Un gruppo di grandi editori tedeschi vuole fare concorrenza a Deutsche Post nel servizio postale. GERMANIA: EDITORI POSTINI

Un gruppo di grandi editori tedeschi vuole fare concorrenza a Deutsche Post nel servizio postale.

Ad annunciarlo è stato il quotidiano Handelsblatt, spiegando che tre colossi della stampa stanno valutando la creazione del primo servizio postale alternativo all’ex monopolista di Stato. Si tratta di Axel Springer (Die Welt e Bild), Holtzbrinck (Handelsblatt) e il gruppo Waz (quotidiani regionali). A tal fine hanno deciso di acquisire una partecipazione nel gruppo Europost, una società controllata dalle poste olandesi (Tpg) e dal gruppo logistico tedesco Hermes. Michael Grabner, numero due del gruppo editoriale Holtzbrinck, ha dichiarato: “Il servizio postale è un’attività molto interessante dal punto di vista del business editoriale, poiché le strutture distributive sono già presenti”. 

 

ANCHE  IL SOLE-24ORE PUNTA  SUL FULL COLOR

Il quotidiano economico finanziario IL SOLE 24 ORE segue la strada del full color già annunciata da REPUBBLICA

e CORRIERE DELLA SERA.

Per fare questo l’editore ha prenotato tre nuove rotative e per il potenziamento degli impianti sono stati stanziati 110 milioni di euro.

Le nuove rotative consentiranno la produzioni di giornali a tre dorsi con foliazione variabile e in grado di stampare 56 pagine, 40 delle quali in quadricomia.

È previsto poi un successivo ampliamento per la produzione a 64 pagine, tutte a colori.

 

Parigi i principali quotidiani hanno tentato di opporsi al calo delle vendite lanciando nuove iniziative editoriali FRANCIA: NUOVE INIZIATIVE EDITORIALI PER NON PERDERE COPIE

A Parigi i principali quotidiani hanno tentato di opporsi al calo delle vendite lanciando nuove iniziative editoriali e promozionali.

Quali? Le Monde 2 è un settimanale in carta patinata in vendita ogni sabato nelle edicole, sull’esempio de Le Figaro Magazine che consente al giornale di raddoppiare le vendite ogni fine settimana. Oggi in Francia i regionali vendono ogni giorno 5,6 milioni di copie contro l’1,81 % dei nazionali. Peso sempre maggiore nella diffusione della stampa francese lo hanno le riviste con il 44,63% del venduto contro il 37,28 % della stampa regionale quotidiana e il 12, 22 % della stampa quotidiana nazionale.

 

New York Times ha introdottoSTATI UNITI: AL NEW YORK TIMES IN REDAZIONE IL PUBLIC EDITOR

Il quotidiano americano New York Times ha introdotto

in redazione il “public editor”, definito anche “Garante dei diritti dei lettori”. Un’iniziativa intrapresa dal nuovo direttore Bill Keller per riguadagnare la fiducia dei lettori in un quotidiano per il quale serviva un “secondo filtro” sugli abusi e gli errori inevitabili in una grande organizzazione come quella del giornale newyorkese. Il “public editor” è Daniel Okrent che svolge il proprio lavoro rispondendo ai lettori due volte al mese in uno spazio che gli è stato riservato in seconda pagina di “Week in review”, uno dei 12 supplementi domenicali del New York Times. Il suo compito è di controllare ogni articolo, ogni pagina, ogni paragrafo per far rispettare gli standard di accuratezza, equilibrio e professionalità del giornale. Okrent, che ha un contratto biennale, è stato in passato autore di bestseller, commentatore televisivo e manager editoriale.

 

NOUVEL OBSERVATEUR, LA LINEA POLITICA IN UN CODICE

A difesa della sua indipendenza uno tra i più autorevoli settimanali francesi, il Nouvel Observateur, ha adottato un codice deontologico che a suo giudizio “farà epoca”. “La Charte” è stato negoziato dai giornalisti con la proprietà e fissa una volte per tutte l’orientamento politico della testata, che “si iscrive nel movimento socialdemocratico” e tenta di conciliare “il rispetto delle libertà e la ricerca della giustizia sociale”. Nel codice si sottolinea che “la separazione tra commenti e informazioni-inchieste è uno degli elementi costitutivi” della rivista, i cui responsabili “non possono appartenere a partiti politici o avere un ruolo politico”. Sulla nomina del direttore viene riconosciuto potere di veto ai giornalisti che possono bocciarla se almeno il 66 per cento di loro la ritiene suscettibile di modificare l'orientamento redazionale e editoriale del giornale.

 

ITALIA:INVESTIMENTI PUBBLICITARI DA DEFISCALIZZARE

Gli editori hanno chiesto al Governo di defiscalizzare gli investimenti pubblicitari aggiuntivi sulla carta stampata per chi investe di più in pubblicità rispetto all’anno precedente. Infanti nel triennio 2000-2002 l’incidenza dei ricavi pubblicitari sul totale dei ricavi editoriali dei quotidiani è passata dal 58 al 51, 5%. La stima degli investimenti, per il 2004, è in controtendenza indicata in 8,27 miliardi di euro, con un incremento del 3,4% rispetto allo scorso anno

(+2 per la stampa, +4 per la tv). In Europa è prevista una spesa pubblicitaria di 81 miliardi di euro di cui 19 nella sola Germania.