Uno dei tanti esempi di come
ci siano disparità di trattamento tra distributori locali ed edicolanti emerge
dalla vicenda legata al fallimento del fornitore Bruno Barolo di Lavagna.
Oltre al danno pure la beffa. Si può sintetizzare così cosa è accaduto in questi anni nella riviera ligure di Levante e che ha riguardato quasi duecento rivenditori di giornali di centri importanti come Chiavari, Rapallo, Santa Margherita Ligure e Sestri Levante.
Nel 1999 l’allora distributore locale Bruno Barolo accusa problemi gestionali che lo portano alla chiusura.
“A fronte della richiesta di pagamento dell’ultimo estratto conto, gli edicolanti hanno risposto in maniera negativa avendo ancora diverso materiale da mettere in resa e, per molti di loro, risultava esserci un credito nei confronti di Barolo” spiega Roberto Ramos, presidente dello SNAG di Genova. “La vicenda si è complicata quando un anno dopo, a fine 2000, è stato dichiarato il fallimento del distributore locale e la nomina di un curatore fallimentare (l’avvocato Uccelli - ndr). Quest’ultimo ha richiesto il pagamento dell’estratto conto da parte degli edicolanti perché a termine legale ne era suo diritto”.
“Questo provvedimento ha ribaltato l’accordo che le organizzazioni sindacali e gli editori avevano trovato precedentemente per cercare di risolvere nel migliore dei modi una vicenda che rischiava di penalizzarci” come ricorda Stefano Sambuceti, segretario del SINAGI di Genova. “La merce presa in carico, dopo un’iniziale tira e molla da parte del distributore locale, non è risultata invece “pagante” per il curatore. A questo punto gli edicolanti interessati hanno dovuto rivolgersi nominalmente a un avvocato incaricato da noi per sostenerli in questa vicenda giudiziaria”.
La beffa sta nel fatto che per molti dei rivenditori è stato meglio pagare il “debito ingiusto” piuttosto che intraprendere un’onerosa e lunga vicenda legale.
“Contro la nostra volontà di difendere i diritti della categoria abbiamo dovuto fare i conti con il portafoglio - spiega ancora Roberto Ramos - C’erano molti colleghi che avevano un presunto debito per l’ultimo estratto conto di 200-300 euro, ma volendo intraprendere un’azione legale per non pagare, avrebbero dovuto sostenere una spesa iniziale di 250 euro. La prospettiva era, quindi, di affrontare uscite economiche maggiori rispetto sia a quanto si sarebbe dovuto pagare per chiudere il tutto con il curatore, sia a quanto un giorno chissà quando, sarebbe stato possibile recuperare. Diversi edicolanti hanno scelto quindi di mettere la parola fine alla vicenda regolando il vecchio estratto conto con la ditta Barolo”.
E proprio il presidente dello SNAG di Genova sottolinea la diversità di trattamento tra distributori ed edicolanti, rivendicando maggior rispetto della categoria: “È stato stabilito che un edicolante che inizia l’attività debba garantire al fornitore, per i primi otto mesi, una fidejussione che copra il pagamento dei primi tre estratti conti - ricorda Ramos - Sarebbe altrettanto corretto stabilire dei doveri per i distributori locali nei nostri confronti: lavoriamo con 30-40 milioni, in vecchie lire, di giornali in edicola senza garanzie nel caso, come la vicenda Barolo insegna, che il distributore cessi l’attività o fallisca: rischiamo di perdere cifre che possono addirittura compromettere la nostra attività...”
Genova:
ecco la circolare che non è
stata distribuita
Lo SNAG genovese aveva predisposto una circolare, a firma del presidente Romano Ramos, in materia di respinti, che avrebbe dovuto essere veicolata dai distributori che avevano ritenuto valide le richieste contenute nella stessa.
Al momento opportuno c’è stato, invece, da parte loro il rifiuto a consegnarla
Ecco cosa diceva:
AI SIGG. RIVENDITORI DI GIORNALI E RIVISTE DELLA PROVINCIA DI GENOVA
Cari colleghi,
in considerazione delle tante lamentele che riceviamo da parte dei rivenditori, che si vedono respingere ingiustificatamente, ogni giorno, un numero rilevante di pubblicazioni con modalità che non possiamo condividere, Vi ricordiamo, come già in precedenza abbiamo avuto modo di affermare con ampia conferma da parte dalle strutture nazionali, che le pubblicazioni possano essere aggiunte “a penna” alla bolla di resa nei casi sotto indicati.
