Casale: no alla consegna dello zainetto

 

L’iniziativa promossa dal quotidiano LA STAMPA ha provocato il rifiuto degli edicolanti

di Casale Monferrato, che sarebbero stati costretti a offrire, per conto dell’editore, servizi gratuiti e non previsti dall’Accordo Nazionale.

 

Con 45 bollini, il lettore aveva diritto al premio di uno zainetto frigo. Nella primavera scorsa, sulle edizioni provinciali rinnovate del quotidiano LA STAMPA, è stato pubblicato un bollino in prima pagina, da ritagliare e incollare su apposita scheda. Un concorso riservato ai lettori delle province di Alessandria, Asti, Cuneo, Biella, Novara, Verbania, Vercelli e Aosta che coinvolgeva i rivenditori di giornali di tali zone, senza averli preventivamente interpellati.

Con 45 bollini, il lettore aveva diritto al premio di uno zainetto frigo.

L’Editrice La Stampa comunicò a suo tempo che le schede del concorso, compilate con i dati anagrafici e complete di bollini, dovevano essere consegnate dai lettori al proprio rivenditore per poter così ritirare il premio sicuro e partecipare all’estrazione finale di 660 buoni spesa.

A fronte di tale servizio quale ricompensa e quali problemi pratici per l’edicolante? Uno zainetto per tutti e l’estrazione, fra i rivenditori per ogni provincia, di un buono spesa da 1000 euro.

Ma il vero rischio per ogni edicola, in queste province dove LA STAMPA ha un’elevata diffusione, era di essere “sommersa” da decine di zainetti da consegnare ai clienti, che avrebbero creato ulteriori problemi di spazio a chioschi spesso di misure ridotte e già “invasi” da gadget ingombranti uniti a quotidiani, settimanali, mensili e collezionabili.

Il presidente del sindacato provinciale SNAG di Casale Monferrato, Carlo Leopardo, ha preso posizione spiegando le sue ragioni in una circolare fatta pervenire a tutti gli edicolanti. In questa lettera si sottolineava, fra l’altro, come l’iniziativa del quotidiano torinese non fosse prevista dall’Accordo Nazionale e non comportasse, quindi, alcun obbligo per il giornalaio.

“LA STAMPA contattata da noi, si è rifiutata di dare in qualche modo un maggiore riconoscimento ai giornalai – ha spiegato ai colleghi Carlo Leopardo – Anzi, a una mia diretta proposta di devolvere una somma in beneficenza a fronte del lavoro svolto dai rivenditori per la riuscita dell’operazione, ha opposto un netto rifiuto”.

Lo SNAG di Casale Monferrato ha ricordato come quest’iniziativa del quotidiano torinese sia la seconda di tal genere: nel primo caso gli edicolanti avevano dato la massima disponibilità, ma continuare ad approfittarsi gratuitamente della categoria creerebbe un pericoloso precedente di cui certi editori potrebbero servirsi anche in futuro. Perciò i rivenditori casalesi, aderenti allo SNAG hanno esposto un manifesto in cui hanno spiegato ai loro clienti di non aderire all’operazione “ARRIVANO I BUONI” della STAMPA.

La FIEG non ha accettato “l’atteggiamento assunto dal sindacato locale che, non tenendo conto della necessità di agevolare ogni forma di incentivo alla diffusione del prodotto editoriale, promuove presso la rete di vendita forme di protesta prive di qualsiasi giustificazione”.

La Federazione Italiana Editori Giornali ha sottolineato poi “come l’iniziativa del quotidiano LA STAMPA, seppur non espressamente prevista dal vigente Accordo Nazionale, rientri tra le legittime scelte di un Editore nell’ambito delle forme di promozione editoriale”.

Sulla mancanza di “riconoscimento alla rete di vendita” denunciato dallo SNAG, la FIEG ha precisato come la distribuzione del materiale promozionale fornito dall’azienda editoriale, prevista dall’art.9 dell’Accordo Nazionale, non sia soggetta ad alcun sovrasconto.

