Forniture sospese per meno di 17 euro

 

A cura di Enrico Venni

 

Un contenzioso per un importo di 16,95 euro ha portato alla sospensione di un’edicola con un’ulteriore beffa: l’indebita concessione del Comune  a una cartoleria per vendere giornali

al posto della rivendita inattiva per mancanza di rifornimenti.

 


Dal 14 febbraio scorso a oggi, la rivendita di Antonietta Galgano, in corso Garibaldi a Campomaggiore (Potenza), non riceve più giornali dal distributore locale (Messaggerie Lucane, di cui è titolare Teodoro Costa) a seguito di una rivendicazione dell’edicolante per un illecito addebito riguardante parte di una resa di quotidiani regolarmente restituiti, ma non conteggiati.

“Oltre al danno anche la beffa - commenta Ermanno Cuomo (foto), presidente dello SNAG di Potenza - Il distributore locale, in accordo con il sindaco del paese, ha fornito le pubblicazioni a una cartoleria non legittimata a venderle, perché titolare di concessione amministrativa emessa illegalmente in presenza del regime di blocco e in assenza di piano comunale e legge regionale relativa”.

“Il motivo del contendere è la legittima decurtazione effettuata dalla signora Galgano di 16,95 euro sul pagamento al distributore che aveva arbitrariamente richiesto delle somme non dovute - spiega Ermanno Cuomo - A seguito di quest’episodio il distributore si è arrogato il diritto, senza interpellare nessun organismo di competenza, di sospendere la fornitura delle pubblicazioni. A questo provvedimento se ne aggiungeva uno ancor più grave: il distributore rifiutava anche di accettare quanto portato direttamente dalla signora Galgano, presso la sua agenzia, a scadenza provvedeva invece ad addebitarne il relativo importo”.

Oltre al danno economico subito, l’edicolante lucana si è vista poi creare un vero e proprio punto sostitutivo per la vendita di giornali in una cartoleria del paese.

“Mentre si bloccavano le forniture ad Antonietta Galgano, è stata attivata, infatti, una rivendita inventata, giustificando tale condizione dalla necessità di servire la clientela del paese in questione - spiega il presidente dello SNAG di Potenza - escludendo totalmente dal giro di forniture l’edicola della nostra edicolante legittima”.

L’operato dell’agenzia di distribuzione locale, decidendo di non fornire di prodotti editoriali un punto vendita, senza una ragionevole giustificazione che non sia dettata da evidenti motivi di rivalsa, contravviene al mandato ricevuto.

Del caso dell’edicolante di Campomaggiore si sono occupati prima lo SNAG locale e poi quello nazionale: “Ci siamo rivolti sia al distributore locale che agli organismi della FIEG, purtroppo però malgrado gli interventi energici nell’intento di una soluzione bonaria della vicenda - sottolinea ancora Ermanno Cuomo - non abbiamo avuto esito e la rivendita risulta ancora sospesa. Siamo ora in attesa di un giudizio del tribunale che dovrebbe pronunciarsi il prossimo 22 gennaio, e inoltre, della vicenda si occuperà anche la Commissione 5, in occasione della prossima convocazione”.

In attesa della auspicata risoluzione del problema, occorre evidenziare come alcuni distributori locali possano usare sempre più un potere assoluto, travalicando gli interessi economici e di diffusione del mondo editoriale. “È evidente che da un punto di vista sindacale, il caso di Antonietta Galgano ci ha messo in serio imbarazzo e in forte difficoltà - conclude il presidente dello SNAG di Potenza - in quanto i colleghi, associati e non, aspettano i risultati di questa vicenda, che è una delle tante, per determinare la valenza del sindacato stesso”.

In occasione della riunione di Commissione ex art. 5, svoltasi il 28 novembre, la FIEG, alla presenza anche dei rappresentanti della REPUBBLICA e del CORRIERE DELLA SERA ha promesso il suo intervento, perché il distributore riattivi al più presto le forniture.

 

 

Asti: polemiche su forniture, soddisfazione sui piani comunali

 

In seguito al nostro articolo sul distributore SEAL di Alessandria ci sono pervenute alcune segnalazioni da edicolanti astigiani ed è questa l’occasione per parlare della loro attività di zona.