...ecco quando:
1) Quando un respinto non
è tornato al mittente entro il terzo giorno lavorativo;
2) Quando un respinto non
è corredato dai relativi riferimenti di individuazione (data di arrivo, data di
richiamo, ecc...);
3) Quando una
pubblicazione:
-
viene consegnata deteriorata o, comunque, con un aspetto invendibile;
-
viene consegnata con una titolazione non visibile;
-
viene consegnata priva di gadget;
-
viene restituita anche dopo alcuni mesi, con un nome palesemente deviante,
essendo stato usato, al momento del richiamo, un nome non corrispondente;
4) Quando il prezzo non
corrisponde a quello segnato in bolla;
5) Quando è già stata
richiamata in ultima resa;
6) Quando un mensile
supera 35 giorni di permanenza in edicola;
7) Quando un
conto-deposito supera 65 giorni di permanenza in edicola, fatte alcune
eccezioni (orari, figurine, ecc...);
8) Quando non viene
richiamato, al momento dell’uscita di una pubblicazione, il numero precedente e
quello ancora prima;
9) Quando si tratta di
prodotto non editoriale;
10) Quando una pubblicazione sia
stata richiamata meno di 3 volte o mai;
11) Quando trattasi di prodotto
pornografico.
12) Quando non viene effettuato
il richiamo in resa contestualmente alla consegna del numero nuovo in conto
deposito.
L’elenco contiene i casi per i quali siamo stati più spesso interpellati.
Nell’invitarvi a prestare la massima attenzione alle indicazioni di cui sopra, qualora non vi fosse riscontro da parte delle Agenzie di distribuzione, riteniamo che il rivenditore abbia facoltà di trattenersi il corrispettivo relativo al contenzioso, dal primo estratto conto utile, dandone motivata comunicazione scritta all’Agenzia interessata.
Lo SNAG resta a disposizione per ogni eventuale ulteriore
chiarimento:
• via Cesarea, 8 - Genova
• tel. 010.5520224
L’Ascom di Cremona ha organizzato un convegno provinciale
per indicare ai Comuni come muoversi per la regolamentazione delle edicole dopo
l’approvazione di un piano giudicato adeguato alle esigenze degli edicolanti e
della popolazione.
L’importanza di dare segnali chiari e precisi ai Comuni nel redigere i piani di localizzazione dei punti vendita della stampa quotidiana e periodica è stato il tema principale di un convegno provinciale che l’Ascom di Cremona ha promosso lo scorso 29 aprile nella sua sede di Palazzo Vidoni.
“Quello della vendita della carta stampata è un settore di rilevanza assolutamente strategica, in quanto strumento di diffusione e di pluralismo dell’informazione, principi fondamentali della democrazia - ha commentato Luigi Baldani, assessore alle politiche commerciali del Comune della città lombarda - I Comuni sono tenuti a individuare, attraverso appositi documenti di programmazione, e sulla scorta degli indirizzi regionali, le aree del proprio territorio, su cui consentire la localizzazione dei punti vendita al fine di un’adeguata ottimale copertura del servizio. Per quanto ci riguarda - ha spiegato l’assessore Baldani - abbiamo formulato un piano che è stato approvato nella seduta del Consiglio Comunale dello scorso 26 aprile”.
Il rappresentante dell’amministrazione comunale lombarda ha spiegato come si è arrivati al risultato finale: “Si è operato in funzione di una programmazione responsabile, che possa contemperare gli interessi degli utenti e dei rivenditori, assicurando il giusto equilibrio tra l’offerta e l’effettiva capacità di domanda. Questo perché siamo convinti che una liberalizzazione indiscriminata delle autorizzazioni recherebbe più danni che vantaggi alla collettività. Il mercato del mondo editoriale ha delle peculiarità che lo distinguono da ogni altro settore del commercio - ha precisato l’assessore Baldani - La produzione è strettamente legata alle tirature e l’invenduto ha un valore pressoché nullo, mentre il rapporto fra editori e rivenditori non è diretto, ma è mediato dai distributori, che, di fatto, influendo sui rifornimenti, condizionano l’effettiva possibilità di vendita”.
