È il mancato rispetto dell’Accordo Nazionale la motivazione addotta nella sentenza sfavorevole ad Antonietta Galgano, titolare di un bar a Campomaggiore (Potenza), a cui, da oltre un anno, sono state sospese le forniture.
Il tribunale di
Potenza ha respinto la richiesta di riattivazione della rivendita di Antonietta
Galgano, situata in corso Garibaldi a Campomaggiore (Potenza) (vedi Azienda
Edicola n. 6/2003 pag. 54) che, dal 14 febbraio 2003, non riceve più giornali
dalle MESSAGGERIE LUCANE (distributore locale).
Della vicenda ci
siamo occupati ampiamente, ma ciò che dà una svolta alla situazione è la
sentenza emessa il 28 gennaio scorso (notificata in data 4 febbraio) nella
quale sono state integralmente rigettate le rivendicazioni della signora
Galgano, giudicate prive di qualsiasi fondamento. Dai verbali della sentenza,
che respinge la procedura esecutiva d’urgenza (art.700), si legge, infatti, che
Antonietta Galgano è risultata inadempiente per la chiusura settimanale
dell’edicola non prevista dall’Accordo Nazionale ribaltando di fatto la stessa
posizione della signora Galgano.
Due sono stati
gli elementi fondamentali che hanno portato al giudizio negativo nei confronti
dell'edicolante lucana:
1) Tra i testimoni
sentiti nel processo anche l’autotrasportatore Michele Santangelo che,
per conto dell’agenzia di distribuzione effettuava le consegne all’edicolante
di Campomaggiore: “….il giovedì l’esercizio della Galgano è stato sempre chiuso
e quando io arrivavo verso le ore 7, il marito della Galgano riceveva i
giornali, li depositava all’interno dell’esercizio che era subito richiuso”.
2) Nel
dibattimento l’avvocato Fogliano, legale del distributore, ha anche
sottolineato come: “.. il pacco dei giornali il giovedì veniva restituito
integro, senza aver venduto alcun quotidiano e, essendo il ricavato delle
vendite dei giornali assolutamente minimo, nessun danno grave e irreparabile è
stato subito dalla ricorrente (Galgano - ndr)”. Tesi che hanno portato al giudizio
negativo nei confronti dell’edicolante lucana.
Proprio Teodoro
Costa, titolare delle MESSAGGERIE LUCANE, espone la sua versione dei fatti che
è stata accolta dal tribunale di Potenza: “All’origine di questa vicenda c’è il
mancato rispetto dell’Accordo Nazionale da parte della signora Galgano e non
tanto i 16,95 euro non pagati, sui quali si è costruita una polemica inutile -
spiega - la titolare ha un bar, l’unico posto in paese dove fino a qualche mese
fa si vendevano quotidiani e periodici, ma sicuramente quest’attività era
secondaria rispetto a quella dell’esercizio commerciale. Per una contestazione
su una resa, riguardante il giovedì, siamo venuti a conoscenza dalla stessa
signora Galgano che in quel giorno della settimana la sua attività osservava la
chiusura prevista per il bar. Quindi il giovedì i pacchi di giornali che
consegnavamo ci venivano restituiti integralmente ancora celofanati, perché il
servizio al pubblico da parte della rivenditrice di Campomaggiore non veniva
effettuato. Dietro nostra sollecitazione ad adeguarsi alle regole dell’Accordo
Nazionale, garantendo la vendita di giornali in paese anche di giovedì, pena
denuncia all’organo monocratico - dichiara il distributore lucano - la signora
Galgano ha continuato a osservare la chiusura del bar. Da qui è nata tutta la
vicenda giudiziaria fino alla sentenza del 28 gennaio del tribunale di
Potenza”.
Teodoro Costa si
dice, da sempre, aperto a una soluzione bonaria della vicenda precisando, tra
l’altro, anche una sua idea avuta per risolvere tale problematica “…quella di
creare un punto alternativo, nel giorno del giovedì...” soluzione che sarebbe
stata più logica e realistica in quanto già realizzata a Savoia di Lucania,
altro paese della Basilicata.
Il
vicepresidente dello SNAG Nazionale Renato Russo evidenzia come, spesso,
sia problematico gestire le divergenze che nascono tra una rivendita e un
distributore locale “...Sì è molto difficile in quanto esistono due versioni
dei fatti molto diverse tra di loro e cariche di responsabilità per tutti
coloro che le hanno affrontate. Mi spiace evidenziare questo passaggio, ma
quello che è successo, di fatto, ha portato alla chiusura di una rivendita.
Sono convinto che se ci fosse stata una maggiore capacità di comunicazione tra
le parti, con un po’ di buon senso e con gli strumenti oggi esistenti a livello
nazionale (vedi Organo monocratico), tutto ciò non si sarebbe verificato, ed è
per questo che, nella speranza che non tutto sia perduto e che si possa dare un
segnale diverso a tutti, si possa a breve, ricreare quel rapporto costruttivo e
naturale che dovrebbe esserci in ogni piazza d’Italia”.
Gli edicolanti
lucani si sono riuniti per discutere dei loro problemi alla presenza dei
vertici nazionali dello SNAG-Confcommercio.Dopo Potenza l’obiettivo è di aprire
un nuovo sindacato locale anche a Matera.
Si è tenuta
domenica 29 febbraio all’Hotel Giubileo di Riffredo (Potenza) la prima
assemblea regionale dello SNAG-Confcommercio della Basilicata.
L’incontro ha
registrato una numerosa partecipazione degli edicolanti delle province di
Potenza e Matera che hanno risposto all’appuntamento indetto dal direttivo
regionale della Basilicata e della provincia di Potenza, coordinati da Ermanno
Cuomo e da Franco Marino rispettivamente presidente e vicepresidente
dell’organizzazione sindacale.
A testimonianza
del sostegno che arriva agli edicolanti lucani dallo SNAG Nazionale vi è stata
la presenza dei vertici capitanati dal presidente Armando Abbiati, dal
vicepresidente nazionale Renato Russo e dal membro di giunta Rosario
Puma.
Dalle regioni
del Centro-Sud si sono ritrovati in Basilicata anche rappresentanti degli SNAG
provinciali e regionali: Giuseppe Gallotta, Luigi Cassini, Aurelio Carchio e
Antonio Riccio per la Campania, Mario Lorenzo per la Calabria, Tullio
Mura per la Sardegna e Antonino Lincesso per la Puglia.
I convenuti
hanno poi discusso della delibera regionale riguardante gli indirizzi che
disciplineranno le attività degli edicolanti e del fatto che, attualmente, sono
inesistenti i parametri relativi ai piani di vendita per ogni singola edicola
(con il risultato che le giacenze e i conseguenti estratti conto risultano
pesanti).
