La Finanziaria 2005 sosterrà la
stampa con un’ampia apertura di crediti ai fini dello sviluppo del settore.
Il Governo, con
la manovra Finanziaria 2005, ha confermato i crediti per l’editoria: circa 90
milioni di euro. Inoltre, da metà ottobre presso il dipartimento per
l’informazione e l’editoria della presidenza del consiglio è diventato
operativo l’Osservatorio per il monitoraggio del mercato editoriale.
Costituito con
un decreto firmato da Paolo Bonaiuti, sottosegretario per l’informazione
e l’editoria, su delega del capo del governo, l’Osservatorio é presieduto dal
capo dipartimento informazione ed editoria, Mauro Masi. Vi partecipano
esponenti delle categorie, tra le quali la FIEG (Federazione italiana editori
giornali), l’USPI (Unione stampa periodica italiana) e le organizzazioni
sindacali degli edicolanti e dei distributori.
I finanziamenti
agli editori, e l’introduzione dell’Osservatorio del mercato, sono stati
annunciati dal sottosegretario Bonaiuti introducendo la discussione generale
sul disegno di legge sull’editoria, che ha ripreso il suo iter il 30 settembre
dopo una pausa legata alla “procedura di infrazione relativa alla legge
sull’editoria 62/2001 aperta dalla Commissione europea per supposti aiuti di
stato”. Problema superato poi a luglio quando il commissario Mario Monti ha
accettato le argomentazioni italiane. Sul documento legislativo si cerca
un’ampia convergenza fra maggioranza e opposizione e, a questo proposito,
l’onorevole diessino Giuseppe Giulietti ha annunciato la presentazione
di alcuni emendamenti, la richiesta di un ordine del giorno per incrementare i
fondi destinati all’editoria e sollecitato le audizioni di FIEG, USPI,
dell’editoria diocesana, del mondo del non profit, di edicolanti, distributori
e ancora della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e dei
rappresentanti delle altre categorie di lavoratori interessate al
provvedimento.
Il Disegno di
legge Bonaiuti ha il suo “punto fondamentale” nell’articolo cinque che
favorisce gli investimenti delle aziende editoriali snellendo e razionalizzando
le procedure per ottenere i crediti d’imposta e i crediti agevolati, che
consentono robusti investimenti in nuove tecnologie e nella multimedialità.
Una commissione,
presieduta da Paolo Bonaiuti, ha già approvato crediti agevolati per 65 milioni
di euro, il Governo ne ha poi chiesto un rifinanziamento per 30 milioni.
Proprio il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega
all’editoria ha sottolineato che il decreto legge è l’ultimo di una serie di provvedimenti
in favore del settore che si aggiunge alle agevolazioni sul costo della carta
per i quotidiani e i libri (pari a 95 milioni di euro) varate con la scorsa
Finanziaria o alle agevolazioni tariffarie postali a favore dei prodotti
editoriali.
Viene però da
chiedersi con quale faccia gli editori continuino a chiedere (e a ottenere)
agevolazioni economiche per spedire abbonamenti che di fatto vengono
praticamente regalati.
A fronte di un
impegno governativo confermato a favore del settore e a tariffe postali
scontate, gli editori propongono, infatti, quote stracciate per le loro
testate.
Esempi? Ce ne
sono di tutti i tipi!
Aiuti dal Governo,
finanziamenti, sgravi fiscali, investimenti, più qualità, il tutto per poi
regalare il prodotto “giornale” al pubblico “eliminando” anche il passaggio
dall’edicola, tradizionale punto di vendita. Come si spiega quest’operazione?
Con il fatto che gli Editori dimostrano di puntare sempre più sui numeri, per
dimostrare il proprio peso nel mercato e poter quindi garantirsi entrate
importanti dalla pubblicità sostenendole con elevate diffusioni.
Alla fine è solo
il mercato pubblicitario che conta, diventando il principale “motore” dello
sviluppo o della sopravvivenza di quotidiani e periodici. Ma allora cosa ci
stanno a fare gli edicolanti?