LA PAROLA ALL'AVVOCATO            
A cura di Maurizio Corti

 

Può il Comune trasferire un chiosco d’ufficio?

 

 

Un rivenditore di Brescia fa presente che l’Amministrazione Comunale non intende rinnovare la concessione del suolo pubblico dove è collocato il chiosco e, senza alcuna apparente motivazione intende trasferire, d’ufficio, il punto vendita.

In ragione di ciò chiede alcuni chiarimenti in merito anche e soprattutto sul comportamento da tenere.

L’occupazione di suolo pubblico trae normalmente origine da un contratto, avente natura concessoria, posto in essere della Pubblica Amministrazione e all’interno del quale sono contenute le modalità di esecuzione nonché la durata.

Altra caratteristica di questi contratti-concessioni è la natura precaria dell’occupazione sia sotto il profilo oggettivo (essendo normalmente i chioschi appoggiati sul suolo pubblico) sia sotto il profilo della temporaneità dell’occupazione potendo, in qualsiasi momento, la Pubblica Amministrazione, procedere allo spostamento del chiosco.

Tuttavia lo spostamento di un chiosco non può essere effettuato senza che vi siano fondati motivi che devono essere addotti e precisati e che, normalmente, sono riconducibili a ragioni di pubblica utilità ovvero di cause di forza maggiore posto che il concessionario (in questo caso l’edicolante) ha comunque diritto a essere tutelato proprio in ragione del rapporto contrattuale in essere con la Pubblica Amministrazione.

Nell’ipotesi in cui la concessione d’occupazione del suolo pubblico fosse scaduta, anche l’eventuale diniego al rinnovo da parte della Amministrazione Comunale deve essere adeguatamente motivato e comunicato direttamente all’interessato il quale ha la possibilità di impugnare il diniego stesso ove le giustificazioni non siano condivise o idonee.

 

 

Solo quotidiani o anche periodici

 

Un edicolante in provincia di Roma chiede se sia legittimo che un punto vendita non esclusivo, attivato durante la “sperimentazione” e che nel corso della quale ha posto in vendita solo quotidiani, possa attualmente vendere anche i periodici.

La risposta è ovviamente negativa, nel senso che è la tipologia di vendita effettuata durante la sperimentazione (quotidiani o periodici o entrambi) che dà luogo al rilascio di diritto da parte dei Comuni delle relative autorizzazioni alla vendita. Pertanto l’esercizio commerciale che ha posto in vendita durante la sperimentazione solo quotidiani avrà diritto a vendere, previa specifica autorizzazione, solo i quotidiani.