“La situazione distributiva, a nostro avviso è peggiorata - commenta Gian Carlo Camurati, presidente dello SNAG di Asti - L’allora distributore locale Taramino, ora socio della SEAL, aveva un magazzino ad Asti e, per rifornimenti e consegne, c’erano sicuramente più puntualità e soddisfazione. Per motivi aziendali la Seal ha deciso di chiudere questa struttura e la situazione, ora, non è altrettanto efficiente. Esempi? Spesso ci sono copie mancanti, riceviamo rifornimenti a distanza di due giorni, bene gli sms ma se arrivano a mezzogiorno non servono molto agli edicolanti. E poi tante promesse non ancora mantenute come un numero verde per noi rivenditori o un servizio supplementare di rifornimento per esaudirci con puntualità”.

Chiamata in causa la SEAL risponde agli edicolanti astigiani: “Dati alla mano possiamo dimostrare di effettuare 200-250 rifornimenti al giorno - spiega Andrea Brunetti, contitolare dell’agenzia - dalle 8 alle 17 ci sono nostri dipendenti pronti a ricevere le richieste degli edicolanti che vengono soddisfatte il giorno seguente se c’è, ovviamente, disponibilità di copie in magazzino. Per pubblicazioni di cui non abbiamo più scorta, siamo costretti a cercare copie in quelle edicole in cui ne sono state consegnate un po’ di più e questo comporta qualche giorno di attesa; per questo può accadere che la richiesta effettuata in un giorno sia esaudita non in quello seguente, ma in quello ancora successivo. Per le forniture pensiamo quindi di essere puntuali e abbiamo anche garantito servizio di consegna la domenica mattina per le edicole che richiedendoci un giornale al sabato sono aperte il giorno seguente. Nei confronti dei rivenditori di Asti siamo stati disponibili al confronto diretto in passato e lo siamo tuttora; è nostro interesse che gli edicolanti vendano di più e siano perciò accontentati nelle forniture. Posso affermare che dalla zona di Asti, a fronte di richieste e nostre risposte, non c’è stata nessuna mozione d’ordine a testimonianza che i problemi, se affrontati da entrambe le parti, possono essere risolti concretamente”.

La piazza di Asti, che conta 49 edicole in città, ha portato avanti importanti battaglie sindacali nei mesi scorsi e Gian Carlo Camurati è ben soddisfatto di ricordarle: “Ci siamo battuti per evitare nuove aperture che il bacino d’utenza non richiedeva e alla fine è stata concessa la licenza solo a un punto esclusivo fuori città che non crea danni a nessun collega - spiega il presidente dello SNAG di Asti - A Nizza Monferrato il comune pensava di allargare le rivendite, ma abbiamo frenato quest’ipotesi con una trattativa che si è conclusa con un piano comunale che prevede alcune limitazioni come la distanza di 250 metri tra un’edicola e l’altra o almeno 500 nuclei familiari come utenza di vendita. Altre trattative sono state portate avanti anche a Canelli e San Damiano, siamo insomma soddisfatti. Per questo puntiamo a migliorare il nostro lavoro quotidiano sulla distribuzione, non vogliamo polemiche inutili, ma risultati concreti sul lavoro di ogni giorno”.

 

Mestre: cresce lo SNAG

 

Lo SNAG provinciale di Mestre-Venezia ha presentato ufficialmente i propri programmi nel corso di una riunione tenutasi lo scorso 31 ottobre all’Hotel Ramada di Mestre e cui hanno presenziato Armando Abbiati, presidente nazionale, Carlo Leopardo, vicepresidente e Antonio Besacchi, componente della Giunta Nazionale. Primo appuntamento importante a quasi un anno di distanza dalla costituzione di questo nuovo sindacato provinciale avvenuta grazie alla collaborazione con la Confcommercio di Venezia. A fare gli onori di casa è stato Pierangelo Rossetto, presidente provinciale di Mestre-Venezia. Durante l’incontro si è parlato delle trattative per il rinnovo dell’Accordo Nazionale, dell’informatizzazione nelle edicole e sono stati presentati i prodotti alternativi che lo SNAG offre, attraverso la Gedis, a tutti i rivenditori. Si è discusso anche degli indirizzi regionali adottati dalla Regione Veneto, che hanno tra l’altro introdotto anche la vendita dei pastigliaggi in edicola. Alla riunione di Mestre hanno preso parte un’ottantina di edicolanti segno dell’interesse crescente verso lo SNAG provinciale.

Gli interessati ad aderire allo SNAG di Mestre e Venezia possono farlo contattando direttamente il presidente Pierangelo Rossetto allo 041/4433485 oppure al 328/7370400.

