Un vero e proprio nastro colorato, lungo 11.000 km (questa la distanza fra le due capitali) mettendo in fila i volumi venduti in edicola insieme a quotidiani e periodici.
Ma l’Italia, non era il Paese che
non leggeva?
A nostro avviso
gli italiani comprano questi libri e non li leggono, mentre leggono1 i
quotidiani ma non li comprano.
Stando, infatti,
ai macroscopici numeri che attestano quanti volumi sono stati – e continuano a
essere – venduti in edicola come collaterali ai giornali, uomini e donne
dovrebbero passare il loro tempo esclusivamente seduti in poltrona a leggere
tutto quanto stanno acquistando in edicola.
“Ma tu hai letto
Le Civiltà mesopotamiche del Corriere della Sera?”
“No, però mi
sono comprato Alessando del Giornale”.
“Ma dai! Questo
mi manca! Io ero rimasto a Roma: dalle origini ad Augusto di Repubblica”.
E via così.
Questo
immaginario, ma neppure tanto, dialogo tra lettori potrebbe benissimo essere
avvenuto in questi mesi, mentre i maggiori quotidiani continuano a contendersi
i lettori a colpi di volumi.
Sia chiaro: sono
ottime edizioni, curate nella grafica e soprattutto nei saggi introduttivi, con
note approfondite e schede bibliografiche puntuali e aggiornate. Tuttavia,
viene da chiedersi se non ci sia chi viene allettato (anche qui, tanto di
cappello a chi ne ha curato la veste) anche dai colori, dalle dimensioni, dalle
copertine.
Hai una libreria
un po’ spentina?
Ottima la serie
La grande poesia del Corriere della Sera: 30 raccolte di altrettanti poeti con
copertine che sfumano dal verde all’azzurro, dal rosso all’arancio al giallo e
che stanno benissimo, davvero, sugli scaffali annoiati della scontata libreria
Ikea.
Poco spazio, ma
tanta voglia d’arte?
Perfetta la
serie di monografie I classici dell’arte dello stesso Corriere: pratici,
maneggevoli, su bella carta patinata e, anche in questo caso, con copertine
vivacemente colorate.
Le vecchie
enciclopedie di una volta non ci sono più: o costano troppo, o in molti non
hanno tempo per il gentile rappresentante che fissa a casa un appuntamento e
poi illustra, mostra e incoraggia all’acquisto degli ottimi volumi bevendo il
caffè (spesso bisogna anche offrire un caffè).
Oggi le
metrature di enciclopedie che facevano colta una casa, e l’abbellivano anche,
sono tutte in edicola, arrivano un volume alla volta e, a poco a poco,
arredano. Senza rubare troppo tempo, e con la sensazione di pagarle meno (non è
vero) ma sicuramente... a rate.
Insomma: i libri
in edicola si vendono, e bene.
Fin qui tutti
d’accordo. Ci divertiamo solo, ancora un po’, a chiederci se, una volta
comprati, saranno anche letti.
Per i libri
d’arte, dicono molte persone interpellate, funziona un po’ il principio “impara
l’arte e mettila da parte”: in questo caso non si tratta di un mestiere, ma
proprio di nozioni su Giorgione, El Greco, Caravaggio, Van Gogh. Forse non me
li leggerò proprio tutti, magari nemmeno avrò il tempo di sfogliarli come
meritano, pensa il potenziale lettore, ma se non altro il giorno in cui mi
verrà in mente di saperne di più sui famosi girasoli (Van Gogh, ovviamente)
almeno avrò un libro a portata di mano. Che è poi il principio
dell’enciclopedia.
E così oltre ai
volumi del Corriere della Sera ecco quelli in allegato con L’Espresso, dal
titolo un po’ stile Settimana Enigmistica Lo sapevi dell’arte.
Le testate
nazionali, e non solo i quotidiani, fanno a gara a colpi di pennello. Anche
Oggi Porta a casa tua i musei del mondo: et voilà, dieci volumi dedicati ai
musei più famosi, con schede informative e riproduzioni fotografiche. Comunque
pare che i libretti in questione piacciano anche ai bambini: sarà per i colori,
sarà per il formato, c’è chi assicura che il figlio di tre anni già gradisce
sfogliare le pagine del volume su Gauguin, per non parlare del sempre citato Van
Gogh, che tra iris, girasoli e seggiole con la pipa piace moltissimo. Quindi:
le raccolte si fanno anche per i figli (magari non quelli di tre anni, ma certo
in prospettiva).