Si è discusso
anche della valorizzazione degli spazi pubblicitari offerti da ogni singola
edicola nonché della necessità di verificare il riscontro o meno del pagamento,
da parte degli editori, che negli anni hanno occupato e “occupano” le
sovraedicole e le tende con le proprie insegne.
Altro passaggio
importante, proprio per dare un segnale diverso a tutti, è stata l’investitura
di Franco Marino quale responsabile dei rapporti con i distributori
per risolvere bonariamente le vertenze in essere con gli edicolanti ed è
stato pianificato anche un calendario di incontri settimanali con i fornitori
di giornali per seguire da vicino le diverse problematiche. Per offrire un
servizio competente e gratuito agli iscritti allo SNAG è stata, infine,
stipulata una convenzione con lo studio legale Felice Rapolla di
Potenza.
Con la
collaborazione dei componenti dello SNAG Nazionale si lavorerà per creare un
nuovo sindacato locale a Matera da affiancare a quello di Potenza.
Dal 25 al 28
marzo, quattro giorni, di lavoro a Montesilvano per i delegati del SINAGI che,
al termine del loro VIII Congresso Nazionale, hanno riconfermato Ermanno
Anselmi nel ruolo di segretario generale.
Nel documento
conclusivo è stato ribadito il ruolo dell’edicola quale garante del pluralismo
dell’informazione a mezzo stampa auspicando che venga fatta pressione alle
Regioni affinché emanino le leggi previste dal decreto legislativo 170/2001.
Quattro i punti
ritenuti fondamentali dal Congresso SINAGI:
- Defiscalizzazione
- Trasparenza
- Contratto
estimatorio
- Coinvolgimento
del distributore locale, qualificandone ruolo e funzione.
Dopo l’arresto,
per volontà degli editori, delle trattative per il rinnovo dell’Accordo
Nazionale il Congresso ha chiesto al nuovo gruppo dirigente nazionale di
promuovere, nei tempi più rapidi, una giornata di mobilitazione generale,
cercando l’intesa più ampia possibile con le altre organizzazioni di categoria.
Inoltre,
affinché la figura del rivenditore diventi, a pieno titolo e con pari dignità,
parte integrante della filiera del comparto editoriale, il Congresso SINAGI ha
richiesto l’organizzazione, entro la fine del 2004, di una conferenza di
settore per arrivare a un progetto comune per lo sviluppo del mercato.
È quello che è accaduto a Lucca, dove gli
edicolanti toscani hanno iniziato a lavorare da gennaio con una nuova agenzia.
L’impatto lavorativo non è stato dei migliori.
“Il precedente
fornitore serviva Pontedera e Lucca - spiega Lucio Toffetti, presidente
provinciale dello SNAG di Lucca - con il nuovo anno la nostra piazza è stata
lasciata alla MARTINI DUMAS, agenzia che già opera su molte città della
Toscana, a Pistoia, Montecatini, Massa Carrara, Viareggio e, quindi, con una grande
esperienza distributiva. Nonostante le buone intenzioni che il nuovo fornitore
ha manifestato in una “convention” in cui si è presentato agli edicolanti della
nostra città, le cose non sono andate lisce”.
Il problema più
grande è, ovviamente, di natura economica: “Continuano a verificarsi cospicue
differenze tra le rese effettuate e quelle accreditate - spiega Toffetti -
dovute, prevalentemente, a disfunzioni nel controllo delle rese. Per questo,
con una circolare del 10 marzo scorso, come SNAG provinciale, abbiamo invitato
i nostri associati a sospendere l’apposizione dei bollini col codice a barre
sulle rese, in quanto tale operazione, non prevista da alcun accordo,
costituisce attualmente solo una perdita di tempo dal momento che, come
dimostrano i fatti, non garantisce accrediti esatti. Già in passato il
precedente distributore ci aveva richiesto questa pratica che, tuttavia si era
persa... per strada. Noi siamo disponibili, ma riprenderemo questa bollinatura
quando l’agenzia di distribuzione avrà eliminato le anomalie del controllo
rese.
Da
gennaio, gli edicolanti sono forniti dall’agenzia Martini Dumas,
che
già serve altre città toscane.
Buona
partenza... ma poi si sono verificati problemi operativi
e
contestazioni sugli accrediti.
Fino a quel
momento, pagheremo gli estratti conto detraendo quanto erroneamente non
accreditato dall’agenzia. Gli errori costringono gli edicolanti della nostra
provincia a recarsi di persona a chiarire la propria posizione nella sede di
Lucca del distributore: chi viene dalla Garfagnana deve percorrere sessanta
chilometri per contestare errori di dieci, quindici euro perdendo mezza
giornata di lavoro”.
Gli edicolanti
di Lucca chiedono anche la stampa giornaliera dello sviluppo delle rese: “Il
distributore ci invia uno sviluppo settimanale e per noi è difficile, oltre che
laborioso in termini di tempo, spuntare giorno per giorno gli errori per
risalire, poi, al totale su sette giorni - sottolinea Lucio Toffetti - più di
una volta abbiamo richiesto alla Martini Dumas una stampa quotidiana delle
rese”.
Lo SNAG
provinciale di Lucca ha quindi proposto al distributore alcune modifiche per le
bolle di consegna e resa: “Sarebbe utile introdurre dei codici di settore per
ogni pubblicazione che ci aiuterebbero a controllare la gestione delle rese -
dice il presidente dello SNAG di Lucca - la cosa, peraltro veniva già fatta in
passato. Sarebbe anche molto utile indicare i sottotitoli delle testate, così
come segnare in bolla anche il prezzo lordo e non solo quello netto”.
Al centro della
discussione anche la fornitura di “speciali” o allegati abbinati a testate
uscite nei mesi precedenti e riproposti, successivamente, da soli o con formule
che creano problemi con i clienti.
“È capitato, per
esempio, che certi allegati siano ridistribuiti agli edicolanti con una nuova
copertina, ma con un contenuto integralmente identico a quello del prodotto
editoriale venduto in precedenza - spiega Lucio Toffetti - Il cliente acquista,
poi quando sfoglia la rivista ritorna da noi pretendendo la restituzione dei
soldi pagati. Pubblicazioni come queste, o portano chiaramente una dicitura che
le faccia risalire a uscite precedenti in allegato a un periodico anche di
qualche mese prima, così che il cliente sappia esattamente cosa acquista, o
dovranno essere subito richiamate in resa per evitare contestazioni
successive”.
