![]() |
IL COMMERCIALISTA |
| A cura di Domenico Moschella |
Come regolarsi con la privacy
Il mio
commercialista mi ha avvisato che con l’entrata in vigore della privacy ho
l’obbligo di adeguarmi ad alcuni adempimenti che sono: sistemi di protezione
informatica, riservatezza dati, protezione dei locali in cui sono conservati i
dati, redazione DPS (Documento Programmatico di Sicurezza). Io ho i dati dei
fornitori (fatture), non ho dipendenti, ho un PC che non contiene dati dei
clienti, ho l’allarme e faccio solo qualche ricevuta fiscale a 2 o 3 clienti.
Questa legge non riguarda solo dati sensibili (salute, religione, sessualità) e informatici? In
cosa consiste questo adeguamento? Cosa devo fare concretamente? E il costo da
cosa deriverebbe? È sufficiente l’informativa al cliente a cui faccio la
ricevuta nella quale preciso che indico solo la tipologia dei giornali che
acquista e non il titolo? Grazie per la risposta e grazie per il vostro lavoro.
S. V. –
Albano S. A. (BG)
I termini per la
redazione del DPS sono stati prorogati
al 31/12/2004.
Alla luce delle
ultime disposizioni emanate dal Garante, stiamo approntando una sintesi pratica
adattabile alle piccole realtà di cui daremo notizia in un prossimo numero.
Due quesiti sui prestiti agevolati
Ho rilevato
da pochi mesi un’edicola a Giardini Naxos che è attiva da circa 20 anni. Vorrei
cambiare l’arredamento, ormai vetusto, e vi chiedo se esistono dei prestiti
agevolati specifici per
ristrutturazione e arredamento tenendo presente che non posso ancora presentare
la documentazione dei redditi e non possiedo immobili da dare in garanzia.
S. B. –
Giardini Naxos (ME)
Esiste
qualche legge regionale, nel mio caso la Campania, che finanzia a fondo
agevolato o perduto la ristrutturazione di un negozio-edicola?
L. F. - Napoli
Non mi risultano
delle leggi nazionali specifiche per la vostra richiesta, gli ultimi interventi
in Lombardia ci sono stati tramite
delle disposizioni Regionali gestite dalla Camera di Commercio che
prevedevano un credito d’imposta da scontare in sede di dichiarazione dei
redditi. Occorre quindi che ognuno di voi si informi presso la locale ASCOM
(Associazione Commercianti) per verificare che possibilità ci sono in questo
senso.
Tenete conto,
comunque, che normalmente i produttori di arredamenti/chioschi sono in grado di
fornire delle agevolazioni anche sotto forma di leasing.
... E due chiarimenti sugli e/c
Ho iniziato
l’attività di edicolante nel mese di gennaio di quest’anno e non riesco a
capire perché gli estratti vanno maggiorati del 23,11%. Da un rapido calcolo mi
sembra che l’aggio è poco più del 18% e cosa si aggiunge per arrivare al
23,11%?
E.B. –
Lodi Vecchio (LO)
L’aggio del
23,11% va calcolato sul prezzo che viene addebitato dal distributore
sull’estratto conto, e non sul prezzo di copertina. Infatti lei potrà
verificare sull’estratto conto che il costo che le viene addebitato di un quotidiano venduto a € 1,00, è pari a
€ 0,812. Se su questo importo calcola il 23,11% otterrà l’aggio di 0,188.
(0,812 + 0,188 = € 1 prezzo di vendita).
Ringrazio per
la risposta fornitami sul numero 3/2004
. Tuttavia è incontestabile che
l’ammontare degli estratti conto è superiore al “costo del venduto” poiché
nell’importo a saldo dell’estratto conto è contenuta anche la parte (cospicua)
di pubblicazioni pagate e giacenti presso il punto vendita. Quindi, assumendo
l’importo a saldo degli estratti conto come base di calcolo (con un ricarico
del 23,11%), si ottiene un imponibile superiore a quello determinato dal
calcolo dell’aggio del 18,75% rispetto ai corrispettivi. Non crede quindi che
sia necessario tenere conto, in qualche modo, di tale giacenza? Grazie per
l’attenzione e l’eventuale risposta e saluto cordialmente.
D. Zulian - Udine
Nei testi da lei
evidenziati non c’è alcuna differenza, cambia soltanto il riferimento alla base
di calcolo. Infatti l’aggio del 23,11% va calcolato sull’ammontare degli
acquisti risultanti dagli E/C mentre, nel quesito che mi era stato posto,
veniva indicato il venduto pari alla somma dei prezzi di copertina. In
quest’ultimo caso ho dovuto calcolare il 19% sul prezzo defiscalizzato. Se
dagli 8.000 euro, indicati nel quesito, detrae l’aggio di € 1.502,00 trova un
costo di € 6.498. Se su detto importo calcola il 23,11% troverà l’aggio pari a
€ 1.502 (6.498 x 23,11% = 1.502 arrot.).
Gli adempimenti della 626
Gestiamo
l’edicola in società, siamo in tre, e vorremmo sapere quali adempimenti fare,
se ce ne sono, in base alla 626.
A. V. – Ponza
(LT)
I soci di una
snc che svolgono attività commerciale sono obbligati a iscriversi all’INAIL
ai fini degli infortuni sul lavoro e
pagare il premio annuo su un salario convenzionale. Vista l’attività si può
richiedere l’applicazione del tasso minimo del 4°/°° sul salario convenzionale
attuale di € 11.952 annuo.
