“Nel 2003 il 98% dei 16 milioni e mezzo di euro di fatturato – cresciuto del 44% rispetto all’anno precedente – è stato realizzato con la vendita in edicola...”
Così dice
Alessandro Ferri amministratore unico di Play Press Publishing, che articola la
sua produzione editoriale nelle linee videogiochi, facile, entertainment e
informatica, che ha deciso di puntare ora anche sui femminili e il 5
novembre uscirà con Girlfriend, un mensile dedicato alle teenager, mentre
nella casa editrice romana si sta già lavorando a un altro periodico per un
target, sempre al femminile, più adulto.
Diretto dallo
stesso Ferri, Girlfriend – 130 pagine (formato uguale ad Azienda Edicola) –
avrà una tiratura lancio di 200mila copie e verrà venduto insieme a un
inseparabile gadget, al prezzo di 3 euro.
Il nuovo mensile
si rivolge alle ragazze tra i 16 e i 22 anni che amano la moda e le tendenze e
che hanno una capacità di spesa medio alta.
Il core business
di Play Press sono i videogiochi di cui PlayStation 2 Magazine Ufficiale è
leader di settore con oltre 60mila copie di venduto. Grazie a un accordo con la
Sony viene allegato alla pubblicazione anche un Dvd con la versione
dimostrativa dei giochi, in modo che i lettori possano provarli prima del loro
acquisto.
Attraverso
questa linea editoriale (Ps, Mania 2.0, Xbm, Game Republic, Cube e PlayStation
2 Strategy Magazine Ufficiale) l’editore entra in contatto con il target degli
appassionati di videogiochi che dalle prime generazioni di adolescenti
ipertecnologici si è allargato, nel tempo, alla fascia degli adulti.
“L’elemento che
contraddistingue la nostra produzione è la capacità di anticipare le novità del
mercato” spiega Ferri “proponendo prodotti sempre in linea con l’evoluzione
della domanda e, per essere sempre freschi, imponiamo un breve ciclo di vita
a tutti i nostri magazine sottoponendoli, dopo 10-12 mesi, a un restyling
grafico o di contenuti”.
A luglio,
Play Press ha lanciato Yatta!,
un mensile proposto nel tipico formato giapponese: un corposo volume su carta
economica, contenente diversi fumetti a puntate.
E per
l’autunno sono in programma il radicale rifacimento di Cube, il magazine specializzato sulla
consolle di Nintendo, che potrebbe addirittura cambiare testata e obiettivi,
e un restyling di Xbm.
Che ci fa, in una casa editrice dall’immagine un po’ tradizionalista, vicino alla Cucina Italiana e a Intimità, un giornale come Rolling Stone?
Per aggiudicarsi
la licenza italiana di Rolling Stone, la rivista di cultura rock nata nel 1967
a San Francisco e diventata il giornale cult dei baby boomer, ci ha messo tre
settimane: un tempo record tenuto conto che, al di là dell’Atlantico, nessuno
certo conosceva una piccola casa editrice italiana di nome Quadratum e che fra
i pretendenti c’erano editori di ben altra fama come la Mondadori. E anche in
Italia la mossa della Quadratum ha suscitato un po’ di sorpresa: che ci fa in
una casa editrice dall’immagine un po’ tradizionalista dove convivono periodici
storici come La cucina italiana, Intimità, Love Story e i mensili specializzati
Viaggi e sapori e Io cucino un giornale come Rolling Stone, che non appartiene
a nessun genere preciso ma, zigzagando tra rock e costume, attualità e cultura
giovanile, ha trovato un suo equilibrio di successo?
Diretto da una
coppia di quarantenni di cultura eclettica e di buon intuito – Michele Lupi
e Carlo Antonelli – Rolling Stone è stato inizialmente pubblicato in Italia
dalla Ixo Publishing trovando, fin dal primo numero, un suo pubblico un po’
trasversale per età, interessi, sesso riuscendo a imporsi all’attenzione del
mercato. Tanto che, quando a marzo la casa editrice è fallita, più di un
editore ha messo gli occhi sul mensile.
Ma perché
Rolling Stone interessava alla Quadratum?
“Perché è un
giornale innovativo e di qualità. E perché la nostra strategia di crescita
prevede il lancio o l’acquisizione di un nuovo periodico all’anno; abbiamo,
quindi, colto un’opportunità che il mercato ci offriva”, risponde Lapo
Niccolini. Lapo è il figlio di Lorenzo Niccolini, che con la A & G
Marco è stato uno dei massimi distributori italiani, e alla morte del padre,
nel novembre 1999, ha ereditato la Quadratum assieme alla sorella Laura
e allo zio Marco Borioli. Un’eredità difficile perché fino a quel
momento né Lapo né Laura si erano occupati della casa editrice – mentre oggi
Lapo è vice presidente (con le deleghe per l’amministrazione, la finanza e il
controllo) e Laura è responsabile grafica della Quadratum New Media, la società
per le attività su Internet, e presidente della controllata Square – e perché
cinque anni fa l’azienda stava ancora scontando l’acquisizione della Cino Del
Duca, avvenuta nel 1994.
