C´è un vampiro tra i giornali

 

 

L’alto costo delle testate cui sono allegati CD, VHS, libri, enciclopedie e molto altro ancora,

dissangua settimana dopo settimana la nostra liquidità.

E se, oltre un certo prezzo di copertina, le pubblicazioni fossero consegnate in conto deposito?

 

 

A trainare le vendite dei giornali sono, ormai da tempo i gadget, che hanno stravolto i gusti d’acquisto del cliente facendo la fortuna degli editori costringendo, però, gli edicolanti ad anticipare denaro ai distributori. Denaro che non potrà essere recuperato neppure la settimana seguente in caso di mancata vendita. Perché?

Risposta facile: perché saranno sommersi dalla nuova ondata di giornali gadgettati trovandosi, così, di fronte a problemi di liquidità.

Gli allegati, spesso, hanno un valore economico decisamente elevato. Qualche esempio?

e via di questo passo.

C´è un vampiro tra i giornaliBasta fare una semplice moltiplicazione, per rendersi conto di quali cifre debbano essere anticipate perché, se anche le vendite di questi prodotti vanno bene, non è che si faccia l’esaurito ogni volta, anzi.

Arrivati a questo punto, con il radicale cambiamento dell’offerta editoriale forse è il caso di prendere al più presto seri ed efficaci provvedimenti.

Rivedendo l’Accordo Nazionale si potrebbe decidere, per esempio, che oltre a un certo prezzo di copertina le testate debbano essere consegnate in conto deposito.

Non dimentichiamoci, infatti che il lavoro del giornalaio è regolato da un Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici, risalente ormai al 1994, stipulato tra le OO.SS. dei giornalai e la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), in seguito esteso anche alle testate iscritte all’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI), e a quelle distribuite dai Distributori Nazionali, e disciplinato dal Decreto Legislativo 24 aprile 2001, n. 170, che all’art. 4 dice che: ”nella vendita di quotidiani e periodici i punti vendita - omissis - assicurano parità di trattamento alle diverse testate”.

Per avere una definizione di cosa sia un giornale o un periodico, occorre, invece risalire alla legge 8 febbraio 1948, n. 47 - Disposizioni sulla stampa. Tale legge dice che “sono considerate stampe o stampati, tutte le riproduzioni tipografiche o comunque ottenute con mezzi meccanici o fisico-chimici, in qualsiasi modo destinate alla pubblicazione”, e mette in evidenza che “nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi”.

La stessa legge, identifica la stampa periodica, mettendo in evidenza che l’elemento primordiale e indefettibile della periodicità è la reiterazione delle pubblicazioni secondo un ordine cronologico prestabilito.

Il giornale quotidiano, è l’espressione più importante e tipica della stampa periodica, ed è quello edito con intervalli di 24 ore, gli altri periodici, pur avendo in comune con il quotidiano la funzione informativa e il carattere di attualità, si distinguono per la maggior specificità in un determinato settore di attività, interessante una, a volte più limitata, cerchia di lettori e sono caratterizzati dalla varietà e attualità della materia, la cui trattazione continuamente si rinnova, sì che la loro funzione non è suscettiva di esaurirsi entro limiti preventivamente definibili, e da qui la reiterata periodicità (settimanale, quindicinale, mensile, ecc.)

Questa lunga premessa, era necessaria, per identificare, il rapporto che noi abbiamo autorizzazione a trattare (giornali quotidiani e periodici) e una delle regole a cui dobbiamo attenerci (parità di trattamento alle diverse testate); allo stesso modo non è necessario ricordare che l’art. 7 (impegni delle rivendite) dell’Accordo Nazionale sulla vendita dei giornali quotidiani e periodici dice: “Le rivendite si impegnano a ricevere, per la messa in vendita, tutte le pubblicazioni quotidiane e periodiche fornite - omissis - con la tempestività, la continuità e l’impegno professionale adeguati per favorire lo sviluppo della loro diffusione, garantendo a ciascuna delle pubblicazioni parità di trattamento”.

Sempre più spesso, però, giungono in edicola singole testate periodiche, appartenenti ai generi più variegati che, con una specie di moltiplicazione dei pani e dei pesci, assumono le sembianze di PERIODICO NUDO (come mamma..., pardon, come l’editore l’ha fatto), PERIODICO CON ALLEGATO VHS, PERIODICO CON ALLEGATO DVD, PERIODICO CON ALLEGATO CD-ROM, PERIODICO CON ALLEGATO LIBRO FOTOGRAFICO, ecc ecc. Praticamente, si tratta di una tentata vendita di prodotti collaterali (a cui è allegato un periodico), scelti dall’editore, ma pagati da tutti i rivenditori; in poche parole, la rete di vendita italiana sta finanziando le azioni “promozionali” delle case editrici, azioni che non sempre danno i risultati sperati.

Poiché l’Italia è stretta e lunga, con una popolazione che ha usi, costumi, culture, anche molto diverse tra loro, non è detto che il “gadget” che a Palermo va a ruba, incontri i favori dei lettori torinesi e viceversa.

A ciò dobbiamo aggiungere che troppe volte i distributori locali pensano solo a distribuire tutto il prodotto, senza tener assolutamente conto di dati e stime di vendita di ogni singola rivendita, monetizzando così immediatamente il distribuito.

Il giornalaio, ultimo anello della catena, colui che meglio conosce il mercato, l’unico che ha veramente interesse a VENDERE, non a DIFFONDERE, perché di vendite ci campa, subisce quanto viene deciso sulla sua testa, e troppe volte si trova l’edicola intasata di diverse versioni di un prodotto che risultano di difficile o scarsa commercializzazione e quindi contribuiscono a creare sofferenze (magazzino pieno e cassetto vuoto).

Come porre rimedio a ciò: ricordate la premessa sopra riportata? Se no, rileggetela, perché da nessuna parte è detto che i giornalai sono obbligati ad avere e porre in vendita una testata con diversi gadget allegati; ne consegue, che l’obbligo di ricevere per la messa in vendita si riferisce al giornale quotidiano o periodico regolarmente registrato, nudo e crudo, e non alle varie versioni uguali con allegati ammenicoli vari, le quali, se non desiderate, possono e devono essere rese anche immediatamente. Per essere chiari, prendendo visione del box in alto, vi è l’obbligo di porre in vendita il primo tipo di ogni periodico indicato, o almeno uno di questi, tutti gli altri si possono rendere immediatamente, per evitare quella cannibalizzazione di liquidità che, sempre più spesso anche in presenza di un aumento di fatturato, caratterizza la nostra attività, non consentendoci un controllo finanziario sulla stessa, cosa che un piccolo impreditore come il giornalaio non può permettersi.

Carlo Leopardo