Alle
critiche dello SNAG di Lucca, il nuovo distributore locale della città toscana
replica puntualizzando, punto per punto, i motivi di conflitto con gli
edicolanti.
Chiamata in causa dalle
rimostranze dello SNAG provinciale di Lucca, la MARTINI DUMAS, che da gennaio
rifornisce gli edicolanti del centro toscano, ha voluto rispondere alle
critiche.
“La filosofia della nostra
azienda è quella di risolvere i problemi, senza creare inutili “polveroni” e,
dunque, rispettando il lavoro e la professionalità di tutti gli operatori del
settore - dicono - e in questo caso vogliamo dare una spiegazione circa il
presunto “malfunzionamento” della gestione rese mediante applicazione di codice
a barre (per semplicità bollini). In seguito al subentro della nostra azienda
sulla piazza di Lucca abbiamo ampiamente illustrato a tutte le rivendite le
modalità operative del nostro sistema di lavoro che, per alcuni aspetti - tra
cui proprio la gestione delle rese - si discosta totalmente da quello adottato
in precedenza. Al fine di rendere maggiormente chiaro il nostro “messaggio”
abbiamo anche inviato, e consegnato, a tutte le rivendite un vero e proprio
manuale per illustrare nello specifico e in maniera tecnica tutte le novità,
tra l’altro concordate con gli edicolanti negli incontri precedenti. Inutile
sottolineare come, pur con tutti i buoni propositi, il subentro in una realtà
abituata a diverse metodologie di lavoro abbia determinato alcune piccole
problematiche tra cui quella lamentata dallo SNAG di Lucca”.
La Martini Dumas entra poi
nel merito dei problemi distributivi: “La maggior parte delle rivendite
continua a gestire la resa fuori bolla, allegando alla bolla inviata dalla
nostra azienda - contenente i dati effettivi del prodotto invenduto - un
prospetto in cui i rivenditori elencano, in maniera del tutto arbitraria, i
prodotti che a loro giudizio sono forniti in eccedenza rispetto al fabbisogno.
Si crea così un equivoco di fondo: un conto sono i prodotti invenduti che, resi
giornalmente e inseriti nella bolla, vengono regolarmente accreditati negli
estratti conto editoriali, un conto sono, invece, i prospetti allegati alla
bolla in cui sono riportati quelli considerati, a insindacabile giudizio dei
rivenditori, merce in eccedenza o non vendibile. L’equivoco riguarda, dunque,
la natura del prodotto; la nostra azienda accetta e accredita le rese inserite
in bolla in quanto merce effettivamente invenduta, non accetta i rendiconti
degli allegati in quanto si tratta di prodotti considerati unilateralmente e
arbitrariamente in eccedenza dal rivenditore”.
Il distributore sottolinea,
ancora, come alcuni edicolanti inviino la resa non rispettando i tempi di
consegna giornaliera: “In questo caso la nostra agenzia dovrebbe respingere
definitivamente la resa in questione mentre, nella maggior parte dei casi, la
stessa viene accreditata con la bolla successiva alla data in cui è avvenuta la
consegna. Inutile ricordare come la tardiva consegna della resa crei, alla
nostra organizzazione, notevoli disagi e maggiori costi di lavorazione. Ci
sembra dunque di poter sostenere che la tecnica dei bollini, laddove vi sia il
rispetto delle metodologie da noi indicate - peraltro “ereditate” dai rapporti
in vigore con gli editori - non sia deficitaria, ma abbia soltanto bisogno di
un tempo tecnico più lungo per essere “assorbita” dagli operatori. Infine
vorremmo augurarci che l’espressione “distribuzioni più scorrette” apparsa
nell’articolo a pagina 26 di Azienda Edicola n. 1/2004 non sia a noi rivolto,
dal momento che - lo ribadiamo - ci siamo sempre attivati per far sì che la
merce legittimamente da noi non accettata sia prontamente restituita alle
rivendite”.
Lo
SNAG di Montecatini ha cambiato indirizzo
Dalla
sede dell’ASCOM in via Ugo Foscolo, ora SNAG MONTECATINI-VALDINIEVOLE è qui:
Via P.Savi, 3 – 51016 Montecatini Terme (PT) tel/fax 0572.78795.
Il
nuovo regolamento del Comune di Napoli, che prevede una tassa per l’occupazione
del suolo pubblico, ha messo in preallarme gli edicolanti campani.
Rassicurazioni
sono arrivate dagli amministratori, mentre rimane aperta la “battaglia” per la
sanatoria per le edicole non regolari dopo l’entrata in vigore, nel 1994, del
nuovo codice della strada.
Gli edicolanti
napoletani si sono allarmati, nelle scorse settimane, per la notizia
dell’entrata in vigore del nuovo regolamento COSAP del capoluogo campano, la
tassa per l’occupazione del suolo pubblico.
Secondo quanto
adottato dal Comune di Napoli, dal 2005, tutti i commercianti dovranno
rinnovare di anno in anno il titolo per l’occupazione del suolo pubblico,
fornendo una documentazione completa. Un problema serio per una categoria come
quella degli edicolanti che, fino a oggi, beneficia di un’autorizzazione almeno
ventennale proprio per i problemi logistici rappresentati dai chioschi di
vendita.
Le
Organizzazioni Sindacali sono immediatamente scese in campo sottolineando la
gravità di questo provvedimento in quanto i giornalai non possono essere
considerati alla stessa stregua di altri commercianti.
“Abbiamo avuto
rassicurazioni in un incontro con l’Assessore al Commercio del Comune di
Napoli, Raffaele Tecce - spiega Vincenzo Frontoso, presidente
dello SNAG provinciale di Napoli - la nostra attività non può essere certamente
paragonata a quella di un bar. Ogni anno si possono rivedere le tasse e le
metrature di occupazione del suolo pubblico, per un commerciante che può
spostare di un metro o due i tavolini, ma noi non possiamo fare altrettanto con
i chioschi. L’allarme è quindi rientrato con la conferma del diritto, per gli
edicolanti, ad autorizzazioni ventennali”.
Con
l’amministrazione di Napoli rimane invece aperto un altro problema: “Quello
delle pratiche di sanatoria per le volture e per i nuovi metraggi per
l’occupazione del suolo pubblico, conseguentemente all’entrata in vigore, nel
1994 del nuovo codice della strada” sottolinea Vincenzo Frontoso. “A oggi,
questo problema non ha trovato ancora alcuna soluzione”.
In Campania non
sono stati ancora emanati né la legge regionale né il piano che, secondo quanto
demandato da quella nazionale 170/2001, esprima gli indirizzi per i Comuni per
la sistemazione programmatica della rete di vendita.
