L'ESPERTO - Carlo Leopardo
L'ESPERTO RISPONDE
A cura di Carlo Leopardo

 

 

Cosa fare per diventare edicola-libreria

 

 

Vorrei sapere come fare per inserire nella mia edicola la vendita di libri, diventare, cioè, un’edicola-libreria. È necessario avere un’altra licenza? Chi contattare per le forniture?

S. B. - Giardini Naxos (ME)

 

Il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114, - Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, più comunemente conosciuto come DECRETO BERSANI, ha di fatto eliminato le vecchie autorizzazioni commerciali, infatti, all’Art. 7, comma 1, dice: “L’apertura, il trasferimento di sede e l’ampliamento di superficie - omissis - di un esercizio di vicinato (così sono chiamati comunemente i normali esercizi commerciali) sono soggetti a previa comunicazione al comune competente per territorio e possono essere effettuati decorsi trenta giorni dal ricevimento della comunicazione”.

Per fare quello che desidera basta dare comunicazione al Comune (vi sono appositi moduli che può trovare all’Ufficio commercio del suo Comune o presso la locale Associazione Commercianti (ASCOM), trascorsi 30 giorni senza avere eventuali contro deduzioni, lei può cominciare l’attività desiderata.

Per le forniture di libri può rivolgersi a un grossista che operi in un’area a lei vicina: le consiglio di fare una ricerca sulle Pagine Gialle alla voce LIBRI AGENZIE DEPOSITO.

 

I soliti problemi con il distributore

 

Il mio distributore non rispetta le consegne, in particolare quelle riguardanti i collezionabili per i cui ritardi ho già perso diversi clienti. Dice che me ne devo interessare io. È giusto? Inoltre, posso chiedergli di abbassare l’estratto conto settimanale per me troppo oneroso?

F. C. - Rosarno (RC)

 

Il suo distributore locale dovrebbe fornirla delle pubblicazioni necessarie, statisticamente e numericamente, al potere diffusionale del suo punto vendita. Se lei ha forniture eccessive di determinate pubblicazioni, può ovviare rendendole in quanto esuberanti le capacità di vendita della sua edicola, aiutando perciò il suo fornitore ad attuare un piano di vendita più consono.

Come lei ha evidenziato, non è escluso che, a volte, qualche disguido possa accadere per le opere collezionabili.

Al proposito sono stati creati dai maggiori editori del settore, dei call center (veda qui di seguito i relativi numeri verdi dedicati ai giornalai) ai quali può telefonare per ovviare a questi problemi o per avere degli arretrati; quello relativo alla raccolta “Grandi inchieste del Commissario Maigret" è della Fabbri.

FABBRI - 800 989867

DEAGOSTINI - 800 373332

M DIS - 800 615121

 

Forniture delle edicole e piani

 

Sono da poco una vostra lettrice e devo esporvi  l’ennesimo problema  riguardante la fornitura dei giornali. La mia edicola è semestrale (ma a breve sarà annuale) e, per il secondo anno consecutivo la ditta che ci rifornisce non vuole svolgere il suo lavoro con la scusa della “non convenienza” anche se rifornisce un’edicola distante da noi 2 km.

Abbiamo protestato citando gli articoli che ci tutelano, ma la risposta è sempre stata un NO secco con l’aggiunta di sberleffi in caso avessimo agito per vie legali. Vi chiedo un suggerimento sul da farsi in quanto la mancata fornitura mi provoca ingenti perdite.

A. Mengozzi - Aprilia (LT)

 

Per l’approvazione dei piani delle edicole è obbligatorio il parere della FIEG  e dei sindacati? Una volta approvato, gli editori si possono rifiutare di servire i nuovi punti vendita?

ANVIRanI@tiscali.it

 

Per rispondere a queste due lettere provenienti dalla stessa provincia, riprendo quanto a suo tempo Maurizio Corti che cura la rubrica La parola all’avvocato evidenziò a un collega che pose lo stesso quesito: “Il caso preso in esame è molto interessante, poiché permette di evidenziare e chiarire due principi fondamentali, consolidati da recenti, e meno recenti, decisioni di organi di giustizia di merito e di legittimità.

