Pubblicazioni o nuovi prodotti?

 

È cambiato molto il lavoro dei Distributori Nazionali che si trovano a consegnare sempre più “prodotti allegati” che fanno da traino alla vendita di quotidiani e periodici.

Forse sarebbe più corretto dire che si distribuiscono giornali per vendere altri prodotti. Tra i leader del settore c’è l’A&G Marco che serve 40mila punti vendita con circa 6.000 uscite l’anno.

 

 

Il nostro viaggio attraverso la distribuzione della carta stampa si sposta, questa volta, dal settore locale a quello nazionale. Siamo perciò stati ospiti dell’A&G Marco, azienda i cui uffici sono in via Fortezza a Milano e il centro logistico a Corbetta.

“Sono complessivamente 142 i distributori locali a noi collegati che consentono la copertura di tutto il territorio nazionale per il settore periodici - spiega Adalberto Guardamani, direttore vendite di A&G Marco - A questi vanno aggiunti 25 distributori che si occupano solamente di quotidiani nelle località dove ci sono consegne differenziate rispetto a mensili e settimanali. L’A&G Marco è distributore nazionale di oltre mille testate di periodici (mensili, settimanali, ecc.) e di alcuni quotidiani come Avvenire, L’Unità, Il Giornale d’Italia o trisettimanali come Sport & Scommesse. Attraverso i distributori locali raggiungiamo tutti i punti vendita d’Italia, circa 40mila. Tra i principali editori nostri clienti ci sono la Domus (Quattroruote), la Walt Disney (Topolino, ecc.), la Quadratum (Intimità, La Cucina Italiana), la Mattel (Barbie) e la Bonelli (Dylan Dog e altri fumetti)”.

Il grande lavoro distributivo a livello nazionale prevede una capillare programmazione: “Per poter garantire l’uscita contemporanea delle nostre testate sull’intero territorio italiano utilizziamo automezzi giornalieri, ai nostri editori richiediamo la disponibilità delle copie cinque giorni prima dell’uscita per periodicità mensili od oltre e due giorni per i settimanali. Nonostante i nostri sforzi può comunque accadere che tra una piazza e l’altra possano intercorrere differenze di uno/due giorni.

 

RISPETTO DELLE NORMATIVE

per una situazione quasi ingovernabile

 

L’editore che si avvale dell’A&G Marco deve innanzitutto ottemperare a quanto previsto dalla Legge sulla stampa del 8 febbraio 1948 nr. 47: “Ogni testata deve essere registrata presso il tribunale, avere un direttore responsabile; inoltre è tenuto a rispettare quanto previsto dagli Accordi siglati a livello nazionale, non ultimo quello relativo alla stampa del codice a barre” sottolinea Adalberto Guardamani. “Se su una testata tale codice è sbagliato o inesistente, ne fermiamo la distribuzione. I codici a barre, ormai da tempo  presenti  sui prodotti in commercio, in campo editoriale hanno dovuto superare una serie di ostacoli: ancora oggi c’è chi prova a fare il furbo, preferendo per esempio pagare delle sanzioni piuttosto che sostenere i costi per essere in regola. Un comportamento che la FIEG terrà, sicuramente, presente magari aumentando le sanzioni affinché anche questi editori, in genere di pubblicazioni minori, si adeguino”.

A un distributore nazionale non mancano le lamentele degli edicolanti, anche se il rapporto con i rivenditori attiene al distributore locale.

“Nel corso degli anni la situazione è diventata più difficile da governare, bisogna ammetterlo anche in considerazione dell’elevato numero di testate presenti sul mercato” spiega il direttore vendite della A&G Marco. “Gli edicolanti rivendicano sempre lacune nel comportamento dei distributori locali come le carenze nei rifornimenti, ma nel contempo non possiamo che rilevare atteggiamenti da parte dei rivenditori che è difficile definire corretti. A Milano, per esempio, ci sono alcuni punti che riconsegnano immediatamente in resa al distributore locale pubblicazioni che ritengono non vendibili, contravvenendo  quindi alla normativa vigente, salvo poi chiedere rifornimenti quando la testata viene richiesta dal loro cliente. La cosa grave è che tale modo di fare non è attuato solo nei confronti di testate basso vendenti ma viene applicato anche in forma indiscriminata nei confronti di testate importanti”.

 

TROPPE TESTATE: molte di loro, necessitano di spazio ed esposizione per non morire

 

L’A&G Marco non nasconde il fatto che il mercato editoriale sia cresciuto in maniera incontrollata e i problemi distributivi, che ricadono anche sui punti vendita, non risparmino neppure i distributori nazionali.

“Sono troppe le testate pubblicate oggi in Italia - ammette Adalberto Guardamani - nell’arco dell’anno vengono distribuite circa 6 mila testate, non c’è neppure lo spazio per presentarle al pubblico e l’edicolante deve fare delle scelte espositive. Alcuni prodotti sono, quindi, giudicati di seconda categoria e destinati ad avere vita sempre più difficile perché, non dimentichiamolo, l’acquisto d’impulso è una componente essenziale per il cliente edicola. Al quotidiano o mensile che acquista abitualmente, il cliente aggiunge una nuova pubblicazione che trova sul banco, la prova, la confronta. Non avendo la possibilità di vedere il prodotto esposto, non può richiederlo e, alla lunga, alcuni giornali muoiono... quasi senza aver avuto la possibilità di farsi conoscere”.