L’amministrazione comunale di Cremona ha ribadito, attraverso il suo assessore alle politiche commerciali, come si voglia tutelare e salvaguardare le rivendite tradizionali, di cui riconosce il ruolo prezioso e insostituibile: “Le edicole costituiscono, sia nelle aree urbane centrali che in quelle periferiche, un efficace strumento di presidio del territorio, di cui contribuiscono a garantire la sicurezza e vivibilità, ma anche un punto di riferimento per i turisti, nei cui confronti svolgono abitualmente un servizio di assistenza e di informazione, non legato agli acquisti e per tale motivo ancor più lodevole - ha ricordato Luigi Baldani - Ho avuto modo personalmente di conoscere e apprezzare gli edicolanti cremonesi, la loro grande cortesia, l‘estrema professionalità, oltre che l’encomiabile spirito di abnegazione e di dedizione al lavoro. L’edicolante di fiducia, conosce, poi, i gusti e le abitudini del singolo cliente, per cui è in grado di fornirgli un servizio personalizzato, come quando, per esempio, gli mette da parte le riviste, o gli procura i numeri arretrati - ha sottolineato concludendo - Del resto, anche i risultati di un nostro sondaggio hanno dimostrato che esiste un forte rapporto di fidelizzazione fra il cittadino e la sua rivendita abituale”.
Nonostante esista una legge in materia, questo tipo di
editoria continua a essere esposto.
La Capitale ha deciso di intervenire.
Roma come Milano. Via dalle “vetrine” delle edicole video, riviste e dvd pornografici. Una svolta che partirà a breve come afferma l’assessore all’infanzia Pamela Pantano: “Abbiamo preso come modello la città meneghina dove già da diverso tempo il materiale porno è bandito dall’essere messo in bella mostra - spiega - non è una crociata verso quel mondo, ma si è intrapresa quest’azione per tutelare i minori e le loro famiglie”.
Pronto un accordo tra Comune, distributori ed edicolanti. Si promettono, tra l’altro, anche multe pesanti per i trasgressori. Come spiega Giovanna Micaglio Ben Amozegh, che per il Comune è capo progetto dell’Osservatorio speciale che monitorerà il patto siglato tra i sindacati di categoria e il Campidoglio: “A Milano le multe sono arrivate anche a mille euro - racconta - noi non chiediamo sanzioni più salate, ma solamente che venga applicata la legge esistente che prevede una contravvenzione da 103 a 250 euro per chi espone materiale pornografico”.
E non basta. A mobilitarsi saranno anche i vigili urbani che dovranno sanzionare chi abusa del proprio esercizio. Insomma, una vera crociata, a tutti i livelli, contro i guardoni di materiale hard.
Un mercato in crescita che, secondo stime del Ministero dell’Interno, si può così suddividere: 400mila videocassette vendute ogni anno in Italia con circa 300 i film a luci rosse girati, 40 le case di produzione specializzate, mentre i sexy shop sono più di 2500, le "hot line" telefoniche circa 1.200, 35mila i siti hard sulla rete, diverse migliaia gli utenti che si abbonano a pay tv specializzate nel genere. Tutto per un fatturato che si aggira intorno ai 516 milioni di euro, calcolando il mercato delle pay tv, dell’home video, dell’oggettistica e dell’intimo.
Una buona fetta di questo mercato si concentra proprio nella Capitale. E l’iniziativa dell’assessore Pantano, già soprannominata la "passionaria" della Giunta capitolina, anche se non apertamente, mira a debellare il fenomeno oltre a proteggere i bambini.
“L’edicola - spiega ancora l’assessore - è oramai uno dei luoghi topici della città e della strada: diventa quasi lo slow food della libreria: ma perché andarci con il timore di danneggiare il proprio figlio?”.
Una domanda che parte anche da un’altra considerazione: chi compra solitamente materiale pornografico è un adulto, come d’altra parte stabilisce la legge che ne vieta la vendita ai minori dei 18 anni. “Gli stessi edicolanti”, conclude la responsabile dell’Osservatorio per la tutela dei minori, “ci hanno detto che gli acquirenti vanno dai 40 anni in su, ma mettendo la pornografia sott’occhio ai più giovani si rischia di creare un bisogno indotto. Ed è quello che vogliamo evitare”.
Si sono, purtroppo, moltiplicati gli episodi di furti e danneggiamenti alle edicole di Monza e dintorni: è quanto denuncia il sindacato circondariale di Monza dello SNAG-Confcommercio.
“Gli edicolanti della nostra zona hanno subito, negli ultimi tempi, molteplici e dannosissimi furti notturni; particolarmente colpiti sono coloro che svolgendo l’attività nei chioschi, si ritrovano porte e saracinesche tagliate o divelte, con conseguente inagibilità lavorativa” ha spiegato il presidente Carlo Monguzzi in una lettera indirizzata al comando dei Carabinieri, alla Polizia Municipale e a Michele Faglia, sindaco di Monza. “Abbiamo perciò chiesto alle forze dell’ordine, nel limite del possibile, di voler dedicare un’ulteriore attenzione alle nostre edicole durante le ispezioni notturne. La speranza è che i controlli possano costituire un deterrente nei confronti di chi compie questo tipo di azioni vandaliche”.
