Stefano De Alessandri, nuovo amministratore
delegato di Gruner und Jahr Mondadori,
E lancerà cominciando con Focus Junior, una nuova testata all’anno.
A poco più di
quattro mesi dal suo insediamento come successore di Philippe Guesdon alla
guida della casa editrice, Stefano De Alessandri si trova a gestire il
rinnovamento di tre delle cinque testate della Gruner+Jahr Mondadori e
il lancio del mensile Focus Junior, seconda brand extension del fortunatissimo
Focus dopo Focus Extra.
Alla domanda sul
perché abbiano scelto di rinnovare tre mensili contemporaneamente, De
Alessandri risponde: “Per ciascuna testata c’è una ragione precisa.
Nel caso di Vera
si tratta solo di un’ulteriore messa a punto della formula - quella sì del
tutto nuova - uscita nell’agosto del 2002. Siamo soddisfatti dei risultati e
siamo convinti che il giornale così com’è abbia un carattere che lo differenzia
da tutti i concorrenti. Ma qualche miglioramento ci sarà anche nelle pagine
della moda.
Jack, che parla
delle tecnologie e resta al centro di questo mondo (quest’anno ha guadagnato il
12% in diffusione) a partire dal numero di metà dicembre avrà un taglio
informativo più moderno e una grafica più raffinata.
Per Top Girl il
discorso è completamente diverso. Fin dall’inizio ha avuto come target
principale le teen ager tra i 14 e i 16 anni, adesso l’età si alza a 16-18 anni
in base al fatto che, anche da noi, quest’età sta diventando protagonista nella
scelta dei consumi. Con Top Girl stiamo anche testando il formato pocket, con
un prezzo di copertina di 1,90 euro invece di 2,50. Per quando uscirà la nuova
formula, a metà gennaio, avremo deciso quale formato adottare”.
- Per gennaio è
previsto anche il lancio di Focus Junior, a che età si rivolge?
“Ai ragazzi tra
gli 8 e i 12 anni. Tratterà più o meno gli stessi temi di Focus, ma con un
taglio fra l’educativo e il divertente. Pensiamo che un obiettivo giusto di
diffusione possa essere intorno alle 100mila copie. Un’altra novità riguarda
Focus Extra, che ora è trimestrale e ha raggiunto una diffusione media di
300mila copie: dal 2004 diventerà bimestrale”.
- Nuove testate
per l’anno prossimo?
“Stiamo
lavorando su vari progetti. Il motore dell’editoria periodica è l’informazione:
per l’Italia significa che a partire dal 2004 pubblicheremo una nuova testata
all’anno e questo, grazie anche al continuo scambio d’idee ed esperienze tra le
diverse nostre filiali nel mondo”.
“Nel mondo, come
ci sono le donne brutte, ci sono gli uomini che... non leggono Men’s Health!”.
Questa battuta,
applauditissima, dell’amministratore delegato di Mondadori Pubblicità, Eduardo
Giliberti, è la perfetta sintesi del messaggio con il quale l’editore di
Segrate conferma il suo ruolo trainante nell’evoluzione del mercato,
nell’attuale situazione di altissima competitività, riaccesa recentemente
dall’arrivo di Vanity Fair della Condé Nast. La parola d’ordine per Mondadori
è dimostrare che la qualità dei suoi periodici è un valore aggiunto e che, pur
in assenza di nuovi lanci, la casa editrice è molto attiva nell’arricchimento
dei periodici già in portafoglio. “A un anno di distanza dal nostro ultimo
incontro posso dire che abbiamo mantenuto le promesse: sei lanci e molte
testate rinnovate”, ha detto Nini Briglia, direttore generale dei
periodici.
Dopo un’estate
di preparativi e un mese di campagna pubblicitaria, venerdì 28 novembre è
uscito in edicola, a 1 euro, Novara Oggi, il nuovo settimanale che tenterà di
insidiare la leadership del Corriere di Novara, ultracentenario bisettimanale
che fa capo alla locale associazione degli industriali. Giornale
prevalentemente di cronaca e di servizio, con otto pagine stampate in
quadricromia, Novara Oggi si rivolge alla città capoluogo e al suo popoloso
hinterland: un bacino di circa 200mila abitanti che secondo gli obiettivi
dell’editore dovrebbe, nel breve periodo, assorbire 6mila copie. Un occhio di
riguardo è riservato alla comunità araba.
L’esito positivo
dell’ultima semestrale del gruppo Caltagirone ha sicuramente portato
molto ottimismo a Via del Tritone e soprattutto al direttore del Messaggero, Paolo
Gambescia, che sta tentando con tutte le forze di rinfrescare il quotidiano
romano senza traumi, visto che troppi ne ha sofferti in un passato non lontano.