“La situazione
attuale è di edicole che, localizzate in alcune zone particolari non rispettano
le normative del nuovo codice della strada, anche se sono in possesso di
autorizzazione pluriennale precedente al 1994 per esercitare la loro attività -
spiega ancora il presidente dello SNAG provinciale di Napoli - per loro, in
vicoli e con spazi insufficienti, visto il raddoppiarsi dei giornali da
vendere, sembra impossibile trovare soluzioni alternative. Quello che
attendiamo dal Comune è che vengano legalizzate queste vecchie edicole, oggi
irregolari, per garantire la loro presenza sul suolo cittadino, in attesa di
eventuali soluzioni alternative che prevedano ampliamenti di metrature”.
Il
comune emiliano ha prima avvertito e poi sanzionato gli edicolanti che
riempivano muri e alberi di pubblicità editoriale.
Multe agli
edicolanti che espongono locandine su marciapiedi, muri e a volte anche sulle
piante. Questo quanto sanzionato dalla polizia municipale di Parma in esecuzione
di un provvedimento comunale a difesa dell’immagine e del decoro della città. A
spiegarlo è stato l’assessore alle attività produttive Paola Colla che,
sulla GAZZETTA DI PARMA del 30 gennaio scorso ha dichiarato: “Con la scusa che
sono obbligati a esporre tutto il materiale pubblicitario che ricevono, i
rivenditori creano visivamente un impatto di disordine. La mia richiesta è
stata di invitare a ritirare la pubblicità eccessiva e a disporla meglio. Non
sui muri delle case, non sui monumenti.”
La risposta
dell’assessore parmense alle proteste degli edicolanti che hanno accusato
l’amministrazione guidata dal sindaco Elvio Ubaldi è stata chiara:
“Inizialmente il nostro è un invito, se poi la maleducazione dovesse prevalere,
ci inventeremo qualcosa di più “cruento”.
A distanza di un
paio di mesi che cosa è successo a Parma?
“Per quanto ne
sappiamo, quattro edicolanti sono stati multati di 360 euro” risponde Daniele
Rossi segretario dello SNAG di Parma.
Quale il
pensiero del Sindacato?
“Come SNAG-Confcommercio
abbiamo invitato il distributore locale Menta a non esagerare nella
consegna di locandine, ma a effettuare fornire materiale pubblicitario in base
alle copie consegnate della testata pubblicizzata - spiega Daniele Rossi - la
nostra richiesta è stata inviata come circolare a tutti gli associati. Crediamo
che sia giusto salvaguardare l’aspetto della nostra bella città, così come sia
giusto non accettare tantissime locandine se non abbiamo spazio per esporle”.
Rapporti
con i distributori e rispetto delle regole sono tra i problemi più urgenti
della categoria,
nella
provincia piemontese.
Rinnovato il
consiglio direttivo dello SNAG-Confcommercio di Biella che ha in Giuseppe
Santomauro il nuovo presidente. Un
edicolante fresco d’esperienza diretta, ma pieno di volontà ed entusiasmo nel
difendere gli interessi della categoria.
“È un anno e
mezzo che ho intrapreso questa professione, prima ero operaio - spiega il neo
presidente - e ho accettato volentieri questo nuovo incarico per seguire in
prima persona i problemi degli edicolanti biellesi. Quali? I soliti,
soprattutto con i distributori vogliamo avere un rapporto migliore. Con uno dei
fornitori della nostra zona si devono risolvere questioni economiche che non
rispettano l’Accordo Nazionale vigente, in particolare in tema di fideiussioni.
Proprio
controllando le regole presenti nel MANUALE, allegato allo scorso numero di
Azienda Edicola, si riscontra che gli stessi distributori debbono darsi una
ripassata alle norme contrattuali vigenti. In concreto, per esempio, continuano
a esserci lamentele per le quantità dei rifornimenti: spesso chi consegna i
giornali non considera le varianti nelle vendite: se il distributore mi dà 20
copie di un settimanale e ne vendo 15, la settimana seguente me ne consegna
solo quindici, mentre capita che i clienti, poi, me ne richiedano di più.
Scelte troppo matematiche…
Ci siamo
insediati come nuovo consiglio in queste settimane e abbiamo già preso contatti
con i nostri distributori per cercare di trovare le soluzioni ai problemi che
viviamo quotidianamente e speriamo di risolverli”.
Anche Biella è
una piazza che vive l’esperienza della concorrenza: “Ci sono i grandi centri
commerciali che attuano delle politiche discutibili - commenta Santomauro -
Prima affittano spazi all’interno della struttura per ospitare un’edicola e,
successivamente, propongono la vendita di giornali anche all’interno del grande
supermercato a pochi metri di distanza. La loro potenza commerciale glielo
consente e la categoria, purtroppo, ne paga le conseguenze”.
Il nuovo
consiglio direttivo dello SNAG-Confcommercio di Biella è così composto:
Presidente: Giuseppe Santomauro
- via Milano 174
- Vigliano Biellese
Vicepresidente: Massimo Sergi
- via Lamarmora,
30 - Biella
Tesoriere: Massimo Catozzi
- via
Garibaldi,19 - Crevacuore
Consiglieri:
Arnaldo Boem -
via Ivrea, 113 - Biella
Giuseppe Onnis -
Piazza Garibaldi, 27 – Ponderano
Secondo
successo sindacale per lo SNAG provinciale di Ragusa che ha ottenuto la revoca
di una licenza stagionale.
Il 3 marzo
scorso, l’Assessorato alla Cooperazione Commercio Artigianato e Pesca della
Regione Sicilia (nota n.1581) ha risposto negativamente al quesito del Comune
di Modica sulla legittimità dell’autorizzazione stagionale, rilasciata il 29
maggio 2003, per la vendita di giornali e riviste alla ditta Gorini Stefania
in via Gianforma P.M. n.102, Frigintini-Modica.
Il comune
siciliano si è rivolto alla Regione dopo l’intervento di Rosario Puma,
presidente SNAG provinciale di Ragusa, che il 31 luglio 2003 aveva richiesto la
revoca della licenza stagionale al punto vendita in questione.
Il dirigente del
Settore Commercio del comune di Modica - come sottolineato dallo SNAG di Ragusa
- nell’ambito della sua scelta aveva tenuto conto della disponibilità numerica
esistente, prevista dal vecchio piano di localizzazione dei punti ottimali di
vendita di giornali, quotidiani e periodici in vigore dal 3 luglio 1993.
Provvedimento
sorpassato, come ha evidenziato l’Assessorato Regionale al Commercio,
dall’introduzione del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 170 che ha portato
la Regione Sicilia a emanare, il 13 novembre 2002, le Nuove direttive per la
predisposizione dei piani comunali di localizzazione dei punti ottimali di
vendita di giornali quotidiani e periodici.