Per i volumi di
poesia, invece, che non possono non essere letti, il discorso cambia: chi già
conosce Eliot, Dylan Thomas o Apollinaire dovrebbe possederne delle edizioni
poetiche; chi non li ha mai letti davvero inizia da qui?
E poi, al ritmo
di uno alla settimana, si ha il tempo di leggerli?
Certo che no: si
accumulano, si prendono per il futuro, in un ipotetico futuro in cui si avrà
tempo e voglia di conoscere i versi di Rimbaud. E poi, siamo maligni, si
comprano perché stanno bene sul quarto scaffale ed è carino, addirittura
necessario, avere in casa una raccolta di poesia. Perché, come ha detto
Repubblica per la sua Antologia della Poesia “In Italia: tanti navigatori,
pochi santi, ma ogni giovedì tutti poeti”.
Gon˘carov e
Thackeray chi erano costoro?
Poco importa
saperlo, quel che conta è che, sempre Repubblica, ha realizzato con i loro
romanzi davvero dei bei volumi (completi di astuccio). E come sta bene
dimenticarne uno aperto (con il segnalibro di seta dopo una trentina di pagine,
indizio sicuro che abbiamo iniziato a leggerlo) la sera che aspettiamo a cena
degli amici...
Qualcuno ha
voglia di riscoprire I classici?
Dov’è il
problema?
Ci ha pensato La
Stampa mandando in edicola opere scelte da Macchiavelli a Poe, passando per
Manzoni.
Meglio ancora:
in un crescendo di voglia di leggere e di feuilleton ci sono i gialli, i capolavori
ad alta tensione in allegato alla Repubblica (qui si tratta di puro svago, di
libri un po’ vacanzieri: eppure sono una sfilza); ci sono Le firme del Corriere
della Sera che spaziano fra gli argomenti più disparati, i grandi
Romanzi-capolavoro dell’Ottocento con La Sicilia, la collana I banditi in
allegato a L’Unione Sarda e la collezione Avventura con Il Giornale. Tutti
degli Indiana Jones, gli italiani.
Ma l’Italia non
era il paese che non leggeva?
E come fanno i
lettori a destreggiarsi tra le decine di proposte?
Perché mica
finiscono qui. Allegati al Giorno, Il resto del Carlino e La Nazione ci sono
stati 27 volumi, dicansi 27, dedicati alla Cucina regionale Italiana, guide dei
Viaggi Baedeker, 50 libri dedicati ai ragazzi (proprio a loro: che vagano da
una playstation a un film in Tv) con titoli che spaziano da Robinson Crusoe a
Davide Copperfield (molti padri, sappiamo, ne hanno approfittato per rileggere
pagine che tanto li avevano appassionati nei loro anni verdi). Per non parlare
della nuova bella collana (in 18 volumi) della Biblioteca Illustrata del Sapere
con cui è ripartita, ai primi di settembre, la poderosa promozione dei tre
quotidiani.
E poi c’è la
novità della collana dedicata da Repubblica ai fumetti che ha sbalordito:
l’offerta, di certo nuova per l’Italia che legge pochi testi con vignette, ha
incontrato invece il favore degli appassionati e avvicinato lettori nuovi.
Insomma, il lettore deve segnare sul calendario date e titoli: lunedì c’è
Picasso, martedì la cucina molisana e le poesie di Petrarca, mercoledì i
capolavori di Grazia Deledda, giovedì l’Iliade e via dicendo.
A volte, come
per le figurine, ci sono i doppioni. Perché nella gara sfrenata al libro in
allegato i giornali si copiano, duellano, rivaleggiano.
Basta dare
un’occhiata in edicola di questi tempi. Corriere della Sera con La grande
storia universale (20 volumi), La Repubblica con La Storia (dell’umanità: 16
tomi), Biblioteca storica con Il Giornale (anche qui si toccano i 20 volumi).
