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L'ESPERTO RISPONDE |
| A cura di Carlo Leopardo |
Chi
deve sostituire le copie non in regola?
Vi pongo un
quesito che penso interessi molti altri edicolanti: è giusto sostituire un
prodotto editoriale difettoso (si presume) a un cliente quando è privo della
confezione celofanata che lo compone? Oppure deve sostituirlo l’editore?
Grazie.
D. P. -
Milazzo (ME)
Dalla sua
lettera ritengo si tratti in teoria di un cliente che le ritorna come difettoso
un CD, un VHS o altro, senza la confezione o l’imballo originale. In questo
caso penso sia legittimo sostituire il prodotto, o la parte di esso difettosa,
nello stesso modo in cui cambieremmo il prodotto al cliente che ce lo rende
nella sua confezione originale. Tale prodotto deve essere poi inviato al
distributore locale che deve sostituirlo e riconoscerlo come resa.
Come si
diventa rappresentante sindacale?
A.
Vitiello - Ponza (LT)
Posso rispondere
alla sua domanda per quanto riguarda la nostra organizzazione sindacale. Lo
SNAG è fondato sul principio della più ampia democrazia interna e quindi tutte
le cariche sociali sono elettive. L’iscrizione individuale è volontaria e
ognuno partecipa, con uguaglianza di diritti, insieme agli altri associati alla
formazione delle delibere nei diversi organi in cui il Sindacato è articolato.
Alle cariche sociali possono accedere gli iscritti aventi diritto al voto. Come
avrà certamente capito, le cariche sociali sono di rappresentanza sindacale.
Riceverà comunque una telefonata dal nostro coordinatore di area per dettagli
più concreti.
Sono in trattativa per rilevare un chiosco. In futuro, però, vorrei continuare questa attività non più in un chiosco ma in un negozio e vi domando: quali sono le procedure da seguire per lo spostamento dell’attività sempre nello stesso comune?
M. G. -
Albairate (MI)
Fermo restando
che la locazione o l’acquisto di un immobile per svolgere un’attività
commerciale dipende da molti fattori, non ultimo quello del valore sul mercato,
per conoscere le norme e valutare se esiste la possibilità di trasferire,
successivamente, l’attività per la vendita di giornali quotidiani e periodici,
deve recarsi all’ufficio commercio del suo comune che ha in dotazione un piano
commerciale di localizzazione dei punti vendita. In esso sono indicati i
parametri e le norme relative alla vendita dei giornali e, solo lì, potrà avere
tutte le delucidazioni necessarie per un eventuale spostamento dell’attività.
Ho un’edicola negozio con vendita di giocattoli e altro. Nella mia licenza è prevista anche la vendita di prodotti pirotecnici e vorrei sapere se è necessaria un’ulteriore specifica documentazione per poter vendere i suddetti prodotti. Faccio presente che l’anno scorso i carabinieri me li hanno sequestrati. Spero in una vostra esauriente risposta.
C. D. C. -
Torre del Greco (NA)
Presumo che lo
scorso anno le forze dell’ordine abbiano sequestrato la merce che vendeva
perché forse non conforme alle leggi in vigore. Detto questo, data la particolarità
del prodotto, le consiglio di rivolgersi alla questura locale presso la quale
potrà avere tutte le risposte alle sue domande senza possibilità di errore.
Mi ha
incuriosito la risposta che avete dato a un edicolante di Catania sul numero
3/2003 in merito alle chiusure domenicali. Attualmente io rispetto i turni di
apertura di mezza giornata a domeniche alterne. La mia attività comprende anche
bar, ricevitoria e rivendita tabacchi. L’apertura domenicale della sola edicola
non è sufficiente a coprire i costi sostenuti in quanto le altre attività sono
chiuse di domenica. Nella vostra risposta citate un articolo della
Costituzione. Ora, in base a tale norma, tenendo conto che l’edicola non è
l’attività esclusiva svolta nel mio esercizio, cosa posso fare per restare
sempre chiuso la domenica? Che passi devo compiere?