La pronta replica agli editori è arrivata da Carlo Leopardo che ha ricordato quali operazioni, secondo l’Editrice La Stampa, il concorso prevedesse a carico dei giornalai:

 

• Consegna ai lettori della scheda per la raccolta punti

• Ritiro bustoni dal distributore locale

• Ritiro schede dei lettori

• Compilazione di un anagrafico delle schede ritirate

• Imbustamento schede ritirate

• Consegna bustoni al distributore locale

• Ritiro dal distributore locale dei premi da consegnare al lettori

• Consegna dei premi ai lettori.

 

Gli edicolanti di Casale Monferrato che si sono rifiutati di aderire al concorso, ha sottolineato il presidente provinciale dello SNAG, hanno rispettato l’art.9 citato dalla FIEG perché “Si presume che per materiale promozionale si intendano le schede per la raccolta punti; ebbene queste sono state regolarmente distribuite – ha spiegato – In caso contrario i lettori non avrebbero potuto completarle con la raccolta dei punti come, invece, hanno fatto, e pertanto riteniamo di aver perfettamente ottemperato a quanto espresso dall’Accordo Nazionale in tal proposito”.

Il risultato finale è stato che LA STAMPA ha dovuto organizzare dei propri gazebo per provvedere al ritiro delle schede e alla consegna degli zainetti premio, per rispettare quanto promesso ai suoi lettori. Una vicenda che fa riflettere però sul futuro di concorsi e sulle regole che sarebbe auspicabile inserire anche nel nuovo Accordo Nazionale, dal momento che promozioni, raccolte a punti e premi sono, sempre più, strumenti utilizzati dagli editori per fidelizzare i propri lettori.

 

MILANO: protesta contro l’ATM

 

mancanza di volontà da parte dell’ATM (Azienda Trasporti Milanesi) a discutere il rinnovo dell’accordo per la vendita dei bigliettiGli edicolanti milanesi hanno alzato la voce nei mesi scorsi per protestare contro la mancanza di volontà da parte dell’ATM (Azienda Trasporti Milanesi) a discutere il rinnovo dell’accordo per la vendita dei biglietti, scaduto ormai da oltre sei anni.

Attualmente i rivenditori di giornali del capoluogo lombardo guadagnano il tre per cento su ogni tipo di biglietto contro il cinque per cento della media nazionale.

A fine giugno gli edicolanti hanno esposto un cartello di avviso agli utenti firmato dai principali sindacati di categoria.

“Abbiamo ritenuto opportuno informare i viaggiatori che avrebbero potuto verificarsi dei disservizi nella vendita dei biglietti e ci scusavamo nei loro confronti per eventuali disagi” spiega Giampiero Labò, presidente provinciale dello SNAG di Milano. “Nessuno ha mai pensato a uno sciopero totale per non creare problemi ai cittadini, e infatti siamo rimasti disponibili a continuare a vendere i ticket. Nel caso, però, proseguisse il silenzio da parte dell’ATM, negheremo carnet e tesserini, proponendo esclusivamente biglietti da un euro (validi per il viaggio all’interno dell’area urbana - ndr) solo per non penalizzare cittadini e turisti. Poiché i vertici dell’ATM - spiega Labò - hanno continuato a ripeterci che, causa ristrutturazioni aziendali, manca un referente per questa vicenda contrattuale, ci siamo mossi prendendo contatto con esponenti del Consiglio Comunale affinché sblocchino la situazione”.

Attraverso Carla De Albertis, consigliere comunale di An, Giampiero Labò e Giovanni Graziotti, responsabile dello SNAG milanese per i rapporti con l’ ATM, hanno contattato altre forze politiche a Palazzo Marino, sede politica del capoluogo lombardo.