“Ecco perché gli editori sono favorevoli alla grande distribuzione - spiega il direttore vendite della A&G Marco - i grandi scaffali nei supermercati e centri commerciali permettono al cliente di vedere, scegliere e acquistare. Anche se le grandi catene della GDO tendono a privilegiare le testate più conosciute dei grandi gruppi editoriali a scapito delle testate a più lenta rotazione di vendita”.

 

VISIONE GLOBALE SULLA RETE

e qualche dubbio sull’utilizzo del lettore dei codici a barre

 

Ma dalla sua posizione, un distributore nazionale come può controllare e conoscere la realtà della presenza in edicola di giornali e i problemi quotidiani del punto vendita? 

“La nostra è una visione globale della rete; i nostri sistemi informativi colloquiano con quelli dei distributori locali tramite Inforete e possiamo, così, ottenere i dati di nostro interesse, come le date di uscita e i dati diffusionali, di tutte le nostre testate. Possiamo visionare il piano distributivo del distributore locale per valutarlo” dichiara Adalberto Guardamani. “Analizzando questi dati insieme ai responsabili della distribuzione locale possiamo chiedere spiegazioni e stabilire dei correttivi. Stiamo pensando a operazioni di geo-marketing per essere maggiormente presenti, in tempo reale, in collaborazione con il distributore locale e, soprattutto, attendiamo il decollo di INFORIV. Qualche dubbio sull’utilizzo dei sistemi informatici da parte dei rivenditori l’abbiamo: sicuramente questo sistema permetterà all’edicolante di snellire il suo lavoro per quanto concerne il controllo degli invii e la compilazione delle bolle di resa; siamo scettici sul fatto che un rivenditore possa registrare ogni atto di vendita utilizzando il lettore di codici a barre. Negli orari di punta e con file davanti al chiosco, non credo che il suo primo pensiero - tra consegnare i giornali ritirare i soldi e dare i resti - sia quello di leggere le pubblicazioni e spesso farà la scelta più pratica che però non consentirà di avere dati puntuali sulle vendite”.

 

I GADGET CONDIZIONANO GLI ACQUISTI

e creano problemi con le rese

 

“Una vera rivoluzione per l’editoria è stata l’introduzione dei gadget che condizionano le vendite delle pubblicazioni: oggi si va sempre più in edicola per acquistare il prodotto allegato al giornale e non la singola testata. E non è certo una scelta di piccoli editori: basti pensare che Panorama ha sette edizioni diverse in base al gadget con cui è proposto. Questo, se da una parte incrementa le vendite di giornali, crea problemi di altro tipo soprattutto nella gestione delle rese che spesso diventano irregolari: un elevato numero di copie viene ritornato senza gadget e, tra edicolante e distributore locale, ci sono scambi di responsabilità. Noi non possiamo rendere all’editore un prodotto incompleto e siamo costretti a rifiutarlo. Questo stato di cose fa aumentare la conflittualità tra gli operatori del settore.

Ma il diffondersi di questo fenomeno non ha limiti: ci arrivano in resa giornali con Dvd o VHS che al loro interno non contengono il prodotto originale o addirittura privi del loro contenuto. La frequenza di questi fenomeni è purtroppo elevata e in aumento e per l’editore, ovviamente questa è una resa inaccettabile irregolare”.

 

PORNOGRAFIA E BUSTAME

 

Le pubblicazioni per adulti sono diventate un problema per molti edicolanti che, non potendo più esporre giornali e videocassette per disposizioni di legge, o per scelta, preferiscono non ricevere più prodotti di questo tipo: che fare?

“Sinceramente, distribuiamo anche editori di prodotti per adulti, ma non ne esiste l’obbligo di messa in vendita; alcuni rivenditori ne hanno fatto un business, altri li rifiutano trovando equilibri in sede locale” spiega Adalberto Guardamani. “Peraltro questi prodotti, dopo il boom degli scorsi anni, hanno subito un significativo calo a causa del mutamento dei costumi. Per quanto concerne le contravvenzioni agli edicolanti non mi risulta che ne siano state comminate molte e, in quasi tutti i casi in cui sono stati sottoposti a giudizio, sono usciti assolti. Spesso gli editori hanno fornito loro anche l’assistenza legale benché non tutte le testate coinvolte fossero arrivate all’edicola tramite i canali ufficiali”.

Altro prodotto che indispettisce molto i rivenditori è il «bustame», vecchie pubblicazioni che unite insieme sono riproposte a prezzi promozionali, ma con codici a barre vecchi.

“Noi non lo distribuiamo, ma il problema è facilmente spiegabile. Non esiste una normativa che identifichi il cosiddetto «prodotto paraeditoriale». Tutti i prodotti che vanno in edicola devono possedere le caratteristiche previste dalla Legge sulla stampa: pertanto, una volta in possesso dei requisiti di legge, dichiarare che il tal prodotto è «paraeditoriale» diventa un arbitrio che non compete né ai rivenditori né ai distributori”.

 

DIVERSIFICAZIONE DEI PRODOTTI

contro la lenta emorragia di copie nella vendita dei giornali

 

Nel mondo editoriale che ha stravolto il proprio volto, tra prodotti complementari e gadget, anche l’A&G Marco ha dovuto adattarsi.

“In un mercato dove le copie vendute sono in lento ma inarrestabile decremento è necessario apportare nuove tipologie di prodotti per meglio utilizzare una rete da tutti giudicata preziosa. Per questo motivo, da qualche anno, commercializziamo con alterni risultati altri articoli in edicola. Attualmente vendiamo schede telefoniche Tim e Wind e, attraverso contratti diretti con gli edicolanti, gestiamo con TOTOBIT, le ricariche on-line per tutti i gestori della telefonia mobile” conclude il distributore nazionale milanese.

 

Enrico Venni