Editori unanimi sul nome di Boris Biancheri, per la sostituzione di Luca Cordero di Montezemolo alla carica di presidente FIEG. Nell’accogliere l’ex ambasciatore, giornalista, scrittore e presidente ANSA, i rivenditori di giornali italiani gli augurano buon lavoro auspicando da parte sua maggiore attenzione anche ai problemi della rete di vendita della stampa.
Non ci sono
stati dubbi sulla nomina di Boris Biancheri quale nuovo presidente della
Federazione Italiana Editori Giornali.
Ma chi è questo
distinto signore?
Nato il 3
novembre 1930, da padre ligure e da madre di origine russa, ha compiuto gli
studi a Roma, laureandosi in giurisprudenza nel 1953. Tre anni dopo è entrato
nella carriera diplomatica, prestando servizio
al gabinetto del
ministro degli esteri Gaetano Martino, poi all’ambasciata d’Italia ad Atene, al
consolato di Tolone e, brevemente, in Giappone. Alla fine del 1987 è stato
nominato ambasciatore a Londra e nel 1991 a Washington.
Nel novembre
1995 diventa segretario generale del ministero degli affari esteri. Dal
settembre 1997 Biancheri è presidente dell’agenzia ANSA
e dell'Istituto
per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI).
Editorialista
del quotidiano La Stampa e collaboratore di vari periodici nazionali e internazionali,
negli Stati
Uniti ha ricevuto una laurea “ad honorem” in Lettere dal Mercy College e una in
Legge dall’Università di St. John’s.
Infine è autore
di saggi e di narrativa.
“Biancheri, ha
detto il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri - ha rappresentato per
molti anni l’Italia all’estero in qualità di ambasciatore. La sua esperienza di
saggista e narratore, la presidenza dell’ANSA e l’impegno di editorialista
testimoniano la sua vicinanza al mondo dell’editoria e della comunicazione”.
Paolo Serventi
Longhi, segretario generale della Federazione nazionale della stampa (FNSI),
nell’augurare un buon lavoro al presidente designato, ha ricordato come
“Nell’attuale situazione difficile del settore editoriale e delle relazioni
sindacali sia urgente ricercare soluzioni positive che consentano uno sviluppo
del pluralismo dell’informazione e della salute produttiva delle aziende”.