Proprio Monguzzi, nella sua rivendita di via San Rocco, è stato vittima di uno dei tanti furti messi a segno nella zona: “La tecnica usata è sempre la stessa: sono forzate e tagliate le serrature per entrare nelle edicole e rubare quanto trovano: soldi e, soprattutto, schede telefoniche anche se, ormai, sono pochi gli edicolanti che le lasciano in edicola. Un secondo obiettivo sono le videocassette e i Dvd, oggetti che possono tentare di rivendere”.
Da Monza, dopo che è stata riconosciuta come nuova provincia, arriveranno in futuro novità importanti.
“Oggi siamo soltanto un "circondariale" - conclude Carlo Monguzzi - ma ci stiamo organizzando per trasformare in un nuovo "provinciale" la nostra struttura sindacale”.
Lo scorso 22 maggio si è svolta l’assemblea annuale dello SNAG provinciale di Milano.
I lavori sono stati aperti dal presidente uscente, Giampiero Labò, che ha portato i saluti del presidente nazionale Armando Abbiati (assente per precedenti impegni) e di cui ha letto un messaggio, con il quale ha voluto ribadire i motivi della manifestazione tenutasi a Roma il 4 maggio.
Giampiero Labò ha presentato, poi, la relazione del Consiglio uscente, indicando i progetti da sviluppare per il futuro, mettendo al centro di tali impegni l’Accordo Nazionale e l’informatizzazione della rete di vendita. Tra i temi più dibattuti quello del rapporto conflittuale che i rivenditori milanesi hanno principalmente con l’Agenzia Spediservice e, ultimamente, anche con le altre agenzie presenti nel capoluogo lombardo.
È stato quindi deliberato di istituire, da parte del portatore, una presa in consegna delle rese controfirmando o la bolla resa che rimane al rivenditore, o predisponendo in collaborazione con le agenzie un’apposita modulistica.
L’assemblea dello SNAG provinciale di Milano si è chiusa ribadendo la necessità di una compattezza di categoria nel momento di attuare tutte quelle iniziative poste in essere dalle Organizzazioni Nazionali per ottenere quanto giustamente richiesto nel rinnovo dell’Accordo Nazionale.
Nel corso dell’assemblea è stato nominato consigliere onorario, con vari incarichi nazionali e regionali, Giuseppe Fiori, per l’impegno svolto in tanti anni a favore della categoria.
Si sono quindi svolte le votazioni per l’elezione del nuovo Consiglio, che risulta composto da Armando Abbiati, Maurizio Ambrosioni, Macario Boccardi, Vera Bossi, Roberto Cassetta, Filippo Cavolina, Alberto Colombi, Gianfranco De Angeli, Adelia Elmi, Emilia Felici Gierotto, Massimo Gallotti, Giovanni Graziotti, Giampiero Labò, Carlo Monguzzi (Monza), Dario Pinciroli (Legnano), Ivan Maurizio Radicchio, Alessandro Rosa, Giorgio Stefano Rovelli, Raffaele Rusconi. Successivamente all’assemblea, in data 24 maggio, il nuovo direttivo ha provveduto all’elezione del Presidente provinciale e all’assegnazione delle varie cariche sindacali. Sono risultati eletti:
Presidente provinciale: Giampiero Labò.
Vicepresidenti provinciali: Vera Bossi, responsabile dei rapporti con le Agenzie di Distribuzione di Milano e con le banche - Giovanni Graziotti, componente supplente della Commissione Edicole del Comune di Milano e responsabile dei rapporti con l’Azienda Trasporti Milanese - Carlo Monguzzi, responsabile dei rapporti con la categoria e le Agenzie di Distribuzione dell’Area Nord della Provincia di Milano - Alessandro Rosa, responsabile dei rapporti con la categoria e le Agenzie di Distribuzione dell’Area Sud della Provincia di Milano.
Segretario Amministrativo: Macario Boccardi
Vicesegretario Amministrativo: Roberto Cassetta
Cassiere: Alessandro Rosa
Consiglieri onorari: Davide Corti, Paola Desseni, Giuseppe Fiori
Revisori dei conti effettivi: Massimo Golinelli, Maria Luisa Cagnoni, Laura Velardi.