Se c'è Tizio manca Caio...
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Si fissa una data, ma poi
si rimanda.
C’è un congresso, una
riunione più importante,
una carica di prestigio da
assumere,
una da lasciare.
La copertina di questo numero è, forse per la prima
volta, strettamente legata al mio
editoriale.
Non ha importanza chi sia veramente l’uomo seduto che,
con impazienza, guarda l’orologio. È una foto emblematica della situazione che
stiamo vivendo. Il tavolo è vuoto. Chi deve intervenire non è ancora arrivato.
Non sappiamo quando, finalmente, ci saremo tutti.
Perché, va detto, questa trattativa per il rinnovo
dell’Accordo Nazionale si dipana nel tempo come il Palio di Siena.
Avete presente quando, davanti al televisore, guardiamo
cavalli e cavalieri che cercano di raggrupparsi davanti al canapo (la fune che
verrà abbassata al momento della partenza) ma, sul più bello, c’è sempre
qualcuno che si sposta... e tutto deve ricominciare da capo?
I fantini delle contrade si scrutano, si valutano, si spintonano, si allontanano, ritornano... Mentre la folla, paziente, se ne sta ammassata sotto il sole ad aspettare.
Una, due ore di avanti e indietro per una corsa di pochi
minuti.
Ecco, così sono le nostre trattative.
Si fissa una data, ma poi si rimanda. C’è un congresso,
una riunione più importante, una carica di prestigio da assumere, una da
lasciare.
Se c’è Tizio, manca Caio. Arriva Caio ma Sempronio dov’é?
L’attesa diventa spasmodica, gli animi si
surriscaldano...
Eppure tutti abbiamo voglia di arrivare in porto.
Ne abbiamo bisogno.
Le Organizzazioni Sindacali sono d’accordo, la
piattaforma è unica (leggetela da pag. 39).
Desideriamo rimetterci a lavorare (si fa per dire, non
abbiamo mai smesso di farlo), ma con maggiore serenità, con trasparenza e
fiducia.
Anche se, è evidente, gli editori non possono pensare di
cavarsela senza spendere nulla.
I tempi sono difficili sotto tutti i cieli.
Tanto che augurare “buone vacanze” a qualcuno potrebbe
sembrare una presa in giro. Eppure anche un poco di riposo è necessario.
Così, ora, non mi resta che sperare che l’appuntamento
fissato dalla FIEG per la fine di giugno non debba slittare nuovamente.
E che le prossime riunioni, che comunque ancora ci
saranno, vedano tutti i posti del “tavolo delle trattative” occupati
consentendoci di arrivare a stendere, finalmente, un documento di reciproca
soddisfazione.
Armando Abbiati
Presidente Nazionale SNAG-Confcommercio