“Ma per mio
padre la Quadratum era un’autentica passione”, dice Lapo, “e non abbiamo neppure
preso in considerazione le tante offerte di acquisto che ci sono arrivate”.
Andrea Monti. Nuovo maschile in autunno
Nel suo nuovo
ruolo di editore, un anno, fa Andrea Monti aveva annunciato molti
progetti in aggiunta all’edizione italiana di Maxim. E i primi stanno ora
concretizzandosi. In autunno Monti lancerà, infatti, un nuovo maschile, nome
provvisorio Mix, rivolto a un pubblico tra i 18 e i 25 anni. “Tra i maschili
Maxim è quello con il taglio più giornalistico e la gran parte dei servizi che pubblichiamo
è realizzata da noi”, spiega. “Il risultato è che utilizziamo pochissimo il
materiale delle altre edizioni internazionali di Maxim, sfruttando al minimo le
opportunità del contratto di licenza. Cosa che invece dovrà fare il nuovo
mensile”. Intanto, allegato al numero di luglio di Maxim – che ha una
diffusione di 40-50mila copie – Monti ha pubblicato il primo numero di Extreme,
un periodico che, sul filo della provocazione gioca sulla forza delle immagini
per leggere l’attualità e le tendenze. L’obiettivo è di realizzare entro l’anno
un altro numero per poi farne un trimestrale. Un progetto già pronto nel
cassetto è quello dei mensili Sfera e Sfera Junior ispirati alla trasmissione
di attualità scientifica ‘Sfera’, che Monti conduce sulla 7: “Sono pronti da
pubblicare, ma poiché la 7 non è proprietaria del marchio ‘Sfera’ – sottolinea
– e fin quando questo non avverrà, non è il caso di mandare in edicola dei
giornali legati a una trasmissione che potrebbe anche cambiare nome”.
In Francia “Le Figaro” si dà alle
vendite collaterali. Le “Monde” segue.
Il primo a
vendere in Francia prodotti culturali assieme a un giornale era stato, nel
gennaio 2003, il settimanale Le Point che aveva proposto ai suoi lettori un
racconto inedito di Maupassant. L’iniziativa non aveva avuto successo. E per
alcuni mesi era caduta nel dimenticatoio. Poi, però, la crisi delle vendite
in edicola di quotidiani e periodici ha riportato all’attenzione degli editori
il dossier delle fortunate esperienze italiane e spagnole nel campo delle
cosiddette vendite collaterali. Incoraggiato anche dalla possibilità di
fare pubblicità in tivù – un’opportunità che alla stampa è concessa solo dal
gennaio di quest’anno – è stato Le Figaro il primo a riprovarci scegliendo di
lanciare – insieme al giornale del sabato, già venduto con tre magazine a un
prezzo totale di 4 euro – una collezione di dvd con un sovrapprezzo di soli 3
euro. L’iniziativa è durata due mesi, facendo aumentare le vendite del
quotidiano del sabato del 15% e il fatturato del 60%. Un buon risultato, tanto
che l’operazione è proseguita.
Ma quel che ha
fatto più scalpore è che anche Le Monde, fino a poco tempo fa pronto a
fustigare queste “derive del marketing” della stampa, si sia convertito alle
vendite collaterali. Forse messo alle strette da un ribasso della diffusione
del 4,4% nel 2003, il quotidiano ha rotto gli indugi proponendo ai lettori una
collezione di dvd di film francesi di successo, acquistabili ogni venerdì
assieme al quotidiano, al prezzo di 5 euro (il costo del giornale è di 1,20).
Persino il più
che schizzinoso Libération e il moribondo France Soir stanno preparando
iniziative analoghe. Numerosi settimanali, L’Express, Télé 7 Jours, Télé Poche
nonché il mensile Entrevue hanno già tentato, con alterne fortune, l’esperienza.
Si torna a
parlare anche di libri, malgrado l’opposizione del sindacato dei librai e della
Fnac, il potente supermercato culturale.