Ohibò, ma c’è da perderci la testa.
Da comprare
subito una libreria in più, da aggiungere un po’ di mensole in casa: tutti
questi libri non ci staranno mai. Anche in cucina, naturalmente, perché con il
Corriere della Sera è arrivata La grande Cucina, un’opera tutta da... gustare!
E sono così
belli: comprare, comprare subito.
Fin qui, volendo
scherzare.
Ma i
responsabili scherzano meno, e gongolano. Sembrano tutti soddisfatti: i libri
hanno fatto aumentare i fatturati (non le vendite - se non quelle in cui il
primo volume delle varie collane è in omaggio!) dei quotidiani. Con L’Enciclopedia Utet, secondo i dati
pubblicati da ItaliaOggi, ha portato nelle casse del gruppo Espresso-Repubblica
oltre 147milioni di euro di fatturato, mentre per I classici dell’arte del
Corriere si ipotizzano 51 milioni nelle casse di via Solferino. Ai primi di
settembre, si legge sempre su Italia Oggi, i collaterali complessivi del
Corriere della Sera sono di circa 50 milioni.
Al Giornale il
responsabile Attilio Mattusi ricorda che il target del quotidiano è molto
alto: il 43% dei lettori ha una scolarizzazione della media superiore, il 45%
ha un potenziale d’acquisto medio-alto. Come dire: chi acquista i volumi legge,
o almeno sa che cosa acquista. I dati di vendita dei 40 volumi
dell’Enciclopedia Universale, in uscita da settembre 2003 a giugno 2004
confermano: in media vendute 146.000 copie. Le 10 uscite dei volumi della
Collezione Avventura, da luglio a settembre hanno visto 30.000 copie di venduto
e per la serie Biblioteca storica, che
da agosto proseguirà fino a maggio 2005, la media dei primi numeri venduti è di
110mila.
E nelle isole?
I lettori de La
Sicilia, spiega Alessandro De Agrò, hanno premiato solo in parte
l’iniziativa della scorsa estate dedicata ai gialli: dieci numeri, 3 euro con
il quotidiano. Meglio I romanzi dell’Ottocento (con particolare attenzione agli
scrittori siciliani), 5 euro con il quotidiano. Adesso si punta su scuole e
famiglie, dal 5 ottobre con cadenza bisettimanale per un totale di 30 uscite,
con I corsi di English Plus BBC. In allegato al quotidiano un DVD al martedì,
un CD-rom al giovedì con testo cartaceo, al prezzo rispettivamente di 6,95 euro
e 4,95 euro: e la speranza che si voglia imparare.
Assai bene in
Sardegna: il responsabile diffusione dell’Unione Sarda, Gianfranco Mele,
ricorda che la collana I Banditi, storia del banditismo sardo, ha avuto molto
successo: il primo volume è stato ristampato 3 volte e la prima serie ha
venduto mezzo milione di copie. Ottima la serie Grazia Deledda: tutti i
romanzi: 33 volumi in tutto con i titoli dei lavori della scrittrice Premio
Nobel. 18mila libri ogni settimana, per un totale di oltre 400mila libri
venduti.
Molti lettori,
secondo Mele, si sono avvicinati al quotidiano proprio grazie ai libri, che
hanno svecchiato il target: oggi è cresciuto il numero dei lettori dai 35 ai 44
anni. La nuova serie, dal 1°ottobre, è La Sardegna Paese per Paese (dal
Dizionario Storico-Geografico Angius Casalis): un testo di oltre 170 anni fa in
18 volumi con oltre 6500 pagine (ogni libro ne ha circa 360).
Tutto bene
dunque.
I libri hanno
fatto lievitare i fatturati e anche i giornalai da questo punto di vista, non
possono lamentarsi.
Resta ora da
chiedersi cosa potranno ancora inventarsi gli editori che, avendo assaporato
queste cifre, difficilmente sapranno rinunciarvi.
Un fatto è
certo: i lettori ondeggiano da una testata all’altra in cerca di ciò che
interessa di più. Ed è proprio il primo numero di ogni collezione (quasi sempre
gratuito) che, fra due prodotti similari, consente di esaminare con calma e poi
decidere quale acquistare.
