Essere
arrabbiati in due è più consolante che essere arrabbiati da soli.
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Due
quotidiani al prezzo di uno:
forse esiste
la possibilità di dare un segnale forte alla parte editoriale dimostrando che
non siamo
più
disponibili a masticare imposizioni come se fossero automaticamente dovute.
Ormai da
diverso tempo, con iniziative sparse un po’ in tutta Italia, gli Editori di
quotidiani promuovono operazioni che prevedono la vendita abbinata di due o più
quotidiani con il prezzo di vendita ridotto.
Nulla da
eccepire sulla legittimità dell’operazione, in quanto ogni editore è libero di
stabilire il prezzo di copertina del proprio prodotto e anche come presentare
al cliente l’intera operazione: molto da dire ci sarebbe, invece, sotto un
profilo prettamente commerciale.
Queste
operazioni di promozione, o di rilancio, le decide l’Editore e le canoniche
regole del mercato prevedono che i costi per tali iniziative siano sostenuti da
chi le promuove senza intaccare il reddito, come in questo caso, del
rivenditore.
Qualora si
avesse un po’ di sale in zucca, qualunque imprenditore, in presenza di tali
iniziative eviterebbe di urtare la propria rete di vendita, coinvolgendola
viceversa nel progetto se l’obbiettivo da raggiungere è un aumento delle
vendite.
Ma questo è
un discorso fra sordi che, necessariamente, andrà risolto con il prossimo
Accordo Nazionale.
Nel frattempo
gli Editori, oltre a diminuirci forzatamente gli utili sulle vendite per questo
tipo di iniziative, pretendono da noi un lavoro supplementare quale il compiegamento
tra due (o più) quotidiani, come se ciò rientrasse tra i doveri concordati
inerenti, invece, il compiegamento di inserti o di allegati.
Si mente
sapendo di mentire.
Comunque, per
gli Editori quando si vendono due quotidiani contemporaneamente, e gli stessi
vanno compiegati, automaticamente uno dei due diventa inserto dell’altro.
Per noi, al
contrario, rimangono due quotidiani ben distinti e separati e, siccome la rete
di vendita non ha nessun obbligo contrattuale di compiegare o abbinare dei quotidiani,
è evidente che questa non può e non deve aderire a tale imposizione se non in
presenza di un adeguato compenso considerando che queste operazioni prevedono,
generalmente, una riduzione del prezzo di copertina e… di utile.
Lo
SNAG-Confcommercio ha, da sempre, dato indicazioni alle proprie strutture
affinché la rete di vendita non provvedesse a questo tipo di abbinamento, così
come ha sempre comunicato agli Editori la propria posizione rendendosi
disponibile a trovare una soluzione che, con estrema chiarezza, vuole dire
compenso per una prestazione richiesta.
Quando ci
sono queste iniziative, imposte e non concordate, ci verrebbe voglia di dirvi
di non porre in vendita quel tipo di prodotto, ma se vi dicessimo così ci
arriverebbe, probabilmente, qualche denuncia.
Allora non vi
diamo nessuna indicazione in merito.
Però, se
questo tipo di prodotto non lo esponete nel solito posto, e lo posizionate in
un altro al fine di dare la giusta visibilità e rotazione a tutte le
pubblicazioni, nessuno potrà dirvi nulla, anche se quel qualcuno potrebbe
arrabbiarsi.
E, visto che
la rete di vendita è già sufficientemente arrabbiata, essere arrabbiati in due
è più consolante che essere arrabbiati da soli.
Quindi,
riassumendo: il prezzo di copertina lo decide l’Editore, la collocazione del
prodotto in edicola la decide il rivenditore, il compiegamento tra due
quotidiani nessuno ce lo può attualmente imporre; non vediamo, perciò, la
ragione per la quale a fronte di un minor guadagno si debba lavorare di più.
Se dopo aver letto
queste semplici riflessioni, avete deciso di:
· mettere in vendita singolarmente le testate al prezzo indicato sulla bolla di consegna (alcuni quotidiani, fatto € 0,90 il prezzo di vendita per due testate, vengono inviati evidenziando in bolla e 0,45 + 0,45, altri € 0,60 + 0,30, altri ancora € 0,50 + 0,40 e così via),
Siamo
coscienti che vi stiamo chiedendo un sacrificio e un impegno a fronte di nessun
immediato recupero ma, solo non subendo imposizioni oggi, si potrà pretendere
di concordare regole e normative per il futuro dando, contestualmente, un
segnale forte alla parte editoriale che non siamo più disponibili a masticare
imposizioni come se fossero automaticamente dovute.
Armando
Abbiati
Presidente
Nazionale SNAG-Confcommercio