A più di un anno
dalla pubblicazione del decreto regionale, il comune di Modica non si è ancora
dotato di un piano di localizzazione e, quindi, non può rilasciare
autorizzazioni, neppure a carattere stagionale, in quanto la Regione Sicilia ha
previsto che le modalità e i criteri per ottenere l’autorizzazione debbano
essere indicati nel piano stesso.
Un’analoga
autorizzazione era stata data anche dal comune di Vittoria, sempre in provincia
di Ragusa, ma, con l’intervento dello SNAG locale, l’Assessorato regionale al
Commercio ne aveva dichiarato l’illegittimità.
“Precedenti
importanti che noi abbiamo inviato per conoscenza anche ad altri comuni della
nostra zona” spiega Rosario Puma. “Il nostro impegno è difendere la categoria
nel rispetto delle leggi. Avendo partecipato, insieme alle altre parti, alle
riunioni per arrivare all’emanazione del decreto 2002, sappiamo come la Regione
Sicilia si sia impegnata sui parametri, per esempio distanza di almeno 350
metri tra un punto vendita esistente e uno nuovo, e sulla fase interlocutoria
come quella di questi ultimi casi. E dietro alle nostre segnalazioni,
l’Assessorato regionale al Commercio è prontamente intervenuto per
delegittimare autorizzazioni in Comuni che non potevano rilasciarne non avendo
ancora i propri piani di localizzazione dei punti vendita. Nessuna ostruzione
da parte nostra, ma semplicemente il rispetto delle regole: quando ci saranno
piani comunali, che rispettano i parametri regionali, si potranno assegnare
nuove licenze dove ce ne sia l’esigenza in funzione del bacino d’utenza”.
È in
corso un monitoraggio a Como, Lecco e Sondrio i cui risultati dovranno essere
affrontati
in
sede di trattativa con gli editori nell’ambito del rinnovo dell’Accordo
Nazionale.
Lo SNAG
provinciale di Como, Lecco e Sondrio da diverse settimane sta monitorando la
rete di vendita esclusiva in merito a due tematiche che generano parecchi
contenziosi tra i distributori locali e i rivenditori: il conto deposito e la
defiscalizzazione del prezzo di copertina nelle sue varie percentuali.
“Il conto
deposito, previsto da un accordo a latere dell’Accordo Nazionale del 1994,
aveva un significato molto chiaro - dichiara Giuseppe Ripamonti,
presidente dello SNAG provinciale di Como, Lecco e Sondrio, - aiutare in modo
concreto i rivenditori ad avere minore esposizione di capitale, ed era
certamente indirizzato a vere e proprie pubblicazioni periodiche.
In base ai dati
raccolti nella nostra zona, stiamo rilevando che tale filosofia è stata
completamente travisata: attraverso questa formula si "scarica" in
edicola, per la maggior parte vera e propria carta da macero, trasformando i
nostri punti vendita in piccoli magazzini di periodici invendibili e che
occupano uno spazio significativo. C’è stato fatto notare che parecchie testate
sono stoccate in garage dai rivenditori o addirittura nei portabagagli delle
loro auto”.
Una situazione
che crea anche problemi contabili di gestione: “Al momento della fatturazione
da parte dei distributori locali, dopo 70-90 giorni - spiega il presidente
dello SNAG di Como, Lecco e Sondrio - per il rivenditore diventa veramente
un’impresa rintracciare tali pubblicazioni con il risultato che, alla fine, c’è
pure la beffa delle "dimenticanze" che rimangono indebitamente a
carico dell’edicolante. Questa è una situazione che riteniamo non più
proponibile - dichiara con fermezza Giuseppe Ripamonti - chiediamo, perciò, che
sia rivista nella Commissione ex art.5, dal momento che questo è reso possibile
dal verbale d’accordo a suo tempo sottoscritto con la FIEG”.
Altro problema
evidenziato dal monitoraggio dello SNAG comasco è quello del prezzo
defiscalizzato: “Ogni amministrazione editoriale lo interpreta a suo modo, il
rivenditore si trova così davanti a un vero enigma difficilmente controllabile
- spiega Ripamonti - Gli edicolanti che hanno aderito al nostro sondaggio ci
hanno chiesto ripetutamente l’abolizione di questo balzello”.
Dallo SNAG di
Como, Lecco e Sondrio, il presidente conclude con un auspicio: “Speriamo che
queste nostre osservazioni siano recepite dai responsabili nazionali impegnati
nel rinnovo dell’Accordo Nazionale”.
L’ESPERTO
RISPONDE
Basta con i
giornali
Pornografici
A cura di Carlo
Leopardo
Sono un giovane
che aiuta il padre giornalaio nella sua edicola. Leggo con attenzione la vostra
rivista dove trovo molte risposte ai problemi dei giornalai. Ci rivolgiamo a voi
per un problema che non riusciamo a risolvere. Si tratta di questo: mio padre
ha deciso, da sempre, di non vendere giornali pornografici e, inizialmente, le
agenzie si sono adeguate, ma da qualche tempo hanno ricominciato con invii
massicci facendo così alzare sensibilmente l’estratto conto. Tutte le riviste
sono poi regolarmente rese perché volutamente non poste in vendita. Abbiamo
inviato una raccomandata alle agenzie chiedendo di essere esclusi da questa
fornitura, ma ci è stato risposto che trattasi di regolari pubblicazioni
registrate al tribunale, con direttore responsabile e distributore nazionale
associato e che, pertanto, non potevamo essere esclusi da questa fornitura. In
ogni caso dovevamo rivolgerci alla FIEG e non a loro perché non firmatari di
accordi. È pertinente questa risposta? È vero che la FIEG non può intervenire?
Esistono accordi tra FIEG e sindacati su questo argomento? Se si quali sono?
A. P.
Stesso problema
stessa risposta
Non vorrei nella
mia edicola le pubblicazioni porno e il mio distributore locale, dopo la mia
richiesta scritta, mi ha così risposto: “La richiesta contenuta nella vs
emarginata esula completamente dalle norme del contratto nazionale che
disciplina i rapporti tra gli editori e le rivendite di giornali”. Mi invita
poi a rivolgermi alle uniche sedi competenti che sono: FIEG e USPI. Io però nel
libretto “Attento alla tua azienda” che ho trovato nell’ultimo numero di
Azienda Edicola, ho letto che basta una semplice comunicazione scritta al
proprio distributore locale. Come posso agire? Sicura di una risposta vi invio
distinti saluti.