Abbiamo chiesto
a edicolanti di tutta Italia di disegnarci il profilo dell’acquirente di libri
allegati a quotidiani e periodici. E quali sono stati i problemi cui hanno
dovuto fare fronte. Ecco cosa ci hanno detto:
Giancarlo
Cattaruzza (Pordenone):
“Si è venduto di tutto, ma qualche problema l’abbiamo avuto con i primi numeri:
sia Corriere della Sera che Repubblica hanno pubblicizzato l’uscita gratuita di
nuovi libri, ma il numero di copie consegnato era insufficiente. Sono
soprattutto le famiglie, i genitori ad aver acquistato i volumi delle
enciclopedie proposte dai vari quotidiani. È vero che qualcuno si è stufato
strada facendo, ma un buon 80% porta a termine le raccolte. Se per le
enciclopedie sono i genitori a comperare, per le collane di letteratura ho
avuto un pubblico adulto e colto:
liberi
professionisti, dirigenti e professori”.
Antonio Mansi
(Milano): “I libri
continuano a essere un prodotto che tira.
Lo conferma
l’uscita della collana di Cucina del Corriere della Sera esauritasi in un
battibaleno.
Nel caso delle
enciclopedie il risultato è, invece, in calo perché anche il tipo di argomento,
per esempio la storia, ripropone temi già affrontati in altre pubblicazioni nei
mesi scorsi. Personalmente vendo cinquanta, settanta copie di libri delle
collezioni più importanti. La mia edicola è di fronte a Palazzo di Giustizia a
Milano, ci sono dunque molti uffici e studi: sono proprio i liberi
professionisti i principali acquirenti di questi prodotti. Persone di elevato
spessore culturale e di età variabile, ma sempre adulti”.
Leonardo
Fossini (Genova): “I
prodotti ben fatti vanno sempre, è il caso dei libri di Repubblica che
piacciono molto anche a distanza di mesi dalle prime uscite. L’acquirente è
soprattutto il lettore abituale dello stesso quotidiano. Poi, ovviamente, c’è
sempre il cliente di passaggio. Mediamente gli interessati superano i
quarant’anni, e svolgono diverse professioni: dal dirigente all’impiegato,
senza dimenticare però l’operaio e il... pescivendolo. Mi trovo, infatti,
davanti al mercato ittico e ci sono alcuni venditori di pesce che collezionano
libri”.
Giampaolo
Cumani (Bologna): “Non
ci sono più i risultati di uno o due anni fa, anche perché la gente dopo aver
completato un’enciclopedia non ha più interesse nel farne subito un’altra.
Qualcuno sceglie solamente i titoli di letteratura o d’arte che gli
interessano, ma la maggior parte segue l’opera completa. La mia rivendita si
trova vicino all’Università e sono proprio gli studenti i maggiori fruitori dei
libri allegati ai quotidiani. L’età è, quindi, quella universitaria, i
ventenni, ragazzi che mi fanno
conservare tutti i numeri delle collane che collezionano”.
Gianluca
Minciotti
(Fiumicino-Roma): “I libri hanno funzionato moltissimo, purtroppo alla quantità
del primo numero non fa seguito un adeguato numero per la seconda uscita e
questo scontenta subito i lettori. Per le enciclopedie, per esempio, siamo
stati sommersi da centinaia di volumi da “regalare” con la prima uscita, poi...
Particolarmente seguite sono state le diverse collane di Corriere della Sera e
Repubblica. L’acquirente è giovane: studente
o persone di
venti-trent’anni”.
