È quanto evidenziato da un’indagine sui rischi provocati da smog
e rumore per chi lavora all’aperto. Ma ci sono anche altre patologie che
affliggono i rivenditori di giornali, proprio causate dalla sua attività.
L’inquinamento ambientale è tra le minacce costanti per la salute dell’uomo. Alcune categorie professionali sono particolarmente a rischio in quanto costrette a operare all’aperto. In questo caso gli inquinanti dispersi nell’aria e quelli acustici sono veri e proprio fattori di rischio. Tra le categorie sottoposte a questi pericoli, sicuramente, anche gli edicolanti. È quanto emerge da un’indagine effettuata a Palermo e fondata sui rilievi ambientali forniti dalla relazione dell’AMIA (Azienda Municipale per l’Igiene Ambientale) sull’inquinamento acustico e atmosferico della città siciliana.
L’indagine sugli edicolanti è partita dalla selezione del campione dotato di requisiti prestabiliti, che prevedevano: l’esercizio dell’attività presso un chiosco, un’anzianità lavorativa congrua e l’assenza di malattie preesistenti a carico degli apparati in esame, ovvero il cardiovascolare, il respiratorio, l’uditivo, l’emopoietico, il fegato e il rene. Al campione selezionato è stato somministrato un questionario finalizzato ad acquisire informazioni relative a:
• tipologia dell’ambiente di lavoro: ubicazione, superficie, eventuali mezzi di climatizzazione dell’edicola;
• organizzazione del lavoro: orario lavorativo, eventuale turnazione e riposo settimanale, pausa pranzo, luogo di consumo dei pasti, ferie e assenze per malattia, postura prevalente durante il giorno (seduta o in piedi), movimentazione manuale dei carichi.
I soggetti selezionati sono stati sottoposti a visita medica e a esami di laboratorio.
Il campione finale era costituito da 53 soggetti, 42 uomini e 11 donne, con età media di 43,2 anni e anzianità lavorativa media di 18,4 anni. Fra questi, 16 soggetti (30,2%) fumatori. Dall’analisi dei questionari sono emerse le difficili condizioni microclimatiche dell’edicola e un orario di lavoro prolungato spesso oltre le 12 ore, con impossibilità di attuare una sana alimentazione.
Rilievi obiettivi Numero casi % sul totale
Soggetti in sovrappeso 16 30,2
Varici arti inferiori 11 20,7
Ipertensione arteriosa 10 18,9
Respiro aspro diffuso 8 15,1
Ipercheratosi palmare 6 11,3
Lombosciatalgia 13 24,5
Ernia inguinale 9 16,9
È altresì da ricordare la frequente coesistenza di altre patologie, quali le varici agli arti inferiori, l’obesità e le affezioni atrosico-degenerative del rachide lombare, verosimilmente in relazione reciproca e associate in gran parte alle caratteristiche della stessa mansione lavorativa, che prevede la notevole sedentarietà, atteggiamenti posturali scorretti e l’impossibilità di effettuare una sana alimentazione.
Un cenno a parte merita il monitoraggio ambientale relativo al benzene, che dimostra il costante superamento del valore limite annuo per la protezione della salute umana. Anche in questo caso tra le professioni a maggior rischio sono indicati gli edicolanti e i pony express, due categorie che per professione passano la giornata in mezzo al traffico e allo smog. Sono i risultati di un monitoraggio di LEGAMBIENTE a raccontare come gli edicolanti hanno un triste record di respirazione di benzene, addirittura in casi limite in percentuali superiori di 5-6 volte i limiti di legge.
Ecco, infine, alcuni consigli pratici per migliorare la gestione dello stress e favorire un miglioramento del vostro benessere personale. Può sembrare difficile, ma con un poco di buona volontà ci si può arrivare.