma i costi erano per noi troppo alti
rispetto ai risultati di quest’operazione commerciale che negli anni non ha
ricevuto adesioni crescenti come ci auguravamo. Oggi, per gli abbonamenti, ci
serviamo del servizio postale perché anche nei piccoli centri le consegne sono
diventate più puntuali e, alla fine, i costi si sono ridotti.”