No gadget? Giornali... ahi ahi ahi!
Anche per la SODIP, uno degli storici distributori nazionali, la vendita dei giornali in Italia, è fortemente condizionata dalla presenza dei “prodotti collaterali”. Dopo libri, enciclopedie e prodotti musicali, cosa dovranno inventare gli editori per conservare i fatturati di oggi?
Parte
ufficialmente nel luglio 1963 la storia della SODIP (Società di
Diffusione Periodici “Angelo Patuzzi”): rappresenta l’evoluzione della Agenzia
Lombarda distribuzione giornali e riviste Luigi Patuzzi nata nel 1931.
Muove i suoi
primi passi nell’ambito della distribuzione nazionale, fornendo agli edicolanti
alcuni periodici dei gruppi editoriali Universo e Editoriale Milano Nuova (poi
Aldo Palazzi Editore). Di strada, in questi quarant’anni, il distributore
nazionale, che ha la sua prestigiosa sede nell’hinterland milanese a Cinisello
Balsamo in via Bettola 18, ne ha fatta molta: oggi sono quasi 190 i
distributori locali serviti.
A capo della
società c’è il fondatore e presidente del Consiglio d’Amministrazione, Carluigi
Patuzzi che l’ ha dedicata a suo padre Angelo.
Tra i suoi più
stretti collaboratori, Giorgio Steffenini - consigliere delegato, da tutti conosciuto come Gianni - che
proviene da un’esperienza familiare di rivenditori di giornali: “Per 56 anni,
prima i miei genitori e poi io, abbiamo gestito un’edicola in Piazza Duomo -
racconta - conosco quindi il lavoro della categoria per averlo visto esercitare
dai miei familiari quando, da ragazzino, davo loro un aiuto all’interno dell’edicola”.
Bastano poche
cifre per spiegare il successo della SODIP: 30 milioni di giornali distribuiti
e 500 titoli in uscita ogni mese.
Tra i fiori
all’occhiello, l’inossidabile Settimana Enigmistica e un fumetto che non
invecchia mai come Diabolik. Tra i gruppi che si servono dell’azienda milanese
ci sono Universo, Edizioni Condé Nast, Giorgio Mondadori Editore, Cairo
Editore, Edisport e Hachette Fascicoli. Oltre ai periodici, che fanno la parte
del leone nel distribuito, ci sono anche alcuni quotidiani come Libero, Il
Secolo d’Italia, La Padania, Liberazione, Il Riformista e Il Foglio.
“Non operiamo
censure sui prodotti da distribuire - spiega Giorgio Steffenini - basta che i
giornali abbiano tutte le caratteristiche previste dalla legge. Per nostra scelta
non distribuiamo, però, prodotti pornografici. Per il resto ci occupiamo anche
di schede telefoniche della Vodafone e, in collaborazione con A&G Marco,
di ricariche telefoniche “in virtuale”: offriamo la possibilità ai clienti di
ricaricare telematicamente i propri cellulari nelle rivendite di giornali che
aderiscono alla nostra iniziativa”.
I problemi nel
lavoro quotidiano sono spesso quelli che gli edicolanti ogni giorno
sottopongono ai loro distributori locali.
“Una risposta
che si può dare ai rivenditori è, innanzitutto, quella sugli esauriti” dice il
consigliere delegato dell’azienda. “È difficile che si verifichino problemi di
questa natura per prodotti consolidati, dei quali si conoscono ormai le
potenzialità di vendita, mentre è più facile che ciò accada quando l’editore
inserisce gadget appetibili.”
Recentemente ci
è accaduto che il collezionabile Coltelli di Hachette Fascicoli abbia avuto un
risultato oltre ogni attesa. In questi casi la risposta del pubblico va oltre
le previsioni degli editori e i distributori si trovano nell’impossibilità di
evadere le richieste dei propri clienti. Quando ciò accade, purtroppo non è
possibile intervenire con una «semplice ristampa» in quanto i tempi di
fornitura dei gadgets contenuti sono molto lunghi, ma si deve attendere una
seconda edizione del prodotto”.
La SODIP ha
anche un’esperienza diretta come distributore locale su Milano, avendo creato
in società con Arnoldo Mondadori Editore, l’Agenzia Lombarda.
“Proprio con
questa società, controllata al 50%, monitoriamo direttamente il mercato del
capoluogo - sottolinea Giorgio Steffenini - i dati che ne ricaviamo sono
interessanti anche per valutare la redditività dei punti vendita. Su 800 edicole
vediamo che il 50% del fatturato è rappresentato da 229 rivendite e
raggiungiamo il 90% con 620. Questo fa pensare come ci siano rivendite
improduttive o che faticano a vivere, sia pure in una città come questa”.
ISPEZIONI DIRETTE sul territorio e rese ad hoc per previsioni di tiratura corrette
Per controllare
direttamente le edicole di tutta Italia la SODIP ha poi i suoi incaricati:
“Abbiamo una struttura ispettiva che opera sui distributori locali nelle varie
zone - spiega Claudio Tognoni, responsabile della rete di vendita -
persone che ci rappresentano sul territorio, conosciute anche dai vari
rappresentanti sindacali locali per i quali, quindi, sono un punto di
riferimento”.