E. S. - Siracusa
Del prodotto
pornografico, come già pubblicato su Azienda Edicola, con il decreto
legislativo n. 170 è vietata l’esposizione al pubblico. Se ciò accadesse
esporrebbe il rivenditore a problemi di natura penale.
È legittimo
ritenere che il rivenditore può far presente al distributore locale di non
essere interessato a vendere tale prodotto o perché la propria rivendita è nei
pressi di scuole, asili, chiese o perché non ha mercato in quella determinata
area o semplicemente per una questione morale. Se il rivenditore non vuole
trattare questo tipo di prodotto, è sufficiente una comunicazione scritta al
distributore locale il quale deve azzerare l’invio di questo materiale. Questa
procedura è stata ampiamente discussa e condivisa dalla Federazione Italiana
Editori e queste considerazioni saranno ribadite nelle sedi opportune.
Si possono
vendere
in Molise i
pastigliaggi?
Non ho ancora
capito se nel Molise si possono vendere pastigliaggi e cioccolatini nelle
edicole. Dove, e a chi, devo rivolgermi per poterlo fare?
A. L. – Pozzilli
(IS)
A quanto mi
risulta la sua regione non è ancora dotata di indirizzi regionali per la
vendita di pubblicazioni quotidiane e periodiche, quindi al momento attuale non
si possono vendere pastigliaggi nelle edicole. Tenga presente che ciò sarà
possibile, senza particolari requisiti, solo se questa legge di indirizzo lo
consentirà e per delucidazioni si può rivolgere alla locale Associazione
Commercianti (ASCOM).
Problemi di resa
Vorrei sapere se
posso fare resa straordinaria riguardante soprattutto enigmistica. Posso
decidere personalmente che cosa farmi mandare? E se le cose che rifiuto non le
vendo? Vorrei inoltre sapere quanto tempo ho per inviare i giornali dal momento
del richiamo. Perché ogni volta che li mando in ritardo tornano indietro con la
dicitura “vecchio”?
B. - San Cataldo
(CL)
La sua rivendita
deve ricevere il numero di copie necessario per soddisfare le esigenze del suo
punto vendita. Il flusso delle forniture deve essere costantemente adeguato
alle reali esigenze del mercato mediante la predisposizione di un piano di
distribuzione. Se ciò non accade, come forse avviene nel suo caso, ritengo
legittimo, come ho più volte evidenziato su queste pagine, la resa anche
immediata di quanto statisticamente è in esubero. Per quanto riguarda le copie
di una pubblicazione non rese perché dimenticate, devono essere restituite al
momento dell’uscita del numero successivo della stessa. È evidente che,
mancando il numero successivo di una pubblicazione, l’edicolante che non ha
reso il numero richiamato rischia di perdere dei soldi in quanto non ha più la
possibilità di renderlo con il numero successivo. Per questo motivo è stato
concordato che un secondo “richiamo finale” deve avvenire a distanza di 30
giorni dal normale richiamo resa.
Come organizzare
le ferie?
Sono titolare di
una delle due rivendite in un paese prettamente turistico dove il lavoro è
concentrato nei mesi estivi. Quindi, da maggio a settembre non conviene
prendere le ferie. Quest’anno sono riuscito a strappare una settimana a
novembre (dopo 5 anni con due soli giorni di riposo) tra le mille difficoltà
che mi hanno creato i fornitori. Dal momento che le ferie sono un diritto sacrosanto
sancito da tutti i contratti di lavoro, come ci si può organizzare per averle?
Come mi devo comportare con i fornitori? Preciso che per le caratteristiche
della mia attività nessuno può sostituirmi durante un’assenza prolungata.
Grazie.
M. D. - Calasetta
(CA)
I periodi di
ferie, specialmente per le zone turistiche, possono essere diversi da quelli
stabiliti a livello nazionale e la richiesta, per la chiusura in altre date,
deve essere inoltrata alla commissione provinciale ex art.3.
Tali chiusure
possono essere esercitate non oltre 17 giorni consecutivi, fino a un limite del
50% delle rivendite esistenti e salvaguardando le esigenze di vendita delle
singole zone. Se si accorda col titolare dell’altra rivendita potrà usufruire
di un periodo di ferie nel periodo che più si presta alle esigenze locali.
Se cambia la
superficie
vien tolta
l’autorizzazione?
Ho avuto
l’autorizzazione alla vendita non esclusiva di quotidiani e periodici
attraverso la sperimentazione. Se fossi costretto a diminuire la superficie di
vendita al di sotto di quella richiesta dalla legge sulla sperimentazione (mq
120 per le librerie) corro il rischio che mi venga revocata l’ autorizzazione?
A. M. - Cagliari
La risposta è
sì.
La vendita di
pastigliaggi
in Piemonte non
è autorizzata,
però... qua
e là si vendono
Ho richiesto al
Comune l’autorizzazione per la vendita di pastigliaggi, ma mi hanno risposto
che la regione Piemonte non ha ancora dato il permesso. Io però ho visto
pastigliaggi in vendita in altre edicole, non tabaccherie, sul mio territorio.
Come mi devo comportare, o meglio cosa farà la Regione?
E. A. -
Bardonecchia (TO)
La Regione
Piemonte con delibera n. 101-9183 del 28 aprile 2003, in attesa dell’emanazione
della nuova normativa regionale, ha dato ai Comuni le indicazioni necessarie
per uniformarsi. Tra queste non è compresa la possibilità di vendita dei
pastigliaggi. Il problema, però, è stato posto ed è probabile che possa essere
preso in considerazione al momento della stesura del provvedimento legislativo
regionale. Per quanto riguarda i casi dei colleghi che vendono tali prodotti,
penso che abbiano l’autorizzazione. In caso contrario sono soggetti a sanzioni.
Dove andare dopo
lo sfratto?
A causa del
nuovo codice della strada, devo sloggiare dal marciapiede dopo 40 anni e non so
dove andare. Come fare? Inoltre non so a chi chiedere per rinnovare il box. Ci
sono finanziamenti? Non so a chi rivolgermi.
M. - Messina
Lei mette in
evidenza uno dei problemi che sono emersi dopo l’entrata in vigore del nuovo
codice della strada. In un caso come il suo il Comune dovrebbe essersi attivato
per proporle situazioni logistiche alternative, visto che il “trasloco” non
avviene per sua volontà. Se non è così vada in Municipio alla ricerca di
proposte e situazioni diverse.