 

 

Notizie interessanti dalla provincia di Udine

 

Il 29 ottobre scorso i rappresentanti provinciali delle Organizzazioni di categoria SNAG e SINAGI si sono incontrati con i responsabili della distribuzione per affrontare i numerosi problemi distributivi e le problematiche relative al pagamento degli estratti conto.

Su alcuni punti si è trovato un accordo operativo, mentre per altri problemi le parti si sono riservate di approfondire la discussione nel corso di incontri successivi.

 

Definizione precisa di una metodologia operativa per evitare i ritardi

dei richiami in resa

 

D i particolare rilievo, per la categoria dei giornalai udinesi, l’intesa raggiunta per effettuare i richiami resa entro i termini stabiliti dall’Accordo Nazionale e il fatto che si è finalmente convenuto come sia opportuno gestire in modo più equilibrato il richiamo anticipato dei conti deposito, effettuare i rifornimenti d’ufficio solo in presenza di una chiara richiesta da parte del mercato, nonché sulla necessità di ridurre drasticamente i tempi dei rifornimenti.

L’agenzia ha richiesto ai rappresentanti di categoria l’inoltro di una richiesta tecnica per una procedura che eviti il richiamo in resa, nel caso le pubblicazioni siano già state rese per intero.

 

Rifornimenti d’ufficio

 

Le OO.SS hanno evidenziato come i rifornimenti d’ufficio non siano in linea con l’Accordo Nazionale, mentre permangono ritardi per quelli richiesti dal punto vendita, tanto che alcuni edicolanti hanno ormai rinunciato a richiederli.

L’agenzia conferma che si adoprerà a effettuare consegne tempestive in presenza di prodotto disponibile e di avere fatto presente a un editore di come sia del tutto inutile distribuire un ulteriore quantitativo se non in presenza di precisi dati statistici di vendita. E dichiara che, per il futuro, rinuncerà a effettuare rifornimenti d’ufficio che non abbiano una chiara richiesta da parte del mercato, e con preventiva prenotazione in bolla tutte le volte che ciò sia possibile.

 

Metodologia di pagamento  e trattamenti differenziati

 

Per quanto riguarda le modalità di pagamento degli estratti conto, i sindacati hanno evidenziato l’opportunità di giungere ad accordi che consentano di diversificare le stesse e hanno illustrato le molteplici ragioni che inducono a modificare l’attuale accordo per i pagamenti, risalente all’aprile del 1997.

In particolare sono stati evidenziati: il deterioramento del livello qualitativo della distribuzione, le ripetute mancanze di riscontro alle richieste d’accredito per mancanze e differenze contabili, e le valute per l’addebito in conto corrente dei rivenditori, ritenute più penalizzanti rispetto a quanto previsto.

Dal canto suo l’agenzia ha negato un peggioramento della qualità del servizio di distribuzione, ritenendolo allineato agli standard nazionali, ma ha convenuto sulla necessità di riscontro alle richieste d’accredito, facendo osservare però il profondo divario esistente tra le richieste di accredito e le comunicazioni per eccessi di forniture e ha sostenuto che il problema della valuta dell’addebito sia pertinenza del sistema interbancario.

 

Informazione preventiva alle Organizzazioni di categoria in relazione a eventuali rischi d’interruzione della fornitura di quotidiani e periodici.

 

Sono state affrontate anche le delicate problematiche inerenti la comunicazione preventiva alle OO.SS in relazione a eventuali rischi d’interruzione di fornitura delle pubblicazioni. L’agenzia ritiene che tale comunicazione si scontri con quanto disposto in materia dalla legge sulla privacy mentre i rappresentanti di categoria ritengono invece che, per queste particolari esigenze, la comunicazione preventiva sia comunque necessaria.

 

Nei giorni immediatamente successivi a questa riunione, i rappresentanti di categoria hanno indetto un’assemblea congiunta che si è svolta il 10 novembre scorso. La disdetta dell’accordo per i pagamenti degli estratti conto era all’ordine del giorno che è stato approvato all’unanimità dopo lunga e accesa discussione.

 

Daniele Zulian - SNAG Udine

e.mail: da.zulian@libero.it

 

 

Lanciano: nuovo SNAG

 

l 6 novembre scorso, alla presenza di Andrea Innocenti, vicepresidente SNAG Nazionale, si è svolta l’assemblea dei rivenditori di Lanciano (Chieti) nel corso della quale è stata costituita la nuova struttura comunale SNAG.