Ma l’azienda
milanese si contraddistingue per la particolare lavorazione delle rese: “A ogni
editore consegniamo una resa divisa per numero di testata - sottolinea Giorgio
Steffenini - un servizio che consente di creare una serie storica corretta per
ogni titolo distribuito. Il dato preciso è importante: ci permette di valutare
correttamente gli andamenti di vendita in tutti i periodi dell’anno e fornisce
all’editore uno strumento indispensabile per la programmazione delle tirature”.
“Per quanto
riguarda i tempi di consegna, chiediamo agli editori di periodici di farci
avere le copie almeno cinque giorni lavorativi prima dell’uscita programmata in
edicola - continua Steffenini - per i «periodici veloci» i tempi si riducono
notevolmente e riusciamo a garantire le uscite in due giorni. Diverso il
discorso per i quotidiani che ormai hanno centri stampa locali in tutta Italia
e non sono più distribuiti, come accadeva prima, con il trasporto aereo”.
Che i gadgets
influenzino in maniera pesante le vendite non è certo un mistero e anche dalla
SODIP arriva l’ennesima conferma: “È una stortura del sistema - giudica Giorgio
Steffenini - una volta si comprava il giornale esclusivamente per i contenuti,
oggi invece anche per gli allegati. Il gadget, spesso, domina sul prodotto editoriale
e credo che anche i giornalisti soffrano di questo fatto. Gli editori dedicano
molta attenzione alla scelta di prodotti dal forte valore aggiunto da unire
alle pubblicazioni per garantirsi migliori performance di vendita e conseguente
fatturato. Sono pochi a non aver adottato questa politica commerciale, tra le
testate che distribuiamo citiamo per esempio fra le tante La Settimana
Enigmistica che, da sempre, non si avvale di pubblicità o allegati.
Il mercato dei
gadget ha creato anche problemi nella distribuzione e nelle rese.
“Il primo è
stato quello dell’ingombro nelle edicole, i cui spazi non si possono certo
aumentare da un giorno con l’altro” ammette il consigliere delegato della
società milanese. “Per noi, un problema ancora più serio, è rappresentato dalla
mancanza dei gadget che provocano contestazioni. A volte riscontriamo l’assenza
di collanine di poco valore, altre invece di prodotti che hanno un peso
economico maggiore. Qui le responsabilità, lungo la filiera, si rimbalzano da
uno all’altro e non è facile risalire a chi imputare questo fenomeno.
Sull’effetto
gadget, dalla SODIP arrivano parecchi dubbi per le prospettive del mercato
editoriale.
“Il fenomeno
dell’allegato, che attira il lettore all’acquisto, ha «drogato» il risultato
editoriale - prosegue Gianni Steffenini - in questo ultimo anno le vendite sono
state importanti, ma è giusto chiedersi anche cosa accadrà in futuro. A un
certo punto le librerie dei clienti saranno «sature» di volumi di enciclopedie
e libri. Cosa si inventeranno, allora, gli editori per non perdere i fatturati
ai quali si sono abituati e nei quali sono stati coinvolti tutti i componenti
della filiera distributiva? Una domanda per la quale non ci resta che
aspettare... per avere la risposta”.
L’ANADIS al
tavolo della trattative per il rinnovo dell’Accordo Nazionale, come è vista
dalla SODIP: un passo in avanti verso un contratto più chiaro che coinvolga
tutti i responsabili del settore?
“Certo, vedere i
rappresentanti dei distributori chiamati a discutere di problemi che li
riguardano, senza più essere costretti a subire le imposizioni contrattuali
decise da altri, non può che essere positivo” - commenta Giorgio Steffenini.
Tra i comportamenti piuttosto sconcertanti degli edicolanti posso, per esempio,
evidenziare quello delle rese anticipate in misura sempre maggiore, anche su
testate di prim’ordine. I rivenditori, di fatto, operano una selezione
quotidiana su quello che vogliono o non vogliono nel loro punto vendita. Con i
rappresentanti sindacali discutiamo di tutti questi problemi, ma mentre noi
cerchiamo di offrire sempre più trasparenza con bolle ancora più chiare,
vediamo adottare, individualmente, scelte operative discutibili”.
Qual è il parere
su INFORIV?
“È difficile
avere oggi in edicola i risultati che vorrebbero gli editori attraverso
programmi informatici - risponde il consigliere delegato della SODIP - per
l’edicolante è laborioso incassare il denaro e far passare la pubblicazione
sotto la pistola-lettore. In alcune rivendite, penso alle metropolitane, si
vedono i clienti lasciare il denaro e prendere il quotidiano in pochi secondi,
senza che questo passi per le mani dell’edicolante. Occorrerebbe avere un «punto
cassa» come nelle edicole degli aeroporti, dove i clienti prelevano i giornali
in esposizione e li passano alla cassiera che li legge con il «bar-code» e
tutto viene inserito nel registratore di cassa. Come contabilità e statistiche
della propria rivendita, però, i dati potrebbero essere più che interessanti”.
“In ogni caso
riteniamo che l’informatizzazione dell’edicola sia da perseguire non solo per
l’editore, ma per la professionalità dello stesso edicolante che può così far
tesoro dei dati che ha a computer sul venduto, sulle rese, statistiche che
servono per programmare il proprio lavoro - commenta Claudio Tognoni,
responsabile rete di vendita della SODIP. Quando si ha a che fare con oltre
1200 testate in giacenza, diventa difficile operare con precisione e conoscenza
del prodotto, figuriamoci poi se occorre aggiungere anche l’abilità
tecnologica”.