Per quanto
riguarda i finanziamenti può darsi che la sua regione, a vario titolo, ne
contempli alcuni. Io non ne sono a conoscenza e le consiglio di andare presso
la locale Associazione Commercianti (Ascom) dove certamente troverà risposte in
merito e dove potrà anche trovare finanziamenti a tassi particolarmente
vantaggiosi attraverso l’Ascomfidi. Veda anche la risposta dell’avvocato al
pag. 78.
La contatterà il
nostro responsabile d’area per un aiuto più concreto.
Farsi sostituire
può causare
una multa da
parte
degli ispettori
INPS?
Sono titolare
dal 1987 di un’edicola e, non avendo parenti diretti che mi possano sostituire,
mi faccio aiutare occasionalmente da un’amica. La mia è l’unica edicola del
paese e quindi non posso usufruire dei turni di chiusura. Accade però che, per
motivi di salute o personali, non possa essere sempre presente e vi domando se
sono passibile di multa da parte degli ispettori dell’INPS in caso facessero un
controllo. Ringrazio per la risposta.
R. P. - Chianni
(PI)
Qualsiasi collaboratore,
sia o no familiare e che abbia una qualsiasi attività lavorativa, deve essere
inquadrato a norma di legge sia in termini fiscali che contributivi (INPS).
Senza tale inquadramento è possibile incorrere in sanzioni.
IL
COMMERCIALISTA
A cura di
Domenico Moschella
DEFINIRE IL
GUADAGNO MENSILE
Sto per rilevare
un’edicola e l’attuale proprietario mi ha detto verbalmente che il suo incasso
mensile si aggira intorno a 8.000 euro al mese. Quanto sarà effettivamente il
mio guadagno netto al mese? Che cosa bisogna detrarre dall’incasso mensile per
avere il reale guadagno? Grazie per l’attenzione e saluti.
D. Torrisi
Sull’importo da
lei indicato, pari a
_ 8.000,00
(ottomila) d’incasso mensile, l’aggio netto ammonta a _ 1.502,00. Da questo
importo deve detrarre le spese mensili (rateo affitto, telefono, luce e spese
generali) per ottenere il reddito netto mensile che su base annua dovrà essere
tassato.
INTESTARE
LA RICEVITORIA O
FORMARE UN’IMPRESA FAMILIARE?
Ho una
cartolibreria edicola ricevitoria con una dipendente part-time e mio marito
inserito come collaboratore. Per ottimizzare al meglio l’attività, un
consulente mi ha consigliato di intestare solo la ricevitoria (che produce un
alto reddito) a mio marito mentre un altro mi ha consigliato di formare
un’impresa familiare. Chi devo ascoltare? Grazie.
P. B. – Verona
Se l’obiettivo è
quello di ottenere un risparmio fiscale, ripartendo su più soggetti il carico
tributario, risulta più semplice e opportuna la costituzione dell’impresa
familiare, la quale va statuita con apposito atto entro l’anno in corso per
essere applicata nel prossimo esercizio.
QUALI
ADEMPIMENTI CONTABILI?
Vorrei capire
esattamente quali sono gli adempimenti contabili, fiscali e relativi registri
obbligatori per un edicolante senza partita IVA e iscritto alla CCIAA con la
qualifica di piccolo imprenditore.
D. A. – Brescia
I titolari di
edicola esclusiva senza partita IVA, devono tenere il registro delle uscite
(acquisti) dove devono registrare settimanalmente gli E/Conto dei distributori,
unitamente al libro delle entrate (incassi) dove vanno annotati gli importi
degli estratti conto dei distributori maggiorati dell’aggio del 23,11%.
Inoltre, sul
libro delle uscite vanno registrate, in un’apposita colonna, le altre spese
documentate sostenute, mentre sul libro degli incassi vanno segnati gli aggi
sulle vendite di altri prodotti (schede telefoniche, ricariche, biglietti
ecc…).
UN CHIARIMENTO
PER LA NUOVA GESTIONE
Ho rilevato l’attività
da mio marito attraverso un atto di donazione nel marzo 2003. Il mio consulente
ha pertanto provveduto ad aprirmi una nuova partita IVA. La gestione
amministrativa avviene in questo modo: consegno per l’elaborazione contabile
copia degli E/C settimanali indicanti le liquidazioni. Gli stessi vengono
contabilizzati sul registro IVA acquisti per l’importo pagato al distributore
(al netto dei resi) e sul registro corrispettivi per lo stesso importo
maggiorato della percentuale del 23,11%. Il commercialista di mio marito
utilizzava lo stesso criterio di contabilizzazione applicando una maggiorazione
del 21, 99% in luogo del 23,11%. Il nuovo consulente ritiene tale percentuale
non corretta. Ambedue non rilevano rimanenze a fine anno (mi è stato segnalato
dal nuovo consulente che la rilevazione delle rimanenze è tipica della
contabilità con gestione a costi meno ricavi e rimanenze: secondo tale regime
si dovrebbe contabilizzare sui corrispettivi gli incassi effettivi giornalieri,
da confrontarsi con i costi di carico provenienti dagli E/C del distributore).
Ai fini IVA, il
consulente mi segnala che per il 2003 dovremo fare un’unica denuncia annuale
contenente due intercalari riguardanti rispettivamente i periodi svolti da me e
da mio marito, mentre ai fini reddituali presenteremo autonome dichiarazioni
dei redditi. Gradirei conferma sulla regolarità di quanto mi è stato indicato.
Grazie e
complimenti per la rivista
A.B. – Paullo
(MI)
Concordo col
sistema di rilevazione contabile da lei descritto e con l’applicazione
dell’aggio al 23,11% senza rilevazione delle rimanenze. Mi risulta poco chiaro
da quanto scrive, e non conoscendo il contenuto dell’atto di donazione, la
presentazione di una unica dichiarazione IVA vista l’attribuzione di una nuova
partita IVA a suo nome e presumo la cessazione di quella preesistente a nome
del marito.
CONSERVARE LE
BOLLE?
Sono obbligata a
tenere tutte le bolle dei quotidiani e delle riviste degli anni passati o
bastano gli estratti conto?
M. G. Stanzani –
San Lazzaro di
Savena (BO)
L’art. 2220 c.c.
stabilisce l’obbligo di conservazione delle scritture contabili per dieci anni
unitamente a una serie di documenti specifici fra cui le fatture. L’estratto
conto del distributore risulta assimilabile alla fattura mentre la bolla, che
non ha più obbligatorietà fiscale, non rientra fra i documenti elencati nel
citato articolo. La conservazione di detto documento sarà limitata al periodo
di riscontro dei conteggi inerenti la merce consegnata e addebitata.
COME DETERMINARE
GLI AGGI?
