Lo stress da edicola

 

 

Tra i mali dei nostri tempi c’è lo stress spesso causato da un’intensa attività lavorativa e dal poco tempo dedicato alla propria persona, agli hobby, al riposo o alle vacanze.

Il ritmo di vita degli edicolanti è tra i possibili fattori di una stanchezza che, alla lunga, può danneggiare l’organismo ed essere la causa di patologie più gravi. Ecco allora alcuni consigli…

 

Compagno indesiderato della nostra vita quotidiana è ormai lo “stress”: la conferma arriva anche dai dati ufficiali che indicano come, nei paesi industrializzati, il numero delle persone soggette a questa sindrome, sia raddoppiato negli ultimi dieci anni. In testa alla graduatoria europea troviamo i francesi, seguiti a breve distanza, purtroppo, proprio dagli italiani.

Ma che cos’è lo stress?

Una reazione normale del nostro organismo a un’aggressione esterna. Una reazione benefica, se è ben controllata. Tuttavia, uno stress cronico dovuto allo strapazzo, all’eccesso di fatica, ha degli effetti pesantemente negativi sulla nostra salute, provocando ansia, scoraggiamento, fatica. Se supera le nostre capacità d’adattamento, può perfino favorire il sopraggiungere di gravi malattie e, dunque, la depressione.

 

IL LAVORO FONTE DI STRESS

 

All’origine dello stress ci sono molti motivi, tra questi il lavoro e alcune categorie, per il loro stile di vita, ne sono maggiormente soggette: questo è, per esempio, il caso degli edicolanti che lavorano dodici ore al giorno, sei o sette giorni per settimana, fanno poche vacanze, il tutto per una remunerazione spesso modesta.

C’è chi però giudica l’indipendenza come un bene maggiore rispetto al lavoro stipendiato fatto fino a qualche tempo fa, prima di diventare rivenditore di giornali, pur non nascondendo i motivi quotidiani di tensione.

È il caso di Monica, di Torino, ex aiuto contabile: “I miei contrasti attuali, legati soprattutto alla difficile gestione degli invenduti, sono reali ma il mestiere m’interessa e sono più distesa di prima. Comunque, meglio avere salute per svolgere un tale carico di lavoro”.

C’è chi combatte la fatica con l’entusiasmo e chi invece deve lottare ogni giorno, senza grande soddisfazione, come ricorda Gianni, edicolante lombardo: “Già all’alba sono stressato all’idea che il distributore sia in ritardo o che qualche intoppo nelle consegne dei giornali possa penalizzare l’attività giornaliera. Senza dimenticare l’angoscia di eventuali scassi o rapine…”

 

COME RESISTERE

 

Per combattere lo stress c’è chi punta sulla qualità del tempo libero, nei mesi estivi, e sulla collaborazione della moglie per svolgere l’attività in edicola.

“Adoro quello che faccio nonostante le costrizioni del mestiere - commenta Franco di Bologna - soprattutto da quando ho introdotto un computer nella rivendita per aiutarmi nella contabilità. Lavorare in coppia con mia moglie è poi anche un fattore d’equilibrio organizzativo: ci siamo divisi i compiti. Lei si occupa della parte amministrativa, io della “pura” vendita di giornali. Ogni anno, poi, facciamo delle vacanze insieme per più di due settimane, pur rispettando i turni di apertura - spiega Franco - Come? Ci facciamo sostituire da edicolanti in pensione, che quindi hanno esperienza nel settore e che, grazie ai i ritmi più blandi del periodo estivo, non vanno in difficoltà. Mi garantisco, così, un adeguato riposo dopo un anno di fatiche, salvaguardando l’attività della mia rivendita”.

“Per meglio gestire il proprio stress o semplicemente la propria impresa, il segreto è di anticipare i problemi - racconta Lorenzo, di Perugia - Questo è possibile attraverso una buona attenzione al settore, capire come diversificare l’assortimento di prodotti per il pubblico. Un edicolante informato ne vale due… Sapendo che la mancanza di tempo è, anch’essa, motivo di stress, tutti i mezzi sono validi per guadagnarne”.

 

EFFETTI INDESIDERATI SULL’ORGANISMO

 

“Dall’uomo preistorico che scappava dai mamouth, all’edicolante che fatica a conteggiare all’interno del chiosco i suoi invenduti, gli effetti dello stress sono egualmente devastatori dell’organismo” sottolinea il dottor Patrick Chavaux, medico specializzato in nutriterapia (una pratica terapeutica preventiva che corregge i difetti appena arrivano). “Oltre alle vacanze, indispensabili al recupero fisico, bisogna in modo imperativo valutare i bisogni del proprio corpo e dell’igiene di vita piuttosto che optare per la soluzione più facile, rappresentata dagli antidepressivi che mascherano le manifestazioni dello stress, senza curare i danni alla salute”.

Ma quali sono i sintomi che devono metterci in allerta?

Sono numerosi: fatica, tic, abbassamento della vista, mal di testa, del dorso, crampi… Lo stress è anche un fattore di aumento di rischi delle malattie cardio-vascolari e di cancro (deprime l’immunità), tra altre malattie gravi.

 

COME COMBATTERE LO STRESS

 

L’ideale è consultare un medico abituato alla gestione dello stress, che vi prescriva della vitamina B e del magnesio. Purtroppo sono pochi i medici formati alle medicine “dolci” (che consigliano, cioè, i metodi naturali come la fitoterapia, l’aromaterapia, l’omeopatia, l’agopuntura e i metodi basati sull’alimentazione) evitando di ricorrere agli antidepressivi.

Quello che tutti i medici suggeriscono, comunque, è di ridurre il consumo di caffè, di tabacco e di alcool. Buona raccomandazione è anche quella di bere acque ricche di magnesio e di mangiare mandorle, noci, nocciole, banane, riso integrale, legumi verdi, pesci grassi (tre volte per settimana) e frutti di mare.

Naturalmente riuscire a fare un po’ di sport, che aiuta a ricaricare le nostre batterie, sarebbe essenziale.

 

Sandro Cipriani