“Non credo ai cambiamenti violenti, non credo ai direttori che impongono le
proprie idee, non credo che si possa obbligare qualcuno a fare bene qualcosa di
cui non è convinto”, sostiene, e a questa filosofia vuole essere fedele. Dopo
una ragionata campagna acquisti (“Ma niente lotta per strappare grandi firme,
mi interessa di più assicurare al giornale esperti qualificati e non nomi da
vantare nei salotti”) che ha portato al Messaggero, tra i numerosi altri, nomi
come quello dell’architetto Massimiliano Fuksas, dello scrittore Valerio
Manfredi, di Fausto Pocar, Maria Rita Parsi e Gianni Sofri, ora Gambescia si
dice pronto a varare il nuovo giornale. La data? “Non abbiamo fretta, vogliamo
essere sicuri che il software che governerà la nuova rotativa sia in condizioni
ottimali; a questo punto prevedo il varo del nuovo giornale tra novembre e
gennaio al massimo”.
Per i primi
quattro numeri, Condé Nast dichiara una media di venduto di 155mila copie, ma
per il quinto, a prezzo pieno e con investimento pubblicitario ridotto rispetto
alla fase di lancio, c’è stato un incremento in copie del 25%.
È già stata
fatta una prima indagine sul gradimento della testata. “Gli indici più
importanti, cioè l’apprezzamento del giornale e la propensione al riacquisto
sono molto alti - spiega Ercole Giammarco, direttore generale della divisione
periodici di consumo - il 90% lo definisce abbastanza o molto interessante,
l’83% dichiara che lo ricomprerà certamente o molto probabilmente”.
Altre
definizioni valide sono: “piacevole e rilassante” (90%), “garbato e mai
volgare” (85%), “permette di essere aggiornate sulla moda e le curiosità”
(83%).
Il Corriere
dell’Umbria, che a novembre ha festeggiato il suo ventesimo compleanno, è
l’unico giornale locale che, in questi due decenni, sia riuscito a conquistare
una leadership di notevoli dimensioni, in un territorio già dominato dalla
Nazione e dal Messaggero, oggi schiacciati dalle sue 18mila copie.
La testata vera
e propria è in realtà Corriere che, oltre alle due edizioni del Corriere
dell’Umbria (Perugia e Terni) diventa via via Corriere di Viterbo (con la
subedizione della Sabina), Corriere di Rieti, Corriere di Arezzo, Corriere di
Siena, Corriere della Maremma. Una vera e propria catena di sette quotidiani
che ricevono dalla centrale di Perugia 16/20 pagine nazionali.
Complessivamente
hanno venduto in settembre una media di oltre 35.000 copie con un incremento
del 48% rispetto al 2002.
Oltre ai già
presenti supplementi, da novembre due nuovi inserti: uno sull’università di 8
pagine e uno sulla scuola, oltre al raddoppio di quello sull’economia.
È uscito il 26
novembre, in Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia, il nuovo dorso
dedicato all’economia e all’imprenditoria del Sud.
Al quotidiano
milanese stanno lavorando anche al futuro del Sole 24 Ore per il quale è
previsto un investimento di 100 milioni di euro in due anni.
Il nuovo Sole
avrà tre dorsi nazionali (i due attuali + uno per l’attualità) e una foliazione
di 56-64 pagine di cui 40 a colori. È anche previsto uno sviluppo dell’edizione
del lunedì.
Il supplemento
di moda e costume del Giornale, dovrebbe diventare con il nuovo anno, un
appuntamento fisso, probabilmente con uscita trimestrale.
Ma niente storie
di modelle e di mondanità, ma cronache e inchieste sugli aspetti economici e di
costume, sottolineati da immagini di grande impatto.
Il Gruppo
bolognese vuole offrire ai lettori di Qn, Il Giorno, La Nazione e Il Resto del
Carlino, prodotti editoriali che soddisfino i loro interessi su tutti gli
argomenti. E così dopo Costi di Casa, uscito a ottobre, ecco l’argomento
Cucina, con l’obiettivo di arrivare a sei testate (tutte bimestrali) per dare
loro prodotti diversi ogni mese.
Giampaolo
Angelucci , 32 anni, romano, diplomato in scienze umanistiche è presidente di
Tosinvest che possiede, tramite la Spe (Società di partecipazioni editoriali),
il 100% del quotidiano Libero diretto da Vittorio Feltri e una quota del
Rifomista diretto da Antonio Polito. “L’editoria è una mia grande passione -
dice - Siamo entrati in tante imprese, ma nell’editoria l’ho fatto con grande
entusiasmo”. Angelucci sostiene di essere interessato al business dei giornali
non per una questione di potere ma perché li considera un buon affare: il
giornale insomma è un’impresa. “Per quanto mi riguarda, cerco i giornali perché
mi piacciono, mi interessano; e posso anche dire che con i giornali non ci ho
mai rimesso”, afferma. E porta a esempio il caso di Libero: “Ora, dopo aver
rafforzato la squadra e aperto una redazione a Roma, abbiamo fatto gli
stanziamenti per un giornale tutto a colori, potenziato la foliazione e
completeremo l’apertura in tutte le province del Lazio. E poi la Puglia e
l’Abruzzo”. Conclude Giampaolo Angelucci: “Dopo 18 mesi di nostra gestione ci
sembra che Libero reagisca molto positivamente: tiene il mare con mezzi propri
e di fronte a una concorrenza che mette in mare corazzate e che è gestita dai
primi tre o quattro gruppi industriali del Paese, Libero fa incrementi del 18,
del 25, del 27%”.