È risultata eletta, quale presidente, Gisella Mancuso mentre il consiglio direttivo è formato da Giuseppe Morgione, Andrea Bomba, Rosa Silveri, Giulia Doddi, Graziella D’Amelio. Durante l’assemblea sono state affrontate le problematiche distributive locali e dibattute le richieste dei rivenditori di giornali in merito alle proposte per il rinnovo dell’Accordo Nazionale.

 

Vendita “blindata” Gazzettino + Gente:

in Friuli-Venezia Giulia e in Veneto, concordato un contributo per la collaborazione

 

La casa editrice del quotidiano IL GAZZETTINO, ha dato il via, durante lo scorso mese di ottobre, a un’iniziativa di vendita in abbinamento obbligatorio con il settimanale GENTE, al prezzo di _ 1,50. Le due testate pervenivano venerdì alle rivendite in una confezione cellofanata e tale confezione restava in vendita per un’intera settimana presso le edicole. A tale iniziativa sono state interessate le province di Gorizia, Udine e Trieste per il Friuli Venezia Giulia e Vicenza e Verona per la regione Veneto.

Massimo Chiussi dello SNAG di Gorizia ha segnalato che tale modalità di vendita si pone in contrasto con la norma dell’Accordo Nazionale (che dispone di porre in resa un numero di una pubblicazione all’arrivo del numero successivo) e ha, quindi, dato disposizione ai propri associati - in accordo con una circolare SNAG nazionale relativa all’argomento - di porre in resa come d’uso il Gazzettino del venerdì, anche se cellofanato con Gente.

Nel frattempo, è stata contattata la diffusione del Gazzettino, dalla quale è stato ottenuto per gli edicolanti un “contributo di collaborazione”, per la maggiore permanenza in rivendita del Gazzettino, nella misura di 10 centesimi di euro per ogni Gazzettino+Gente venduti cellofanati nel mese di ottobre.

L’entità del “contributo per la collaborazione” è stata determinata in modo da consentire un recupero dell’aggio percepito dagli edicolanti per la vendita separata delle due pubblicazioni.

Tale contributo è stato applicato sulle piazze di distribuzione interessate dall’iniziativa e rappresenta un primo passo verso il riconoscimento della maggiore prestazione d’opera fornita dagli edicolanti, in occasione di vendita abbinata obbligatoria di testate diverse.

 

Foggia: si risolverà il problema della permanenza

dei periodici in edicola?

 

A seguito dell’articolo pubblicato sullo scorso numero di Azienda Edicola, in cui si ricordava quanto tempo i periodici devono restare in edicola, lo SNAG provinciale di Foggia ci segnala che da più di un anno e mezzo ha avviato un confronto con il proprio distributore locale, l’agenzia Spera, affinché tali criteri vengano rispettati.

“Dopo innumerevoli comunicazioni inviate, prima al distributore (che non hai mai risposto) e in seguito, tramite lo SNAG Nazionale, alla Federazione Italiana Editori Giornali (allegando una notevole quantità di prove) e dopo una serie di ammonizioni che sono state fatte della stessa FIEG nei confronti dell’Agenzia di distribuzione affinché venisse rispettato l’Accordo Nazionale, a oggi non si è ancora riscontrato nessuna variazione nelle modalità di distribuzione - racconta Renato Russo, vicepresidente dello SNAG Nazionale - Spera ha cercato, in un primo momento, di aggirare il problema tramite una risposta che non conteneva riferimenti concreti ai problemi e alle modalità previste per il permanere in edicola delle pubblicazioni. In una seconda comunicazione il responsabile ammetteva la disfunzione nella distribuzione (adducendone le colpe alla turnazione estiva) ma, fino a questo momento, tutto è rimasto invariato, anzi abbiamo rilevato una maggiore chiusura nei confronti della categoria.

Ed è per questo che, nonostante esista già un verbale di comm. ex art. 5 che chiarisce questa situazione, lo SNAG provinciale di Foggia è stato costretto a richiedere una nuova riunione per riconfermare quanto già stabilito. Ciò che occorre evidenziare, da questo contesto, è che nonostante esistano regole ben precise, determinate dai vari Organismi Nazionali sia nell’Accordo stesso che nelle varie comm. ex art.5 - sottolinea Renato Russo - ci sono dei distributori locali che eludono totalmente quanto stabilito”.