“La De Albertis e altri consiglieri comunali hanno firmato una richiesta in cui si chiede la convocazione della Commissione Turismo e Commercio del Comune di Milano - spiega Labò -  per mettere di fronte ATM, organizzazioni sindacali e amministrazione comunale”.

Ora, dopo sei anni, si attende una svolta definitiva e costruttiva per gli edicolanti.

 

 

CATANIA: il tar respinge la sospensiva richiesta dal Sinagi

 

Dalla Sicilia, la vicenda  di un discutibile comportamento di chi dovrebbe difendere la categoria e che, in questo caso, si è mosso  esattamente all’opposto. In compenso, il TAR  ha dato ragione al rivenditore.

 

Lo scorso 15 gennaio il SINAGI di Catania ha inviato una lettera al sindaco, all’assessore al commercio della città etnea e alla FIEG, contestando il rilascio dell’autorizzazione amministrativa per la rivendita di giornali, quotidiani e periodici a Giuseppe Gozzo per la sua edicola di Piazza Stesicoro.

Sulla vicenda è intervenuto lo SNAG di Catania attraverso il suo presidente Salvo Lo Bianco e il segretario Antonino Alicata.

“Da oltre 20 anni ci siamo sempre battuti come sindacato affinché tutti gli assessori al commercio, che si sono succeduti al comune di Catania, sostenessero la tesi in base alla quale per le edicole, che operavano prima della legge 416/81, il rilascio della regolare autorizzazione amministrativa comunale fosse un atto dovuto – spiegano i dirigenti dello SNAG di Catania – Nel caso di Giuseppe Gozzo, il riconoscimento è stato sancito dal piano comunale di localizzazione dei punti ottimali di vendita. Quest’edicolante è stato, fra l’altro, presidente del nostro provinciale e per tantissimi anni ha operato in edicola rappresentando, da sempre, un’istituzione per il centro storico della nostra città. Ma problemi di salute lo hanno costretto prima a ridimensionare gli orari di lavoro e, successivamente, a cedere la sua attività. Non possiamo, perciò, che biasimare l’attacco personale dei rappresentanti del SINAGI nei confronti di chi, nella veste di presidente di un sindacato di categoria, ha in passato rappresentato degnamente e con grande responsabilità gli interessi degli edicolanti. La nostra risposta arriva ufficialmente oggi – concludono i dirigenti dello SNAG siciliano – dopo che il Comune ha assunto un atteggiamento corretto e responsabile, consentendo al TAR di Catania, nell’udienza del 6 luglio scorso, di respingere la richiesta di sospensiva dell’autorizzazione amministrativa”.

 

 

POTENZA: sanzionati gli editori

 

Il 2 luglio 2004, in riferimento al ricorso proposto da Antonietta Galgano (vedere Azienda Edicola nn. 6/03 e 2/04), con rivendita in Campomaggiore (PZ) nei confronti degli Editori: LA REPUBBLICA, IL CORRIERE DELLA SERA e LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO (obiettivamente responsabili dell’operato del loro distributore locale), l’ORGANO MONOCRATICO, sui tre capi di imputazione avanzati dallo SNAG:

- sospensione illegittima della fornitura delle pubblicazioni,

- mancato ritiro delle pubblicazioni ancora giacenti in edicola,

- mancata comunicazione dei motivi della sospensione,

ha accertato l’esistenza della violazione dell’art. 6 dell’Accordo Nazionale del 4 marzo del 1994 sanzionando, in solido, i tre editori evocati a titolo di responsabilità oggettiva per l’operato del distributore locale.

Viene così ribadito e confermato, sia tramite tale sentenza che con delibera della commissione art. 5 avvenuta il 10 dicembre 2003, che “la sospensione delle forniture non può essere operata in caso di mancato pagamento di addebiti non concordati e non riconducibili alla vendita e che l’editore o il distributore devono provvedere al ritiro delle rese effettive”.

 

Enrico Venni