Il primo principio è che il possesso di una autorizzazione comunale alla vendita non costituisce, per il soggetto interessato, titolo a essere rifornito di pubblicazioni quotidiane e periodiche, ma unicamente requisito indispensabile per la vendita delle stesse.

Il secondo principio è che il distributore locale non è obbligato, anche in presenza del nulla osta da parte della Federazione Editori, ad attivare un rapporto commerciale che si manifesta in tutta evidenza antieconomico per la stessa impresa di distribuzione locale la quale, operando nel settore quale imprenditore autonomo non può essere obbligato a instaurare un rapporto commerciale che determini una possibilità negativa (certa e dimostrabile) per la sua azienda”.

 

Quale patentino per vendere i giornali?

 

Ho rilevato l’attività di cartoleria con vendita di giornali e riviste. La licenza è del 1991 ma, ancor prima di esporre i giornali, un vigile mi ha detto che se li vendo rischio una multa di 10.000 euro perché non sono in possesso di un patentino. Esiste questo patentino? Che cosa devo fare per ottenerlo? Grazie mille.

A. - Roma

 

L’autorizzazione comunale per la rivendita di giornali quotidiani e periodici è l’unico titolo che consente di commercializzare al dettaglio giornali e riviste, nessun altro documento è richiesto; se lei è in possesso di tale autorizzazione non rischia alcuna multa e può commercializzare quanto desiderato.

Il vigile, probabilmente, è male informato: sino agli anni 70, infatti, la vendita dei giornali veniva permessa, dopo aver ottenuto un "patentino” rilasciato da  una commissione paritetica tra organizzazioni sindacali dei giornalai ed editori. Dopo l’entrata in vigore della Legge 5 agosto 1981, n.416, la vendita dei giornali è ora legata esclusivamente al rilascio, da parte del Comune competente, di una autorizzazione alla vendita di giornali quotidiani e periodici.

 

Chi decide il valore del suolo pubblico

 

Può l’amministrazione comunale decidere arbitrariamente il valore che dobbiamo pagare come concessione del suolo pubblico? Si hanno dei riferimenti (min-max) di suolo pubblico occupato?  È possibile triplicare, da un anno all’altro, questa tassa? Grazie.

S. F. - Colorno (PR)

 

Tasse e tariffe comunali, sono decise dalla giunta del Comune. Ogni Comune è sovrano sul suo territorio; non esistono, quindi, dati particolari di riferimento. A volte i prezzi delle concessioni variano anche nell’ambito dello stesso Comune a seconda delle posizioni più o meno centrali delle varie aree.

 

Si può chiudere il lunedì?

 

A gennaio 2005 rileverò l’edicola esclusiva e unica nel paese in cui abito di circa 3.000 abitanti. Vorrei sapere se è possibile poter chiudere anche il lunedì pomeriggio visto che tutti gli altri negozi del paese sono chiusi e i titolari che lavorano attualmente nell’edicola mi dicono che non entra mai nessuno per tutto il pomeriggio. Come mi devo comportare? Da chi posso  avere quest’autorizzazione? Grazie.

C. M. - Urago d’Oglio (BS)

 

Gli orari di una rivendita abbinata ad altri settori merceologici, seguono gli orari dell’attività dominante. Dal momento che lei vende anche cartoleria, libri, giocattoli, articoli da regalo, penso che queste siano le attività predominanti e, quindi, ritengo legittima la chiusura pomeridiana del lunedì, al pari degli altri esercizi.

 

Il fornitore non restituisce i quattrini

 

Ho un problema con un fornitore di quotidiani che il 27 maggio u.s. mi ha respinto una resa di 35,53 euro e non mi ha più restituito i quattrini nonostante le numerose telefonate e la fotocopia della bolla resa respinta. Cosa posso fare? Posso recuperarli sottraendoli dall’estratto conto? Datemi un consiglio. Grazie.