Quale iva a credito?
Avendo solo
la vendita di giornali, quale IVA in acquisto è possibile considerare a
credito? Esempio: autocarro, ENEL, bombola gas per riscaldamento. Grazie.
A.M. M. –
Valmadrera (LC)
Essendo titolare
di partita IVA può recuperare l’IVA pagata sulle fatture dei fornitori che
hanno fornito beni o servizi utilizzati per l’esercizio dell’attività
d’impresa. (es: bollette Telecom, spese di manutenzione, acquisto di
cancelleria, spese di consulenza, oltre a quelle da lei citate).
Dubbi sulla compilazione degli
“studi di settore”
Ho il
seguente dubbio sulla compilazione degli “studi di settore”: lo scorso anno è
uscita la disposizione per cui negli “studi di settore” bisogna inserire i soli
“aggi” relativi ai giornali mentre nei
righi relativi al reddito d’impresa si continuano a inserire i “costi = valore
di addebito dei giornali” e i “ricavi = costo giornali + % di ricarico”. Anche quest’anno si
continua nello stesso modo vero? Grazie per la risposta.
L. A. – Leffe (BG)
Negli studi di
settore per la vendita di prodotti editoriali vanno indicati soltanto gli aggi,
mentre gli eventuali altri prodotti
venduti vanno considerati a costi/ricavi/rimanenze. Lo stesso sistema va
utilizzato nell’Unico quadro G.
A proposito di aggi e incassi
Vorrei
cortesemente avere un vostro parere sul comportamento del mio commercialista
che si ostina a farmi fare l’inventario al 31/12 sostenendo che soltanto chi riporta gli aggi (e non gli
incassi) è esonerato dal fare le rimanenze e che quindi siccome il loro sistema
di registrazione prevede di riportare gli incassi io devo continuare a fare le
rimanenze. In base a quanto detto sopra vorrei sapere se a livello di tasse c’è
stato per me un guadagno oppure una rimessa. Infine: in base a quale calcolo si
arriva alla percentuale di ricarico del 23,11% sull’estratto conto? Grazie.
G. M. –
Borgo San Lorenzo (FI)
Non sono in
condizione di valutare eventuali differenze, dipende se il reddito finale si
equivale o si discosta. Per il calcolo dell’aggio veda la risposta data al
quesito di E.B. di Lodi Vecchio.
I contributi del part-time possono
essere cumulati nell’impresa familiare?
Sono titolare
di una rivendita di giornali dal 1985 e nel 1994 ho stipulato un’impresa
familiare con mio marito. Svolgo lavoro par-time dal 1992 presso uno studio e
vorrei sapere se, ai fini pensionistici, i contributi del lavoro part-time
verranno cumulati. Se “no”, cosa devo fare?
L’agenzia di
distribuzione della zona ci crea dei problemi, primo fra tutti quello che al
momento del pagamento dell’e/c non mi sottrae le forniture mancanti e le
differenze sulle rese. Cosa posso fare? Inoltre questi pagamenti per la
fornitura di merce mai consegnataci li posso detrarre ai fini del reddito come
sopravvivenza passiva?
I contributi
versati sulle varie posizioni sono cumulabili ai fini pensionistici
Per la gestione dell’edicola
Ho intenzione
di dare l’edicola in gestione e vorrei sapere se esiste un contratto standard
oppure se si possono apporre delle clausole specifiche. L’eventuale gestore mi
deve pagare i giornali che ho dentro l’edicola? In caso di pagamento, la
fattura che emetterò mi creerà reddito dal momento che io dichiaro i ricavi
dagli E/C settimanali?
F. F. –
Segni (RM)
La stesura
dell’atto di affittanza d’azienda è libero e riporta gli accordi contrattuali
stabilite dalle parti, nel rispetto delle norme generali e comunali inerenti
l’attività specifica. L’inventario dei giornali viene trasferito al netto
dell’aggio e se gli aggi sono stati rilevati in base agli E/C settimanali del
distributore non costituisce ricavo.
Come giustificare un aggio per un
prodotto non venduto per vari motivi
Che cosa
dobbiamo fare (come documentazione) per giustificare un aggio medio annuale
<23,11% considerando il prodotto che non viene venduto per:
a – mancata
resa
b – prodotto
venduto a prezzo di costo (a scuole, enti o dipendenti)
c – furto
(visto che la nostra edicola si trova in un centro commerciale dove avvengono
diversi furti)
Grazie per
l’aiuto e cordiali saluti.
M. B. –
Savona
L’aggio indicato
rispecchia quanto stabilito dagli accordi nazionali, pertanto non è
compensabile con altre voci di costo che possono essere documentate diversamente
ai fini della deducibilità fiscale. Per le mancate rese può documentarle o
con la cessione come carta da macero o
con la distruzione delle copie non rese
facendone comunicazione all’Ufficio competente
Anche gli sconti
possono essere documentati nella ricevuta di vendita consegnata ai vari
istituti.
Rettifica
Con
riferimento alla risposta fornita a M. Prosperi nel numero
precedente, si
precisa che, per un refuso nella digitazione del testo, le conclusioni sono
state date per i beni immobili e non per i beni strumentali indicati nella
prima parte della risposta. Per questi ultimi l’aliquota d’ammortamento è del
10% annuo e il contratto di leasing può essere stipulato per un periodo non
inferiore a cinque anni.