Basta con la sudditanza
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Appare,
purtroppo,evidente che in molte località il rivenditore di giornali vive in
un’eterna soggezione nei confronti del proprio distributore locale.
Basterebbe,
invece, conoscere bene i propri diritti per scoprire che anche nei nostri
confronti esistono precisi doveri.
Proprio così.
Come noi
abbiamo dei doveri nei confronti del mondo editoriale, così ne esistono
altrettanti verso di noi. Anche noi, cioè, abbiamo il diritto di essere
rispettati come parte - non solo integrante - ma determinante della filiera
della carta stampata.
Nel numero
scorso avete trovato il piccolo manuale “Attento alla tua Azienda”.
Mi auguro che
lo abbiate letto con grande attenzione e, come ai tempi della scuola, abbiate
cercato di mandare a mente alcuni dei più importanti capisaldi in esso
contenuti.
Nella posta
che arriva ad Azienda Edicola, molte sono le domande che si ripetono. E la cosa
ci stupisce, perché nel questionario allegato al modulo che ci inviate, in
grande maggioranza definite la nostra rivista “molto interessante”. Se così
fosse veramente, queste domande non dovrebbero invece riproporsi. La sensazione
è, dunque, che molti di voi preferiscano “restare nell’ignoranza” per poter
continuare a lamentarsi, per scaricare ogni possibile responsabilità sul
proprio distributore locale, sugli editori, sulle organizzazioni sindacali,
ecc. ecc.
Dice bene
invece, Lorenzo di Perugia: “Un edicolante informato ne vale due”.
Perché
soltanto conoscendo i termini dell’Accordo Nazionale che, anche se scaduto,
resta l’unico a regolare i nostri rapporti con editori e distributori, possiamo
discutere con cognizione di causa con i nostri interlocutori.
L’ignoranza,
dovreste saperlo, non è ammessa dalla Legge.
A maggior
ragione è inconcepibile non conoscere quali sono i nostri diritti e quali i
nostri doveri.
Il
distributore minaccia di sospendere le forniture?
Sappiate che non può farlo: sono soltanto l’Organo Monocratico e la FIEG che, di fronte a conclamata insolvenza o inadempienza, possono autorizzare il distributore locale a farlo. Perché il distributore opera per conto della Federazione Italiana Editori la quale ha tutto l’interesse a che le edicole siano regolarmente rifornite.
Non volete la
stampa pornografica?
La potete
rimandare indietro ogni volta che arriverà nella cesta. È un tipo di prodotto che, se esposto, può comportare
pesanti sanzioni ed è l’unico verso il quale voi avete tutto il diritto di
esercitare “obiezione di coscienza”.
Non ricevete
i giusti rifornimenti?
Attaccatevi
al telefono e chiamate gli uffici diffusione dei vari editori.
Così come
sono attenti a rifornire i supermercati (leggere da pag. 12 in poi) è giusto
che si attivino anche nei nostri confronti.
È un loro
preciso impegno sancito dall’art.6, comma 4 dell’Accordo Nazionale.
Armando
Abbiati
Presidente
Nazionale SNAG-Confcommercio