La Commissione Nazionale ex Art. 3
ha analizzato i dati delle ferie estive 2003 evidenziando ancora situazioni non
regolari, soprattutto nelle grandi città.
In diminuzione i turni al Sud, mentre al Nord, rimangono superiori alle percentuali di legge
le chiusure nella settimana di
Ferragosto. Definiti, perciò, una maggiore programmazione
e controllo provinciale.

Nella riunione
svoltasi a Milano lo scorso 29 ottobre la Commissione Nazionale ex art.3 ha
fatto il consueto punto sulla chiusura delle edicole per la pausa estiva con
un’analisi dettagliata regione per regione e relativo confronto con gli anni
precedenti sia in valore assoluto che in percentuale.
In base a questi
dati la Commissione ha potuto analizzare la stabilità del numero totale di
chiusure estive sia per regione che per il totale nazionale. Evidente la forte
differenza tra il numero di rivendite che effettuano le chiusure estive nelle
regioni settentrionali rispetto a quelle delle regioni meridionali.
Per esempio in
Calabria, dove è forte la presenza di turismo estivo sono poco meno del 2% sul
totale (1,94%) le edicole che hanno effettuato chiusura per ferie nei periodi
previsti. Diverso il discorso invece per Lombardia (44,24%) e Piemonte (38,01%)
che ad agosto si svuotano per le chiusure di fabbriche e uffici.
Il raffronto con
gli anni precedenti, come detto, non ha evidenziato grandi cambiamenti
percentuali, in ogni regione d’Italia si è su valori simili a quelli del 2001 e
2002.
La Commissione
ha analizzato poi le situazioni verificatesi a Torino, Milano, Roma e Napoli,
sulla base dei dati forniti dalle Commissioni provinciali.
Sono 84 i
certificati medici (8 in più rispetto allo scorso anno) presentati nel periodo
di ferie e 28 le edicole chiuse per lavori di ristrutturazione, esercizi che in
entrambi i casi hanno effettuato turni superiori al consentito. La commissione
provinciale ha sottolineato, poi, il grave squilibrio verificatosi da giovedì
14 a domenica 17 agosto nella città di Torino, con un rapporto delle rivendite
aperte rispetto al totale sistematicamente inferiore al 50% previsto
dall’Accordo Nazionale con un minimo del 42% il giorno 17 agosto.
Il 27% delle
rivendite ha osservato il proprio turno di chiusura, si è invece ridotto, anche
se leggermente, il numero delle chiusure dietro presentazione di certificati
redatti dal medico di famiglia, per durate superiori a quanto stabilito
dall’Accordo Nazionale e in periodi diversi da quelli prefissati.
Da domenica 10 a
venerdì 22 agosto il rapporto di edicole aperte rispetto al totale è stato
inferiore al 50% con un minimo del 29% il giorno di Ferragosto.
In questo caso
il fenomeno è stato determinato dalle chiusure per certificato medico e da
quelle effettuate in periodi diversi rispetto a quelli stabiliti dalla
Commissione provinciale e comunicati poco prima dell’inizio delle chiusure
stesse. Un comportamento, da parte di un gran numero di rivenditori, che non
rispetta l’impegno della Commissione provinciale e delle Organizzazioni
Sindacali di categoria: per questo la componente editoriale ha comunicato alla
Commissione Nazionale ex art.3 che, per attenuare i disagi e i danni alla
diffusione, sono stati istituiti a Milano città sei punti di vendita ambulanti
che hanno operato sul territorio a seconda delle necessità diffusionali
riscontrate.
Non omogenea la
distribuzione nella Capitale all’interno di due turni di chiusura scelti: dal
25 luglio al 10 agosto hanno usufruito delle ferie estive 48 rivenditori, ben
198 invece hanno scelto il secondo turno dall’11 al 27 agosto.
312 rivenditori
hanno effettuato turnazioni diverse, di cui 121 mediante certificato medico e
37 per più dei 18 giorni consentiti.
410 invece i
rivenditori che non hanno chiuso.
Per la prima
volta nella Capitale si sono registrati problemi diffusionali in alcune zone a
causa dell’insufficiente numero di rivendite aperte nel periodo di
Ferragosto e per la loro anomala
distribuzione.
A Napoli città,
152 edicole non hanno effettuato ferie, 53 rivendite hanno aderito alla prima
turnazione, 44 alla seconda, 228 hanno, invece, chiuso in altre date.
In provincia,
322 edicole sono rimaste sempre aperte, 118 hanno effettuato il primo turno, 43
il secondo, mentre 254 hanno effettuato turnazioni diverse.

La segreteria
della Commissione Nazionale ex art.3 ha comunicato che 18 rivenditori del
comune di Ferrara hanno presentato certificati medici prolungando, così, le
chiusure estive fino a 21 giorni consecutivi. Altri 2 edicolanti hanno richiesto
giorni supplementari per effettuare ristrutturazioni, mentre 11 hanno chiuso
per 21 giorni per “motivi di famiglia non dipendenti dalla propria volontà”.
In base al
risultato della verifica affidata ad Amilcare Digiuni, responsabile per la
Gestione Accordo, sull’eventuale integrazione dei compiti del Coordinatore e
delle modalità operative delle Commissioni provinciali, la Commissione
Nazionale ex art. 3, il 28 ottobre ha riconfermato l’esigenza che le
Commissioni provinciali continuino a fare riferimento alle indicazioni date a
suo tempo dalla Commissione Nazionale (vedere in box, qui a lato).
In chiusura, la
Commissione ha ribadito, come già evidenziato nei precedenti verbali, che il
Decreto Legislativo n.170 del 24 aprile 2001 relativo al riordino del sistema
di diffusione della stampa quotidiana e periodica, evidenzia problemi per i
turni di chiusura estiva da parte dei punti vendita non considerati
dall’Accordo Nazionale.
Per questo la
Commissione Nazionale ha reiterato la richiesta alle parti contraenti l’Accordo
Nazionale di opportune decisioni in materia.
Sono state
fissate dalla Commissione le date di svolgimento delle chiusure estive per
l’anno 2004:
1° periodo
turno A
da
sabato 24.07.2004 a lunedì 09.08.2004
turno B da martedì 10.08.2004 a giovedì 26.08.2004
2° periodo
turno A
da
venerdì 30.07.2004 a lunedì 16.08.2004
turno B da lunedì 16.08.2004 a giovedì 02.09.2004
Nel caso di
chiusure estive in altro periodo, proposto dalle Commissioni provinciali locali
ex art.3, si potrà arrivare fino a un massimo di 17 giorni consecutivi, fino al
limite del 50% delle rivendite esistenti e salvaguardando le esigenze di vendita
delle singole zone.