Professionalità al femminile

 

Una giovane edicolante bresciana, dopo alcune esperienze da lavoratrice dipendente,ha scelto di vendere giornali per mettersi in proprio. Il bilancio di dieci anni di attività è positivo e ora, anche il look del suo chiosco, è stato rinnovato.

 

Una giovane edicolante bresciana, dopo alcune esperienze da lavoratrice dipendente,ha scelto di vendere giornali per mettersi in proprio. Il bilancio di dieci anni di attività è positivo e ora, anche il look del suo chiosco, è stato rinnovato.“Dieci anni fa, pur avendo soltanto 23 anni, sentivo già prepotente il desiderio di avere una mia attività. Fino a quel momento ero stata dipendente in una fabbrica e in un negozio di acconciature - spiega Nicoletta Timpano - e grazie a questo secondo lavoro avevo avuto un contatto diretto con le persone e la cosa mi piaceva. Così ho deciso di diventare rivenditore di giornali: l’edicola mi avrebbe dato anche quest’opportunità unita alla possibilità di avere subito un rientro dopo l’investimento iniziale. Con il conto deposito, per esempio, è limitato l’anticipo di somme che, altrimenti, si recupererebbero in tempi molto più lunghi. Poco più che ventenne ho fatto sacrifici anche a livello personale, conducendo una vita un po’ più regolata rispetto ad altri giovani della mia età, ma ne sono soddisfatta”.

Queste le motivazioni che, nel luglio del 1994, hanno spinto Nicoletta Timpano a diventare edicolante nel centro di Brescia.

A distanza di dieci anni, la giovane e spigliata bresciana traccia un primo bilancio della sua esperienza professionale.

“Positivo, perché c’è il vantaggio diretto di poter proporre un prodotto, la soddisfazione di avere clienti che, frequentando la mia edicola, diventano anche amici - dichiara Nicoletta - i lati negativi sono gli stessi per cui l’intera categoria si lamenta: orari impegnativi, fatica ad avere turni di ferie adeguati e, negli ultimi anni, anche il calo di vendite dei giornali”.

A frequentare l’edicola bresciana è un pubblico variegato: “Soprattutto adulto, una clientela fissa, ma anche di passaggio, il mio chiosco è di fronte all’entrata della facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Brescia e ci sono molti studenti che acquistano giornali” racconta la giovane edicolante. “A ciò va aggiunta l’attività di consegne a domicilio che effettuo grazie all’impiego di un aiutante che consegna quotidiani e periodici a privati, uffici e negozi, e mi sostituisce anche in edicola in qualche turno nel fine settimana. Per il resto garantisco 12 ore di apertura, facendo però una chiusura dalle 13,30 alle 15,30 perché in quella fascia oraria non ho vendite e riesco invece a mangiare e a staccare un attimo”.

 

Da Brescia a Catania

 

Chi transita dalle parti di via Porta Pile nota subito il chiosco di Nicoletta Timpano che, dopo alcuni anni di attività, ha deciso di rinnovare il look della propria edicola e lo ha fatto scegliendo la C.C.M di Agatino Papa.

Come mai da Brescia è arrivata a un produttore di chioschi di Catania?

“Il tutto è nato dal fatto che il Comune, per rinnovarmi la concessione dell’edicola, ha sollecitato un adeguamento del mio vecchio chiosco all’arredo urbano cittadino” racconta la giovane giornalaia. “Quello che non mi stava bene era che, oltre a dovermi rinnovare, lo dovessi fare come e con chi mi suggeriva il Comune: credo che la libertà di scelta mi fosse dovuta, anche se l’amministrazione avrebbe partecipato con un contributo di 5mila euro (peraltro previsto nel suo bilancio). Perciò leggendo Azienda Edicola ho guardato gli annunci pubblicitari dei costruttori e ho chiesto dei preventivi per il nuovo chiosco. Ho trovato interessante la proposta qualitativa e di prezzo di Agatino Papa. Ma non mi sono accontentata di contatti telefonici, sono andata due volte a Catania, l’ho conosciuto e mi è piaciuta la sua serietà e disponibilità nei miei confronti. Perciò mi sono accordata per presentare al Comune un progetto che rispettasse le regole previste, quelle di un chiosco ottagonale, ma allungato e schiacciato come piaceva a me. Così, dopo due anni di trattative con l’amministrazione comunale siamo arrivati, nel gennaio 2003, a inaugurare il nuovo chiosco. So che questa scelta ha giovato anche alla ditta di Catania, perché altri due colleghi bresciani hanno deciso per lei e le loro nuove edicole saranno consegnate prossimamente. Ora aspetto che anche il Comune, entro i prossimi mesi, mi dia quanto mi spetta visto che, per quanto mi riguarda, ho effettuato le migliorie richiestemi”.

 

Giornali e pastigliaggi

 

Continuano a essere i giornali il prodotto principale dell’edicola bresciana: “È stata una scelta operata dopo alcuni esperimenti - spiega Nicoletta Timpano - ho provato a proporre i biglietti dei mezzi di trasporto, ma erano più le tasse da pagare che gli introiti. La cancelleria non mi conviene perché non ho scuole elementari, medie o superiori vicino alla rivendita e gli universitari non ne hanno bisogno. Ho creduto invece nei pastigliaggi, vendo chewing-gum e caramelle, penso che questi prodotti interessino al cliente e possano darci qualche entrata economica in più. Per il resto continuo a puntare sui giornali, sia locali come Il giornale di Brescia, da noi molto venduto, che nazionali. Vanno molto anche periodici e mensili apprezzati dagli studenti universitari. C’è stato un calo invece nei collezionabili, i prezzi sono troppo alti e le raccolte, in molti casi, non sono ben definite nella durata. I clienti hanno ben accolto, invece, le proposte dei quotidiani: dai volumi di enciclopedie ai libri d’arte e di poesie ai cd. Trovo, invece, peggiorata la qualità editoriale dei femminili che badano più a riempire le loro pagine di pubblicità che di contenuti”.

E i rapporti con il distributore locale?

“Con l’agenzia di Attilio Stoppa ci sono i problemi quotidiani che hanno i colleghi in tutta Italia - ammette l’edicolante bresciana - ultimamente faccio fatica ad avere risposte concrete sulle variazioni di rifornimenti che richiedo con ordini via fax. Devo però dire che, malgrado ciò, c’è un rapporto migliore rispetto ad altre zone, c’è meno rigidità, esiste la possibilità di avere un rapporto diretto, confidenziale”.

Qualche consiglio agli editori?

“Oltre a tener maggiormente presente le nostre richieste di quantità, che rivolgiamo ai distributori - spiega Nicoletta Timpano - dovrebbero informarci sui loro prodotti, sulle novità, solo qualche editore ci manda delle circolari. Noi abbiamo un ruolo importante nel presentare i giornali al pubblico, personalmente, a domanda specifica cerco sempre di consigliare la testata più idonea per il cliente”.

E l’informatizzazione?

“Il problema con un chiosco di dimensioni limitate è quello di non avere molto spazio a disposizione, dovrei dotarmi di un computer portatile, per ora quindi preferisco lasciare tutta la contabilità al commercialista - risponde l’edicolante lombarda - poi c’è da valutare anche la tempistica, essendo sola nella rivendita non riuscirei a contabilizzare le vendite. Preferisco, perciò, la strada manuale…”

 

Enrico Venni