Con riferimento
a “Come gestire il magazzino periodici?” su Azienda Edicola n. 6/ 2003, ho la
seguente domanda da fare: nella risposta s’intende dire che devo registrare
solamente gli aggi derivandoli dall’estratto conto del distributore senza
registrare gli acquisti e le rimanenze? In caso affermativo, come faccio a
determinare gli aggi di competenza al 31/12 dell’anno? Il fornitore al 31/12,
come anche per gli altri giorni dell’anno, riepiloga le pubblicazioni
consegnate la mattina del 31/12 e quelle rese la stessa mattina. Se rilevo
l’aggio sulla base di quest’estratto conto, non considero il fatto che, in
realtà, il 31/12 ho venduto solo una parte di quanto ricevuto nella giornata (e
anche nei giorni precedenti), e quindi, in caso di controllo, l’amministrazione
potrebbe rilevare un difetto di competenza della registrazione che faccio in
contabilità al 31/12. Ritengo che lo stesso problema si abbia anche se si
ricavano non gli aggi, ma le vendite del 31/12 partendo dall’estratto conto del
distributore.
L. F. –
Villafranca Padovana (PD)
La risposta era
precisa e si riferiva alla non contabilizzazione delle rimanenze di magazzino
di prodotti editoriali. Per quanto riguarda la rilevazione dei documenti
contabili, gli E/C dei distributori vanno registrati sul libro degli acquisti,
mentre sul libro degli incassi o corrispettivi va registrato l’ammontare degli
estratti maggiorato dell’aggio del 23,11%. L’estratto conto di fine anno, a
cavallo dei due periodi, verrà rilevato per competenza, considerando nel vecchio
esercizio le forniture fino al 31/12 e nel nuovo anno gli acquisti residui.
SI PUÒ DETRARRE
L’AUTOVETTURA?
Vorrei sapere se
si può detrarre l’autovettura e in quale misura, compresa l’IVA. Grazie.
S. T. - Verona
L’autovettura se
viene utilizzata per l’esercizio dell’attività, è deducibile ai fini della
determinazione del reddito nella misura del 50% di un valore massimo di e
18.075,99. Esemplificando, se l’autovettura compresa l’IVA non recuperata costa
e 20.000,00, l’importo deducibile - ammortizzabile in quattro esercizi - sarà
di e 9.037,99 (18.075,99 x 50% = 9.037,99).
Se il costo
sostenuto, come sopra, fosse pari a e 15.000,00 l’importo deducibile sarà di e
7.500,00 (15.000 x 50%).
QUALE ALIQUOTA
APPLICARE PER
MERCE
CONSIDERATA
CARTA DA MACERO?
Effettuando nel
2002 l’inventario come ogni anno, ho riscontrato delle riviste ormai non più di
resa. Essendo questa merce considerata come carta da macero, l’aliquota
applicabile sarebbe del 4%. Ma su ITALIA OGGI del 30 dicembre 2003 si menziona
l’art.74 DPR 633/72 comma settimo e ottavo, disposto dall’art. 35 del D.L.
269/2003 efficace dal 02/10/2003, dove l’aliquota d’imposta applicabile è del
20%. Chiedo: essendo merce datata prima dell’entrata in vigore dell’art.
succitato, quale aliquota applico? Grazie.
Francesco –
Sassari
Il DL 30/09/2003
n. 269, convertito nella legge 24/11/2003 n. 326 ha modificato il trattamento
del regime IVA sui rottami compresa la vendita di carta da macero.
La vendita di
carta da macero è stata sottoposta all’aliquota del 20%, però l’onere della
contabilizzazione dell’imposta è stato posto a carico del cessionario e non del
cedente. Pertanto lei, in quanto cedente, emetterà la fattura per la carta da
macero ceduta senza applicazione dell’IVA, indicando solo l’imponibile e la
seguente dicitura: “Fattura emessa senza applicazione di imposta ai sensi
dell’art.74 c. 8 DPR 633/72 come modificato dall’art.35 DL 30/09/2003 n.269
convertito nella legge 326/2003”.
Sarà premura di
chi ha acquistato la merce integrare la fattura registrandola con le modalità
stabilite dalla norma sopra indicata.
LA PAROLA
ALL’AVVOCATO
Può il Comune
trasferire un
chiosco
d’ufficio?
A cura di Maurizio Corti
Un rivenditore
di Brescia fa presente che l’Amministrazione Comunale non intende rinnovare la
concessione del suolo pubblico dove è collocato il chiosco e, senza alcuna
apparente motivazione intende trasferire, d’ufficio, il punto vendita.
In ragione di
ciò chiede alcuni chiarimenti in merito anche e soprattutto sul comportamento
da tenere.
L’occupazione di
suolo pubblico trae normalmente origine da un contratto, avente natura
concessoria, posto in essere della Pubblica Amministrazione e all’interno del
quale sono contenute le modalità di esecuzione nonché la durata.
Altra caratteristica
di questi contratti-concessioni è la natura precaria dell’occupazione sia sotto
il profilo oggettivo (essendo normalmente i chioschi appoggiati sul suolo
pubblico) sia sotto il profilo della temporaneità dell’occupazione potendo, in
qualsiasi momento, la Pubblica Amministrazione, procedere allo spostamento del
chiosco.
Tuttavia lo
spostamento di un chiosco non può essere effettuato senza che vi siano fondati
motivi che devono essere addotti e precisati e che, normalmente, sono
riconducibili a ragioni di pubblica utilità ovvero di cause di forza maggiore
posto che il concessionario (in questo caso l’edicolante) ha comunque diritto a
essere tutelato proprio in ragione del rapporto contrattuale in essere con la
Pubblica Amministrazione.
Nell’ipotesi in
cui la concessione d’occupazione del suolo pubblico fosse scaduta, anche
l’eventuale diniego al rinnovo da parte della Amministrazione Comunale deve
essere adeguatamente motivato e comunicato direttamente all’interessato il
quale ha la possibilità di impugnare il diniego stesso ove le giustificazioni
non siano condivise o idonee.
Solo quotidiani
o anche
periodici
Un edicolante in
provincia di Roma chiede se sia legittimo che un punto vendita non esclusivo,
attivato durante la “sperimentazione” e che nel corso della quale ha posto in
vendita solo quotidiani, possa attualmente vendere anche i periodici.
La risposta è
ovviamente negativa, nel senso che è la tipologia di vendita effettuata durante
la sperimentazione (quotidiani o periodici o entrambi) che dà luogo al rilascio
di diritto da parte dei Comuni delle relative autorizzazioni alla vendita.
Pertanto l’esercizio commerciale che ha posto in vendita durante la
sperimentazione solo quotidiani avrà diritto a vendere, previa specifica
autorizzazione, solo i quotidiani.