La città emiliana riflette i problemi di molti rivenditori: dai costi di gestione aumentati al calo delle vendite.
Nel complesso, però, l’esperienza di
un paio di edicolanti del centro conferma come un’arma vincente continui a essere
la fidelizzazione del cliente.
Roberto Zai ha un negozio in Borgo Giacomo Tommasini
3, a
due passi dalla centralissima via Farini.
“La mia scelta
di diventare edicolante è maturata sette anni fa - spiega il rivenditore
parmense - sono originario di
Fiorenzuola, dove lavoravo come impiegato ma con la voglia di mettermi in
proprio. Leggendo un annuncio economico su La Gazzetta di Parma, ho visto che
si vendeva un’edicola nel centro della città. Mi sono interessato a
quest’opportunità e ho deciso di iniziare il nuovo lavoro insieme a mia moglie
Giuseppina".
Oggi, Roberto
Zai lamenta soprattutto il problema
della chiusura al traffico del centro storico che ha condizionato parte della
cosiddetta clientela di passaggio.
“Quando,
quattro-cinque anni fa, il Comune ha chiuso un tratto di via Farini, ciò ha
sicuramente influito su attività commerciali come la mia, perché chi utilizza i
parcheggi di scambio e i mezzi pubblici per arrivare in centro lo fa
soprattutto per lavoro e non per acquisti - sottolinea il rivenditore parmense.
– Avendo, così, risentito del calo delle persone che prima transitavano in auto
nella mia zona, ora punto soprattutto sull’attività nei confronti dei clienti
abituali. Pur con non pochi sacrifici, servo a domicilio 120 persone, molte
delle quali lavorano negli uffici qui attorno: per organizzare queste consegne
sono costretto a iniziare il lavoro alle 5,30 di ogni mattina”.
Il negozio di
Roberto Zai è moderno in una struttura accogliente di trenta metri quadrati di
esposizione.
“Ho rilevato una
rivendita già rimodernata al suo interno - spiega l’edicolante - Ho cercato di
migliorare ancora di più l’offerta commerciale, ma molto dipende dalle quantità
di giornali che ci sono consegnate dal distributore. Per esempio, guardando una
bolla settimanale, trovo che PANORAMA ci è proposto in sette versioni, ma resto
sempre senza le copie “nude” mentre mi rimangono versioni con Cd o altro che
poi rendo perché a molti clienti non interessano. Sul nostro reddito,
nell’ultimo anno, hanno influito molto le iniziative editoriali di libri
allegati a CORRIERE DELLA SERA, REPUBBLICA e GIORNALE. La clientela
abituale mi chiede di tenere le copie
settimanali di queste pubblicazioni e io cerco di accontentarli pur con il
limite dei quantitativi di cui sono fornito. Il distributore locale (ma forse
dipende anche dal nazionale), purtroppo, non tiene conto delle variabili:
esempio clamoroso è stato il "crack Parmalat": ho ricevuto cinque
copie di PANORAMA che ho esaurito di primo mattino. A Parma questa vicenda ha
colpito tutti gli abitanti della città, perciò ho richiesto altre copie che non
mi sono più servite in quanto
consegnate a due giorni di distanza. Chi era interessato all’argomento è andato
da altri edicolanti volendo leggere subito quanto pubblicato. E tutto sommato,
con il nostro distributore locale Menta, le cose vanno abbastanza bene”.
Roberto Zai
punta il dito anche su chi richiama gli edicolanti a spirito imprenditoriale:
“Continuamente ci viene richiesta maggiore professionalità, ma nessuno ci
garantisce il nostro potere d’acquisto...
Nelle attività
complementari, come giocattoli e cartoleria con cui ho arricchito l’offerta del
negozio, posso scegliere cosa e, soprattutto, quanto comprare. Ciò non avviene,
invece, con i quantitativi dei giornali".