Ciarrapico apre a Rieti e a Viterbo
Dal 15 giugno è
in edicola Nuovo Viterbo Oggi, preceduto quindici giorni prima da Nuovo Rieti
Oggi, ultimi nati della Editoriale Ciociara Oggi, la catena di quotidiani che
fa capo all’editore Giuseppe Ciarrapico. Ambedue sono diretti da Gianni
Tomeo. Quello di Rieti ha 32 pagine di cui 7 locali, Nuovo Viterbo Oggi
conta invece 36 pagine di cui 16 locali, per 6 numeri settimanali (manca
l’edizione del lunedì). I due nuovi tabloid vanno a inserirsi nell’area dei
quotidiani di centrodestra che, nelle due zone, già conta sulla presenza del
Tempo e della pagina locale di Libero. Con le edizioni in corso a Frosinone, Latina, Castelli e Civitavecchia,
il gruppo ciociaro ha completato la copertura capillare dell’intero Lazio,
entrando in rotta di collisione con il Corriere dei Barbetti-Alberto Donati,
che proprio con le edizioni di Rieti e Viterbo tentava un’espansione a sud.
Riza. A quota 800.000 lettori
Sono stati i
primi, già nel 1979, a occuparsi con la loro Riza psicosomatica di benessere
fisico e psicologico; poi in anni più recenti hanno aggiunto nuovi mensili –
Salute naturale, Dimagrire, Riza scienze – collane di libri, di cd e di dvd e
un centro benessere che per ora ha sede solo a Milano, ma che a breve potrebbe
espandersi in altre città italiane. Sempre con alle spalle il gruppo di medici,
psichiatri e psicologi – a cominciare dal fondatore Raffaele Morelli –
che lavorano all’Istituto Riza di medicina psicosomatica e in tutte queste
riviste riversano le loro conoscenze ed esperienze terapeutiche.
Ora, che di
psicologia e benessere parlano in molti, Edizioni Riza ha voluto marcare la
differenza. Innanzitutto con una ricerca sul pubblico e sulla lettura delle sue
testate, poi con l’annuncio che, entro il 2005, in casa ce ne saranno altre
tre: la prima, a ottobre, uno specializzato rivolto a tutti coloro che
lavorano nel mondo del benessere; le altre due, su argomento non
specificato, destinate al pubblico dei non specialisti.
“In editoria
siamo i più specializzati e i più autorevoli nel campo del benessere, e lo
scorso anno anche le nostre riviste hanno risentito positivamente dell’interesse
generale per questi temi, aumentando nel complesso di un 20% sia la diffusione
sia la raccolta pubblicitaria”, osserva Liliana Tieger, che di Edizioni
Riza è il direttore generale. “Proprio per questo era giusto presentare al
mercato dei dati precisi e, per la prima volta, un’analisi del lettorato delle
testate”.
“Il giornale di Vicenza si muove”
Ottenuta sei
mesi fa la piena fiducia dell’editore, la società Athesis, il direttore
responsabile del Giornale di Vicenza, Giulio Antonacci ha consolidato il suo progetto di aprire ai
giovani un quotidiano tradizionale di provincia, forse un po’ paludato. Un
cammino iniziato un anno fa quando Antonacci, ha introdotto una serie di pagine
tematiche a colori, con taglio grafico da settimanale, giocando molto su
fotografie e grafici. Gli ultimi dati della diffusione sembrano premiare le sue
scelte: +1,2% rispetto all’anno scorso. Un risultato sorprendente se si
considera che il quotidiano vanta uno degli indici di penetrazione (rapporto
popolazione/copie vendute) più alti d’Italia.
QUATTRORUOTE:
Anche
nell’editoria non ci sono rendite di posizione o santuari inattaccabili. Se n’è
accorto, in questi anni, persino Quattroruote, ovvero quella specie di
incrociatore corazzato dell’editoria automobilistica che dal lontano ’56 ha
dominato il settore per copie vendute, readership e fatturato pubblicitario. Da
qualche tempo il mensile della Domus ha perduto il primato delle copie,
scavalcato dal fenomeno Al Volante, e si è trovato circondato da una fungaia di
competitor vecchi e nuovi – dal ringalluzzito Gente Motori al mondadoriano
Cambio, agli inserti motori dei quotidiani – tutti a caccia di una fetta in più
della torta pubblicitaria dell’auto, l’unica a non aver subito drammatici
assottigliamenti negli ultimi anni. Insomma, un vero e proprio assedio al quale
il mensile, diretto da Mauro Tedeschini, ha reagito riuscendo a
difendere la posizione di leader nella raccolta pubblicitaria, contenendo la
flessione delle vendite e lanciando un contrattacco strategico su tutti i
fronti: di prodotto, di sviluppo delle offerte allegate alla testata madre, di
proiezione internazionale con il licensing di Quattroruote in otto Paesi, fra
cui la Cina, di lancio di nuove iniziative collaterali.