Schede telefoniche: aggio al ribasso!

il nostro aggio è un po’ misero.Ci siamo gia sentiti a proposito della vergogna del MESSAGGERO che viene venduto a 40 cent nella nostra zona ormai da almeno 5 anni. Nulla è cambiato da quel dì. Vorrei sottoporvi un altro problema. Come si sa, il nostro aggio è un po’ misero. In aggiunta ci sono poi quotidiani e riviste vendute sotto prezzo. Tutti guadagnano. Solo noi edicolanti facciamo diversi passi indietro.

            Come si sa, per arrotondare un po’, vendiamo anche i biglietti dei pullman e le ricariche telefoniche. Ultimamente però, l'aggio su di esse è sceso fin quasi allo zero. Abbiamo iniziato con provvigioni che in alcuni casi arrivavano al 6%. Niente di eccezionale. Ma tutto aiuta. Siamo arrivati per una TIM da 30 euro, al 3,33% (cioè un euro lordo). Pagamento anticipato. È di questi giorni, la diminuzione a 35 cent per ogni ricarica OMNITEL e WIND da 10 euro venduta. Leggiamo tutti i giorni dei brillanti risultati raggiunti da queste compagnie. Un po’ grazie anche a noi rivenditori. Io edicolante sono stato il primo della zona a venderle. Prima anche dei tabaccai.

Mi chiedo: il sindacato degli edicolanti e dei tabaccai, non può cercare qualche soluzione con queste compagnie telefoniche? Sanno perfettamente che uno sciopero da parte delle nostre categorie è impossibile. Praticamente tutti vendono ricariche e loro ne approfittano. Non potete ottenere un qualche dialogo? O decidere qualche forma di protesta? Uno potrebbe obiettare dicendo di non venderle. È vero. abbiamo ben altri problemi. È solo un modo per arrivare alla fine del mese. Spero ne parlerete diffusamente sui prossimi numeri di Azienda Edicola.

(Lettera firmata) M.C. – San Benedetto del Tronto

 

A) Sul MESSAGGERO venduto a 40 cent, lei ha perfettamente ragione, ma nessuno ha facoltà di intervento nel modificare il prezzo se non l’editore. La “campagna promozionale” di questa testata - che dura da 5 anni - è  scandalosa  e se tutte le edicole fossero veramente d’accordo nel toglierla dal banco vendita per dare spazio a testate più remunerative, l’editore vedendo che le rese aumentano forse comincerebbe a pensare a un prezzo diverso (capito il messaggio?).

B) In merito al “solo noi edicolanti facciamo diversi passi indietro” vale quanto sopra.

C) Per quanto riguarda gli aggi sulle schede telefoniche, è innegabile che la percentuale riconosciuta ai rivenditori (tutti i rivenditori, non solo i giornalai) sia molto bassa. Le compagnie telefoniche sanno perfettamente che tipo di mercato hanno di fronte, qual è il tipo di richiesta del consumatore e dove vogliono arrivare. Il loro obiettivo è avere contratti diretti con l’utente (bollette) o spingere la clientela, in un immediato futuro, alla ricarica on line risparmiando, così, in stampa, in distribuzione e guadagnando sul finanziario offrendo, magari in futuro, altri servizi. In pratica, come per i gettoni di una volta, le compagnie telefoniche, nel tempo vorranno eliminare le ricariche a scheda. Non c’entrano nulla i sindacati di categoria, non c’entrano gli scioperi o le azioni di protesta così come è impensabile che questo prodotto possa essere venduto solo da questa o quella categoria (oltre a tutto è un prodotto, che rientra nella normativa dell’art. 74/D, per il quale non è prevista l’applicazione dell’IVA all’utente finale in quanto assolta dal concessionario).

Le possiamo assicurare che tutte le sigle sindacali dei rivenditori di giornali conoscono molto bene la situazione in essere e, da sempre, sono impegnate al fine di ottenere maggiori sconti o agevolazioni: se così non fosse, oggi, gli esigui aggi che sono riconosciuti alle rivendite sarebbero ancora inferiori.