E proprio sui
prodotti complementari l’edicolante parmense lancia un’idea: “Credo che dal
sindacato potrebbe venire un’offerta concreta a noi rivenditori. Come fanno i
centri commerciali, che hanno maggiore potere rifornendo una catena nazionale
di punti vendita, altrettanto una società apposita potrebbe farle per gli
edicolanti offrendo anche a noi migliori condizioni di rifornimento e quindi
rendendoci più competitivi nei confronti del cliente finale.
Solo così si può
aumentare il reddito per una categoria che ha pagato in questi anni il calo
nelle vendite e che con il nuovo Accordo Nazionale deve ottenere maggior
remunerazione dagli editori”.
A poche
centinaia di metri dal collega Roberto Zai, ha un chiosco da dieci anni anche Maurizio
Bondani che svolge l’attività insieme alla moglie Gabriella Spotti.
“L’effetto
Tangentopoli ha creato problemi a molte attività commerciali tra le quali anche
all’impresa edile dove lavoravo e, a quasi cinquant’anni, ho dovuto scegliere
qualcosa di nuovo e l’ho fatto acquistando quest’edicola - spiega l’edicolante
parmense - Insieme a mia moglie abbiamo deciso di cambiare vita e, quindi, alle
5,45 di ogni mattina apriamo il nostro chiosco che chiudiamo alla sera alle
19,30. Rispetto a nostri colleghi di zona, qui dove ci troviamo, non abbiamo
pagato il problema della chiusura del centro storico. Quindi il nostro cliente
è sia quello abituale, che abita in questa zona, sia quello che si reca al
lavoro”.
Variegata anche
la tipologia d’acquisto: “Ci sono un paio di scuole nei dintorni e abbiamo
molti ragazzini fino a 13-14 anni che
acquistano giornalini e figurine - spiega Maurizio Bondani - Vendiamo
ottimamente anche le riviste di tutti i tipi.
Ci sono molti
uffici pubblici, avvocati, commercialisti, c’è il Tribunale di Parma a due
passi. Così c’è il commercialista che acquista il Codice Tributario piuttosto
che il politico che punta sulla rivista specializzata come Limes. Sul nostro
lavoro hanno influito le vendite dei libri allegati ai quotidiani e negli ultimi tempi ho scelto di riproporre
nuovamente nella mia edicola la stampa estera: Parma é la capitale europea
dell’Autorithy e anche città d’arte, quindi ci rivolgiamo ai turisti e anche
agli stranieri che vivono o soggiornano nella nostra città.
Inoltre ho visto
opportunità interessanti nelle riviste specializzate estere, come quelle di
rugby: a Parma c’è una squadra di serie A con molti tifosi. Abbiamo proposto e
venduto per primi riviste francesi e inglesi dedicate agli appassionati della
palla ovale e altri colleghi ci hanno imitati”.
“Con il
materiale pubblicitario mi sono trovato in difficoltà perché avrei dovuto
occupare abusivamente del suolo pubblico e non l’ho fatto, anzi, ho avvertito
distributore ed editore di questa situazione - spiega il rivenditore parmense –
ciò nonostante, quotidianamente, continua ad arrivarmi del cartonato e non
posso far altro che buttarlo via senza esporlo. Anche perché il nostro Comune,
dà notevoli multe in proposito (vedere Azienda Edicola n. 2/2004, pag. 69). Un
altro problema è, anche, quello del plateatico che il Comune di Parma ha
aumentato del 100% nell’ultimo anno. Questo ci mette in difficoltà a fronte di
ricavi che non raddoppiano certo.”
Pornografia e
forniture eccessive sono altre due situazioni contestate da Maurizio Bondani:
“Il distributore Menta accetta le rese simultanee e questo è sicuramente un
segnale positivo, in particolare continuo a respingere materiale pornografico
che non vendo e che mi occuperebbe solamente spazio. Certo quello che accade
regolarmente è che ci vengono consegnati quantitativi superiori al fabbisogno
per riviste sconosciute o che non vendiamo. Poi renderemo queste riviste, ma
intanto la situazione ci crea costi anticipati che non ci spetterebbero e che
potremmo evitarre di sostenere inutilmente.”
Piero Di
Fratello