I dati ADS (media mobile da aprile
2003 a marzo 2004)
non sono davvero brillanti per
nessuno.
Nell’ambito di ogni categoria c’è chi
sale e chi scende,
difficile dare un perché.
Da aprile 2004, molte cose, tuttavia,
sono cambiate:
restyling drastici e nuove testate
fanno pensare
che i prossimi dati ci offriranno
delle novità.
Chi guardava a
Libero con sufficienza, sarà meglio che smetta di farlo. Il suo incremento
continua, giorno dopo giorno e copia dopo copia. Gli hanno fatto bene anche le
ultime elezioni (anche se il dato ancora non è ufficializzato ADS). Il
quotidiano fondato da Feltri evidenzia una crescita del 24,1%, raggiungendo le
58.983 copie.
Stabile la
diffusione del Corriere della Sera (209 copie in meno rispetto all’anno
precedente), mentre sale dello 0,6% quella di Repubblica.
Il Sole-24 Ore
perde ben 22.080 copie (-5,3%) e La Stampa 31.092 pari a - 7,9%.
Anche i
quotidiani sportivi, arretrano un po’ tutti: Gazzetta dello Sport (- 2,1),
Tuttosport (- 5,23%) e Corriere dello Sport (- 6,22%). In compenso Il Tempo,
con un incremento del 5,8%, arriva a 54.537 copie e Italia Oggi aumenta la sua
diffusione del 2,6%.
Sorrisi e
Canzoni Tv è al primo posto della classifica dei settimanali più diffusi,
nonostante perda il 2% delle copie che, tuttavia rimangono pur sempre
1.384.998.
Anche Famiglia
Cristiana accusa il colpo di un segno meno, arretrando del 6,6%: scende da
817.000 a 762.795 copie.
Stessa aria
fredda per Panorama (-5,1%) ed Espresso (-1,8%), anche se il primo resta
saldamente distanziato dal concorrente romano con le sue quasi 130.000 copie in
più.
I magazine
maschili dei quotidiani non stanno meglio del loro fratello allegato, solo
Venerdì di Repubblica recupera il 2,5% e raggiunge quota 623.272 copie, Sette
quasi stabile (-0,4%) - ma vedremo le sue nuove performance come Corriere della Sera Magazine - e Specchio
della Stampa passa da 389.339 copie a 342.229 (-12%). Anche Sport Week va
all’indietro, sia pure di poco: - 0,8% scendendo a quota 358.675 copie.
Segno positivo,
al contrario, per gli allegati femminili con Io Donna che guadagna l’1,47% e D
La Repubblica delle Donne il 2,39%.
Per i femminili
classici, segno negativo per Anna (-5,7%), Gioia (-13,44%); stabile Grazia che
anzi guadagna 603 copie e bene Donna Moderna con + 1,88%.
Fra i cosiddetti
familiari, Gente perde il 7,8% (602.912 copie, ma ha già fatto un notevole
lifting e si parla ormai di molte copie in più rispetto agli ultimi dati
ufficiali) e Oggi scende del 5,09% attestandosi a quota 684.104. Ora bisogna
aspettare i numeri relativi a Dipiù, uscito a luglio con un milione di copie
senza, pare, aver scalfito i due diretti concorrenti.
Il più diffuso
è, come sempre, Focus: il magazine della Gruner+Jahr Mondadori, praticamente,
non conosce sosta e la cosa è confortante: 5 mila copie in più rispetto alla
rilevazione dell’anno precedente, salendo a 775.151 copie. Salvo errori è il
secondo giornale (dopo Sorrisi e prima di Famiglia Cristiana, Dipiù al momento
non è ancora uscito) più venduto in Italia. Complimenti!
Per i femminili,
continua a crescere Marie Claire (+20%) che passa da 136.420 a 164.040 copie,
mentre il rivale Amica perde il 25% delle copie.
Ma anche Elle
non sta meglio (-3,85%), così come la mania di stare a dieta sembra aver
condizionato le riviste dedicate alla cucina: Cucinare bene (-32%) e La Cucina
Italiana (-9,29%).
C’è poi Glamour
che perde il 4,60% mentre il fratello maggiore Cosmopolitan recupera il 5,13%
(quali sono stati gli argomenti “piccanti” che hanno incontrato il favore delle
lettrici?).
In campo
automobilistico Al Volante ha preso letteralmente il volo: + 24,99% pari a
697.123 copie vendute.
Gadget o libro
che sia, l’allegato non sembra influire sull’inarrestabile deflusso di copie
per la maggior parte delle testate italiane, anche se non si può fare a meno di
chiedersi che dati avremmo senza di loro.
La sensazione è
poi quella di una certa disaffezione, si compera quello che attira di più, in
quel preciso momento. Parlando con chi sta in edicola ci si sente dire ogni
giorno: “No, questa copertina non va... strano, con questo tipo di allegato di
solito andava a ruba...” e via di questo passo. La realtà è che, comunque, gli
editori con libri, occhiali da sole, borse (qualcuno ha contato quante ne sono
state proposte fino a oggi?), ciabatte, magliette, ombrelli e via dicendo,
recuperano in fatturato ciò che perdono in copie e dunque, forse, per loro va
bene ugualmente.