R. P. - Acerra (NA)

 

Senza entrare nel merito del motivo della resa respinta, devo evidenziare che la stessa deve essere resa, non solo CONTABILMENTE, ma anche MATERIALMENTE.

Se ciò non avviene, come nel suo caso, la resa deve considerarsi accettata dal distributore locale, e quindi accreditata. In caso contrario si tratta di appropriazione indebita e per tale reato può essere perseguito con querela di  parte.

 

La pubblicità sull’edicola deve essere pagata?

 

Ho rilevato l’attività da un anno e mezzo circa e il mio chiosco porta sull’insegna la pubblicità di un noto quotidiano locale. Ho sentito che per questa pubblicità il quotidiano dovrebbe pagare una somma al titolare e proprietario del chiosco. Se è così, a quanto può ammontare la cifra? Vorrei inoltre sapere se posso recuperare la somma che avrei dovuto riscuotere lo scorso anno, da quando cioè sono subentrato. Grazie per la cortese attenzione.

F. C. - Montemarciano (AN)

Non vi è alcuna tariffa più o meno fissa per l’esposizione al pubblico di una scritta pubblicitaria presente nelle insegne di una edicola, tutto è lasciato alla libera contrattazione tra le parti (titolare dello spazio e fruitore dello spazio pubblicitario); pertanto, se il quotidiano locale che utilizza il suo spazio non le riconosce alcun contributo per il servizio, lei può anche togliere le relative insegne.

L’art. 7 dell’Accordo Nazionale sulla vendita di giornali quotidiani e periodici, al comma 6, dice: "Le rivendite si impegnano a riservare agli editori gli spazi sovrastanti l’edicola per l’utilizzazione dei quali la FIEG si impegna a sensibilizzare i propri associati”.

Impegnarsi non vuol dire garantire; significa che in presenza di richieste per usufruire dello spazio pubblicitario, a parità di offerta, offro la priorità a un editore, se questi non ne è interessato, mi sento libero di cederlo al miglior offerente.

  

Giornali portati da un edicolante  di un paese vicino

 

Ho acquistato l’unica edicola del paese, Uliveto Terme, dal gennaio 2004 e quindi sono “nuova” in quest’attività. Il negozio è sulla provinciale e vendo anche cartoleria e oggettistica da regalo. Leggendo la vostra rivista mi sono resa conto che i miei problemi sono gli stessi di tanti altri colleghi in tutta Italia e quindi “mal comune mezzo gaudio”. Ma io ne ho uno in più: un abitante di Uliveto che ha un’edicola a Cascina, quindi in un altro comune, porta giornali e riviste a diversi vicini di casa e ai 2 bar del paese togliendomi così una bella fetta di vendita. Ho tentato più volte di dissuaderlo facendo intervenire anche la polizia municipale ma il risultato è stato nullo. A questo punto vorrei sapere come mi posso muovere senza dover fare la “guerra” che voglio assolutamente evitare. Vi ringrazio anticipatamente e resto in attesa di una vostra risposta.

M. C. - Uliveto Terme (PI)

 

L’autorizzazione per la vendita di giornali quotidiani e periodici è rilasciata dal Comune e l’attività (che permette anche la consegna porta a porta) può essere svolta solo nell’ambito del territorio del Comune stesso.

Pertanto, il suo collega, avendo l’autorizzazione alla vendita di giornali per Cascina, non può fare attività di consegna porta a porta a Uliveto e può, quindi, essere perseguito per vendita abusiva. Per far cessare questo arbitrio deve essere fatto un esposto/denuncia all’ufficio Polizia del suo Comune che deve intervenire, erogando le relative sanzioni (da 5.000 a 10.000 euro di multa per vendita abusiva). Se gli organi preposti dal Comune non intervenissero, il Comune stesso sarebbe passibile di denuncia per omissione di atti d’ufficio.