Raffaella
Croce (Foggia): “Libri
ed enciclopedie ‘camminano’. Ho però
anche situazioni particolari: per esempio un cliente mi ha lasciato in edicola
una decina di copie da ritirare e non è ancora passato, così ho dovuto ‘caricarmi’ della spesa di
parecchie decine di euro. D’altronde, per conservare il rapporto con alcune
persone, si devono fare anche questi sacrifici. Il primo giorno che esce un
nuovo prodotto c’è l’assalto all’edicola: sapendo che il libro è gratis, si
presentano persone di tutti i tipi, anche quelle che non comperano mai il
giornale. Poiché so che i miei clienti abituali, magari, passano più tardi,
tengo da parte qualche volume per loro per evitare che, dopo anni di fedeltà,
rimangano delusi nel non trovare ciò che vorrebbero. Chi parte con
un’iniziativa rimane solitamente fino alla fine; si può invece perdere una
buona parte di collezionisti quando, la scelta editoriale decide di prolungare
“in corsa” le uscite. Identikit del cliente di libri? Giovani. Dagli studenti
delle superiori ai genitori: persone che fanno le raccolte per arricchire le
proprie case con volumi da utilizzare per approfondire i programmi scolastici”.
Lucia Cardì (Siracusa): “Per i primi numeri gratuiti
tutti mi richiedono il volume in regalo, poi le cose cambiano quando si
incomincia a pagarli. Non teniamo grandi quantità, ma riusciamo a soddisfare senza
problemi i nostri clienti. È difficile identificare il “collezionista-tipo”:
come età si parte dai trent’anni in su, quaranta, cinquanta, ecc... La
professione e il livello culturale varia: abbiamo professori, impiegati,
onorevoli, ma senza trascurare la clientela più popolare che ne approfitta per
“realizzare” un’enciclopedia con una spesa pagata settimanalmente”.
Andrea Meloni (Cagliari): “Attualmente proponiamo
sette-otto pubblicazioni allegate ai giornali. Fedeli alle raccolte sono state
le persone che hanno collezionato le enciclopedie: quando, in alcuni casi, gli
editori hanno poi “prolungato” da 30 numeri a 50, diversi clienti hanno abbandonato. Le prime serie di volumi di
Corriere della Sera, Repubblica e Il Giornale sono andate tutte bene; ora
proponendo altre enciclopedie, sia pure con argomenti diversi, la gente non se
la sente di sopportare ulteriori costi. Sono state le famiglie i clienti
principali, e sempre adulto è il pubblico dei libri d’arte o di letteratura. A
distanza di un anno, le iniziative del Corriere della Sera continuano a
funzionare molto come, a livello locale, anche quelle dell’Unione Sarda. Gli
interessati sono persone di media età, ho molti clienti fra gli insegnanti, ma
questo dipende dal fatto che sono vicino ad alcune scuole”.
Valentina Ferri
- Piero Di Fratello
Perbacco,
volevamo escogitare qualcosa di nuovo, un’ideuzza giusta giusta per nuove
collane allegate ai quotidiani, ma passando in rassegna titoli e generi
scopriamo che stanno davvero esplorando lo scibile umano. Vediamo…
Un’enciclopedia dei politici? Facce, fatti e misfatti della categoria dei
politici della Repubblica?
Collane dedicate
alle brutture, anziché alle bellezze d’Italia? Scempi, sporcizie, abusivismo,
monumenti sbagliati, dimore d’epoca abbattute?
Dizionari
dell’erotismo?
Libri di magia,
alchimia, filtri d’amore?
Visto che vanno
molto il lotto, il superenalotto o il
bingo, perché non proporre un’enciclopedia dei numeri, della cabala, della
matematica?
Ma meglio di
tutte una piccola serie dedicata alle uscite in edicola, ovvero a come
orientarsi nel dedalo delle offerte?
Libri al
quadrato, mappa e calendari dei libri in allegato: insomma, una collana che
parli delle collane.
Perché ormai
tutto sembra essere detto, e se escludiamo l’illecito, o il pornografico o
l’immorale, quel che in Italia funziona sempre è ancora parlarsi un po’
addosso.
Corriere della
Sera
Gazzetta dello
Sport
Oggi
•
numero verde
800 615121
Repubblica
Espresso
• a breve
dovrebbe essere disponibile un servizio dedicato per gli Edicolanti
(nel frattempo
invitare il Cliente a rivolgersi al
199.130.130 - 02.69789329 per chi
chiama da
cellulare - www.servizioclienti-repubblica.it
La Nazione
Il Giorno
Resto del
Carlino
Il Giornale
• 02.8566366