L’ultima Commissione ex art.5 ha però determinato che “…l’impresa di distribuzione dovrà effettuare il richiamo resa entro 10 giorni dal termine della periodicità. Decorso tale tempo, la rete di vendita è facoltizzata a inviare immediatamente in resa le copie giacenti”. Si ricorda che quanto stabilito dalla Commissione per una determinata piazza, diventa valido per tutte quelle in cui si manifestino gli stessi problemi.

 

Perché L’ESPRESSO non fa servizio arretrati?

Da Milano, la domanda di un edicolante.

Da Roma, la risposta dell’editore.

Franco Adorni, 40 anni titolare di un chiosco in via Mecenate 25, a Milano, ha il triste record di dieci rapine in dodici anni, ma nonostante questo è quanto mai battagliero nella difesa del suo lavoro. Ne ha per tutti perché, secondo il rivenditore milanese, ogni giorno chi vende giornali al pubblico continua a essere “usato” e non tutelato. Esempi? Adorni ne ha tanti da sottoporci a partire dalla non-gestione degli arretrati da parte di un editore importante come L’ESPRESSO.

“È una situazione vergognosa - spiega - Spesso non si hanno copie a sufficienza da vendere e quando si richiedono numeri arretrati al distributore, da questi veniamo dirottati all’Ufficio Diffusione, dell’editore a Roma. A questo punto, noi dovremmo fornire nome, cognome e indirizzo del nostro cliente a cui L’ESPRESSO pensa a spedire direttamente la copia del numero mancante. Risultato: l’editore vende una copia in più, magari a prezzo doppio in quanto arretrato, a noi resta solo il costo di due o più telefonate, di cui una anche a costo extraurbano.

Scarsa considerazione del ruolo edicola da parte dell’ESPRESSO nella gestione arretrati? A spiegare le scelte dell’editore e le prospettive per il futuro è Mario Collacchioni, responsabile dell’ufficio diffusione: “Attualmente - dice - abbiamo un servizio arretrati “dedicato” ai clienti che possono rivolgersi direttamente a noi per ottenere una copia a prezzo raddoppiato rispetto a quello normale di copertina. Riceviamo segnalazioni di edicolanti che si lamentano per questa situazione in quanto, ricevendo richiesta da parte di loro clienti, debbono invece invitarli a contattarci direttamente. Sugli arretrati di breve periodo la colpa è anche di alcuni distributori locali che, pur avendo in magazzino copie (invendute) a disposizione, non effettuano il servizio al rivenditore. Sappiamo che quest’operazione di livellamento (ritiro resa da un edicola, consegna ad altra richiedente) spesso, purtroppo, non viene effettuata e, alla fine, il cliente che vuole l’arretrato è costretto a rivolgersi a noi per non perdere il numero di suo interesse.

Possiamo, però, anticipare agli edicolanti che il nostro gruppo editoriale sta progettando un servizio arretrati che passi da loro e che possa essere più efficiente. Più vantaggioso per il cliente che potrà ricevere in edicola una copia non a prezzo raddoppiato, ma solamente maggiorato, e remunerativo per il rivenditore che riceverà la sua percentuale sul venduto.

L’obiettivo è di far partire questo servizio a breve con una linea dedicata agli edicolanti che potranno così richiederci direttamente quante e quali copie hanno bisogno. Con la speranza che - attraverso questa forma più snella e tempisticamente più immediata per il lettore - si possa in - crementare anche il numero di vendite degli arretrati. È giusto che L’ESPRESSO, da grande editore qual è, si adegui a quanto già fanno i concorrenti. Un segnale di stima anche nei confronti degli edicolanti che si sono visti chiudere un anno fa il cosiddetto Abbonamento Edicola: un’iniziativa che l’ESPRESSO aveva introdotto una decina di anni fa quando era distribuita ancora da Mondadori - spiega Mario Collacchioni - Gli abbonati ricevevano il coupon, ritiravano il giornale in edicola e anche il rivenditore aveva il suo compenso. Ma i costi erano per noi troppo alti rispetto ai risultati di quest’operazione commerciale che negli anni non ha ricevuto adesioni crescenti come ci auguravamo. Oggi, per gli abbonamenti, ci serviamo del servizio postale perché anche nei piccoli centri le consegne sono diventate più puntuali e, alla fine, i costi si sono ridotti.”