La risposta a
cui lei si riferisce era forse un po’ provocatoria, comunque la questione delle
chiusure è di pertinenza dei comuni i cui regolamenti si basano sulle attività
preminenti e, nel suo caso specifico, se la vendita dei giornali non è
determinante come attività, potrebbe tranquillamente chiudere la domenica. Le
consiglio di chiedere maggiori delucidazioni all’ufficio del commercio della
sua città. A mio parere, al di là delle varie regole, non si può essere
costretti a lavorare quando i ricavi non sono proporzionati alla quantità e
alla qualità del lavoro svolto.
Sono una portoghese di Lisbona e a dicembre avrò un’edicola che voglio informatizzare. Vi domando se il mio distributore mi fornisce una bolla elettronica (floppy, ecc.) o io devo caricare tutto manualmente. Grazie.
Attualmente sono
sul mercato alcuni programmi gestionali che però necessitano della
disponibilità del distributore locale per un eventuale collegamento in rete.
Non esiste infatti alcun obbligo, nella comunicazione dei dati da parte del
distributore, se non quello della bolla cartacea che viene consegnata
giornalmente.
Da qualche anno
è in atto un progetto di informatizzazione delle rivendite chiamato INFORIV che
consiste nella creazione di un flusso informativo integrato lungo una catena
che parte dall’editore, attraversa le imprese di distribuzione e arriva
all’edicola. Il progetto INFORIV si propone di favorire la trasmissione
telematica dei dati commerciali, contabili e altre eventuali informazioni tra
la distribuzione e i rivenditori locali in sostituzione dei più tradizionali
supporti cartacei o telefonici. La realizzazione di INFORIV è stata affidata
alla IBM Italia che cura tutti gli aspetti applicativi del progetto e consiste
nella realizzazione di un pacchetto software che verrà fornito alle edicole. Da
diversi mesi è in corso una fase sperimentale, in alcune aree della penisola,
al termine della quale, dopo un’attenta valutazione degli aspetti tecnici del
sistema, dovrebbe iniziare la diffusione su tutto il territorio nazionale.
Nel frattempo
può parlare con il suo distributore e chiedergli se è possibile che lei si
colleghi, magari via Internet, con lui.
Vorrei sapere
secondo quanto prevedono le normative vigenti:
- Esiste un limite di prezzo di copertina oltre il quale una pubblicazione DEVE essere fornita in conto deposito anziché con pagamento immediato? Se sì, qual è l’importo esatto? Quando vigeva la lira mi pare che fosse L. 20.000. Giusto?
- Con quali
criteri una pubblicazione viene fornita con pagamento immediato piuttosto che
in conto deposito? Grazie e cordiali saluti.
M. M. -
Gradara (PS)
Sono da poco
diventato socio di un’edicola e, occasionalmente, mi capita di vedermi
restituire dal distributore la resa dei periodici con l’indicazione che l’
ULTIMISSIMA RESA SENZA PROROGA del periodico in questione era stata già chiesta
tempo addietro (prima che io subentrassi). Fin qui niente di male.
Recentemente, però, mi sono visto restituire alcuni periodici con la dicitura RESA NORMALE richiesta in data precedente a quelle in cui ho effettuato la resa. Stupendomi che si parlasse di resa “normale” e non di “ultima” o “ultimissima” resa, ho contattato il mio distributore, il quale mi ha comunicato che non tutti i periodici sono soggetti all’ultimissima resa senza proroga, senza però chiarire i criteri con cui tale distinzione viene effettuata. A questo punto vi chiedo: è vero quanto mi è stato comunicato, o si tratta di una leggerezza (nella migliore delle ipotesi) del nostro distributore? Nel caso in cui effettivamente le rese fossero così poco regolamentate, come posso fare per sapere i criteri che regolano questa importantissima fase della conduzione di un’edicola? Grazie per l’attenzione.
R. B. -
Arese (MI)
Unisco queste
due lettere con una sola risposta. Non esiste un limite al prezzo di copertina
oltre il quale una pubblicazione deve essere fornita in conto deposito anziché
con pagamento immediato. La materia oggetto della sua domanda è regolata dalle
modifiche degli articoli 7 e 10, (30 ottobre 1997), dell’Accordo Nazionale che
dicono:
Il tipo di
pagamento deriva dal tipo di periodicità del giornale. Legga comunque
sull’ultimo numero di Azienda Edicola - n.5 ott./nov. 2003 - l’articolo
pubblicato che forse le chiarirà un po’ le idee.